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 Pakistan: Benazir Bhutto-agg.to continuo + sua vita e storia
Giovedì, 27 Dicembre 2007
Pakistan, è morta Benazir Bhutto

Kamikaze ad un comizio, muore l'ex premier. Nella deflagrazione sono morte almeno altre venti persone
L’ex premier del Pakistan, Benazir Bhutto
ROMA - Benazir Bhutto è morta nell’attentato kamikaze compiuto al termine di un suo comizio a Rawalpindi. Lo ha annunciato un collaboratore del Partito del popolo pachistano. La notizia è stata confermata da un alto responsabile dell’esercito. Nella deflagrazione, avvenuta all’esterno della sede in cui Bhutto ha parlato, sono morte almeno altre venti persone. Il leader dell’opposizione era stata portata in un ospedale vicino al luogo dell’esplosione, dove era stata sottoposta a intervento chirurgico. I sostenitori della Bhutto, radunatisi intorno all’ospedale di Rawalpindi, hanno iniziato a intonare slogan contro il presidente Pervez Musharraf. «Cane, Musharraf cane», hanno urlato in preda alla rabbia. I più esagitati hanno sfondato la porta in vetro all’ingresso principale del reparto di terapia intensiva, altri sono scoppiati in lacrime. Un uomo con la bandiera del Ppp avvolta intorno al capo ha iniziato a battersi il petto.
L’8 gennaio in Pakistan si vota per le elezioni politiche e l’opposizione guidata dalla Bhutto ha sfidato il regime del presidente Pervez Musharraf.
Il nuovo attentato segue di poche ore un attacco, avvenuto sempre a Rawalpindi, contro i sostenitori di un altro esponente dell’opposizione, l’ex premier Nawaz Sharif. Alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco sulla folla presente al raduno da un vicino edificio e hanno ucciso quattro militanti. I sostenitori di Sharif, a cui è stato proibito di candidarsi per le precedenti condanne per corruzione, hanno accusato militanti del partito di Musharraf (la Lega dei musulmani) per l’attacco.
«Se è vero è una tragedia», ha detto un alto funzionario della Casa Bianca alla Cnn pochi minuti dopo la notizia dell’uccisione dell’ex premier pakistana Benazir Bhutto in un attentato a Rawalpindi. La fonte della Casa Bianca ha aggiunto di non poter confermare indipendentemente la morte dell’ex premier. La stessa reazione è arrivata alla rete di Atlanta da un alto funzionario del Dipartimento di Stato.
Chi era Benazir Bhutto
Fu la prima donna capo di governo in un paese musulmano
Benazir Bhutto
ISLAMABAD - Benazir Bhutto era nata a Karachi il 21 giugno 1953. Era la figlia del deposto primo ministro pakistano, Zulfikar Ali Bhutto, fatto giustiziare dal generale Muhammad Zia-ul-Haq nel 1979. A 35 anni è stata la più giovane e la prima donna a diventare capo di governo in un Paese musulmano nell’era moderna con l’impegno di battersi per promuovere i diritti civili. Primo ministro pakistano dal 1988 al 1990 e dal 1993 al 1996, per due volte è stata costretta a dimettersi per scandali di corruzione di cui si è sempre professata innocente.
Nel 1999 ha lasciato volontariamente il Paese, per un esilio che dura ormai da otto anni. A luglio 2007 l’ex primo ministro aveva intavolato una trattativa con l’attuale presidente pakistano, il generale Pervez Musharraf, per una divisione dei poteri nel Paese. Grazie a un’amnistia, Bhutto era rientrata nel Paese. Il provvedimento era stato preso da Musharraf nell’ambito di un’intesa che ha garantito a quest’ultimo di diventare per la terza volta presidente del Pakistan.
Ultima modifica di Redazione il 09 Lug 2008 06:29, modificato 4 volte in totale
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 Re: Pakistan, è morta Benazir Bhutto
Giovedì, 27 Dicembre 2007 - 17:55
PAKISTAN: BENAZIR BHUTTO UCCISA IN ATTENTATO
IL CAIRO - Benazir Bhutto, la leader dell'opposizione pachistana, già prima donna premier in un Paese musulmano, è stata assassinata da un colpo d'arma da fuoco sparato da un kamikaze (o due, secondo alcune fonti) che si è successivamente fatto saltare in aria nel mezzo di un comizio elettorale a Rawalpindi, vicino alla capitale Islamabad, uccidendo almeno altre 15 persone, secondo la polizia. Bhutto, riferiscono fonti della polizia e testimoni oculari, aveva appena finito di parlare al raduno per le elezioni parlamentari che erano previste per il 8 gennaio, ma saranno forse rinviate. L'attentatore ha sparato contro la vettura, dalla quale la leader stava salutando la folla. Secondo un'altra ricostruzione della polizia riferita dalla televisione pachistana Dawn, gli attentatori erano due. Si sono avvicinati in moto all'auto dell'ex premier e hanno sparato almeno cinque colpi con un kalashnikov, colpendola I due si sarebbero poi fatti esplodere poco lontano. Secondo fonti giornalistiche a Islamabad le vittime sono almeno 35.
L'attentato rischia di far precipitare nell'instabilità il Pakistan, un Paese di 160 milioni di musulmani dotato dell'arma nucleare. Subito dopo l'attacco, sostenitori del Partito popolare pachistano, di cui Bhutto era la leader, si sono dati ad atti di violenza, denunciando il regime del presidente Pervez Musharraf. A Karachi, una decina di persone sono rimaste uccise negli scontri e si è udita un'esplosione vicino all'abitazione dell'ex premier assassinata.
Bhutto, 54 anni, due volte primo ministro, era sfuggita a ottobre a un attentato a Karachi il giorno del suo rientro in patria, dopo otto anni di esilio volontario. Circa 140 persone vennero uccise nell'attacco nella città del Sud del Paese. Musharraf ha lanciato un appello alla calma affinché i "nefasti disegni dei terroristi vengano sconfitti". L'attentato a Bhutto è avvenuto quasi in contemporanea con un attacco contro il raduno di un altro partito d'opposizione, al quale avrebbe dovuto partecipare il leader Nawaz Sharif. Cinque persone sono state uccise. Non è chiaro se ci sia una relazione tra i due attentati.
Da tutto il mondo è arrivata la condanna per l'atto "brutale" contro uno dei personaggi politici del Pakistan più stimati da Stati Uniti e occidente che la consideravano una speranza di moderazione per un Paese già molto irrequieto. Il 2007 passerà alla storia come uno dei peggiori anni per il Pakistan, con un aumento di attentati di crescente violenza. Servizi segreti internazionali hanno detto nei mesi scorsi che al Qaida, i Taleban e gruppi jihadisti (fondamentalisti della guerra santa) avevano pronti kamikaze da scatenare contro Bhutto. Ambedue i fratelli di Bhutto sono stati assassinati in circostanze misteriose
IL MARITO: L'ATTENTATO E' OPERA DEL GOVERNO
NEW DELHI - "E' opera del governo": questa la prima dichiarazione alla televisione indiana CNN-IBN del marito di Benazir Bhutto, Asif Ali Zardari, poco prima di partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del Pakistan.
