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Storia di una farsa chiamata "Centro Storico"
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Riflessioni ad alta voce

Storia di una farsa chiamata
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ZTL e Centro Storico”



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La morte dei centri delle città, escluse alcune zone chic, è in molti casi già realtà: chiudono i cinema antichi e le attività familiari, bar ed intere zone si riconvertono, al momento, all’attività esclusivamente diurna e gli “eventi culturali” di massa si arroccano sempre più nei grandi palazzetti della musica e del teatro immediatamente raggiungibili e dai quali è altrettanto facile defluire, oppure nei grandi musei.
    Con la chiusura degli uffici tutta la città moderna chiude e la maggioranza delle strade rimane deserta e silenziosa fino al giorno successivo. Questo accade laddove, con incoscienza e cecità, spinti solo da interessi economici e commerciali, si è portata avanti una “politica” di gestione del territorio e delle sue risorse similare a quello che da tempo continuano a voler imporre quelle forze politiche, commerciali e professionali che hanno una visione unicamente “utilitaristica e di sfruttamento” di ogni cosa e tutto asservendo al “soldo”, al ricavo, al guadagno (che se poi è anche facile è anche migliore). E’ chiaramente un gioco “sporco” alla fine del quale, con l’aggiunta dello sfruttamento serale e notturno, per interessi personali e di pochi, si arriverà, irrimediabilmente, alla distruzione totale di ogni tessuto sociale esistente nel territorio riducendolo a cosa morta, senz’anima ne corpo ne persone perché in tale logica  e per a ciò giungere, il posto per i cittadini comuni, con i loro bisogni e le loro miserie, deve necessariamente essere spinto nelle periferie, lontano dallo sguardo dei magnati della finanza (o dei turisti, si pensi a Venezia), dai tracciati centrali dei mezzi di trasporto e da quei palazzi, discretamente antichi, che possono diventare (dopo una prima fase di deprezzamento e di speculazione) uffici da decine di migliaia di euro al metro quadrato in quella che, alla fine, sarà divenuta unicamente una zona di “rappresentanza” di giorno e, alla chiusura degli uffici: ludificio a cielo aperto senza ne regole ne restrizioni. Tale orientamento, ed orizzonte, lo si può notare bene già ora. Basta soffermarsi a vedere come, infatti, la vita ed il conflitto vengono man mano asportati dal centro della città, nel frattempo morente, per lasciare spazio agli uffici, alle vetrine di lusso, e quindi alla città semi-fantasma di cui sopra: con orario da ufficio. Cattedrale del consumo e delle speculazioni.  Questo il destino del nostro Centro?
Noi speriamo di no ed è per evitarlo che da tempo ci battiamo, con compostezza ma anche con fermezza  contro chi, in  concreto, sempre più lascia intravedere l’obiettivo reale e finale che è quello di allontanare del tutto i residenti da questa zona centrale trasformando le strade, un tempo comunque cardini del vivere comune e dei legami solidali, in  “vie di comunicazione” (luoghi di passaggio, non di vita quindi) e di parcheggio per se stessi e nessun altro, nemmeno per i loro clienti portati avanti con chiara “scusante” dal momento che, anche il più deficiente dei cittadini può arrivare a capire che, laddove è parcheggiata l’auto di un commerciante, professionista o artigiano che sia, altra auto non ci può stare. E questi (commercianti, artigiani, professionisti),  sono sempre i primi e gli unici ad occuparli per tutto il giorno.

Per ciò constatare, del resto, basterebbe:

- prendersi il disturbo di perdere un’oretta, al massimo, di mattina nell’orario in cui il residente esce per vedere che il suo posto è subito occupato dal “commerciante” pronto lì a sostituirlo nel parcheggio. Da questo si salvano solo le zone “protette da telecamere” in ZTL. E’ per questo che vogliono abbattere anche queste “macchie” sui loro comodi,
- chiedere sempre ai suddetti come mai NON danno informazione ai loro Clienti sul “Gratta e sosta”? Come mai NON lo usano, visto che ad essi viene offerto a solo 2 Euro (sempre inclusa circolazione e parcheggio anche in ZTL e per 2 ore), come cadeau e segno di attenzione verso i loro clienti? NO! preferiscono invece attaccarlo e definirlo un “flop” perché se ne vendono pochi come se il suo scopo fosse stato quello di far cassa.
- Come mai, la mattina presto, nelle zone miste (le cosiddette, da noi, Zti – Zone a traffico intenso ed incontrollato -) quali, ad esempio e di molto emblematiche, Via Tosio, Via Trieste, Via Cattaneo, C.so Magenta, Piazzale Arnaldo, e dintorni NON ZTL, si notano tantissimi “posti vuoti” laddove, la sera prima, un Residente ha penato per parcheggiare ed ha dovuto magari allungarsi ed allontanarsi di molto da casa sua?

