Fai una fiction? Occhio ai boys di Clemente
Mastella ha degli informatori, gente di cui si fida. Il Ministro lo ha assicurato al Corriere di ieri. Siamo rasserenati. Peccato non parlasse di informatori dell’area criminale o del terrorismo, dove avere delle gole profonde può aiutare. No, il Ministro ha degli informatori che gli rendicontano su cosa va in onda nelle reti Rai e Mediaset.
Così lo hanno messo in allarme sull’alto tasso di immoralità della fiction di Canale 5 su Totò Riina << vista da 7 milioni di telespettatori, non solo dagli informatori di Mastella >>.
Il Capo dei Capi fa di Riina un personaggio carismatico.. non un banale farabutto, gli spiegano. Nelle stesse ore chiede alla Rai di non mandare in onda la fiction La vita rubata prevista per ieri: la storia terribile di Graziella Campagna, la lavandaia uccisa a fucilate in faccia perché ha trovato nella camicia del boss un’agendina. In questo secondo caso c’era una richiesta precisa del tribunale di Messina, perché il processo comincerà il 13 dicembre. Il rischio di influenzare i giudici col racconto di una storia vera è alto, dicono dal tribunale. Non è un dibattito giornalistico, con opinioni contrapposte: è una narrazione con un punto di vista, un’interpretazione. La decisione di sospenderla è discutibile, ma comprensibile. Bizzarro è invece chiedere di interrompere la storia di Riina << vi sveliamo il finale: viene arrestato >>, come se immorale fosse la narrazione, non la sua latitanza durata 35 anni. Col rischio di capire perché il crimine abbia ancora per molti un volto più affascinante della legalità dello Stato. E dei suoi molti eroi. Quasi tutti morti o dimenticati.
Così lo hanno messo in allarme sull’alto tasso di immoralità della fiction di Canale 5 su Totò Riina << vista da 7 milioni di telespettatori, non solo dagli informatori di Mastella >>.
Il Capo dei Capi fa di Riina un personaggio carismatico.. non un banale farabutto, gli spiegano. Nelle stesse ore chiede alla Rai di non mandare in onda la fiction La vita rubata prevista per ieri: la storia terribile di Graziella Campagna, la lavandaia uccisa a fucilate in faccia perché ha trovato nella camicia del boss un’agendina. In questo secondo caso c’era una richiesta precisa del tribunale di Messina, perché il processo comincerà il 13 dicembre. Il rischio di influenzare i giudici col racconto di una storia vera è alto, dicono dal tribunale. Non è un dibattito giornalistico, con opinioni contrapposte: è una narrazione con un punto di vista, un’interpretazione. La decisione di sospenderla è discutibile, ma comprensibile. Bizzarro è invece chiedere di interrompere la storia di Riina << vi sveliamo il finale: viene arrestato >>, come se immorale fosse la narrazione, non la sua latitanza durata 35 anni. Col rischio di capire perché il crimine abbia ancora per molti un volto più affascinante della legalità dello Stato. E dei suoi molti eroi. Quasi tutti morti o dimenticati.
Giommaria Monti (giornalista - Il Brescia)
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