MUSHARRAF CONDANNA ATTENTATO, APPELLO ALLA PACE
NEW DELHI - Il presidente pachistano Pervez Musharraf ha condannato duramente l'attentato terrorista nel quale è stata uccisa oggi Benazir Bhutto. Il presidente ha anche chiesto alla popolo di mantenere la calma e la pace per affrontare questa tragedia per continuare a combattere contro il terrorismo.
SCONTRI E MANIFESTAZIONI IN PAKISTAN, FORZE DI SICUREZZA IN STATO D'ALLERTA
NEW DELHI - Alla notizia della morte di Benazir Bhutto si sono registrati scontri e manifestazioni di protesta in tutto il Pakistan. A Peshawar (Nord ovest) la polizia è dovuta intervenire per sedare le rivolte. Diversi negozi sono stati chiusi, altri sono stati saccheggiati e auto date alle fiamme in ogni parte del Paese. A scendere in piazza soprattutto i seguaci del Partito del Popolo Pakistano (Ppp) che aveva la Bhutto come leader, i quali si stanno rendendo responsabili di devastazioni.
Una forte esplosione è stata avvertita nei pressi della casa di Benazir Bhutto a Karachi, nel Pakistan meridionale. Lo riferisce la televisione Dawn News che aggiunge che, solo nella città della leader dell'opposizione, sarebbero dieci i morti gli scontri seguiti alla notizia del suo assassinio. Incidenti anche a Lahore, ad est di Islamabad, dove colpi d'arma da fuoco sono stati sparati contro le abitazioni di sostenitori del presidente Pervez Musharraf.
Il ministero degli interni pachistano ha messo in stato d'allerta la polizia, l'esercito e le truppe paramilitari.
ONU: CONVOCATO CONSIGLIO SICUREZZA
NEW YORK - Il Consiglio di Sicurezza è stato convocato d'urgenza oggi dopo l'assassinio di Benazir Bhutto. Lo ha annunciato un portavoce.
SHARIF PROMETTE CONTINUARE 'GUERRA' DEI PACHISTANI
ISLAMABAD - Il leader dell'opposizione pachistana Nawaz Sharif ha promesso ai pachistani di "portare avanti la loro guerra", dopo l'assassinio, della leader dell'opposizione Benazir Bhutto.
KARZAI CONDANNA 'IMMENSA BRUTALITA''
KABUL - Il presidente afghano Hamid Karzai ha condannato l'attentato in cui oggi e' stata uccisa la leader dell'opposizione pachistana Benazir Bhutto. E' un ''atto di immensa brutalita''', perpetrato dai ''nemici'' del Pakistan, ha detto Karzai
BUSH, FORTE CONDANNA DI ATTO CODARDO
NEW YORK - Il presidente George W. Bush ha condannato con forza "l'atto codardo" contro Benazir Bhutto in Pakistan e ha detto che i responsabili dell'assassinio dell'ex premier oggi a Rawalpindi saranno portati davanti alla giustizia. Il presidente americano ha fatto una dichiarazione a Crawford in Texas dove si trova in vacanza.
FOREIGN OFFICE CONDANNA 'ATTACCO INSENSATO'
LONDRA - Il capo del Foreign Office britannico David Miliband si è detto "profondamente scioccato" dall'uccisione di Benazir Bhutto, vittima oggi di un "attacco insensato". "Conosceva - ha detto il ministro degli esteri britannico - i rischi connessi al suo ritorno per la campagna elettorale ma era convinta che il suo paese avesse bisogno di lei". Miliband ha auspicato che il Pakistan dia adesso prova di "moderazione e unità". "Colpendo Benazir Buttho - ha sottolineato - gli estremisti hanno colpito tutti quanti sono impegnati nel processo democratico. Non possono e non devono spuntarla".
VATICANO; NOTIZIA TERRIBILE, PARTECIPIAMO DOLORE
CITTA' DEL VATICANO - "Una notizia tragica, terribile... partecipiamo al dolore della popolazione pakistana": così padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha commentato l'uccisione di Benazir Bhutto, ex premier del Pakistan e leader dell'opposizione. "L'attuale attentato di oggi mostra quanto sia estremamente difficile pacificare una Nazione così travagliata dalla violenza", ha spiegato all'Ansa il portavoce della Santa Sede. "Così si allontana la pace", ha aggiunto ancora, riferendo che lil Vaticano "partecipa al dolore del popolo pakistano". Come avviene in casi di notizie così gravi, ha detto ancora il religioso il Papa è stato "immediatamente informato".
D'ALEMA, DETERMINAZIONE ITALIA ISOLARE TERRORE
ROMA - "Desidero ribadire la determinazione dell'Italia a combattere ed isolare ogni forma di terrorismo, nonché a sostenere, in ogni maniera possibile, le ragioni del dialogo e del cammino di riconciliazione nazionale in Pakistan". Lo ha affermato il vice premier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema commentando l'assassinio a Rawalpindi di Benazir Bhutto.
PRODI: DOLORE E SDEGNO, HA LOTTATO CON ARMA DIALOGO
ROMA - "Esprimo il dolore mio e di tutto il governo per la tragica scomparsa di Benazir Bhutto, una donna che ha voluto combattere fino in fondo la sua battaglia con una sola arma, quella del dialogo e del confronto politico". Così il presidente del Consiglio Romano Prodi, che aggiunge: "Condanno con sdegno la cieca furia del terrore che ha portato ancora sangue e dolore in Pakistan, una terra già troppe volte martoriata dal fanatismo". "Il difficile cammino verso la pace e la democrazia di quella regione non deve interrompersi - sottolinea Prodi - e il sacrificio dell'ex premier Bhutto dovrà essere l'esempio più forte per chi non si arrende al terrorismo".
