Home    Forum    Cerca    FAQ    Iscriviti    Login
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione Pagina 1 di 1
 
BERTINOTTI: PRESTO GOVERNO IN AULA SULL'AFGHANISTAN
Autore Messaggio
Rispondi Citando
Messaggio BERTINOTTI: PRESTO GOVERNO IN AULA SULL'AFGHANISTAN 
 
(ANSA) Martedì, 10 Aprile 2007- 21:43



Image
ROMA - "Domani c'é una capigruppo, la mia previsione è che si chiuderà con la richiesta di intervento in aula del governo, con un autorevolissimo esponente dell'esecutivo, già questa settimana, penso giovedì". Così il presidente della Camera Fausto Bertinotti, nel corso della presentazione del suo libro 'La citta' degli uominì, risponde a Paolo Mieli che gli chiede gli sviluppi della vicenda Mastrogiacomo.
"Penso che alla capigruppo di domani - aggiunge Bertinotti - prenderemo una decisione; ma tocca ai capigruppo decidere".  "La questione della liberazione degli ostaggi, anche per me che sono per la trasparenza del conflitto politico, è uno dei pochi casi in cui voglio vedere la continuità dell'azione di governo. Io, quando ero leader dell'opposizione, ho apprezzato come il governo Berlusconi si è rapportato a questi casi". Lo sottolinea il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, prima della presentazione del suo libro. "Allo stesso modo - prosegue - come cittadino italiano mi sono sentito rappresentato dal Governo Prodi in questo sequestro. Sono momenti drammatici su cui bisogna riflettere con grande condivisione senza che questo alteri la linea che il Governo italiano ha seguito per liberare persone e salvaguardare le vite". "A pochi giorni dal dibattito in Parlamento - sottolinea Bertinotti - auspico e confido in una grande compostezza della discussione". Parlando poi delle dichiarazioni del leader di Emergency, Gino Strada e della vicenda legata al direttore dell'ospedale dell'organizzazione, il presidente di Montecitorio aggiunge: "io penso che il Paese debba avere una voce sola e forte che chieda non solo la salvaguardia di questa vita, perché questo corrisponde ad un codice deontologico nel rapporto tra istituzioni e politici e di una istanza di salvaguardia di vite umane che è sempre indispensabile per perseguire la pace".

A RIFERIRE ALLA CAMERA PROBABILMENTE SARA' D'ALEMA
Dovrebbe essere il ministro degli Esteri Massimo D'Alema a riferire giovedì in Aula sulla vicenda del sequestro Mastrogiacomo e della morte dell'interprete. A quanto si apprende, la presenza del titolare della Farnesina in Aula farebbe slittare l'audizione del ministro al Copaco prevista sempre per giovedì. Ogni decisione ufficiale però sarà presa dalla capigruppo di mercoledi' prevista per le ore 12.

INTINI: STRADA DICE COSE CHE NON DOVREBBE DIRE
Gino Strada "dice cose che non dovrebbe, poi le ritratta" ma "non voglio entrare in polemica su questo" perché in questo momento il fondatore di Emergency "é un uomo esasperato dal fatto che vede in pericolo uno dei suoi collaboratori". Così il vice ministro degli Esteri Ugo Intini - a margine di un convegno organizzato dal Prc sul Medio Oriente - commenta le affermazioni di Strada secondo cui sarebbe stato pagato un riscatto per la liberazione del fotoreporter salentino, Gabriele Torsello.  "Un governo responsabile - puntualizza Intini - non fa polemiche e mantiene una linea di riservatezza": questo, ha sottolineato ancora il vice ministro, vale per il governo attuale e per quelli che lo hanno preceduto. "La mancanza di riservatezza infatti - conclude Intini - nuoce non solo ai sequestri in corso ma anche a quelli futuri".

EMERGENCY; 13 AFGHANI LASCIANO LAVORO OSPEDALE
I primi effetti delle difficili condizioni in cui si è trovata Emergency in Afghanistan dopo la vicenda Mastrogiacomo, già si vedono: 13 afghani impiegati nell'ospedale dell'associazione di Gino Strada a Lashkargah hanno lasciato il posto di lavoro in queste ultime settimane. Dei 13, secondo quanto si è appreso, due hanno lasciato per motivi personali ma ben 11 se ne sono andati adducendo "motivi di sicurezza". Lo stesso Strada, proprio lunedi', ha sottolineato che dopo l'arresto di Rahmatullah Hanefi è evidente che il governo afghano "considera Emergency un nemico" e per questo l'associazione sta valutando l'ipotesi di chiudere temporaneamente le attività nel paese. Il fondatore di Emergency è in costante contatto con l'Afghanistan per trovare una soluzione che non comprometta la sicurezza dei suoi uomini. Il primo passo è stato quello di spostare a Kabul tutto il personale internazionale che lavora nell'ospedale nella provincia di Helmand, anche se ufficialmente la motivazione è stata quella di preparare l'incontro che ci sarà nei prossimi giorni per decidere il futuro dell'organizzazione nel paese. La situazione si è ulteriormente complicata negli ultimi giorni quando il portavoce dei servizi segreti afghani Said Ansari ha annunciato che Hanefi è in carcere perché coinvolto nel sequestro dell'inviato di Repubblica, del suo interprete Adjmal Nashkbandi e dell'autista Sayed Agha.


