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L.EL.: FINI, NO ALLA FRITTATA. BERLUSCONI OFFRE UN VERTICE
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Messaggio L.EL.: FINI, NO ALLA FRITTATA. BERLUSCONI OFFRE UN VERTICE 
 
Giovedì, 13 Dicembre 2007 - 19:59

L.ELETTORALE: FINI, NO ALLA FRITTATA.
Berlusconi OFFRE UN VERTICE

 
di Marcello Campo

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ROMA - "Proporrò agli alleati un vertice da tenersi l'11 o il 12 gennaio perché è inutile impiccarci a discutere di tecnicalità se non sappiamo qual è la proposta dell'altra parte". Silvio Berlusconi difende l'intesa raggiunta con Walter Veltroni e cerca di ricucire con gli alleati, ma Gianfranco Fini è acido sull'accordo Pd-Pdl: "Dal patto della crostata - attacca il presidente di An - si è passati a quello della frittata. Ma contrariamente a quanto si pensi non sarà facile far passare questo testo in Parlamento".

Così, nonostante ieri i due leader si siano di nuovo parlati, i rapporti sono ancora freddi. Al centro dello scontro, appunto la questione elettorale. Per questa ragione, anche l'invito del leader azzurro di tornare a parlarsi in un vertice unitario, viene accolto da Fini con massima cautela: "Il problema - osserva - è con quale spirito si va o si convocano i vertici". Come dire, se Forza Italia intende andare avanti sulla bozza Bianco, c'é poco da discutere. "Per quanto la maggioranza cerchi di ingraziosire la realtà questa bozza è ipocrita. Non è vero - attacca Fini - che provoca il passaggio dal bipolarismo attuale ad uno più responsabile o più maturo. Si arriva al bipartitismo. In questo Berlusconi ha ragione: non c'é nessun accordo segreto con Veltroni, l'accordo è evidente. Allora, se l'obiettivo è il bipartitismo, la via più onesta è andare al referendum: almeno se passa il quesito si andrà verso un accordo tra alleati". Il sospetto di Fini, invece è che si voglia approvare questa legge in modo da "evitare di trattare con i rispettivi alleati e costringerli a venire a Canossa col capo cosparso di cenere".

Il sospetto, o meglio qualcosa di più, espresso anche dal leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Intervistato da 'Libero', l'ex presidente della Camera attacca la bozza Bianco senza mezze misure: "C'é un asse di ferro tra Veltroni e Berlusconi che vorrebbe una legge ammazza-tutti, tranne loro due". Nel pomeriggio, interloquendo con Fini, Giuseppe Pisanu cerca di riannodare i fili di un dialogo sempre più esile, pur difendendo le tesi di Forza Italia. L'ex ministro dell'Interno non difende acriticamente la bozza Bianco, ma ricorda che la cosidetta "terza Repubblica" non può nascere dall'accordo tra le sole forze minori: "La bozza Bianco è una base di discussione ma sia chiaro - ammonisce Pisanu - che per giungere al nostro obiettivo, ovvero la ricomposizione del quadro politico, non possiamo andare nel campo dei partiti piccoli: bisogna aver buon senso e aperture verso le diverse anime culturali ma partire dalle grandi forze per arrivare a una democrazia governante". Un appello alla riconciliazione che va di pari passo con il lavoro svolto in queste ore dal Carroccio.

"Noi della Lega - ricorda Roberto Calderoli - alla Cdl ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci. Forse andrà rifondata in qualche maniera ma non ci rassegniamo a pensare che sia tutto finito e stiamo facendo di tutto per poter avvicinare le varie posizioni dei leader". Il vice presidente del Senato anche oggi ha sentito più volte Berlusconi e gli (ex) alleati per smussare gli angoli, soprattutto sulla legge elettorale. Anche sulla possibilità che si possa tenere un vertice, come auspicato dall'ex premier, è abbastanza ottimista: "Se pensiamo a come eravamo messi una settimana fa, abbiamo fatto tanti passi avanti, pensiamo alla riunione del Senato ieri, la prima dopo tantissimo tempo alla quale partecipava anche l'Udc".

Anche sulla riforma elettorale, Calderoli è convinto che sia possibile trovare un'intesa: "Guardate che la bozza Bianco può essere interpretata in modalità molto diverse tra di loro: in un modo spiccatamente maggioritario oppure verso un tedesco corretto. Su quest'ultimo modello non è detto che alla fine non converga anche Fini".

  





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