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 Pakistan: 20 anni di colpi di scena
Pakistan: 20 anni di colpi di scena
ROMA - L'attentato che ha ucciso Benazir Bhutto è l'ultimo episodio di una lunga serie di colpi di scena che ha travagliato la storia recente di un Paese che non trova stabilità. Ecco le vicende del Pakistan degli ultimi 20 anni: 1988: il 17 agosto il presidente Zia Ul Haq muore in un attentato che fa esplodere il suo aereo. Il generale Zia Ul-Haq era salito al potere nel 1977 con un colpo di Stato, destituendo Zulfikar Ali Bhutto, che poi nel 1979 era stato impiccato. A novembre Benazir Bhutto, figlia dell'ex primo ministro, vince le elezioni e diventa primo ministro. 1990: ad agosto, il presidente Ghulam Ishaq Khan destituisce Benazir Bhutto e nomina primo ministro ad interim Ghulam Mustafa Jatoi che, a novembre, viene sostituito da Nawaz Sharif. 1993: ad aprile il presidente Ishaq Khan scioglie l'Assemblea nazionale, destituisce Sharif e nomina capo del governo Balakk Sher Mazari. A ottobre il Partito del popolo pachistano (Ppp) della Bhutto vince le elezioni e la Bhutto torna primo ministro. 1996: a novembre il presidente Faruk Ahmed Leghari destituisce la Bhutto e scioglie il Parlamento. A febbraio 1997 la Lega musulmana di Nawaz Sharif vince le elezioni e Sharif diventa di nuovo primo ministro. La Bhutto va in Svizzera. 1999: ad ottobre un golpe guidato dal capo di stato maggiore dell'esercito, generale Pervez Musharraf, depone Sharif. Musharraf decreta lo stato di emergenza, sospende la Costituzione e il Parlamento, assume la carica di capo del governo. Il capo dello Stato Rafiq Tarar resta in carica, ma sottoposto all'autorità dei militari. Nel 2000 la Corte Suprema decreta la legittimità del golpe. Sharif è condannato all'ergastolo, ma, graziato, va in esilio in Arabia Saudita. 2001: a giugno Musharraf si proclama presidente. Dopo gli attentati dell'11 settembre, Musharraf decide di dare appoggio alla guerra al terrorismo in Afghanistan. 2007: il 5 ottobre parlamento e assemblee provinciali votano per eleggere il nuovo presidente. Musharraf stravince, ma la sua vittoria è legata alla decisione della Corte suprema che deve esprimersi sulla legittimità della sua candidatura (la Costituzione proibisce al capo delle forze armate di essere anche presidente, è previsto un intervallo di due anni prima di ricandidarsi per una carica pubblica già avuta, le assemblee, nazionale e provinciali, scadono a novembre). Intanto, il 18 ottobre, dopo otto anni di esilio volontario, torna Benazir Bhutto, accolta a Karachi da centinaia di migliaia di seguaci e da un attentato che, al passaggio del corteo dell'ex premier, uccide almeno 139 persone. Il 3 novembre, Musharraf proclama lo stato d'emergenza. La Costituzione è sospesa, le tv private oscurate, il presidente della Corte suprema è deposto e sostituito. Gli Usa esprimono 'profondo disappunto'. Il 15 dicembre lo stato d'emergenza è revocato e le elezioni politiche confermate per gennaio 2008.
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 Benazir Bhutto: una vita in prima linea
Benazir Bhutto: una vita in prima linea
ROMA - Amata in occidente, beniamina degli americani, Benazir Bhutto, simbolo della democrazia, della modernità, della rivendicazione femminile, è morta in un attentato poco più di due mesi dopo il ritorno in patria, dopo otto anni di esilio volontario, segnata da una lunga battaglia contro accuse di una presunta corruzione e dal dubbio di compromessi poco onorevoli con il regime. I Bhutto, come i Nehru-Ghandi in India, come i Kennedy negli Stati Uniti, sono una delle grandi dinastie politiche del mondo.
Il padre Zulfiqar Ali Bhutto fu il primo civile eletto a dirigere un governo del Pakistan. Proprietari terrieri, ricchissimi in un Paese dove ancora oggi il 73 per cento dei 160 milioni di cittadini vive con meno di due dollari al giorno, i Bhutto hanno una storia tragica, di molte morti precoci. Zulfiqar fu impiccato nel 1979, due anni dopo essere stato imprigionato in un colpo di Stato del suo generale Zia ul Haq. Benazir aveva 26 anni, era anche lei in prigione e vi rimase per cinque anni, per lo più in isolamento. Lo vide, con la madre, per mezz'ora, il giorno prima l'esecuzione non annunciata, senza neanche poterlo abbracciare, racconta nella sua autobiografia 'La figlia dell'Est'. Il fratello, Murtaza, che sarebbe dovuto diventare leader del Partito popolare pachistano fondato dal padre, fuggì in Afghanistan dopo la morte di Zulfiqar. Dall'estero guidò una resistenza contro il regime militare e nel 1993 venne eletto deputato in esilio. Tre anni dopo, al ritorno in patria, fu ucciso in circostanze ancora misteriose a Karachi.
L'altro fratello, Shahnawaz, venne trovato morto nel suo appartamento in Francia, a Cannes, nel 1985. La vedova di Murtaza, Ghinwa, guida una fazione del Ppp e si oppone al rientro della cognata definendola "un emissario del presidente Bush in Pakistan". Erede politica di Zulfiqar, nel 1988, a 35 anni, bellissima, la Bhutto divenne la prima donna del mondo musulmano a dirigere un governo, eletta nelle consultazioni dopo la morte del generale Zia. Nel 1990 fu destituita, travolta da accuse di corruzione, più o meno fondate, che posero fine anche al suo secondo mandato, dal 1993 al 1996.
In ambedue le occasioni, il ruolo del marito Asif Zardari è molto controverso. Mister 10%, lo chiamano in Pakistan, in riferimento alle presunte appropriazioni indebite di milioni di dollari dalle casse dello Stato. Dopo dieci anni, nessuna delle 18 incriminazioni contro Zardari hanno trovato conferma in tribunale, ma egli ha passato almeno otto anni in carcere. E' stato rilasciato nel 2004 con la condizionale. Il presidente Pervez Musharraf ha firmato il 5 ottobre una controversa amnistia che cancella i reati della Bhutto e del marito, aprendo la strada a un accordo di spartizione del potere. Nel 1999, dopo essere stata incriminata - ma registrazioni proverebbero che i giudici erano sotto la pressione dell'allora governo di Nawaz Sharif - la Bhutto ha lasciato il Paese ed è vissuta a Dubai, con i tre figli. Il 18 ottobre di quest'anno, Benazir Bhutto rientra a Karachi. Migliaia di sostenitori scendono per le strade per festeggiare il rientro. Intorno a mezzanotte, al passaggio del corteo, un kamikaze si fa esplodere tra le ali di folla. La Bhutto rimane illesa, ma nell'attacco almeno 139 restano uccise ed oltre 400 ferite. E' il peggior attentato della storia del Pakistan.
La Bhutto accusa "elementi" dei servizi segreti pachistani e conferma di voler mantenere il proprio programma e guidare il Partito popolare pachistano (Ppp) nelle elezioni legislative previste a gennaio. Stati Uniti e Gran Bretagna vedevano in lei un leader liberale che avrebbe potuto dare legittimità alla guerra contro il terrorismo del generale Musharraf.
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 Con morte Bhutto, rischio caos
Con morte Bhutto, rischio caos
di Barbara Alighiero
IL CAIRO - L'assassinio della leader dell'opposizione Benazir Bhutto ha acuito la peggiore crisi che il Pakistan abbia mai vissuto in 60 anni di turbolenta storia, rafforzando i timori di un caos diffuso nell'unico Paese musulmano dotato di armamento nucleare. Terroristi di al Qaida, taleban, fondamentalisti religiosi e nazionalisti indipendentisti: il Pakistan è uno dei Paesi più instabili e, dicono gli analisti, potenzialmente più pericolosi. Centosessanta milioni di musulmani, per il 50% analfabeti e per il 25% con meno di un dollaro e mezzo al giorno, vivono nell'incertezza del futuro, delusi da un presidente andato al potere otto anni fa con un colpo di Stato militare, che ritengono si sia schierato con il "nemico", con gli americani, senza averne tratto nessun vantaggio.
