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SERIE A, L'INTER CERCA DI MANTENERE LE DISTANZE
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Domenica, 10 Febbraio : 2008  14:15

SERIE A, L'INTER CERCA DI MANTENERE LE DISTANZE


PANUCCI-MANCINI PER DIMENTICARE SIENA

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Una Roma ancora convalescente dal 3-0 di Siena piega la Reggina con le reti di Panucci e Mancini, una per tempo. Ma per lunghi tratti, specie nel secondo tempo, appare lontana dalla forma migliore, quella che le servirà per affrontare il Real Madrid in Champions. Ed in parte deve ringraziare l'atteggiamento della formazione calabra, che regala la prima frazione con un atteggiamento rinunciatario, facendosi schiacciare da una Roma che marcia a velocità ridotta. Salvo poi correre ai ripari dalla ripresa inserendo con colpevole ritardo Makinwa ed Amoruso. E i due attaccanti danno alla Reggina punti di riferimento ed una marcia in più.
   Il minimo risultato con il massimo sforzo. E' il primo tempo della Roma che chiude gli avversari nella loro metà campo praticamente senza soluzione di continuità. Ma se chiude in vantaggio lo deve solo ad un calcio piazzato, al 21', ben sfruttato di testa da Panucci. Il difensore, da posizione non facile, infila Campagnolo sfruttando al meglio un cross di Totti. E molta della responsabilità pesa sulle spalle di Vigiani che, invece di buttarlo via, cerca di giocare un pallone fino a causare l'angolo da cui nasce la rete.
   La Roma parte a testa bassa e pur senza brillare mette gli avversari all'angolo. Ulivieri si sbraccia, urla, ma i suoi sono sempre in nove dietro la linea della palla. E quando sconfinano nel territorio giallorosso non indovinano più di tre passaggi di fila. Questo però non facilita il lavoro di Totti e compagni, che solo al 13' impegnano per la prima volta Campagnolo. De Rossi serve Mancini ed il suo tiro è deviato in angolo. Il
capitano lotta, corre, tira ma conferma di non attraversare un buon momento. E nella ripresa sarà sostituito. Ci prova anche in rovesciata, ma il tiro si spegne sull'esterno della rete.
   La Reggina dà segni di vita verso la metà del tempo con una doppia conclusione di Brinza. La prima esce innocua, la seconda (27') da 30 metri è centrale e Doni para senza problemi. Ancora Totti, al 34', spreca l'ultima occasione deviando a lato di testa un bel cross dalla sinistra di Aquilani.
   Ulivieri cerca di dare più peso al suo attacco ed in avvio di ripresa toglie l'inconcludente Ceravolo per dare spazio a Makinwa. Poco dopo è il momento di Amoruso per Vigiani. La punta, all'11' sfruttando un traversone di Modesto impegna Doni in angolo. Ora le parti sembrano invertirsi. E' la Roma ad apparire timorosa, a metà tra la voglia di chiudere l'incontro e la paura di subire le folate reggine. Makinwa, con il suo solo peso fisico, dà più profondità alla manovra, ben spalleggiato da Amoruso e dalle discese di Modesto e Missiroli.
   Spalletti toglie lo spento Taddei e rinforza il centrocampo con Tonetto. Ma è ancora la Reggina pericolosa, al 21', con il colpo di testa di Valdes che anticipa Cassetti. La palla esce di un soffio. Gli ospiti trovano anche il gol (23') ma sul tiro da fuori di Barreto, Amoruso è in fuorigioco e sulla traiettoria.
   Nel momento di maggior sofferenza, la Roma trova il raddoppio con una grande azione di Giuly. Il francese entra in area, si beve tre avversari, ed impegna Campagnolo. Sulla respinta Mancini ha il riflesso pronto ed infila il 2-0. Al 32' la Reggina va vicina al 2-1 con il palo colpito da Makinwa. Finisce con un paio di tentativi da lontano di Aquilani e De Rossi, senza esito. La Roma si prende i tre punti, il frutto migliore della serata.

MUSLIMOVIC BLOCCA I VIOLA

Eroe quasi per caso, Zlatan Muslimovic si traveste da Ibrahimovic di provincia e mette a segno una doppietta che blocca sul 2-2 la Fiorentina. E pensare che finora non aveva ancora segnato, facendo disperare i tifosi per i troppi errori sotto rete, specialmente nella partita con la Roma. Ma Del Neri ancora una volta ha visto giusto: per sostituire lo squalificato Doni ha dato fiducia nuovamente a questo attaccante magari un po' ruvido ma sempre generoso e finalmente efficace. Quando dopo 13 minuti ha sprecato un assist al bacio di Floccari, la scelta del tecnico era sembrata però sballata. Dopo quell'errore Muslimovic deve aver pensato che non poteva gettare al vento l'ultima possibilità e infatti l'ha sfruttata in pieno. Nonostante le tante assenze (Doni, appunto, su tutti), l'Atalanta ha confermato di essere una bella realtà del campionato, spinta da un Tissone inesauribile e sorretta in difesa da un Pellegrino in crescita costante. Il giovane Capelli ha però fatto rimpiangere Carrozzieri: l'ex Pazzini, schierato al posto di Mutu, l'ha sorpreso dopo 28 minuti con un controllo e tiro in girata che l'ha lasciato di stucco.

Ma la Fiorentina non ha nemmeno avuto il tempo di esultare. Dopo un paio di minuti Belleri, entrato al posto di Manfredini (colpito da una gomitata, ha dovuto lasciare il campo per dei capogiri) ha deviato in mezzo un pallone su cui si è avventato Muslimovic, che ha piazzato la prima zampata vincente. I viola, fino a quel momento padroni del gioco, hanno accusato il colpo, cedendo terreno all'Atalanta per la restante parte del tempo. Nella ripresa, grazie soprattutto ai guizzi di Montolivo, la squadra di Prandelli è tornata a farsi sentire. Peccato per la mira sballata del fantasista, impreciso in un paio di conclusioni. La Fiorentina è comunque riuscita a sfondare al 15', con una bella azione innescata ancora dal vivacissimo Pazzini, che si è mosso bene in area e poi ha allargato per Kuzmanovic. Il centrocampista ha disegnato un cross perfetto sul quale si è avventato Semioli, bravissimo a sorprendere di testa Capelli e Rivalta. A quel punto Del Neri ha tentato il tutto per tutto, schierando sia Inzaghi, al posto di un inconcludente Langella, che il nuovo acquisto Paolucci. Se il secondo ha deluso, il fratello di Superpippo è invece riuscito, proprio allo scadere, ad addomesticare un bel pallone e a cogliere l'inserimento di Tissone sulla sinistra.

L'argentino ha azzeccato il cross basso e teso, su cui Muslimovic è piombato come un falco, insaccando da due passi l'insperato gol del pareggio. Muslimovic eroe di giornata, dunque, mentre il povero Vieri, dall'altra parte della barricata, è stato bersagliato da una marea di fischi del suo ex pubblico, che non gli ha perdonato il passaggio ai viola l'estate scorsa. Ma con un Muslimovic così, l'Atalanta non sta certamente a rimpiangere il Bobo nazionale.

  





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