Queste sono tre semplici e concrete osservazioni e domande alle quali mai c’è stata risposta e mai ci sarà per il semplice motivo che NON ce n’è una possibile, reale, concreta  e razionale al di là delle nostre che, ad essi, non conviene dichiarare e che sono:

Se essi facessero uso dei parcheggi esterni (e ce ne sono, e restano VUOTI, per loro stessa ammissione) evitando di occupare, per loro egoismo e comodità, i parcheggi in centro di fronte o vicino alla loro attività, di posti per i loro clienti che effettivamente ne abbisognassero, per necessità e non per “vizio, abitudine o comodità”, ce ne sarebbero veramente ed anche in abbondanza. Inoltre, lo avrebbero anche con un forte sconto (se non “gratis” – due euro potrebbero anche regalarli per il cliente che DICONO di amare tanto -) sul costo normale del fantomatico e avventuroso parcheggio in centro: 2 euro per accedere tranquillamente ANCHE in ZTL ed avere ANCHE due ore di parcheggio quando, in zone accessibili e quindi NON ZTL, il costo è già di 1, 40 euro/ora e quindi sarebbero 2,80 euro (senza “garanzia di posto auto, anzi, con “garanzia” di NON trovarlo nelle vicinanze od anche per niente).

Se la sera gli “avventori facessero uso dei comodi, economici e “vicini” posti di parcheggio (1 euro dalle 18 alle 20 + 1 euro  per tutta la notte a partire dalle 20 di sera alle 7 del mattino dopo – incluso Piazza Vittoria – il centro del centro), il Residente non sarebbe costretto a rodersi il fegato la sera prima alla caccia vana di un posto di parcheggio e ad iniziare ogni giorno con la prima solenne arrabbiatura al dover “scarpinare” per raggiungere la propria auto passando tra la desolazione dei posti vuoti lasciati ad ammirare la luna per tutta la notte dai “socializzanti” che, la sera prima, si sono allietati nei vari bar, pub, ristoranti e magari proprio anche sotto le nostre finestre aggiungendo al danno anche l’ulteriore danno (e beffa) di non averci fatto riposare fino a tarda notte.

Queste sono realtà e cose concrete: altro ed oltre le chiacchiere. Le loro chiacchiere! Quelle che che li rendono ridicoli quando poi giungono persino a parlare di “privilegi del residente”

Ciò chiarito, e per l’ennesima volta, torniamo a noi, ai nostri reali problemi di sempre e quindi al quartiere che, per fortuna, è invece ancora oggi un luogo assolutamente vivo, dinamico, popolare e movimentato come nei film neorealisti sia pure con i dovuti parametri bresciani di sempre che sono da non dimenticare se non si vuole decadere nella mistificazione e lo facciamo stoppando da subito le prevedibili negazioni di quella che ormai è la nostra controparte (ed il nostro sta per Residente) citando semplicemente l’ultima riprova che abbiamo avuto sulla validità della nostra analisi ed a conferma, quindi, dell’enorme ulteriore danno che ne avrebbe il Centro, la Città e la Comunità tutta.

Ci riferiamo all’ultima (ed ancora recente) occasione che c’è stata per mostrare quanto “bene” possa fare alla Città una certa connotazione del suo Centro. C’è qualcuno che ha dimenticato le recenti festività natalizie ed il problema sorto per le luminarie in Centro?.  NOI certamente no, e non dovrebbero dimenticarlo nemmeno tutti gli altri cittadini.

Per tutti, ed eventuali non informati, rivanghiamo:

Festività natalizie. Tutta la Città è in festa ed è intenta a mettere (a spese dei “locali”) gli addobbi per rendere la zona lieta, accogliente, appetibile.

