MAGGIORANZA DICE NO A DOLLY NEL PIATTO
ROMA - "Se la netta contrarietà dei consumatori americani ha costretto le principali industrie alimentari statunitensi come la 'Dean Food' ad impegnarsi formalmente a non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate, secondo un sondaggio in Italia meno di 1 su 10 (8%) ritiene che la scienza abbia dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione". E' quanto rende noto la Coldiretti sulla base di un sondaggio on line sul proprio sito, nell'annunciare per voce del presidente Sergio Marini che "siamo pronti a una forte mobilitazione per impedire che arrivi sulle tavole una allucinante realtà di cui né le imprese, né i consumatori europei avvertono certamente il bisogno".
Si tratta, spiega l'organizzazione agricola, "di un'azione resa urgente dopo la pubblicazione del progetto di parere dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che sostiene che non ci sono differenze in termini di sicurezza per questi alimenti che presentano componenti nutrizionali nella normalità rispetto a quelli ottenuti dagli altri animali, dando un sostanziale via libera alla vendita di latte e carne provenienti da maiali e mucche clonate e dalla loro progenie". La mobilitazione, informa da ultimo la Coldiretti, si svolgerà "nelle Regioni, in Italia e in Europa durante la consultazione avviata dall'Efsa sul progetto di parere che si concluderà il 25 febbraio, per arrivare alla pubblicazione di un parere definitivo a maggio per rispondere alla Commissione europea che nell'aprile 2007 'ha chiesto di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza alimentare e al Gruppo europeo sull'etica di aggiornare il loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricercà".
Usa, a giorni rapporto Fda su rischi consumatori
WASHINGTON - Dopo il parere degli scienziati europei, sulla carne clonata sta per arrivare il giudizio della Fda, l' authority federale americana che si occupa della salute pubblica. E secondo le anticipazioni di questi giorni, sarà in linea con le conclusioni dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che non ha riscontrato rischi per la salute dei consumatori. La Fda renderà pubblico la prossima settimana il proprio rapporto finale sul cibo clonato e l'imminenza della pubblicazione ha fatto sì che avesse immediata eco negli Usa il parere dell'autorità europea.
Già nel dicembre 2006, in un proprio rapporto preliminare, l'Fda non ha trovato rischi per la salute nel consumo di carne o latte proveniente da animali clonati. Da allora, l'agenzia federale americana ha proseguito gli accertamenti e analizzato circa 30.500 pubblicazioni scientifiche sull'argomento. Le autorità americane però al momento hanno chiesto ai produttori di animali clonati di non vendere alcun prodotto frutto di clonazione, in attesa di conclusioni definitive. Dopo il rapporto finale dell'Fda, sull'iter è previsto intervenga a livello legislativo il Congresso, dove non sono pochi gli scettici sul ricorso a cibo prodotto con clonazione.
Due studi confermano carne e latte sicuri per uomo
ROMA - La carne e il latte provenienti da bestiame clonato non sono pericolosi e possono essere consumati dall'uomo. E' questa la conclusione di due diversi studi, condotti da un team di ricercatori dell'università del Connecticut coordinati da Xiangzhong Yang, pubblicati sulle riviste 'Proceedings of the National Academy of science' (Pnas) e 'Nature biotechnology'. Studi che rappresentano una voce di quelle evidenze scientifiche, in sostanze le prove, che esperti dell'Efsa (l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare) dovranno tenere in considerazione nei prossimi giorni di consultazione, per comprendere se esistono o meno controindicazioni al consumo di latte e carne di animali clonati.
Nel primo studio, del 2005, gli scienziati hanno dimostrato che la carne e il latte provenienti da tori e mucche clonate rientrano negli standard dell'industria. Usando il trasferimento nucleare di cellule somatiche (la stessa tecnica usata per clonare la pecora Dolly), i ricercatori hanno confrontato la carne e il latte dei cloni con quelli di animali di età, genetica e varietà simili, creati attraverso la riproduzione naturale. Per quanto riguarda il latte, l'analisi delle proteine, dei grassi e di altre variabili controllate dalle industrie casearie non aveva rivelato differenze significative. Per la carne invece circa 8 variabili associate alla quantità di grasso erano risultate significativamente più elevate. Tuttavia, per gli scienziati, si trattava di livelli di grasso comunque negli standard delle industrie. Lo studio successivo, pubblicato nel 2007, ha confermato il giudizio di sicurezza. "C'erano preoccupazioni sulla tecnica del trasferimento nucleare di cellule somatiche - scrive Yang - ma gli animali così ricavati sono sicuri per il consumo umano. Lo studio sulle proprietà biochimiche dei cibi, ricavati da animali clonati e non, non hanno rivelato particolari differenze. L'accettazione da parte dei consumatori di questo cibo dipenderà dall'imminente via libera della Food and Drug administration".