L'economia è cresciuta con una media del 7%, grazie ai 12 miliardi di dollari di aiuti dati da Washington in cambio della lotta al terrorismo internazionale dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Ma la popolazione non ha tratto alcun beneficio. L'inflazione è all'8%. I poveri sono diventati più poveri e sono indifferenti alla politica, che vedono dominata da dinastie di corrotti. La stessa Bhutto, amata nella sua provincia del Sindh - soprattutto per la memoria del padre Zulfiqar Ali Bhutto - era apprezzata all'estero più che in patria. I giovani nelle università sono spaventati. Gli intellettuali sono disperati, tanto quanto i membri di una società civile, forte e con un grande senso dello Stato, ma perseguitata e repressa dal regime. Il presidente Musharraf, che sotto pressioni americane ha smesso due settimane fa la divisa da generale, non è mai stato tanto impopolare, malgrado abbia concesso una libertà di espressione di certo superiore a quella delle precedenti dittature militari, al comando sul Paese per metà della sua storia.
Ma la decisione, il 3 novembre, di imporre lo stato d'emergenza, revocato dopo sei settimane, e di avere epurato la magistratura da tutti gli elementi a lui ostili pur di mantenersi al potere, gli ha alienato ogni sostegno. Il Paese è in preda a continui, quasi quotidiani, attentati. Il terrorismo, dicono gli analisti in Pakistan, è aumentato in questi anni sotto Musharraf, invece di diminuire. Vaste zone del Pakistan sono ormai sfuggite al controllo di Islamabad, non solo le aree tribali come il Waziristan, da sempre ribelli al governo centrale, ma anche regioni come la valle dello Swat, fino a qualche anno fa meta idilliaca di turisti. La morte della Bhutto ha messo a grave rischio la possibilità di uno sviluppo democratico.
Le elezioni parlamentari dell'8 gennaio sono in forse, l'altro leader dell'opposizione Nawaz Sharif ha già detto che le boicotterà. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna faranno pressioni perché il voto si svolga, malgrado tutto. L'alternativa è che Musharraf imponga nuovamente lo stato d'emergenza. Le truppe sono già in massima allerta, dopo le violenze di oggi in varie città. "Stiamo avviandoci verso tempi molto duri", dice un analista pachistano.
Ultima modifica di Redazione il 28 Dic 2007 10:40, modificato 2 volte in totale
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 BENAZIR BHUTTO, AL QAIDA RIVENDICA L'ASSASSINIO
» Le Opinioni dei cronisti su Benazir Bhutto »
Venerdì, 28 Dicembre 2007 - 10:04
BENAZIR BHUTTO,
AL QAIDA RIVENDICA L'ASSASSINIO
NEW DELHI - E' il giorno del lutto in Pakistan, dopo l'assassinio di Benazir Bhutto in un attentato dopo un comizio a Rawalpindi. Oggi i funerali della leader dell'opposizione, mentre Al Qaida rivendica, con una telefonata di un suo portavoce al giornale Asia News, l'uccisione. "Abbiamo eliminato il più prezioso asset degli americani" ha detto il capo delle operazioni di al Qaida in Afghanistan, Mustafa Abu al-Yazid, secondo cui la squadra della morte che ha colpito ieri era composta da elementi originari della regione del Punjab e associati al gruppo anti sciita Lashkar-i-Jhangvi che opera sotto l'ombrello di al Qaida. Ma il governo pachistano nega di essere al corrente di un legame tra l'organizzazione e l'assassinio di Benazir Bhutto.
Sono intanto confermate le elezioni dell'8 gennaio. 'Le elezioni si terranno quando sono annunciate', ha detto il primo ministro pachistano pro tempore, Mohammadmian Soomro.
Il Pakistan, unico paese musulmano dotato di bomba nucleare, ha intanto vissuto ore di caos. Disordini sono scoppiati in diverse città dopo l'annuncio dell'uccisione dell'ex primo ministro. A quanto ha riferito il ministero dell'interno, sommosse popolari che hanno causato complessivamente almeno 10 morti e decine di feriti sono avvenute nella notte tra giovedì e venerdì nella più grande città del paese, Karachi, nel sud; a Lahore nel nord-est, e a Peshawar, nel nord-ovest. A Rawalpindi una folla immensa ha seguito l'ambulanza con la quale il corpo della Bhutto è stato trasportato in una base militare dall'ospedale in cui l'ex premier era stata portata subito dopo il mortale attentato. Il conducente dell'ambulanza, secondo testimoni, ha dovuto faticare per aprirsi un varco tra la folla che aveva invaso la strada.
La Bhutto, 54 anni, era sfuggita a un primo attentato a Karachi a ottobre, il giorno del suo rientro in patria dopo otto anni di esilio volontario. Circa 140 persone vennero uccise nell'attacco nella città meridionale. Prima donna a capo di un governo in un Paese musulmano, a soli 35 anni, la Bhutto era stata premier due volte. Era l'erede della dinastia politica fondata dal padre Zulfikar Ali Bhutto, che in seguito a un colpo militare nel 1979 venne impiccato poco distante da dove oggi la figlia, educata in una scuola cattolica di Karachi e poi a Harvard e a Oxford, è stata assassinata. Primogenita di quattro figli, nella sua autobiografia ricorda di come il padre la incoraggiasse a studiare le vite di donne famose come Indira Gandhi e Giovanna d'Arco. Il suo ritorno in Pakistan era avvenuto sulla base di un accordo per la spartizione del potere con Musharraf, voluto da Washington. Un patto che le aveva procurato molte critiche, anche all'interno del suo stesso partito, alla cui guida è rimasta con un pugno di ferro, fino all'ultimo momento. Poco prima di essere uccisa, la Bhutto, il cui nome Benazir significa "unica", aveva parlato del rischio sempre presente: "Metto la mia vita in pericolo e sono qui perché credo che questo Paese sia in pericolo. La gente è preoccupata, ma noi porteremo il Paese fuori dalla crisi", ha detto la Bhutto al comizio di Rawalpindi. Al suo rientro in patria a ottobre aveva accusato il governo di Musharraf di essere coinvolto nell'attentato di Karachi. Servizi segreti internazionali hanno detto che al Qaida, i Taleban e gruppi jihadisti (fondamentalisti della guerra santa) avevano decine di kamikaze pronti a ucciderla. Non ci sono state finora rivendicazioni dell'assassinio.
IL MARITO: L'ATTENTATO E' OPERA DEL GOVERNO
NEW DELHI - "E' opera del governo": questa la prima dichiarazione alla televisione indiana CNN-IBN del marito di Benazir Bhutto, Asif Ali Zardari, poco prima di partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del Pakistan.
MUSHARRAF CONDANNA ATTENTATO, APPELLO ALLA PACE
NEW DELHI - Il presidente pachistano Pervez Musharraf ha condannato duramente l'attentato terrorista nel quale è stata uccisa oggi Benazir Bhutto. Il presidente ha anche chiesto alla popolo di mantenere la calma e la pace per affrontare questa tragedia per continuare a combattere contro il terrorismo.