19:03
Emergency e il suo popolo nella bufera

 
ROMA - Imprenditori, scrittori, attori, giornalisti. Sono in tanti, fra sostenitori e amici di Emergency, l' associazione umanitaria fondata nel 1994 dal chirurgo milanese Gino Strada e che vede oggi un nutrito gruppo di supporter tra esponenti del mondo della cultura dello spettacolo, della politica, dell'economia, che vanno da semplici simpatizzanti a veri e proprio contribuenti. Primi fra tutti Massimo Moratti e la moglie Milly. Ma anche il trio Jovanotti - Pelù - Ligabue, che per l'associazione umanitaria registrò la canzone donandone poi i proventi, 'Il mio nome e' mai piu". Era dedicata all'intervento in Kosovo, ma è sempre d'attualità. E oggi il giornalista Gianni Minà ha difeso così il presidente e fondatore di Emergency dalle polemiche che lo hanno investito dopo la liberazione dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo: "Fa schifo l'ingenerosità dei politici, sia di una parte che dell'altra, verso Gino Strada". "La verità - dice Mina ', che nel 2002 appoggio' la campagna di Emergency per temere l' Italia fuori dalla guerra all' Iraq - é che nessuno tranne Strada era in grado di tirare fuori Mastrogiacomo, non ce l'avrebbero mai fatta a riportarlo a casa. In ogni caso le reazioni accusatorie e polemiche sono una vergogna".

L'avventura di Gino Strada, si può dire sia cominciata simbolicamente sul palco del Maurizio Costanzo show, in seconda serata su Canale 5. Era una delle prime sere di giugno del 1994. Il chirurgo parlò in modo appassionato della barbarie delle mine antiuomo. Costanzo fiutò il filone umanitario e per il 22 giugno organizzò una puntata speciale sull'argomento. A poco a poco intorno a Strada, nel corso degli anni, si è riunito una sorta di partito trasversale della solidarietà formato da attori, banchieri, calciatori, petrolieri, politici, giornalisti, no global e centinaia di semplici militanti, simpatizzanti e contribuenti. La base, all'inizio, era quella milanese, riunita intorno al gruppo 'Smemoranda' di Gino e Michele. E poi via via Aldo, Giovanni, Giacomo, Gabriele Salvatores, Paolo Rossi, Lella Costa, Enrico Bertolino (sono quasi tutti interisti). E tra i firmatari degli appelli lanciati negli anni da Strada figurano di volta in volta, Roberto Benigni, Giorgio Bocca, Enzo Biagi, Fiorella Mannoia, Dario Fo, Don Ciotti, Frnacesco Totti, Carlo e Inge Feltrinelli, Ascanio Celestini, Elle Kappa, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Quest'ultimo proprio oggi ha espresso il proprio sostegno a Emergency e alla richiesta di Gino Strada per la liberazione di Rahmatullah Hanefi, il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency. Nel 2002 si era creato un 'superpartito trasversale', per appoggiare la campagna di Emergency per tenere fuori l'Italia dalla guerra all'Iraq, formato da Sergio Cofferati a Giulietto Chiesa, da padre Alex Zanotelli a Gianni Minà, a Vauro e fino a Tiziano Terzani. Quest'ultimo partecipando all'ultima manifestazione prima di morire, in Campidoglio, spiegava: "Non ho mai fatto nulla di politico. Ma mi hanno detto: "C'é Gino!". E allora eccomi qua". E proprio a Terzani che è stato dedicato il terzo Centro chirurgico inaugurato nel 2004 da Emergency in Afghanistan, nella cittadina di Lashkar-gah (circa 25mila abitanti). E il primo aprile scorso a Roma a riempire Piazza Navona, davanti alla folla di sostenitori dell'organizzazione di Gino Strada, c'erano persone di spettacolo - come Dario Fo e Franca Rame, mentre Beppe Grillo che si era collegato via telefono - giornalisti "impegnati" come l'ex direttore dell'Unità Furio Colombo, e politici collocati per lo più a sinistra, come Cento, Russo Spena e il verde Bonelli.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Mostra prima i messaggi di:
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione  Pagina 1 di 1
 

Online in questo argomento: 0 Registrati, 0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti Registrati: Nessuno


 
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti
Non puoi rispondere ai Messaggi
Non puoi modificare i tuoi Messaggi
Non puoi cancellare i tuoi Messaggi
Non puoi votare nei Sondaggi
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi scaricare gli allegati in questo forum
Non puoi inserire eventi calendario in questo forum