MACELLAIO POETA CECCHINI: SI GIOCA CON SALUTE
PANZANO IN CHIANTI (FIRENZE) - L'invettiva contro la bistecca clonata non poteva non avere un poeta d'eccellenza: Dario Cecchini, il Dante Alighieri della ciccia. "Sono esterrefatto e assolutamente contrario a questa cosa che ho saputo dai giornali - dice dalla sua macelleria nel Chianti -. Qui si gioca con la salute dei consumatori. Siamo appena usciti con grande sacrificio dalla crisi della 'mucca pazza' e ora questa storia della bistecca clonata rischia di allontanare di nuovo in consumatori dalla carne di qualità, vanto di tante regioni italiane e soprattutto della Toscana".
"Creare animali uguali è quanto di più sbagliato si possa fare per avere qualità - continua -. Io credo nella diversità e sui sistemi di allevamento tradizionali. Clonare un'animale per produrre carne la trovo una cosa assurda. Forse farà piacere alla grande distribuzione organizzata, ai supermercati, ai ristoranti-mense per turisti perché avranno carne in abbondanza, di pezzature standard e a costi più bassi ma chi tutelerà la salute e il portafoglio delle famiglie? In quanti saranno capaci di orientarsi tra carne vera e clonata? Io dico no, la ciccia clonata l'é meglio di no".
Vissani: "Fuori quella carne dalla mia cucina"
ROMA - "Una bella palizzata per salvare l'Italia e il made in Italy. Quella carne di animali clonati non entrerà mai nella mia cucina!": lo chef Gianfranco Vissani, come è nelle sue corde, non usa mezzi termini e chiude, senza appello, le porte del suo ristorante a Basti in Umbria a chi vuole sostenere che quella carne e quel latte, quello che potrebbe arrivare dagli animali clonati, è buono e sicuro. "Il made in Italy è così forte e importante, ma bisogna difenderlo" afferma Vissani commentando la notizia dell'esame da parte dell'Efsa, l'agenzia europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma, dei dati scientifici per comprendere se è possibile fare arrivare prodotti di animali clonati sui mercato.
"Ci sono fior di professionisti come avvocati e ingegneri che lasciano le loro attività per andare in campagna e salvare questi prodotti. Ora l'Europa vuole dirci che cosa dobbiamo fare? Chi difende tutto questo lavoro?". Vissani non nasconde di essere "arrabbiato": "l'Europa rischia di rovinare il made in Italy che è come una grande musica, cultura". Lo chef non vuole entrare neanche nel merito sulla eventuale utilità di prodotti da animali clonati. "Sul mercato non si trova più la carne di gallo cedrone, delle galline delle nevi. Noi tutti siamo come degli affittuari sulla terra. Ce ne dobbiamo andare. Ma - conclude - almeno cerchiamo di lasciare qualche cosa di buono".
Si tratta, spiega l'organizzazione agricola, "di un'azione resa urgente dopo la pubblicazione del progetto di parere dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che sostiene che non ci sono differenze in termini di sicurezza per questi alimenti che presentano componenti nutrizionali nella normalità rispetto a quelli ottenuti dagli altri animali, dando un sostanziale via libera alla vendita di latte e carne provenienti da maiali e mucche clonate e dalla loro progenie". La mobilitazione, informa da ultimo la Coldiretti, si svolgerà "nelle Regioni, in Italia e in Europa durante la consultazione avviata dall'Efsa sul progetto di parere che si concluderà il 25 febbraio, per arrivare alla pubblicazione di un parere definitivo a maggio per rispondere alla Commissione europea che nell'aprile 2007 'ha chiesto di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza alimentare e al Gruppo europeo sull'etica di aggiornare il loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricercà".
Usa, a giorni rapporto Fda su rischi consumatori
WASHINGTON - Dopo il parere degli scienziati europei, sulla carne clonata sta per arrivare il giudizio della Fda, l' authority federale americana che si occupa della salute pubblica. E secondo le anticipazioni di questi giorni, sarà in linea con le conclusioni dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che non ha riscontrato rischi per la salute dei consumatori. La Fda renderà pubblico la prossima settimana il proprio rapporto finale sul cibo clonato e l'imminenza della pubblicazione ha fatto sì che avesse immediata eco negli Usa il parere dell'autorità europea.
Già nel dicembre 2006, in un proprio rapporto preliminare, l'Fda non ha trovato rischi per la salute nel consumo di carne o latte proveniente da animali clonati. Da allora, l'agenzia federale americana ha proseguito gli accertamenti e analizzato circa 30.500 pubblicazioni scientifiche sull'argomento. Le autorità americane però al momento hanno chiesto ai produttori di animali clonati di non vendere alcun prodotto frutto di clonazione, in attesa di conclusioni definitive. Dopo il rapporto finale dell'Fda, sull'iter è previsto intervenga a livello legislativo il Congresso, dove non sono pochi gli scettici sul ricorso a cibo prodotto con clonazione.