SHARIF ANNUNCIA BOICOTTAGGIO ELEZIONI
ISLAMABAD - L'ex primo ministro e leader dell'opposizione Nawaz Sharif ha annunciato oggi che il suo partito boicotterà le elezioni parlamentari del prossimo 8 gennaio. Sharif lo ha detto poche ore dopo l'assassinio in un attentato a Rawalpindi dell'altra principale leader dell'opposizione pachistana Benazir Bhutto.
ONU: CONSIGLIO SICUREZZA FA APPELLO ALLA CALMA
NEW YORK - Il Consiglio di Sicurezza ha condannato "nei termini più forti possibili" l'assassinio dell'ex premier pakistano Benazir Bhutto in una dichiarazione presidenziale letta dall'ambasciatore italiano Marcello Spatafora. Nella dichiarazione il Consiglio ha lanciato un appello alla calma alla popolazione del Pakistan e ha ribadito che "il terrorismo in ogni sua forma e manifestazione è una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale".
BUSH, FORTE CONDANNA DI ATTO CODARDO
NEW YORK - Il presidente George W. Bush ha condannato con forza "l'atto codardo" contro Benazir Bhutto in Pakistan e ha detto che i responsabili dell'assassinio dell'ex premier a Rawalpindi saranno portati davanti alla giustizia. Il presidente americano ha poi avuto un colloquio telefonico con Musharraf, per discutere la situazione che si e' creata nel paese dopo l'assassinio. Prima della telefonata, la Casa Bianca aveva sottolineato che il presidente si apprestava a garantire il supporto degli Stati Uniti a Musharraf nella crisi in corso nel paese.
PUTIN, ATTO DI TERRORISMO BARBARICO
ROMA - L'assassinio dell'ex premier e leader dell'opposizione pachistana Benazir Bhutto "é un atto di terrorismo barbarico": ne è convinto il presidente russo Vladimir Putin. Secondo la Interfax, Putin sostiene che si è trattato di "una sfida da parte delle forze del terrorismo, rivolta non solo al Pakistan ma anche all'intera comunità internazionale". Il presidente russo ha infine espresso l'auspicio che "i mandanti di questi crimine vengano trovati e puniti nella maniera giusta".
SOLANA: ATTENTATO PER DESTABILIZZARE PAKISTAN
BRUXELLES - "Questo attentato punta chiaramente a destabilizzare il paese e dimostra che ci sono forze e persone che cercano di impedire il processo di riconciliazione e di democratizzazione del Pakistan": lo afferma in una nota l'Alto rappresentante della politica estera della Ue, Javier Solana.
IRAN CONDANNA E CHIEDE A GOVERNO GIUSTIZIA
TEHERAN - L'Iran ha condannato l'attentato in cui è rimasta uccisa oggi Benazir Bhutto e ha auspicato che il governo pachistano "identifichi e porti davanti alla giustizia" i colpevoli. "Speriamo - ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Mohammad Ali Hosseini - che il governo pachistano identifichi e porti davanti alla giustizia coloro che sono dietro a questo atto criminale e riportino la tranquillità nel Paese". "La continua instabilità in Pakistan - ha aggiunto Hosseini, citato dall'agenzia iraniana Irna - non va a beneficio del popolo pachistano e rischia di avere impatti negativi sulla stabilità e la sicurezza dei Paesi della regione".
KARZAI CONDANNA 'IMMENSA BRUTALITA''
KABUL - Il presidente afghano Hamid Karzai ha condannato l'attentato in cui oggi e' stata uccisa la leader dell'opposizione pachistana Benazir Bhutto. E' un ''atto di immensa brutalita''', perpetrato dai ''nemici'' del Pakistan, ha detto Karzai
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 Re: Pakistan: Benazir Bhutto-agg.to continuo + sua vita e st
Sabato, 29 Dicembre 2007 - 18:14
BHUTTO: MUSHARRAF ORDINA FERMEZZA
CONTRO LE VIOLENZE
ISLAMABAD Il presidente pachistano Pervez Musharraf ha ordinato alle forze di sicurezza di dare prova della massima fermezza contro violenti e vandali due giorni dopo l'assassinio dell'ex premier Benazir Bhutto. Musharraf ha dato questa indicazione durante una riunione dei responsabili dei servizi di sicurezza, compreso il capo di stato maggiore delle forze armate. "Chiunque tenti di sfruttare la situazione rubando e saccheggiando dovranno essere trattati con fermezza e tutto il possibile deve essere fatto per assicurare la sicurezza dei cittadini", ha detto il capo dello stato citato dall'agenzia App.
Il governo pachistano riesumerà il corpo di Benazir Bhutto, se lo vorrà il suo partito, per determinare le cause della sua morte. Lo annunciano fonti governative pachistane, citate dall'emittente Geo tv.
Tensioni, violenze, manifestazioni, polemiche oggi sono lo strascico dell'attentato che giovedì è costato la vita a Benazir Bhutto, con l'attenzione su un vitale interrogativo politico: si terranno o no le elezioni legislative l'8 gennaio? Ieri, pur non senza mostrare incertezza, le autorità di Islamabad avevano manifestato l'intenzione di mantenere la data delle elezioni.
E oggi la commissione elettorale ha fatto sapere la sua sibillina opinione: il processo elettorale è stato sfavorevolmente colpito dall'attentato e dalle violenze conseguenti. Subito Nawaz Sharif, uno dei punto di riferimento dell'opposizione a Pervez Musharraf, aveva sventolato la bandiera del boicottaggio. Era la sua parola d'ordine prima della morte della Bhutto che veniva confermata in base al principio che "finché è al potere Musharraf non ci saranno mai elezioni libere". Silenzio, invece, da parte del Partito del Popolo pachistano, il movimento di Benazir.
Oggi Il Ppp ha annunciato che prenderà una decisione - che potrebbe risultare fondamentale per il futuro del Pakistan - domani. E contemporaneamente il marito di Benazir, il chiacchierato uomo d'affari Asif Ali Zardari, ha annunciato, sempre per domani, la lettura delle disposizioni postume della moglie al suo partito. Un testamento politico che certo suonerà come un ordine a tutti i suoi sostenitori e del cui contenuto tutti affermano di non sapere nulla. Intanto dall'entourage di Musharraf proviene un messaggio chiaro: Se il Ppp deciderà il boicottaggio, le elezioni non hanno più senso e vanno rinviate: con quali prospettive in una situazione come quella attuale nessuno può dire. Il Pakistan resta sull'orlo del caos. I morti nelle ultime 48 ore, con un altro simpatizzante della Bhutto ucciso a bruciapelo a Karachi, sono una quarantina.
Violenze e vandalismi continuano, specialmente nel Sindh, la regione del sud che era il feudo della famiglia Bhutto. E anche oggi ci sono state manifestazioni in tutte le principali città del paese - la più importante a Lahore con 10mila persone in piazza - per protestare contro il governo, più o meno chiaramente accusato quanto meno di non avere protetto a sufficienza la Bhutto. Manifestazioni controllate con assoluta rigidità: agli agenti é stato dato l'ordine di sparare alla prima provocazione. Quanto a ruolo e responsabilità del governo nell'attentato di giovedì, resta una coda infinita di polemiche, dichiarazioni e smentite.
