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DOSSIER SISMI, POLLARI PRONTO A SVELARE MISTERI
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Messaggio DOSSIER SISMI, POLLARI PRONTO A SVELARE MISTERI 
 
Domenica, 8 Luglio 2007- 21:13



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ROMA - Nicolò Pollari spiazza tutti e dice di essere pronto a parlare dei misteri italiani: "In questa atmosfera da regime, sono disponibile a dire tutta la verità, difendendo nei fatti il ruolo mio e del servizio". E' proprio l' ex capo del Sismi, al centro della bufera per la vicenda dei dossier sui magistrati e sugli esponenti politici spiati, a sollecitare una commissione parlamentare di inchiesta davanti alla quale, libero dai segreti che lo vincolano, potrà provare "che il Sismi ha soltanto servito il Paese, senza violare le regole e senza rappresentare quella realtà che oggi viene vista come eversiva". Pollari non parla direttamente ma affida la sua disponibilità al senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa. "Sarei felice di poter raccontare la mia verità, nell'ambito di una complessiva operazione-trasparenza, riguardo al Sismi dagli anni '80 in poi - spiega il direttore del Sismi -.

Potendo raccontare la storia di un Servizio e il ruolo della politica sarei in grado, dalle rendition in poi, di aprire il capitolo dei misteri italiani, compresi il sequestro Abu Omar, la missione Unifil in Libano, le responsabilita' dei massacri di bambini e civili, la mancata liberazione dei soldati israeliani nelle mani di Hezbollah e delle fazioni palestinesi, e la storia degli ultimi ostaggi italiani". Da parte sua, De Gregorio usa toni ancora più espliciti nel suo blog per invitare Pollari a "raccontare i segreti della politica". "Vista la macelleria indegna del servizio - scrive - consiglierei al Generale di rendersi protagonista della più imponente operazione-verità della storia della Repubblica, rinunciando alla propria innata riservatezza". Il senatore è convinto che Pollari "ha servito il paese e che mai ha immaginato di spiare giudici o giornalisti. Assistere al massacro di un uomo che ha consentito all' Italia e agli italiana di vivere in casa propria difesi dall' aggressione del terrorismo di Al Qaeda, risolvendo all' estero questioni delicatissime per il paese e la politica, è uno spettacolo indecente". De Gregorio ritiene, inoltre, che si debba "uscire dalle strette mura del Copaco. Non si può promuovere la ricerca della verità all'interno di un organo in cui sussiste il vincolo del segreto per gli auditi e i commissari. La disponibilità di Pollari va accolta senza tentennamenti e deve servire a mettere la parola fine a questa stagione di veleni". La nota di De Gregorio, diffusa nel pomeriggio, riaccende le polemiche.

Per Claudio Scajola,presidente del Copaco, "é utile e urgente verificare le carte, capire la verità è interesse di tutti. E' necessario capire cosa c'é dietro l' intera vicenda. Non intendo entrare in polemiche e strumentalizzazioni, che non fanno bene a nessuno. Intendo, invece, condurre il Copaco a un sereno, serio e approfondito esame delle carte". Massimo Brutti, vice presidente del Comitato, definisce di "estrema gravità " le parole di Pollari e, d' accordo con la proposta di Alferdo Mantovano (An), chiede che al Copaco siano attribuiti poteri "piu penetranti" per accertare le responsabilità a tutti i livelli. "Se l'ex direttore - dice il parlamentare diessino - ha da rivelare delle verità delle quali non ha finora parlato dinanzi agli organi istituzionali che si sono occupati delle attività del Sismi, venga al Copaco e dica ciò può servire a tutela della verità e della democrazia". Mantovano, invece, chiede esplicitamente che il Copaco diventi commissione d'inchiesta sui dossier del Sismi.


I MISTERI D'ITALIA SECONDO POLLARI

Ecco alcuni punti sui quali l'ex capo del Sismi, Nicolò Pollari, vorrebbe aprire il capitolo dei misteri d'Italia.

SEQUESTRO ABU OMAR - Obu Omar, al secolo Osama Mustafa Hassan Nasr, è l'imam sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 da un "commando" della Cia. Commando che, come risulta dall'inchiesta della procura di Milano, lo ha poi consegnato, dopo una tappa alla basi di Aviano e di Ramstein in Germania, alle autorità giudiziarie egiziane. Finito in carcere al Cairo, dopo interrogatori e torture come da lui denunciato, è stato poi liberato. Per questa vicenda è in corso un processo a carico di 33 persone davanti ai giudici della prima corte d'assise d'appello di Milano. Sono imputati l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, l'ex funzionario del servizio segreto militare Marco Mancini con altri uomini del Sismi e 26 agenti della Cia, latitanti. Altri due dirigenti di Forte Braschi sono imputati solo di favoreggiamento.

