ROMA - E' svolta clima per l'Australia. E il mondo applaude. La nuova guida laburista del paese ha detto sì alla ratifica del Protocollo di Kyoto, unico accordo salva-clima al mondo che fissa target di riduzione di emissioni di Co2 per i paesi industrializzati. Una scelta storica che lascia gli Usa senza alleati nella battaglia contro il trattato del '97 anche se hanno espresso la volonta' di cercare di raggiungere un nuovo accordo. Si è aperta così a Bali, in Indonesia, la 13/a Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici con 190 paesi e una presenza di 10 mila persone.
La Conferenza vede riuniti i paesi firmatari della Convenzione sul clima del 1992. In contemporanea si svolgerà la 3/a Conferenza delle Parti che serve come incontro delle Parti del Protocollo di Kyoto (CMP 3). L'annuncio del via libera a Kyoto da parte del neo eletto premier laburista australiano Kevin Rudd, accolto con un lungo applauso dai delegati, inietta una buona dose di ottimismo sul summit. L'Australia, inoltre, per la prima volta in quasi 11 anni, al summit delle Nazioni Unite sul clima.
A rappresentare Canberra ci saranno l'ex rock star Peter Garrett, ministro per l'Ambiente, Penny Wong, ministro per le risorse idriche con delega per "Kyoto", il ministro del Tesoro Wayne Swan e quello del Commercio Simon Crean. Secondo gli organizzatori, le due settimane di negoziati potranno essere considerate un successo se getteranno le basi per un accordo post 2012, quando scadrà quello firmato a Kyoto. I due grandi nodi da sciogliere sono la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra, e la scaletta delle priorità per l'accordo che sostituirà quello firmato a Kyoto nel '97. Chiedendo ai partecipanti uno sforzo collettivo, il segretario esecutivo del summit, Yvo de Boer, ha detto che ''toccherà ai paesi sviluppati dare il buon esempio, visto che le nazioni in via di sviluppo devono contemporaneamente combattere la povertà".
"Le attese sono grandi. Gli occhi del mondo sono tutti rivolti verso di voi", ha dichiarato solennemente ai delegati il segretario esecutivo della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici (Unfccc), l'olandese Yvo de Boer. Sullo sfondo ancora l'annuncio dell'Australia. "Ora l' amministrazione Bush è davvero isolata, internamente e a livello internazionale - ha dichiarato Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia - ci auguriamo che questo porti il mondo ad accelerare sulla strada del trattato per il secondo periodo di Kyoto, dopo il 2012".
Secondo il Wwf, da Bali deve partire "un mandato preciso a concludere tutto entro il 2009". Il nuovo accordo deve prevedere tagli delle emissioni di Co2 per i paesi industrializzati in linea con quanto suggerito dagli scienziati nel rapporto Ipcc, premio Nobel per la Pace, vale a dire minimo del 25-40% (rispetto al 1990) entro il 2020. Intanto è allarme clima per le piccole isole. In primo piano proprio l'Indonesia, 3/o emettitore mondiale di Co2 per colpa della deforestazione: l'arcipelago potrebbe perdere 2.000 isole per colpa dell'innalzamento del livello del mare. Infine una nota di colore: contro l'effetto serra a Bali il summit ammette abbigliamento casual, senza cravatta, per risparmiare emissioni dovute alla climatizzazione.
Svolta Australia, partecipa al summit di Bali
SYDNEY - C'é anche l'Australia, alla 13esima conferenza internazionale sul clima che si è aperta oggi a Bali, in Indonesia. E' la prima volta in quasi 11 anni che l'Australia partecipa al summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Una svolta cominciata oggi a Canberra, dove il premier Rudd ha per prima cosa ratificato il protocollo di Kyoto. "Ho voluto che questo fosse il primo atto del nuovo governo, come prova del nostro impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici", ha detto oggi Rudd. Il premier laburista, al potere dopo 11 anni di un governo conservatore che ha sempre rifiutato di firmare il protocollo Kyoto, ha ribadito oggi che l'Australia parteciperà al summit mondiale sul clima di Bali con una nutrita delegazione, formata da ben quattro ministri.
A rappresentare Canberra ci saranno l'ex rock star Peter Garrett, ministro per l'Ambiente, Penny Wong, ministro per le risorse idriche con delega per "Kyoto", il ministro del Tesoro Wayne Swan e quello del Commercio Simon Crean. La partecipazione dell'Australia ha ulteriormente isolato gli Stati Uniti, che ancora rifiutano di firmare. Rudd ha sottolineato che nazioni come Cina e India devono aderire a tagliare le emissioni, tendendo la mano a Washington, che non firma anche perché il protocollo non impone tagli ai paesi in via di sviluppo. Nelle due settimane di lavori, i paesi partecipanti dovranno arrivare ad un accordo che sostituisca il documento firmato a Kyoto nel '97. Chiedendo ai partecipanti uno sforzo collettivo, il segretario esecutivo del summit, Yvo de Boer, ha detto che ''toccherà ai paesi sviluppati dare il buon esempio, visto che le nazioni in via di sviluppo devono contemporaneamente combattere la povertà".
La credibilità dell'Australia al summit di Bali, ha fatto notare economisti di Canberra, si misurerà dai tagli alle emissioni di carbonio che Rudd sarà capace o disposto a prescrivere al proprio paese. L'Australia ha il più alto tasso pro capite di emissioni di gas serra nel mondo. Secondo una recente statistica, il 50 per cento provenienti da carbone, e il 10 per cento da petrolio, tanto da spingere il passato governo conservatore a promettere considerevoli agevolazioni fiscali a chi piantasse boschi "carbon sink", cioé in grado di assorbire l'inquinamento. Un monito a tagliare le emisssioni di gas è arrivato oggi anche dall'Inghilterra, dove Nicholas Stern, economista e accademico che stilò per il governo inglese un prospetto di ipotetici costi portati dai cambiamenti climatici. Secondo Stern l'Australia deve arrivare a una diminuzione dell'inquinamento dell'80 per cento entro il 2050.
