In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
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Bambini costretti a prostituirsi chieste 8 condanne fino a..
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Bambini costretti a prostituirsi chieste 8 condanne fino a..
Milano. Il sostituto procuratore generale: «Questa organizzazione toglieva la dignità umana ai ragazzi»
Bambini costretti a prostituirsi
chieste 8 condanne fino a 13 anni
I piccoli, di giorno, erano anche costretti a rubare nelle stazioni della metropolitana
«Questa organizzazione toglieva la dignità umana ai ragazzi, eliminando la loro capacità di difendersi, reagire, migliorare la propria vita». E sì perché gli schiavisti manovravano una banda di ragazzini ladri di giorno nella metropolitana, giocattoli del sesso in piazza Trento la notte; si erano impadroniti della loro vita marchiandola forse per sempre. Per questi crimini e tanta crudeltà il sostituto procuratore generale Laura Barbaini chiesto condanne ancora più severe di quelle di primo grado.
PER GLI OTTO imputati romeni accusati di associazione per delinquere, riduzione in schiavitù, violenza e minacce, sfruttamento della prostituzione minorile, furto ricettazione e altri reati il conto da pagare alla giustizia potrebbe essere salato.
- Per uno dei capi dell’organizzazione, Marius Torok, l’accusa ha chiesto 13 anni (contro gli 11 anni e 5 mesi inflitti in primo grado);
- per Paul Sorin Rus, ha chiesto 11 anni (7 anni e 11 mesi in primo grado);
- per Gheorghe Moldovan 8 anni e 10 mesi (contro 4 anni e 3 mesi];
- per il fratello Dimitru Moldovan, 12 anni (9 in primo grado);
- per Ionel Bircea, assolto dalla I corte d’Assise, ha chiesto una condanna a 6 anni;
- per le due donne del gruppo che si occupavano come capò dei piccoli schiavi, Elisabeta Varga (4 anni e 6 mesi) e Pompilia Nicula (10 anni e 6 mesi) sono state chieste condanne aumentate a 8 anni e 6 mesi e a 12 anni e 2 mesi;
- per Ovidiu Ghabenei, condannato a 2 anni in primo grado, il pg si è opposto all’appello della difesa, chiedendo che la condanna sia dichiarata definitiva.
Erano nove i piccoli, tra i 10 e 13 anni all'epoca dei fatti (2003), sfruttati da questi spietati negrieri. I bambini venivano tenuti in stabili abbandonati, tenuti sotto controllo dalle donne della banda e costretti con la violenza a elemosinare e vendersi. Piccole vittime che in alcuni casi, sono diventati loro stessi aguzzini. Picchiati, perquisiti per evitare che nascondessero soldi, costretti a vivere in catapecchie, una volta più grandi sopraffacevano i nuovi arrivati.
LA SQUADRA MOBILE , coordinata dal pm Isidoro Palma, aveva spezzato le loro catene e se di alcuni delle vittime non si sa più nulla, uno di loro ha iniziato un percorso di rinascita.
Dopo aver testimoniato contro quelli che considerava i suoi padroni è stato ospitato in un casa di accoglienza. Lì ha studiato, è diventato un meccanico e il Comune di Milano, che è diventato il tutore di questo ex ragazzino di strada che sta diventando un uomo libero, ha prorogato l'assistenza fino al compimento dei 21 anni. E C., ora maggiorenne, potrebbe restare addirittura nella struttura per poter essere d'aiuto ai nuovi arrivati, bambini stranieri che quotidianamente vengono strappati dalla strada e accolti in strutture per minori. Alcuni scappano, altri come C. riescono ad attraversare il tunnel dell'orrore e tornare alla luce e alla vita.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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