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Martedì, 26 Febbraio : 2008 19:55
LIECHTENSTEIN,
PARADISO FISCALE PER "TANTI ITALIANI"
PARADISO FISCALE PER "TANTI ITALIANI"
C'é anche "un numero considerevole" di italiani nell'elenco che la Germania ha girato all'Italia contenente i nomi degli evasori che avevano scelto il Liechtenstein come paradiso fiscale per non pagare le tasse nel proprio paese. Ad affermarlo è il vice-ministro dell'Economia Vincenzo Visco. "C'é un certo numero - afferma Visco parlando con l'ANSA - Non so se l'elenco che ci è stato inviato è esaustivo o se è solo un primo elenco. Ma c'é un numero considerevole di italiani. Del resto non mi meraviglio perché siamo sessanta milioni di abitanti". Visco conferma che l'Italia ha ottenuto i dati per gli scambi previsti dalla collaborazione fiscale tra Paesi, senza acquistare le informazioni.
Visco rivendica i successi ottenuti già in base all'attività del fisco in Italia ed evidenzia che sulla vicenda Liechtenstein sta funzionando ora la collaborazione internazionale prevista dagli accordi tra Paesi. "Io penso - afferma Visco sottolineando che la lotta all'evasione è ancora un tabù nei paradisi fiscali che invece sono ora più permeabili per informazioni sulla criminalità - che questa vicenda ha un significato abbastanza generale: le amministrazioni fiscali dei Paesi stanno cercando di creare congiuntamente un caso per evidenziare una situazione abbastanza complicata. Cambierà il modo di fare la lotta all'evasione? Non lo so. Ma per la lotta all'evasione dovremmo cambiare tante altre cose". Di certo, in questo caso, a funzionare è la collaborazione internazionale: l'Italia non ha tirato fuori una lira per acquistare il dossier.
"Il nostro Paese non ha pagato - spiega Visco - Ma questo è perché di fatto non ci sono fondi riservati a questo fine, mentre in altri Paesi questo è previsto. Poi, nel caso specifico le informazioni non derivano da una nostra attività di intelligence, ma dalla trasmissione di informazioni a livello internazionale sulla base degli accordi sullo scambio di dati e della collaborazione tra amministrazioni finanziarie. Ci hanno coinvolto". Ma risultati importanti contro l'evasione fiscale internazionale sono stati raggiunti anche grazie all'impegno del fisco italiano. "Noi abbiamo dimostrato - dice Visco - che se l'amministrazione si mette a funzionare in base a quello che le leggi italiani dicono si ottengono risultati anche in relazione a operazioni elusive ed evasive importanti. Anche di persone note".
Per il Liechtenstein, invece, non si è trattato solo di lotta all'evasione . "Qui - dice Visco - siamo in un altro contesto: è spionaggio. Questo ha a che vedere con i paradisi fiscali. Si vede che altri Paesi che sono danneggiati come e più di noi sono più sensibili e si sono attrezzati anche a livello di intelligence, cosa che noi non possiamo fare. Ma il nodo va affrontato sempre più a livello europeo (e su questo mi pare si sta lavorando) e a livello globale. Finora c'é stato un miglioramento della collaborazione internazionale e anche del comportamento dei Paesi e dei paradisi fiscali rispetto alla criminalità, al riciclaggio e alla corruzione. Mentre l'evasione fiscale rimane un tabù per i paradisi fiscali. Poi ci sono tanti Paesi che hanno rapporti stretti con paradisi fiscali, e altri che lo sono essi stessi, anche in Europa. Questo è un problema serio di tenuta anche dei sistemi e delle società, che si sappia che le tasse le pagano tutti".
Visco rivendica i successi ottenuti già in base all'attività del fisco in Italia ed evidenzia che sulla vicenda Liechtenstein sta funzionando ora la collaborazione internazionale prevista dagli accordi tra Paesi. "Io penso - afferma Visco sottolineando che la lotta all'evasione è ancora un tabù nei paradisi fiscali che invece sono ora più permeabili per informazioni sulla criminalità - che questa vicenda ha un significato abbastanza generale: le amministrazioni fiscali dei Paesi stanno cercando di creare congiuntamente un caso per evidenziare una situazione abbastanza complicata. Cambierà il modo di fare la lotta all'evasione? Non lo so. Ma per la lotta all'evasione dovremmo cambiare tante altre cose". Di certo, in questo caso, a funzionare è la collaborazione internazionale: l'Italia non ha tirato fuori una lira per acquistare il dossier.
"Il nostro Paese non ha pagato - spiega Visco - Ma questo è perché di fatto non ci sono fondi riservati a questo fine, mentre in altri Paesi questo è previsto. Poi, nel caso specifico le informazioni non derivano da una nostra attività di intelligence, ma dalla trasmissione di informazioni a livello internazionale sulla base degli accordi sullo scambio di dati e della collaborazione tra amministrazioni finanziarie. Ci hanno coinvolto". Ma risultati importanti contro l'evasione fiscale internazionale sono stati raggiunti anche grazie all'impegno del fisco italiano. "Noi abbiamo dimostrato - dice Visco - che se l'amministrazione si mette a funzionare in base a quello che le leggi italiani dicono si ottengono risultati anche in relazione a operazioni elusive ed evasive importanti. Anche di persone note".
Per il Liechtenstein, invece, non si è trattato solo di lotta all'evasione . "Qui - dice Visco - siamo in un altro contesto: è spionaggio. Questo ha a che vedere con i paradisi fiscali. Si vede che altri Paesi che sono danneggiati come e più di noi sono più sensibili e si sono attrezzati anche a livello di intelligence, cosa che noi non possiamo fare. Ma il nodo va affrontato sempre più a livello europeo (e su questo mi pare si sta lavorando) e a livello globale. Finora c'é stato un miglioramento della collaborazione internazionale e anche del comportamento dei Paesi e dei paradisi fiscali rispetto alla criminalità, al riciclaggio e alla corruzione. Mentre l'evasione fiscale rimane un tabù per i paradisi fiscali. Poi ci sono tanti Paesi che hanno rapporti stretti con paradisi fiscali, e altri che lo sono essi stessi, anche in Europa. Questo è un problema serio di tenuta anche dei sistemi e delle società, che si sappia che le tasse le pagano tutti".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















