Avete mai pensato di fare il pane?
Quando lo si gusta e lo si fa scrocchiare tra i denti, forse non ci si rende conto di quale alimento ci stiamo nutrendo.
Sono certo che queste pagine che andrete scoprendo possono essere un utile strumento per coloro che amanti delle cose semplici e naturali e, se ancor più fortunati, con un forno a legna in casa ed in disuso, vogliono cimentarsi in questa nobile arte della panificazione.
I segreti riportati di seguito sono frutto della passione e dell'interesse che mio padre ha riversato in questo settore, definendosi "l'aspirante panettiere autodidatta".
Credo che prima di entrare nel dettaglio tecnico valga la pena spendere due minuti per rendersi conto dello spirito con cui affrontare tutti i passaggi necessari per ottenere dell'ottimo, fragrante … pane quotidiano.
Premesso che, con tutta la determinata volontà di fare un prodotto il più genuino possibile, si è sempre schiavi della qualità della farina esistente in commercio, cioè non garantita ai fini della provenienza da una coltivazione rigorosamente biologica priva di concimi artificiali e così via, tutto ciò premesso, il resto è effettivamente merito delle capacità e della passione dell'aspirante panettiere.
Questa definizione di "aspirante" è sempre vera e necessaria nel senso che fare il pane, con le proprie mani e la propria intuizione, presuppone l'obbligo di una perenne umiltà nell'esercitare l'attività del panificatore.
In fondo il prodigio di ogni volta che mescolando al lievito naturale (piccola porzione di pasta acida di 2-3 etti scarsi) farina, acqua (e sale, alla fine), il tutto in tempi diversi, con aggiunte di piccole quantità di farina ed acqua, a distanza di 12 ore da una volta all'altra, si possa ottenere, alla fine, qualcosa come 25-30 pagnotte di pane assai gustoso, in modo da sfamare per 10-15 giorni i componenti di una famiglia media, questo, per me, ha del prodigioso o del miracoloso che dir si voglia!
Inoltre, il pane fatto secondo l'indole e l'impegno di una persona, a parità di tutti gli ingredienti ed attrezzature necessarie, è comunque assai diverso da quello fatto da un'altra persona.
Sembra perfino un po' esagerato, però in fondo in fondo, è proprio così.
Per me, intervengono fattori personalissimi come la concezione che ognuno di noi ha del dono della vita e, di conseguenza, di tanti altri doni di cui siamo destinatari (consiglio, fortezza, intelletto, scienza, sapienza, pietà e timor di Dio).
….Come pur l'aver patito durante la guerra la fame in giovane età, e quindi sapere l'importanza che ha una fetta di pane, specie se è fatto con un po' di farina integrale, arricchita da segala, farro, sempre integrale ed in porzione appropriata, dettata dall'esperienza.
La coscienza, inoltre, che un chilo di pane fatto in casa, escluso il lavoro, ti può costare - si e no - tra 0,50 cent ed 1 Euro, perché anche la legna è effetto di un dono, stante la grande quantità a disposizione, offerta dai boschi naturali, con il solo accorgimento di procurarsela per tempo, in modo che sia essiccata e bruci agevolmente; tutto questo sprona ed invoglia a benedire la natura che ci circonda, con una perenne espressione di gratitudine e di ringraziamento verso il Creatore, per questa inesauribile miniera di risorse.
Non mi dilungo oltre, anche se forse non ho detto altri particolari della panificazione che mi riservo di dire, se è il caso, in un'altra sezione, ma quello che non è mai completamente ribadito al riguardo, è il fatto che se il pane riesce (perché non di rado accade il contrario) è sempre un misto di fede e di rispetto verso l'Autore di tanti doni!
E la fede ed il rispetto richiedono serio raccoglimento ed escludono perentoriamente che uno possa compiere il "rito" di fare il pane, come qualcosa da prendere "sotto gamba" o immaginare che si possano ottenere buoni risultati, tenendo la testa fra le nuvole o pensando che sia qualcosa di banale e che non richieda il dovuto e meditato impegno, perché lo ripeto fino alla noia, è espressione di un dono che si riceve e come tale bisogna meritarselo.
Questa è la mia filosofia al riguardo e assai difficilmente potrò' cambiare!!
L' <<Aspirante panettiere autodidatta>>
- LA RICETTA DEL PANE FATTO IN CASA (1)
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















