«Di quel poco che abbiamo di quella orrenda cosa che si chiama tesoretto, io l'ho sempre detto, due terzi devono andare ad alleviare le condizioni degli indigenti e delle persone in difficoltà». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a Firenze a conclusione della Conferenza nazionale della famiglia, individuando come priorità "anziani e famiglie numerose".
Pensioni e famiglie. Questa condizione di disagio, come quelle di chi ha la pensione molto bassa, ha osservato Prodi, «non sono casi che riguardano 50 o 100 mila persone ma milioni di italiani. Per questo i due terzi del tesoretto devono andare ad anziani e alle famiglie numerose. Io l'ho detto prima, lo ripeto e lo confermo oggi».
«Il problema fondamentale - ha spiegato il premier - è che mentre si riorganizza il sistema pensionistico bisogna rianimare il mercato del lavoro e aiutare con paracaduti sociali coloro che si trovano in questa fase di transizione».
Welfare. «La nostra priorità è intervenire sulla mancanza di una politica di welfare in casi di disoccupazione. In Italia vengono destinate molto meno risorse che in altri paesi, noi vogliamo assolutamente ripristinarle».
Prodi, dal palco della conferenza sulla famiglia di Firenze, spiega che «uno dei problemi della riforma pensionistica è che mentre si interviene per riorganizzare la struttura delle pensioni bisogna dare sostegno a chi si trova in una fase di transizione, come i disoccupati e in particolare quelli oltre i 45 anni di età».
Precariato. Il precariato «distrugge un'intera generazione. «Vanno disciplinate - aggiunge Prodi - le modalità e la durata dei periodi di prova per impedire che si trasformino in qualcosa che dura per tutta la vita». Sollecitato dalle domande dei presenti, il presidente del Consiglio affronta il tema delle difficoltà che incontrano i giovani che vogliono costruire una famiglia, ma che hanno un lavoro precario. «Il precariato è diventato la valvola generale della società e invece è uno strumento che rovina la società stessa». E questo, sottolinea Prodi, sia per i livelli salariali sia perché i giovani non possono fare alcun programma di vita e non riescono ad entrare «nel mercato del consumatore o del cittadino normale».
«Noi abbiamo cominciato a lavorare su questo tema - ricorda il premier - e decine di migliaia di precari sono stati assunti.
Continueremo, perché un lavoro precario di questo tipo non garantisce nulla. Dobbiamo avere un breve periodo di prova, ma non è ammissibile la ripetizione all'infinito di quel periodo».
«Vanno dunque disciplinate - conclude il presidente del Consiglio - modalità e durata di questa prova, ma dobbiamo impedire che si trasformi in qualcosa che duri una vita. Così distruggiamo una intera generazione. La fase di apprendistato deve essere breve, e dopo deve portare a un contratto stabile e duraturo».
STAREMO A VEDERE ... IO INTANTO NON CI CREDO VISTA L'ESPERIENZA MIA, DI MIA MOGLIE E DI ALTRI AMICI!!!