MISSIONE UNIFIL E MASSACRI DI BAMBINI E CIVILI - Sono 2.450 i militari italiani impegnati in Libano nella missione Unifil. Si tratta del contingente più numeroso tra quelli che partecipano alla missione delle Nazioni Unite. Ed a comandarla è proprio un italiano, il generale Claudio Graziano.

GLI ULTIMI OSTAGGI ITALIANI - L'ultimo rapimento di un italiano è avvenuto in Afghanistan ed ha riguardato il giornalista Daniele Mastrogiacomo e i suoi collaboratori. Sono numerosi però i casi di sequestro di italiani in Iraq e Afghanistan negli ultimi anni. Nove sono stati gli italiani rapiti in Iraq e tre sono stati uccisi durante la prigionia: Fabrizio Quattrocchi, Enzo Baldoni e Salvatore Santoro (cui si aggiunge Ayad Anwar Wali, un imprenditore iracheno residente in Italia). Tre, invece, sono stati gli italiani rapiti in Afghanistan.
 
Le reazioni

E' scontro tra i poli


ROMA - Se voleva sollevare un vespaio nel mondo politico, Niccolò Pollari c'é riuscito in pieno. Nessuno si aspettava che l'ex direttore del Sismi, chiamato in ballo per la schedatura illegale di magistrati, politici e militari, si sarebbe difeso parlando di "aria di regime" e dicendosi pronto a svelare i misteri di venti anni di attività dei servizio segreti italiani. A sinistra le parole di Pollari suscitano sconcerto. Il diessino Massimo Brutti, vicepresidente del Comitato di controllo dei servizi, si scaglia contro l'ex numero uno degli 007 dicendo che le sue parole "sono di estrema gravità ". Secondo Brutti, Pollari deve presentarsi davanti al comitato di controllo e "dire ciò che sa".

Il ministro della Giustizia Giustizia Clemente Mastella, insiste nella richiesta di una commissione di inchiesta sulla vicenda dei dossier, che a questo punto "é necessaria per la vita del paese". Antonio Di Pietro prende spunto dalla vicenda e chiede che venga tolto il segreto di stato sui misteri d'Italia. In particolare, Di Pietro chiede che sia eliminato il segreto sul rapimento dell'imam Abu Omar. "Se è vero che si è deciso di scoperchiare la pentola, è bene mettere la magistratura in condizione di operare a 360 gradi senza i continui sgambetti che il governo finora le ha posto", sottolinea il ministro dell'Italia dei valori. Secondo Rifondazione Comunista il fatto che Pollari voglia dire la verità "é un dovere costituzionale". Ma l'operazione trasparenza reclamata dall'ex direttore del Sismi, sostiene il capogruppo del Prc Russo Spena, non può essere "un obliquo segnale politico".

A destra, l'affondo di Pollari viene raccolto polemicamente per rilanciare le accuse al governo e alla maggioranza. Secondo il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto, la sinistra "si meriterebbe che venisse tolto davvero il segreto". Farlo, argomenta l'esponente azzurro, esporrebbe l'Italia al rischio di attacchi del terrorismo islamico, ma forse è l'unico modo per rispondere alla "sinistra giustizialista e avventurista che accusa Berlusconi di responsabilità oggettiva e Pollari di golpismo". L'altro tema su cui ci si scontra è la necessità di una commissione di inchiesta per fare chiarezza sui dossier illegali. Se il centrosinistra la vuole, l'opposizione non vuol sentirne parlare. Nemmeno Pier Ferdinando Casini, indicato dall'Udeur come possibile presidente della commissione . Il leader dell'Udc declina l'invito e sostiene che la vicenda deve essere affrontata dal Copaco, dove deve essere "approfondita con rigore", anche per evitare il rischio di un eccesso di proliferazione di commissioni di inchiesta.

Anche An è contraria alla commissione: si lasci lavorare il Copaco, sostiene Maurizio Gasparri, che accusa la sinistra di "sostenere chi fa il tifo per il terrorismo islamico piuttosto che chi lo ha combattuto". Umberto Bossi liquida il tutto con una battuta: "La vicenda sismi è una farsa messa in piedi per non parlare dei problemi veri del paese". Nel frattempo il senatore De Gregorio, al quale Pollari ha affidato la sua dichiarazione, dice che l'ex capo del sismi non ha messaggi da lanciare, se non ai cittadini, ai quali ha intenzione di far conoscere tutta la verità ".
  
(ansa)
  





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- Horacio Verbitsky
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