Due studi confermano carne e latte sicuri per uomo
ROMA - La carne e il latte provenienti da bestiame clonato non sono pericolosi e possono essere consumati dall'uomo. E' questa la conclusione di due diversi studi, condotti da un team di ricercatori dell'università del Connecticut coordinati da Xiangzhong Yang, pubblicati sulle riviste 'Proceedings of the National Academy of science' (Pnas) e 'Nature biotechnology'. Studi che rappresentano una voce di quelle evidenze scientifiche, in sostanze le prove, che esperti dell'Efsa (l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare) dovranno tenere in considerazione nei prossimi giorni di consultazione, per comprendere se esistono o meno controindicazioni al consumo di latte e carne di animali clonati.
Nel primo studio, del 2005, gli scienziati hanno dimostrato che la carne e il latte provenienti da tori e mucche clonate rientrano negli standard dell'industria. Usando il trasferimento nucleare di cellule somatiche (la stessa tecnica usata per clonare la pecora Dolly), i ricercatori hanno confrontato la carne e il latte dei cloni con quelli di animali di età, genetica e varietà simili, creati attraverso la riproduzione naturale. Per quanto riguarda il latte, l'analisi delle proteine, dei grassi e di altre variabili controllate dalle industrie casearie non aveva rivelato differenze significative. Per la carne invece circa 8 variabili associate alla quantità di grasso erano risultate significativamente più elevate. Tuttavia, per gli scienziati, si trattava di livelli di grasso comunque negli standard delle industrie. Lo studio successivo, pubblicato nel 2007, ha confermato il giudizio di sicurezza. "C'erano preoccupazioni sulla tecnica del trasferimento nucleare di cellule somatiche - scrive Yang - ma gli animali così ricavati sono sicuri per il consumo umano. Lo studio sulle proprietà biochimiche dei cibi, ricavati da animali clonati e non, non hanno rivelato particolari differenze. L'accettazione da parte dei consumatori di questo cibo dipenderà dall'imminente via libera della Food and Drug administration".
MACELLAIO POETA CECCHINI: SI GIOCA CON SALUTE
PANZANO IN CHIANTI (FIRENZE) - L'invettiva contro la bistecca clonata non poteva non avere un poeta d'eccellenza: Dario Cecchini, il Dante Alighieri della ciccia. "Sono esterrefatto e assolutamente contrario a questa cosa che ho saputo dai giornali - dice dalla sua macelleria nel Chianti -. Qui si gioca con la salute dei consumatori. Siamo appena usciti con grande sacrificio dalla crisi della 'mucca pazza' e ora questa storia della bistecca clonata rischia di allontanare di nuovo in consumatori dalla carne di qualità, vanto di tante regioni italiane e soprattutto della Toscana".
"Creare animali uguali è quanto di più sbagliato si possa fare per avere qualità - continua -. Io credo nella diversità e sui sistemi di allevamento tradizionali. Clonare un'animale per produrre carne la trovo una cosa assurda. Forse farà piacere alla grande distribuzione organizzata, ai supermercati, ai ristoranti-mense per turisti perché avranno carne in abbondanza, di pezzature standard e a costi più bassi ma chi tutelerà la salute e il portafoglio delle famiglie? In quanti saranno capaci di orientarsi tra carne vera e clonata? Io dico no, la ciccia clonata l'é meglio di no".
Vissani: "Fuori quella carne dalla mia cucina"
ROMA - "Una bella palizzata per salvare l'Italia e il made in Italy. Quella carne di animali clonati non entrerà mai nella mia cucina!": lo chef Gianfranco Vissani, come è nelle sue corde, non usa mezzi termini e chiude, senza appello, le porte del suo ristorante a Basti in Umbria a chi vuole sostenere che quella carne e quel latte, quello che potrebbe arrivare dagli animali clonati, è buono e sicuro. "Il made in Italy è così forte e importante, ma bisogna difenderlo" afferma Vissani commentando la notizia dell'esame da parte dell'Efsa, l'agenzia europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma, dei dati scientifici per comprendere se è possibile fare arrivare prodotti di animali clonati sui mercato.
"Ci sono fior di professionisti come avvocati e ingegneri che lasciano le loro attività per andare in campagna e salvare questi prodotti. Ora l'Europa vuole dirci che cosa dobbiamo fare? Chi difende tutto questo lavoro?". Vissani non nasconde di essere "arrabbiato": "l'Europa rischia di rovinare il made in Italy che è come una grande musica, cultura". Lo chef non vuole entrare neanche nel merito sulla eventuale utilità di prodotti da animali clonati. "Sul mercato non si trova più la carne di gallo cedrone, delle galline delle nevi. Noi tutti siamo come degli affittuari sulla terra. Ce ne dobbiamo andare. Ma - conclude - almeno cerchiamo di lasciare qualche cosa di buono".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















