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PIANO RIFIUTI E AMBIENTALISTI, LE CRITICHE E LE ASSURDITA’
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Messaggio PIANO RIFIUTI E AMBIENTALISTI, LE CRITICHE E LE ASSURDITA’ 
 
Citazione:
Comunicato stampa Aib: piano rifiuti e ambientalisti, le critiche e le assurdita’
 
Promotore: Associazione Industriale Bresciana AIB
 
  11/01/08 ore 15.17 - - -
 
Info:  Uff. Stampa AIB - Tel. 030/22921
 
Settore: cronaca cittadina - cronaca provincia

 
  Comunicato stampa
 
L’intervento di Alberto Volpi, vicepresidente del settore “Eco90, ambiente e sicurezza” dell’Aib

 
PIANO RIFIUTI E AMBIENTALISTI,
LE CRITICHE E LE ASSURDITA’


 
Nei giorni scorsi sono state rese note, tramite gli organi di stampa, le osservazioni e le richieste di modifica al Piano rifiuti provinciale (2007-2016) elaborate da un gruppo di organizzazioni ambientaliste.

Non voglio aprire uno sterile  dibattito che ci vedrebbe su posizioni assolutamente inconciliabili, ma desidero fare una precisazione ed un commento che credo siano di grande utilità al pubblico dei non addetti ai lavori, per comprendere che, oltre ad essere un motore importante dell’economia bresciana, la nostra industria siderurgica e metallurgica svolge una funzione determinante ed insostituibile nel garantire il nostro standard attuale di vita.

Proprio garantendo la protezione di quell’ambiente che è accusata di inquinare.


La precisazione.

Viene affermato che non ci sono  limiti alle emissioni.

Non è vero.

Già la normativa vigente negli anni Novanta prevedeva dei limiti alle emissioni, seppure generici, ossia non specificamente individuati per il settore delle industrie sidermetallurgiche, e molto meno stringenti dei limiti attualmente prescritti.

L’Associazione industriale bresciana, sensibile alla rilevanza del tema, e in qualche modo prevedendo in anticipo la successiva evoluzione normativa, già qualche anno fa aveva condotto uno studio, conclusosi nel 2003, i cui risultati (che confermavano comunque il pieno ed ampio rispetto dei limiti di legge) sono oggi un riferimento a livello internazionale; tale indagine non è stata un’iniziativa di parte, ma è stata commissionata dal Ministero dell’Ambiente, tramite ENEA, (l’Ente nazionale per l’Energia e l’Ambiente) ad Aib, riconoscendone la competenza, l’autorevolezza scientifica e la totale trasparenza.

La normativa oggi vigente detta limiti molto più severi, e soprattutto prescrive limiti specifici per le emissioni del settore metallurgico e siderurgico.

Dopo l’entrata in vigore della direttiva IPPC a livello europeo, infatti, le industrie siderurgiche e metallurgiche italiane hanno dovuto richiedere ed ottenere nel 2007 l’AIA (“Autorizzazione Ambientale Integrata”), che prevede per tale settore il rispetto di precisi limiti previsti per le diossine (0,05 nano grammi per normal metro cubo per gli impianti esistenti).

Va sottolineato che tali limiti derivano dall’applicazione delle cosiddette BAT “best available techniques”, ossia si riferiscono ai limiti di emissione ottenibili con l’applicazione delle migliori tecniche ad oggi disponibili.

 L’Associazione industriale bresciana non si è fermata allo studio sopra citato, pur esaustivo ma, tramite la sua consociata RAMET, (Ricerche Ambientali per la metallurgia), ha dato vita ad un ambizioso programma di misurazione in continuo dei contenuti di elementi inquinanti, a partire dalle diossine e dai PCB, presenti nelle emissioni delle principali aziende del settore siderurgico e metallurgico bresciano.

Con la campagna tuttora in corso, RAMET ed AIB intendono non solo nuovamente verificare, in tutte le possibili condizioni di esercizio, il pieno rispetto dei nuovi limiti ma, insieme, mettere a punto il miglioramento degli impianti per assicurare una continua riduzione delle emissioni ed una sempre migliore tutela dell’ambiente, esattamente come è nello spirito della normativa europea IPPC, che prevede il continuo adeguamento delle prestazioni ambientali legato all’evoluzione delle migliori tecniche impiantistiche e di processo disponibili.

Il commento

Si chiede il blocco delle importazioni da fuori provincia di rottami per il settore siderurgico e metallurgico.

E’ semplicemente assurdo.

 Questa affermazione ci risulta incomprensibile, soprattutto perché fatta da ambientalisti.

L’attività dell’industria siderurgica e metallurgica, infatti, attua da sempre i criteri che oggi vengono invocati a gran voce della raccolta differenziata e del trattamento selettivo dei materiali recuperati.

Essa consente infatti di smaltire i milioni di tonnellate di rottame metallico all’anno che altrimenti non troverebbero una sistemazione. Basterebbe questo argomento per chiudere la questione.

In aggiunta osserviamo, comunque, che, oltre agli evidenti benefici per l’economia locale, questa attività industriale assicura anche vantaggi dal puro punto di vista ecologico che compensano ampiamente l’impatto che essa ha sull’ambiente esterno, impatto che è, comunque inferiore a quello delle altre attività antropiche.

Nel bilancio ambientale, infatti, va messo in conto, in particolare, l’enorme risparmio energetico che si ha con la produzione di metalli da rifusione rispetto a quella da minerale.

Anche la richiesta di interrompere l’importazione di rottame proveniente da fuori provincia si commenta da sé, perché contraddice quella di affidare le attività di trattamento a società specializzate, che ovviamente non possono essere disseminate nelle singole province e non tiene conto della imprescindibile necessità economica di operare su larga scala, necessità che giustifica pienamente anche l’importazione dall’estero.

Quanto ad una possibile futura classificazione del rottame, oggi considerato materia prima seconda, come rifiuto, l’industria è del tutto indifferente, in quanto essa comporterà solo adeguamenti amministrativi ma non modifiche ai processi produttivi già oggi adeguati al pieno rispetto dell’ambiente.

 

Brescia, 11 gennaio 2008

  

                                                                    Alberto Volpi

                                                                   vicepresidente Aib

                                                                     “Eco90, ambiente e sicurezza”
  





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