La petizione chiede un più ampio utilizzo del centro storico, con meno zone a traffico limitato e l’abolizione del vigile elettronico
Sedicimila firme contro le ZTL
Le hanno raccolte commercianti e artigiani. Piccioli: «Bocciato il Piano traffico»
di Lisa Cesco
Brescia città aperta. Così la vogliono i cittadini, oltre sedicimila, che hanno firmato la petizione lanciata da Confesercenti, Ascom, Associazione Artigiani, Confartigianato e Cna per chiedere un più ampio utilizzo del centro storico, meno zone a traffico limitato e l’abolizione del vigile elettronico, a favore di più vigili in carne e ossa sul territorio.
LA PETIZIONE IN LOGGIA - Le firme, precisamente 16.016, di cui due terzi di residenti a Brescia e un terzo fuori città, sono state raccolte in circa un mese e mezzo fra commercianti, artigiani, residenti in centro e semplici cittadini, per essere consegnate in Loggia all’indirizzo del sindaco, come vuole lo statuto comunale, in modo che la petizione possa essere sottoposta a breve all’attenzione del Consiglio comunale con uno specifico ordine del giorno.
«Lo straordinario risultato in termini numerici non è una sorpresa, ma è quanto ci aspettavamo - dice Pier Giorgio Piccioli, presidente di Confesercenti, affiancato dal direttore Alessio Merigo -. Queste firme hanno un valore politico forte, perché non provengono solo dai commercianti, ma da tutti i cittadini. Hanno il significato di una sonante bocciatura dell’attuale piano urbano del traffico, e chiedono al Comune di fare un passo avanti: la gente non vuole un centro isolato e chiede di potervi accedere in condizioni diverse da quelle attuali». Il ragionamento che ora si dovrà aprire interesserà la questione complessiva della fruibilità e accessibilità del centro storico, senza il muro contro muro - avverte Piccioli - ma consapevoli che se i punti sollevati non saranno risolti adeguatamente, le realtà promotrici dell’iniziativa non abbandoneranno il campo, valutando ulteriori iniziative unitarie. La nuova viabilità nel centro storico deve passare, secondo gli esiti della petizione, attraverso una modifica dell’attuale sistema delle ZTL, che frena l’accesso della gente favorendo il progressivo avanzamento del degrado in alcune aree.
NEMICHE DELLA PRODUTTIVITÀ - «I cittadini hanno ben chiaro quale dev’essere il futuro della nostra città. È l’Amministrazione comunale, piuttosto, a seguire una posizione vecchia e ideologica, ferma al piano viabilistico di dieci anni fa, mentre le nostre proposte non sono mai state prese in considerazione - lamenta Carlo Massoletti di Ascom -. Le ZTL sono superate perché non esistono in nessuna città europea: sono da cancellare completamente, per trasformarne alcune in zone pedonali attrezzate, altre in aree aperte al traffico».
Qualche esempio? Corso Zanardelli e alcune piazze da pedonalizzare, tratti di passaggio come via San Martino della Battaglia e via San Faustino da rendere accessibili ai veicoli, senza particolari stravolgimenti nell’assetto viario cittadino. Considerato anche lo scotto pagato dalle diverse attività economiche prima con i cantieri delle Lam e ora con quelli per il metrobus, di questo passo - avvertono le associazioni di commercianti e artigiani - le aziende e gli esercizi in città sono destinati a morire: se Brescia era il fulcro del commercio fino a dieci anni fa, ora è diventata solo una, e nemmeno la più attraente, fra le reti commerciali della provincia, nonostante il terziario rappresenti una delle principali fonti economiche della città.
«Che senso ha investire nella promozione del turismo e poi frenare il circolo avviato con politiche restrittive dell’accessibilità al centro storico? - si chiede ancora Massoletti -. Per invertire la rotta non c’è un minuto da perdere: i danni più grossi li riscontreremo nei prossimi anni, quando la situazione sarà tale da non poter più risollevare le imprese dalla crisi».
CENTRO STORICO: VIVIBILITÀ IN CALO - Che la ZTL e il vigile elettronico siano un elemento limitante nella fruizione del centro lo confermerebbero secondo i promotori dell’iniziativa alcuni dati, come la diminuzione della penetrabilità delle aree off limits cui non è corrisposto un equivalente aumento nell’utilizzo dei parcheggi - segno che la gente optano per altre mete di passeggio e shopping - e il progressivo esaurimento dell’esperienza di apertura serale dei negozi il giovedì, con molti esercizi che scelgono di rimanere chiusi.
«Questo significa un calo secco nella frequentazione del centro storico, quasi fosse chiuso in sé stesso, non più vivibile e con servizi non fruibili - dice Paolo Carrera dell’Associazione Artigiani, durante la presentazione della petizione consegnata in Loggia, insieme a Tobia Rizzini del Cna e Luciano Consolati di Confartigianato -. Nella storia bresciana non c’è traccia di una petizione di portata analoga a questa, è necessario che l’amministrazione comunale ne prenda atto, accettando di sedersi attorno a un tavolo e discuterne».
Fra gli interventi più urgenti, l’abolizione del vigile elettronico, che secondo le associazioni di categoria impedisce di gestire con buon senso l’accesso nelle ZTL, togliendo ogni possibilità di mediazione con i cittadini in base a esigenze importanti e rendendo impossibile avvicinarsi al centro. Nessuna contraddizione, infine, fra le firme raccolte e la presenza delle associazioni di categoria nel Comitato per la promozione di commercio e artigianato in centro storico, «anzi - dice Piccioli - le richieste contenute nella petizione possono aiutare a raggiungere gli obiettivi che il Comitato si è posto, fra cui la rivitalizzazione del centro».