Il Ppp insiste a dire che la Bhutto è stata uccisa da un colpo di pistola e nega credibilità alla versione del "quasi incidente" accreditata ieri dalle autorità. Baitullah Mehsud, il comandante dei gruppi taleban del Sud Waziristan accusato di essere l'organizzatore dell'attentato anche per conto di al Qqiada, ha smentito oggi qualunque responsabilità: "il popolo tribale ha i suoi costumi, noi non uccidiamo le donne", ha detto un suo portavoce.
» Benazir Bhutto: Le Opinioni dei cronisti (agg.to continuo) »
» Gli ultimi istanti di vita di Benazir Bhutto »
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 Re: Pakistan: Benazir Bhutto-agg.to continuo + sua vita e st
Domenica, 30 Dicembre 2007: san Felice e san Savino 13:07
BHUTTO:
QUASI CERTO IL RINVIO DELLE ELEZIONI
ISLAMABAD - Il partito che sostiene il presidente Pervez Musharraf ha sospeso la campagna elettorale e proclama di ritenere inevitabile un rinvio di due-tre mesi delle elezioni in Pachistan. E intanto il suo principale antagonista, il Partito del popolo pachistano, ha riunito il suo vertice per ascoltare il testamento politico di Benazir Bhutto e sembra orientato a dichiararsi contrario al boicottaggio del voto.
Una decisione formale sulla data delle elezioni, fissate all'8 gennaio, verrà presa domani dalla Commissione elettorale che terrà una "riunione di emergenza" a Islamabad. Ma i giochi sembrano orami fatti, imposti dalle circostanze. Era stata ieri la stessa commissione elettorale a fare filtrare un parere che aveva il sapore di un preannuncio: l'assassinio di Benazir Bhutto ha "colpito in modo sfavorevole" il processo elettorale.
Oggi è uscita allo scoperto la Lega musulmana del Pachistan Qaid, pilastro della alleanza filo-Musharraf. "Abbiamo sospeso la campagna elettorale in funzione della situazione", ha detto l'ex ministro e portavoce del partito Tariq Azim Khan. E poi: "non tutti gli altri partiti politici potrebbero partecipare alle elezioni". Pertanto "un rinvio di 10-12 settimane dello scrutinio è un'opzione realistica". Si tratta di una strada che a questo punto sembra inevitabile anche agli alleati internazionali del Pakistan, Usa in testa, perché a tutti appare assurdo fingere che l'attentato a Benazir Bhutto possa essere considerato solo un marginale incidente di percorso sulla strada della democratizzazione.
A suggerire il rinvio ci sono in primo luogo le violenze, quelle tribali nel Nord legate al conflitto afghano e ai taleban, e quelle tutte politiche al sud. Poi c'é il boicottaggio già annunciato da Nahwaz Sharif, autorevole esponente del'opposizione. Ci sono poi le distruzioni degli elenchi elettorali negli uffici pubblici dati alle fiamme negli ultimi giorni, e il lutto per la Bhutto, presumibilmente di 40 giorni, che il Ppp dovrebbe proclamare. Lo stesso Ppp però, secondo indiscrezioni giornalistiche, nella riunione dei suoi vertici in corso a Naudero, avrebbe deciso di non boicottare le elezioni. Scelta che potrebbe suonare come una critica al rinvio.
Nel contempo il Ppp è chiamato a scegliere il suo nuovo leader. In pole position sembra esserci il marito di Benazir, il pur discusso Asif Ali Zardari, uomo d'affari in odore di corruzione. Ma il figlio di Benazir, Bilawal, appare davvero troppo giovane - ha 19 anni - per raccogliere l'eredità della madre.
ULTIME PAROLE, GRIDAVA LUNGA VITA A BHUTTO
Le ultime parole pronunciate da Benazir Bhutto, prima di morire sono state "lunga vita a Bhutto", lo slogan dei suoi sostenitori. Lo ha raccontato a un domenicale britannico Safdar Abbassi, principale consigliere politico della ex premier uccisa giovedì, che si trovava con lei in automobile al momento dell'attentato. Salutava la folla, sporgendosi al di sopra dell'automobile, e gridava "Lunga vita a Bhutto"; "non ha detto nient'altro" dopo avere lanciato quel grido, ha riferito Abbassi in una intervista al Sunday Telegraph. Dopo che è echeggiato un colpo di pistola "Mi è sembrato che si abbassasse di scatto avendo sentito il colpo... In quell'attimo non si poteva capire che era stata colpita". Benazir Bhutto, ferita a morte, non ha emesso alcun suono, mentre il sangue le usciva copiosamente da una ferita, sul lato sinistro del collo. "C'era sangue dappertutto, sul collo e sui vestiti... Non poteva parlare". Quando è arrivata in ospedale la leader dell'opposizione era ancora viva - ha detto ancora Abbassi - e i medici si sono adoperati al massimo, "ma ormai era troppo tardi".
LA TV MOSTRA IMMAGINI DI DUE ATTENTATORI
Una televisione pachistana ha mandato in onda oggi confuse Fotogrfafie di quelli che appaiono due killer che hanno partecipato all'attentato di giovedì contro la leader dell'opposizione Benazir Bhutto. Dawn News Tv ha mostrato tre immagini che dice di avere ricevuto da un fotografo dilettante. Una mostra due uomini in piedi tra la folla subito dopo il comizio al termine del quale la Bhutto è stata uccisa. Si vede in particolare abbastanza chiaramente un uomo con gli occhiali da sole e una camicia bianca che potrebbe essere lo stesso che appare nel filmato già circolato ieri. Dietro a lui c'é un altro uomo che secondo Dawn potrebbe essere il kamikaze che si è fatto esplodere. In due altre foto si vede l'uomo puntare la pistola mentre si trova a non più di tre metri dalla Bhutto. Secondo la versione ufficiale sono stati sparati tre colpi di pistola contro la Bhutto e poi un kamikaze si è fatto esplodere uccidendo 23 persone. Le autorità non hanno mai detto quanti erano secondo loro gli attentatori.
Ultima modifica di Redazione il 30 Dic 2007 14:40, modificato 1 volta in totale
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 Re: Pakistan: Benazir Bhutto-agg.to continuo + sua vita e st
Domenica, 30 Dicembre 2007: san Felice e san Savino
Pakistan, alla guida del PPP
il figlio di Benazir Bhutto
Letto il testamento della Bhutto. Il figlio Bilawal, 19 anni, scelto come nuova guida del partito popolare pachistano. Il marito della donna, Asif Ali Zardari, sarà co-presidente. Il partito del presidente Musharraf sospende la campagna elettorale: "Probabile il rinvio del voto fino a marzo". Una tv mostra le immagini confuse di due attentatori. Tensione nelle strade. Fallito attacco suicida contro il figlio dell'ex dittatore Zia
ISLAMABAD - Bilawal, 19 anni, figlio dell'assassinata ex primo ministro Benazir Bhutto è stato nominato presidente del Partito popolare pachistano (Ppp). Il giovane sarà il presidente e suo padre Asif Ali Zardari sarà co-presidente. Il figlio di Benazir Bhutto ha giurato di vendicare la morte di sua madre lottando per la democrazia. "Mia madre - ha dichiarato Bilawal - ha sempre detto che la democrazia è la miglior vendetta". Bilawal ha fatto questa dichiarazione in una conferenza stampa a Naudero, nella proprietà di famiglia nel sud del Pakistan, al termine di un comitato esecutivo del Partito.