CENTRO CITTA’. Normalmente e regolarmente, come accade ovunque nel mondo, uno si aspetta che sia il luogo meglio addobbato. Il punto d’attrazione e di riferimento per tutti ed invece: resta una macchia buia in tutto il resto del territorio. Perché?. Perché quelli delle “vetrine di lusso, delle boutique ecc ecc di cui abbiamo su detto”, hanno apertamente e chiaramente detto che  non intendevano spendere mettendoci la loro parte (informazione data dagli stessi “commercianti” delle botteghe del centro).
 “Se ne fregavano” insomma, e la cosa è, alla fin fine, anche logica. NON sono “genti”, ma semplicemente marchi e, per di più, nemmeno del luogo per cui: cosa vuoi che gli interessi di spendere per rendere accogliente un territorio che, per essi, è solo un tabellone pubblicitario o, al massimo, un pascolo di mungitura? Con la stessa logica, ed a maggior ragione poi, cosa vuoi che interessi a questi della sorte della zona una volta che hanno abbassato la serranda? Semmai, ad essi, può interessare, questo sì, che ci sia traffico, passaggio che renda visibile le loro vetrine e quindi aumentarne la “resa pubblicitaria”, e chi se ne frega se, per ciò ottenere, si va ad incrementare l’insalubrità, l’insicurezza e la vivibilità di chi ci risiede e deve ANCHE riposarci. Che se ne vadano, svendano i loro appartamenti a noi che poi rivenderemo a caro prezzo ad uffici di rappresentanza che necessitano solo della “locazione” di prestigio diurna sembrano dire (e talvolta anche senza il “sembra”) perché questo in pratica è il loro obiettivo finale. Ma questa però sarebbe la “vera” morte della zona come già è capitato altrove.

Per fortuna la soluzione per evitare la morte delle comunità e dei centri urbani esiste e si chiama:  Ritorno alle origini

Ritorno alle origini


Basta vedere e valutare bene tutto il resto per vederla lì chiara, abbagliante nella sua innegabile realtà che è riassumibile nella necessità ed utilità di Restituire il Centro ai cittadini ed alla comunità formata da famiglie che per le sue strade erano, relativamente, abituate a passeggiare, ritrovarsi e rilassarsi in assoluta tranquillità, sicurezza e salubrità.

Restituire il Centro alle persone, non alle auto, quindi!

Questa è l’unica via sensata da percorrere nell’interesse di tutti, o quasi. Forse NON dei proprietari di immobili, di grandi uffici di rappresentanza, di boutique di lusso di cui sopra alle quali basta anche solo mostrare il marchio, ma questi NON vivono la Città, la sfruttano e basta.

Il cittadino, il residente e quanti in esso arrivano per goderne bellezza e momenti di incontri unitamente al piccolo bottegaio: questi sono quelli in grado di farla realmente vivere. Per farlo però, hanno bisogno di essere messi in condizione di spostarsi a piedi perché solo così possono anche incontrarsi, conoscersi, discutere, parlare e rilassarsi.

Qualsiasi altro approccio non può che condurre alla fine delle comunità urbane.

L’idea che “in fondo siamo tutti sulla stessa barca”, oggi, non può avere cittadinanza. Noi non ci rassegnamo affatto ne tanto-meno vogliamo sottacere sull’operazione “non limpida” di cui sopra
Se essa, invece, andrà bene alla maggioranza dei cittadini diremo addio alla Città, alla socializzazione, al senso civico dei rapporti umani e ci barricheremo tutti in casa, lontani dal Centro, badando bene di restarne alla larga e, quando saremo costretti ad andarci cercheremo di non dimenticare anche noi di lamentarci degli altri, tutti gli altri, che magari si comporteranno esattamente come noi stessi.

Qualora invece ci fosse, negli stessi, un risveglio della coscienza civica allora si proseguirà nel giusto e corretto cammino verso:

“Una Città a passo d’uomo.
Aperta alle persone e non alle auto”


Questo era, ed è, il nostro motto  e da esso non deroghiamo.  NON POSSIAMO derogare e non solo per la nostra stessa sopravvivenza e salute sia fisica che mentale, ma anche per la salvaguardia e la salvezza dell’intero territorio altrimenti destinato, come già detto, alla ben miserevole fine di:

- “vetrina di lusso” durante il giorno
- luogo di “sballo” senza regole la notte


Se poi questa seconda parte NON decollasse o decadesse in futuro (le mode si sa, sono molto instabili e mutano facilmente: Piazza Arnaldo ne ha dato una prima avvisaglia  pur restando “invivibile”):

unicamente un deserto freddo e buio, la sera e la notte, fino alla mattina successiva.

