A Roma gli atti dell'inchiesta 'Why not' su Mastella.
Marini chiede verifica
Marini chiede verifica
Non ci sono i documenti relativi alla posizione di Romano Prodi. A quanto apprende l'Adnkronos il presidente del Senato ha scritto ai vertici della Procura di Catanzaro per verificare il rispetto delle garanzie costituzionali riguardo all'iscrizione del Guardasigilli nel registro degli indagati. Proiettile con minacce inviato al ministro della Giustizia
Roma, 26 ott. (Adnkronos/Ign) - Sono giunti a Roma da Catanzaro per essere affidati alla Procura della capitale gli atti dell'inchiesta 'Why not' che ha coinvolto come indagato il Guardasigilli Clemente Mastella (nella foto). Si tratta di una trentina di faldoni che saranno ora esaminati dalla Procura della Repubblica di Roma. Gli atti fanno riferimento alla posizione di Clemente Mastella e delle persone eventualmente a lui collegate. Non ci sono invece, secondo quanto si è appreso, gli atti relativi alla posizione di Romano Prodi.
I reati per i quali si procede sono quelli di abuso d'ufficio, finanziamento illecito dei partiti e truffa. Le stesse ipotizzate dal pubblico ministero Luigi De Magistris prima che l'inchiesta gli fosse tolta per avocazione dalla Procura generale di Catanzaro. Il materiale sarà ora valutato dal procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara. Gli atti saranno poi trasferiti al Tribunale dei ministri con pareri e richieste da parte della Procura della Repubblica di Roma che assume in questa vicenda il ruolo di pubblica accusa mentre il Tribunale dei ministri svolgerà le funzioni di giudice dell'indagine preliminare.
Intanto, a quanto apprende l'ADNKRONOS, con una lettera inviata il 23 ottobre scorso il presidente del Senato, Franco Marini, avrebbe informato il senatore e ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di aver scritto ai vertici della Procura di Catanzaro per verificare il rispetto delle garanzie costituzionali riguardo l'iscrizione del Guardasigilli nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'.
Marini, facendo riferimento alle prerogative costituzionali del Senato, avrebbe scritto al Procuratore Generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi (che ha avocato a se'l'inchiesta 'Why Not' del pm Luigi De Magistris) al presidente della Corte d'Appello, al presidente del Tribunale e al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo calabrese.
Il presidente del Senato, a quanto apprende l'ADNKRONOS, avrebbe informato anche il presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di palazzo Madama, Domenico Nania. ''Tutto ciò - scrive Marini in un passaggio della missiva inviata ai vertici della Procura di Catanzaro - al fine di avere garanzie che siano state pienamente rispettate le norme di cui all'articolo 68 della Costituzione e quelle di attuazione di detto articolo, con particolare riferimento alla legge 140 del 2003''.
I reati per i quali si procede sono quelli di abuso d'ufficio, finanziamento illecito dei partiti e truffa. Le stesse ipotizzate dal pubblico ministero Luigi De Magistris prima che l'inchiesta gli fosse tolta per avocazione dalla Procura generale di Catanzaro. Il materiale sarà ora valutato dal procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara. Gli atti saranno poi trasferiti al Tribunale dei ministri con pareri e richieste da parte della Procura della Repubblica di Roma che assume in questa vicenda il ruolo di pubblica accusa mentre il Tribunale dei ministri svolgerà le funzioni di giudice dell'indagine preliminare.
Intanto, a quanto apprende l'ADNKRONOS, con una lettera inviata il 23 ottobre scorso il presidente del Senato, Franco Marini, avrebbe informato il senatore e ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di aver scritto ai vertici della Procura di Catanzaro per verificare il rispetto delle garanzie costituzionali riguardo l'iscrizione del Guardasigilli nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'.
Marini, facendo riferimento alle prerogative costituzionali del Senato, avrebbe scritto al Procuratore Generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi (che ha avocato a se'l'inchiesta 'Why Not' del pm Luigi De Magistris) al presidente della Corte d'Appello, al presidente del Tribunale e al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo calabrese.
Il presidente del Senato, a quanto apprende l'ADNKRONOS, avrebbe informato anche il presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di palazzo Madama, Domenico Nania. ''Tutto ciò - scrive Marini in un passaggio della missiva inviata ai vertici della Procura di Catanzaro - al fine di avere garanzie che siano state pienamente rispettate le norme di cui all'articolo 68 della Costituzione e quelle di attuazione di detto articolo, con particolare riferimento alla legge 140 del 2003''.
Ultima modifica di Redazione il 13 Nov 2007 19:25, modificato 1 volta in totale
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