Intanto il Partito di Benazir Bhutto ha chiesto che le Nazioni Unite aprano un'inchiesta "sul suo assassinio", del tipo di quella fatta per l'omicidio dell'ex premier libanese Rafiq Hariri. Lo ha detto il neo co-presidente del Ppp, marito della leader uccisa, Bilawal Zardari.
Il partito che sostiene il presidente Pervez Musharraf ha sospeso la campagna elettorale e proclama di ritenere inevitabile un rinvio di due-tre mesi delle elezioni in Pachistan. Una decisione formale sulla data delle elezioni, fissate all'8 gennaio, verrà presa domani dalla Commissione elettorale che terrà una "riunione di emergenza" a Islamabad. Ma i giochi sembrano orami fatti, imposti dalle circostanze. Era stata ieri la stessa commissione elettorale a fare filtrare un parere che aveva il sapore di un preannuncio: l'assassinio di Benazir Bhutto ha "colpito in modo sfavorevole" il processo elettorale.
Oggi è uscita allo scoperto la Lega musulmana del Pachistan Qaid, pilastro della alleanza filo-Musharraf. "Abbiamo sospeso la campagna elettorale in funzione della situazione", ha detto l'ex ministro e portavoce del partito Tariq Azim Khan. E poi: "non tutti gli altri partiti politici potrebbero partecipare alle elezioni". Pertanto "un rinvio di 10-12 settimane dello scrutinio è un'opzione realistica". Si tratta di una strada che a questo punto sembra inevitabile anche agli alleati internazionali del Pakistan, Usa in testa, perché a tutti appare assurdo fingere che l'attentato a Benazir Bhutto possa essere considerato solo un marginale incidente di percorso sulla strada della democratizzazione.
A suggerire il rinvio ci sono in primo luogo le violenze, quelle tribali nel Nord legate al conflitto afghano e ai taleban, e quelle tutte politiche al sud. Poi c'é il boicottaggio già annunciato da Nahwaz Sharif, autorevole esponente del'opposizione. Ci sono poi le distruzioni degli elenchi elettorali negli uffici pubblici dati alle fiamme negli ultimi giorni, e il lutto per la Bhutto, presumibilmente di 40 giorni, che il Ppp dovrebbe proclamare. Lo stesso Ppp però, secondo indiscrezioni giornalistiche, nella riunione dei suoi vertici in corso a Naudero, avrebbe deciso di non boicottare le elezioni. Scelta che potrebbe suonare come una critica al rinvio.
14:19 E-mail di Benazir al ministro britannico Miliband
Tre mesi fa Benazir Bhutto mandò al ministro degli Esteri britannico David Miliband un'e-mail dove faceva i nomi di tre personaggi influenti legati al presidente Musharraf che secondo lei complottavano per ucciderla. Lo rivela il "Mail on Sunday", aggiungendo che uno dei tre è un alto ufficiale dei servizi segreti pachistani che ufficialmente avrebbe dovuto proteggere la Bhutto dopo il suo ritorno in patria. Nell'e-mail la leader uccisa tre giorni fa in un attentato chiedeva a Miliband di premere con forza sul governo di Islamabad affinché desistesse dai suoi intenti omicidi
13:58 Il marito di Benazir co-presidente del partito
Il marito di Benazir Bhutto, Asif Ali Zardari, è stato nominato co-presidente del PPP. "Si è deciso che Bilawal sarà presidente e Asif Ali Zardari co-presidente" ha detto uno dei funzionari del partito presenti alla riunione di Naudero
13:45 Il figlio di Benazir scelto per guidare il PPP
Il figlio di Benazir Bhutto, Bilawal, è stato nominato alla guida del partito PPP
13:40 Sharif pronto a partecipare alle elezioni se lo farà il PPP
Il leader dell'opposizione Nawaz Sharif potrebbe tornare sulla decisione di boicottare le elezioni se il PPP decidesse di partecipare. La televisione pachistana Geo Tv ha diffuso indiscrezioni secondo cui il partito di Benazir Bhutto sarebbe intenzionato a partecipare alle elezioni
13:26 L'India riprende i collegamenti ferroviari con il Pakistan
L'India ha deciso di ripristinare i collegamenti ferroviari con il Pakistan, interrotti a seguito degli scontri scoppiati dopo la morte di Benazir Bhutto. Lo ha annunciato il ministro delle ferrovie Lalu Prasad. Il Thar Express e il Sanjhota che collegano New Delhi con Lahore, potranno ripartire subito dal momento che, ha detto il ministro delle ferrovie, la situazione in Pakistan è migliorata. Dovrebbero anche riprendere a breve i collegamenti terrestri attraverso il cosiddetto 'autobus della pace'
12:42 Portavoce partito Musharraf: campagna sospesa per necessità
Il portavoce della Lega musulmana del Pakistan Qaid, l'ex ministro dell'informazione Tariq Azim Khan, ha detto oggi che il partito che costituisce il fulcro della alleanza che sostiene Musharraf "ha sospeso la campagna elettorale in funzione della situazione". Citato dalla Dawn tv, ha anche affermato che non avrebbe senso ora tenere le elezioni visto che "non tutti gli altri partiti politici potrebbero partecipare". Il rinvio potrebbe essere di due-tre mesi. Già subito dopo l'assassinio di Benazir Bhutto, l'altro leader dell'opposizione, Nawaz Sharif, aveva detto che il suo partito avrebbe boicottato il voto dell'8 gennaio
12:23 Disperazione dei seguaci di Benazir, giallo sul successore
Migliaia di persone mostrano il loro dolore battendosi il petto in lacrime mentre è in corso la riunione del Ppp a Naudaro. Dawn tv, l'emittente locale pachistana, riferisce di moltissime persone che inneggiano alla sorella della leader assassinata, Sanam, di 51 anni, come nuova guida del partito. Il figlio di Benazir, Bilawal, sembra l'erede designato ma secondo molti è troppo giovane (19 anni) per prendere le redini del partito ed è ancora uno studente ad Oxford. Un altro possibile candidato è Amin Fahim, che sta coordinando la riunione
12:06 Geo Tv: rinvio voto probabile alla seconda settimana di marzo
La commissione elettorale pachistana avrebbe deciso di rimandare le elezioni previste per l'8 gennaio, spostandole alla seconda settimana di marzo. Lo annuncia la televisione pachistana Geo Tv. Secondo indiscrezioni, mentre l'incontro decisivo si terrà domani, la commissione avrebbe preso la decisione sulla base di diverse considerazioni. La prima riguarda il fatto che molti uffici elettorali, compresi gli elenchi, le schede e il materiale, nella provincia del Sindh sono andati distrutti dalle fiamme. Inoltre, a prescindere da quello che decideranno oggi i vertici del Partito del Popolo Pachistano sul boicottaggio elettorale, lo stesso partito ha deciso 40 giorni di lutto per la morte di Benazir Bhutto, che finiscono il 10 febbraio