Agli “affaristi”, alla fin fine, poco interessa l’una o l’altra “fine”. L’importante, per loro, è che di giorno esso sia, logisticamente,  “il Centro” dal momento che a loro serve ed interessa solo la “location” e null’altro per cui è unicamente in quest’ottica che essi vedono il territorio in inevitabile contrapposizione con chi, come noi, ci vive e gradirebbe continuare a farlo in un ambiente che non sia assoggettato semplicemente a freddi interessi commerciali.
Un territorio tranquillo, sicuro, salubre per poter serenamente trascorrervi il tempo libero cercando ed intensificando rapporti interpersonali tra persone e famiglie. Rapporti che possano svilupparsi e cementarsi unicamente in un lento cammino a piedi e non di corsa o chiusi in scatolette di latta. Tanto-meno, essere costretti a subire insalubri aerosol micidiali per noi ed ancor più, per i nostri piccoli che si ritrovano lì, proprio all’altezza giusta di scappamenti vari soprattutto poi se trattasi di Suv e Van.

Quanto sinora abbiamo chiesto (ed ottenuto – come cittadini TUTTI insieme, e non solo come vivicentro -), o magari accettato, va in questa direzione. Talvolta piccole gocce per alcuni, grande cose invece per altri ai quali, tali gocce, hanno apportato qualche beneficio. Talaltra gocce più grandi ma sempre, e comunque, passi verso la meta finale, ed indispensabile, del riuscire a riportare la Città a misura d’uomo – di tutti gli uomini, residenti o meno che fossero – tutelando, nel contempo – questo sì, ma ci sembra anche logico e naturale – il diritto alla salute, alla tranquillità, alla vivibilità e, talvolta, finanche al rientro a casa, di chi qui vive e non solo “frequenta” vuoi per lucro che per ludo.
Qualcuno dirà: ma altrove abbiamo problemi simili, uguali, qualche altro dirà anche peggiori.
Tutti si chiederanno: perché dobbiamo preoccuparci del Centro e darvi una mano?

Ebbene:

- anzitutto perché nessuno di noi si sogna minimamente di disconoscere ne di sottovalutare i “problemi” altrui, ci mancherebbe,
- poi perché, se ognuno guarda solo al proprio orticello pretendendo che sia il primo ad essere preso in considerazione, non fa altro che dare munizioni ai professionisti dell’altrismo e dell’altrovismo di cui abbonda la “politica per la politica” e quindi porre la prima pietra per l’immobilismo. Pietra che diventa, con il tempo, tombale perché NULLA si riesce a fare. Ci sarà sempre un’altra cosa ritenuta più importante da farsi e, soprattutto, da fare altrove e ciò a prescindere dal quanto si analizzi. Ci sarà sempre un “altro” ed un “altrove” da additare per poter, nel frattempo, nulla fare se non alimentare speranze che poi naufragano nella delusione e quindi nell’oblio della rassegnazione, alla faccia di tutti. Cosa logica ivece, dice di scegliere un punto che può essere comune ed utile a tutti e da questo partire con costanza, pervicacia e coesione.

Quale luogo ha queste caratteristiche d’attrazione e di cementazione tra le parti? Il Centro ovviamente!
Non per niente lo si definisce e lo si riconosce come tale. E’ il punto di partenza di ogni Città ed il punto di ritorno per tutte le persone. Partiamo quindi da esso. Sistemiamolo per bene in modo che sia vivibile a partire da e per chi vi risiede. Sarà poi cosa logica che questi (e non certo negozi di gradi firme o uffici di rappresentanza) sapranno poi renderlo sempre più accogliente, caldo e “gustoso” per se stessi ma anche per tutti gli altri che qui verranno a ritrovare o ricercare origini, amici, luoghi.

Logico poi sarà provvedere a far si che attorno al Centro vi siano “cose e luoghi” altrettanto vivi e vivibili se si vuole evitare che il centro resti fine a se stesso e quindi, di decadere in un destino parallelo, ma pur sempre nefasto, a quello al quale lo porterebbe la destinazione a semplice “vetrina” di prestigio per grandi firme ed uffici di rappresentanza: divenire quasi un “sacrario” , meglio conosciuto come “cimitero”.

Il Centro quindi come motore di tutto. Un Centro che potrebbe ben paragonarsi al Cuore e, come questo, essere il punto di partenza per portare, spingere, il “sangue”, la vita, in tutto il corpo ma al quale poi anche tornare per rigenerarsi e riprendere con nuova e rinata vitalità. Ciò sottintende quindi che bisognerà renderlo “umanamente” usufruibile da tutti ma, soprattutto, vivibile ed essere sentito come luogo di ristoro fisico e psicologico nel quale poter rigenerarsi e magari dimenticare, per un attimo, i problemi che, indubbiamente, avranno nelle loro zone ma poi, subito dopo, trarre stimolo e suggestioni per porre rimedio anche ai loro “problemi” e magari  far si che, perché no, anche il loro territorio possa magari divenire “attraente” per una capatina “fuori dal Centro” senza dover ricorrere al “fuori porta” , di sicuro più oneroso per i tempi necessari e per i costi.

