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ANNULLATE IL MANDATO DI PREVITI DA DEPUTATO
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Messaggio ANNULLATE IL MANDATO DI PREVITI DA DEPUTATO 
 
Lunedì, 9 Luglio 2007- 20:33


 di Alessandra Chini

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ROMA - Per la giunta delle elezioni della Camera, Cesare Previti, condannato in via definitiva nel processo Imi-Sir, deve decadere dal mandato parlamentare. Ora la palla passa all'Aula di Montecitorio che dovrà decidere, fra non meno di venti giorni, se confermare il parere della giunta e annullare l'elezione a deputato dell'avvocato di Silvio Berlusconi. Ma già un minuto dopo la decisione, presa dopo due ore di camera di consiglio e passata con 16 voti favorevoli della maggioranza e 11 contrari dell'opposizione, è polemica tra i poli.

Forza Italia attacca quello che giudica "un atto politico", mentre il centrosinistra spiega che si tratta di una "scelta dovuta" arrivata dopo un anno di meticolosa istruttoria. In mattinata, come da prassi parlamentare, l'ultima difesa dell'avvocato azzurro di fronte alla giunta. "Se dichiarate la mia decadenza - scandisce Previti - compite un atto politico. Se mi farete decadere, vi aggiungerete anche voi alla schiera dei miei persecutori che sono riusciti a mandarmi in carcere ma non saranno mai abbastanza bravi da fiaccare la mia forza d'animo che deriva dal fatto che sono stato sempre onesto e leale ma vittima di una vergognosa persecuzione".

Accanto a Previti il suo difensore, l'ex senatore diessino Giovanni Pellegrino, che spiega anche le ragioni tecniche che, a suo avviso, giustificherebbero o una sospensione del mandato o una decadenza 'a termine'. Il giurista sostiene infatti da un lato che, a norma di regolamento della Camera, la 'sopravvenuta ineleggibilita'' del suo assistito (legata alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici) non implica automaticamente la decadenza del mandato. Previti, quindi, secondo Pellegrino, andrebbe sospeso almeno fino a quando la giunta del regolamento non sanerà quel 'vulnus'. L'altra argomentazione difensiva è basata sul ricorso fatto da Previti alla Corte europea, per cui Pellegrino propone una decadenza condizionata all'esito di quel procedimento.

Lo stesso ragionamento, per l'avvocato, vale poi per il fatto che il deputato azzurro è stato affidato in prova ai servizi sociali fino al prossimo agosto e secondo una sentenza del Consiglio di Stato (opposta però a una della Cassazione), una volta superato positivamente quel periodo le pene accessorie per un condannato dovrebbero decadere. La giunta si pronuncia comunque per la decadenza del mandato e Forza Italia insorge.

 "L'interdizione dai pubblici uffici - attacca Gaetano Pecorella, componente dell'organo parlamentare - terminerà alla fine del periodo di affidamento ai servizi sociali. Privare un parlamentare definitivamente della sua funzione quando l'interdizione è solo temporanea è un atto politico che contrasta con il buon senso e la giustizia. Ci aspettiamo che l'assemblea non condivida la decisione della giunta". Con lui tutto lo stato maggiore di Forza Italia, dal coordinatore Sandro Bondi al responsabile giustizia Luigi Vitali. Mentre il 'papabile' subentrante, Angelo Santori, si giustifica: "Avrei preferito entrare in Parlamento in modo diverso...".

A replicare per l'Unione, che parla di "atto dovuto", c'é il relatore del procedimento, Gianfranco Burchiellaro dell'Ulivo. "Credo - osserva - che dopo un anno di lavoro approfondito si possa oggettivamente dire che non c'é stato un voto pregiudiziale". Burchiellaro scandisce anche il timing delle prossime settimane sulla vicenda: "Da oggi ci sono venti giorni per depositare la relazione e successivamente ogni giorno é buono per l'Aula". E si dice comunque convinto che "ci saranno tempi stretti". "Finalmente!" è la reazione di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori ed ex pm del pool di Mani Pulite, secondo il quale la decisione era "dovuta" e ora la Camera, dovrebbe convalidare "ad horas" l'annullamento dell'elezione di Previti. "Ogni giorno che passa - dice Di Pietro - è un giorno di ingiustizia e illegittimità che permane".

  





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