11:53 Partito di Musharraf sospende la campagna elettorale
Il partito di Musharraf ha deciso di sospendere la campagna elettorale in vista delle elezioni che avrebbero dovuto svolgersi l'8 gennaio. Lo hanno reso noto fonti del partito
11:48 Probabile rinvio delle elezioni
Le elezioni in programma per l'8 gennaio saranno molto probabilmente rinviate di sei-otto settimane. Lo ha detto un funzionario di alto livello del partito Lega musulmana pachistana, che sostiene Musharraf, Tariq Azim Khan
11:19 Iniziata la riunione del Ppp
E' cominciato a Naudero l'incontro del comitato centrale del Partito del Popolo Pachistano. Oggi il partito sceglierà il successore di Bhutto e annuncerà se parteciperà o meno alle elezioni dell'8 gennaio
11:06 Il marito della Bhutto parla alla folla
Il marito di Benazir Bhutto, Asif Ali Zardari, si è rivolto alla folla radunata intorno alla casa di famiglia per ricordare che Benazir "ha sacrificato la vita per il Pakistan". "Noi continueremo la sua missione", ha promesso
09:47 Migliaia di persone intorno alla casa dei Bhutto
Migliaia di persone si sono riunite intorno alla casa dei Bhuttoa Naudero: La folla scandisce slogan contro il presidente Pervez Musharraf
09:12 Le ultime parole della Bhutto
Le ultime parole pronunciate da Benazir Bhutto prima di morire sono state "lunga vita a Bhutto", lo slogan dei suoi sostenitori. Lo ha raccontato a un domenicale britannico Safdar Abbassi, principale consigliere politico della ex premier che si trovava con lei in automobile al momento dell'attentato
08:59 Fallito attentato a figlio ex dittatore
Due attentatori suicidi sono morti questa mattina nella provincia pachistana del Punjab quando l'ordigno che trasportavano è esploso prima del momento stabilito. Non si segnalano altre vittime. Secondo la polizia, l'obiettivo dell'attentato fallito era Muhammed Ejaz ul Haq, un ex ministro, figlio dell'ex dittatore Mohammed Zia ul Haq
08:52 Tv mostra due attentatori
Dopo il video trasmesso ieri (in cui compare un killer), la tv pachistana Dawn News Tv ha mostrato fotografie confuse di quelli che sembrano due killer che hanno partecipato all'attentato in cui giovedì è rimasta uccisa Benazir Bhutto. La televisione ha detto di aver ricevuto le immagini da un fotografo dilettante
(La Republica)
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 Re: Pakistan: Benazir Bhutto-agg.to continuo + sua vita e st
Lunedì, 31 Dicembre 2007 09:46
BHUTTO: DOMANI LA DECISIONE SUL RINVIO DEL VOTO
ISLAMABAD - La commissione elettorale pachistana deciderà domani sull'eventuale rinvio delle elezioni legislative in programma per l'8 gennaio prossimo. Lo ha detto un componente della stessa commissione. "Abbiamo chiesto informazioni al riguardo ai responsabili dei governi e delle commissioni elettorali locali. Le risposte sono attese nella serata di oggi e noi decideremo domani", ha detto il segretario della commissione elettorale Kanwar Dilshad citato stamane dalla Reuters. In precedenza, un responsabile governativo, che aveva chiesto l'anonimato, aveva detto che le elezioni saranno "probabilmente" rinviate di "qualche settimana". Il partito di Benazir Bhutto si è detto contro un eventuale rinvio delle elezioni legislative in programma ' gennaio prossimo.
Bilawal, 19 anni, figlio dell'assassinata ex primo ministro Benazir Bhutto è stato nominato presidente del Partito popolare pachistano (Ppp). Il giovane sarà il presidente e suo padre Asif Ali Zardari sarà co-presidente. Il figlio di Benazir Bhutto ha giurato di vendicare la morte di sua madre lottando per la democrazia. "Mia madre - ha dichiarato Bilawal - ha sempre detto che la democrazia è la miglior vendetta". Bilawal ha fatto questa dichiarazione in una conferenza stampa a Naudero, nella proprietà di famiglia nel sud del Pakistan, al termine di un comitato esecutivo del Partito.
Intanto il Partito di Benazir Bhutto ha chiesto che le Nazioni Unite aprano un'inchiesta "sul suo assassinio", del tipo di quella fatta per l'omicidio dell'ex premier libanese Rafiq Hariri. Lo ha detto il neo co-presidente del Ppp, marito della leader uccisa, Bilawal Zardari.
Il partito che sostiene il presidente Pervez Musharraf ha sospeso la campagna elettorale e proclama di ritenere inevitabile un rinvio di due-tre mesi delle elezioni in Pachistan. Una decisione formale sulla data delle elezioni, fissate all'8 gennaio, verrà presa domani dalla Commissione elettorale che terrà una "riunione di emergenza" a Islamabad. Ma i giochi sembrano orami fatti, imposti dalle circostanze. Era stata ieri la stessa commissione elettorale a fare filtrare un parere che aveva il sapore di un preannuncio: l'assassinio di Benazir Bhutto ha "colpito in modo sfavorevole" il processo elettorale.
Oggi è uscita allo scoperto la Lega musulmana del Pachistan Qaid, pilastro della alleanza filo-Musharraf. "Abbiamo sospeso la campagna elettorale in funzione della situazione", ha detto l'ex ministro e portavoce del partito Tariq Azim Khan. E poi: "non tutti gli altri partiti politici potrebbero partecipare alle elezioni". Pertanto "un rinvio di 10-12 settimane dello scrutinio è un'opzione realistica". Si tratta di una strada che a questo punto sembra inevitabile anche agli alleati internazionali del Pakistan, Usa in testa, perché a tutti appare assurdo fingere che l'attentato a Benazir Bhutto possa essere considerato solo un marginale incidente di percorso sulla strada della democratizzazione.
A suggerire il rinvio ci sono in primo luogo le violenze, quelle tribali nel Nord legate al conflitto afghano e ai taleban, e quelle tutte politiche al sud. Poi c'é il boicottaggio già annunciato da Nahwaz Sharif, autorevole esponente del'opposizione. Ci sono poi le distruzioni degli elenchi elettorali negli uffici pubblici dati alle fiamme negli ultimi giorni, e il lutto per la Bhutto, presumibilmente di 40 giorni, che il Ppp dovrebbe proclamare. Lo stesso Ppp però, secondo indiscrezioni giornalistiche, nella riunione dei suoi vertici in corso a Naudero, avrebbe deciso di non boicottare le elezioni. Scelta che potrebbe suonare come una critica al rinvio.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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