LA PETIZIONE IN LOGGIA - Le firme, precisamente 16.016, di cui due terzi di residenti a Brescia e un terzo fuori città, sono state raccolte in circa un mese e mezzo fra commercianti, artigiani, residenti in centro e semplici cittadini, per essere consegnate in Loggia all’indirizzo del sindaco, come vuole lo statuto comunale, in modo che la petizione possa essere sottoposta a breve all’attenzione del Consiglio comunale con uno specifico ordine del giorno.
«Lo straordinario risultato in termini numerici non è una sorpresa, ma è quanto ci aspettavamo - dice Pier Giorgio Piccioli, presidente di Confesercenti, affiancato dal direttore Alessio Merigo -. Queste firme hanno un valore politico forte, perché non provengono solo dai commercianti, ma da tutti i cittadini. Hanno il significato di una sonante bocciatura dell’attuale piano urbano del traffico, e chiedono al Comune di fare un passo avanti: la gente non vuole un centro isolato e chiede di potervi accedere in condizioni diverse da quelle attuali». Il ragionamento che ora si dovrà aprire interesserà la questione complessiva della fruibilità e accessibilità del centro storico, senza il muro contro muro - avverte Piccioli - ma consapevoli che se i punti sollevati non saranno risolti adeguatamente, le realtà promotrici dell’iniziativa non abbandoneranno il campo, valutando ulteriori iniziative unitarie. La nuova viabilità nel centro storico deve passare, secondo gli esiti della petizione, attraverso una modifica dell’attuale sistema delle ZTL, che frena l’accesso della gente favorendo il progressivo avanzamento del degrado in alcune aree.
NEMICHE DELLA PRODUTTIVITÀ - «I cittadini hanno ben chiaro quale dev’essere il futuro della nostra città. È l’Amministrazione comunale, piuttosto, a seguire una posizione vecchia e ideologica, ferma al piano viabilistico di dieci anni fa, mentre le nostre proposte non sono mai state prese in considerazione - lamenta Carlo Massoletti di Ascom -. Le ZTL sono superate perché non esistono in nessuna città europea: sono da cancellare completamente, per trasformarne alcune in zone pedonali attrezzate, altre in aree aperte al traffico».
Qualche esempio? Corso Zanardelli e alcune piazze da pedonalizzare, tratti di passaggio come via San Martino della Battaglia e via San Faustino da rendere accessibili ai veicoli, senza particolari stravolgimenti nell’assetto viario cittadino. Considerato anche lo scotto pagato dalle diverse attività economiche prima con i cantieri delle Lam e ora con quelli per il metrobus, di questo passo - avvertono le associazioni di commercianti e artigiani - le aziende e gli esercizi in città sono destinati a morire: se Brescia era il fulcro del commercio fino a dieci anni fa, ora è diventata solo una, e nemmeno la più attraente, fra le reti commerciali della provincia, nonostante il terziario rappresenti una delle principali fonti economiche della città.
«Che senso ha investire nella promozione del turismo e poi frenare il circolo avviato con politiche restrittive dell’accessibilità al centro storico? - si chiede ancora Massoletti -. Per invertire la rotta non c’è un minuto da perdere: i danni più grossi li riscontreremo nei prossimi anni, quando la situazione sarà tale da non poter più risollevare le imprese dalla crisi».
CENTRO STORICO: VIVIBILITÀ IN CALO - Che la ZTL e il vigile elettronico siano un elemento limitante nella fruizione del centro lo confermerebbero secondo i promotori dell’iniziativa alcuni dati, come la diminuzione della penetrabilità delle aree off limits cui non è corrisposto un equivalente aumento nell’utilizzo dei parcheggi - segno che la gente optano per altre mete di passeggio e shopping - e il progressivo esaurimento dell’esperienza di apertura serale dei negozi il giovedì, con molti esercizi che scelgono di rimanere chiusi.
«Questo significa un calo secco nella frequentazione del centro storico, quasi fosse chiuso in sé stesso, non più vivibile e con servizi non fruibili - dice Paolo Carrera dell’Associazione Artigiani, durante la presentazione della petizione consegnata in Loggia, insieme a Tobia Rizzini del Cna e Luciano Consolati di Confartigianato -. Nella storia bresciana non c’è traccia di una petizione di portata analoga a questa, è necessario che l’amministrazione comunale ne prenda atto, accettando di sedersi attorno a un tavolo e discuterne».
Fra gli interventi più urgenti, l’abolizione del vigile elettronico, che secondo le associazioni di categoria impedisce di gestire con buon senso l’accesso nelle ZTL, togliendo ogni possibilità di mediazione con i cittadini in base a esigenze importanti e rendendo impossibile avvicinarsi al centro. Nessuna contraddizione, infine, fra le firme raccolte e la presenza delle associazioni di categoria nel Comitato per la promozione di commercio e artigianato in centro storico, «anzi - dice Piccioli - le richieste contenute nella petizione possono aiutare a raggiungere gli obiettivi che il Comitato si è posto, fra cui la rivitalizzazione del centro».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).





