La Conferenza vede riuniti i paesi firmatari della Convenzione sul clima del 1992. In contemporanea si svolgerà la 3/a Conferenza delle Parti che serve come incontro delle Parti del Protocollo di Kyoto (CMP 3). L'annuncio del via libera a Kyoto da parte del neo eletto premier laburista australiano Kevin Rudd, accolto con un lungo applauso dai delegati, inietta una buona dose di ottimismo sul summit. L'Australia, inoltre, per la prima volta in quasi 11 anni, al summit delle Nazioni Unite sul clima.
A rappresentare Canberra ci saranno l'ex rock star Peter Garrett, ministro per l'Ambiente, Penny Wong, ministro per le risorse idriche con delega per "Kyoto", il ministro del Tesoro Wayne Swan e quello del Commercio Simon Crean. Secondo gli organizzatori, le due settimane di negoziati potranno essere considerate un successo se getteranno le basi per un accordo post 2012, quando scadrà quello firmato a Kyoto. I due grandi nodi da sciogliere sono la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra, e la scaletta delle priorità per l'accordo che sostituirà quello firmato a Kyoto nel '97. Chiedendo ai partecipanti uno sforzo collettivo, il segretario esecutivo del summit, Yvo de Boer, ha detto che ''toccherà ai paesi sviluppati dare il buon esempio, visto che le nazioni in via di sviluppo devono contemporaneamente combattere la povertà".
"Le attese sono grandi. Gli occhi del mondo sono tutti rivolti verso di voi", ha dichiarato solennemente ai delegati il segretario esecutivo della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici (Unfccc), l'olandese Yvo de Boer. Sullo sfondo ancora l'annuncio dell'Australia. "Ora l' amministrazione Bush è davvero isolata, internamente e a livello internazionale - ha dichiarato Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia - ci auguriamo che questo porti il mondo ad accelerare sulla strada del trattato per il secondo periodo di Kyoto, dopo il 2012".
Secondo il Wwf, da Bali deve partire "un mandato preciso a concludere tutto entro il 2009". Il nuovo accordo deve prevedere tagli delle emissioni di Co2 per i paesi industrializzati in linea con quanto suggerito dagli scienziati nel rapporto Ipcc, premio Nobel per la Pace, vale a dire minimo del 25-40% (rispetto al 1990) entro il 2020. Intanto è allarme clima per le piccole isole. In primo piano proprio l'Indonesia, 3/o emettitore mondiale di Co2 per colpa della deforestazione: l'arcipelago potrebbe perdere 2.000 isole per colpa dell'innalzamento del livello del mare. Infine una nota di colore: contro l'effetto serra a Bali il summit ammette abbigliamento casual, senza cravatta, per risparmiare emissioni dovute alla climatizzazione.
Svolta Australia, partecipa al summit di Bali
SYDNEY - C'é anche l'Australia, alla 13esima conferenza internazionale sul clima che si è aperta oggi a Bali, in Indonesia. E' la prima volta in quasi 11 anni che l'Australia partecipa al summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Una svolta cominciata oggi a Canberra, dove il premier Rudd ha per prima cosa ratificato il protocollo di Kyoto. "Ho voluto che questo fosse il primo atto del nuovo governo, come prova del nostro impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici", ha detto oggi Rudd. Il premier laburista, al potere dopo 11 anni di un governo conservatore che ha sempre rifiutato di firmare il protocollo Kyoto, ha ribadito oggi che l'Australia parteciperà al summit mondiale sul clima di Bali con una nutrita delegazione, formata da ben quattro ministri.
A rappresentare Canberra ci saranno l'ex rock star Peter Garrett, ministro per l'Ambiente, Penny Wong, ministro per le risorse idriche con delega per "Kyoto", il ministro del Tesoro Wayne Swan e quello del Commercio Simon Crean. La partecipazione dell'Australia ha ulteriormente isolato gli Stati Uniti, che ancora rifiutano di firmare. Rudd ha sottolineato che nazioni come Cina e India devono aderire a tagliare le emissioni, tendendo la mano a Washington, che non firma anche perché il protocollo non impone tagli ai paesi in via di sviluppo. Nelle due settimane di lavori, i paesi partecipanti dovranno arrivare ad un accordo che sostituisca il documento firmato a Kyoto nel '97. Chiedendo ai partecipanti uno sforzo collettivo, il segretario esecutivo del summit, Yvo de Boer, ha detto che ''toccherà ai paesi sviluppati dare il buon esempio, visto che le nazioni in via di sviluppo devono contemporaneamente combattere la povertà".
La credibilità dell'Australia al summit di Bali, ha fatto notare economisti di Canberra, si misurerà dai tagli alle emissioni di carbonio che Rudd sarà capace o disposto a prescrivere al proprio paese. L'Australia ha il più alto tasso pro capite di emissioni di gas serra nel mondo. Secondo una recente statistica, il 50 per cento provenienti da carbone, e il 10 per cento da petrolio, tanto da spingere il passato governo conservatore a promettere considerevoli agevolazioni fiscali a chi piantasse boschi "carbon sink", cioé in grado di assorbire l'inquinamento. Un monito a tagliare le emisssioni di gas è arrivato oggi anche dall'Inghilterra, dove Nicholas Stern, economista e accademico che stilò per il governo inglese un prospetto di ipotetici costi portati dai cambiamenti climatici. Secondo Stern l'Australia deve arrivare a una diminuzione dell'inquinamento dell'80 per cento entro il 2050.
- Horacio Verbitsky
