Questo è tutto. Aggiungere altro, a questo punto, ci sembra inutile e sarebbe solo ulteriormente ripetitivo oltre il quanto già siamo stati per ben rimarcare, ribadendoli più volte, alcuni concetti di base.

Quello che abbiamo prospettata è una analisi ad occhi aperti della situazione attuale e delle possibili strade che essa potrà prendere.

Voi quale preferite?

Se preferite la loro date ad essi la vostra fiducia anche solo non dandola a noi (perché, ricordatelo, una NON scelta, nella situazione attuale, è – di fatto – una scelta che farà comodo agli “altri”)

Se preferite invece la nostra impostazione di “vita” e di “vitalità” nel nostro Centro, allora non mancate di darci il vostro sostegno. Ne faremo di sicuro l’uso migliore possibile realmente nell’interesse di tutti.

Di certo non lo metteremo in un cassetto o, peggio ancora, lo tradiremmo.

Finora abbiamo saputo farci sentire e qualcosa abbiamo anche fatto …… a voi considerare cosa potremmo fare con anche solo un piede negli uffici preposti.

Che si fa?, mettiamo la palla al Centro e da qui partiamo per sviluppare uno splendido campionato per una vita sostenibile ed a misura d’uomo?  A voi il calcio d’inizio. Noi faremo la nostra parte in tutti i ruoli che ci saranno richiesti:
arbitro, attaccante, difensore! non però “riserva” e ciò per chicchessia. Sia esso chiunque sarà ai punti di comando che, e soprattutto, per chi, ancora una volta, continuerà a “dormire” pensando: tanto ci saranno altri che si daranno comunque da fare anche per me.

Cordialità e grazie, comunque, a tutti.
Gruppo Civico Vivicentro

PUNTI base ed irrinunciabili di ViviCentro


- vivibilità per i residenti e i cittadini TUTTI

- centro aperto alle persone non alle auto
 
- proteggere i pedoni ed i cittadini in genere

- curare seriamente la pulizia per le strade e davanti ai luoghi simbolo della città

- far rispettare i 30 km all'ora per la sicurezza dei cittadini, soprattutto per i più deboli: anziani,bambini, studenti.
 
- realizzare percorsi pedonali protetti per gli studenti - pedibus- piccoli bus per trasportare scolari e studenti.

- NO AI SUV NEL CENTRO STORICO

Image- ampliare le aree pedonalizzate e ZTL ( nuovi vigli elettronici) valorizzando la bellezza del centro storico come  il più grande punto di incontro e di socializzazione dei bresciani!  Venire in Centro per stare bene e sicuri, questo dovrebbe essere il messaggio da lanciare e far assimilare ai cittadini tutti. Consequenzialmente se ne avrebbe anche un ritorno ed un vantaggio commerciale per i vari negozi e, soprattutto, botteghe (che sono quelle che di più servono a TUTTI i cittadini e che con essi possono avere un rapporto più stretto), che in centro operano auspicando che, anch'essi, cominciano però a “dare” e non solo a chiedere.

- promuovere un maggior e più puntuale controllo sulla “qualità professionale e morale” del  personale scolastico soprattutto per e nelle materne ed asili (per evitare casi di pedofilia, anche solo sospetti come anche di piccoli di 4 anni che escono tranquillamente da soli dall'asilo ed attraversano la città, sempre da soli, dopo essersi, sempre da soli, vestiti di tutto punto –  dicono - senza, per questo, dimenticare anche gli altri ordini scolastici dove, in aggiunta, sarebbe opportuno porre anche un “controllo” sul territorio per prevenire casi di spaccio ma anche di bullismo e prevaricazioni varie

- Il centro storico ha 2500 anni di storia, salvaguardiamo la bellezza che è dei cittadini e dei turisti e non delle auto ( ricordare che molti centri storici italiani sono stati dichiarati PATRIMONIO DELL'UMANITA' all'Unesco e che Brescia ha fatto questa richiesta RECENTEMENTE  per il NOSTRO CENTRO STORICO) promuovere quindi iniziative culturali per rendere il centro storico vivo, per favorire le relazioni umane più ampie  e solidali

  





Image Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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