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Giovedì, 28 Febbraio : 2008
MA IL VATICANO E' IN GRADO DI CAPIRE?
da Fausto (a seguire, testo originale)
[A.W.Richard Sipe, uno dei maggiori esperti in materia contraddice il card. Bertone. Sipe è stato testimone di più di 250 cause civili e penali riguardo gli abusi del clero cattolico ed è autore di 7 libri sul celibato dei presbiteri, tra cui: Sex, Priests, and Power: the Anatomy of a Crisis (1995) e Sex, Priests, and Secret Codes: the Catholic Church's 2000 Year Paper Trail of Sexual Abuse (2006) scritto con Fr. Thomas Doyle, e Patrick Wall.]
La preoccupazione del denaro
La preoccupazione del denaro
Citazione:15 settembre 2007
Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato del Vaticano, difficilmente potrà essere accusato di non essere a conoscenza della situazione attuale della chiesa cattolica. Ma, a quanto pare, ha mostrato di non avere informazioni sufficienti sulla realtà degli abusi sessuali negli Stati Uniti quando ha trattato il tema al 125° Convegno dei Cavalieri di Colombo a Nashville, Tennessee nell'agosto 2007.
Ha preso in considerazione e commentato 4 temi:
1– "Il business (il denaro dovuto agli avvocati delle vittime) creato intorno agli scandali è vergognoso"
2- "La percentuale di preti coinvolti è esigua"
3- La convinzione che la chiesa cattolica sia la sola organizzazione con problemi di abusi "è inaccettabile"
4- Ha esortato le altre organizzazioni ad "affrontare lo stesso problema riguardo i propri membri, con lo stesso coraggio e realismo con il quale lo ha affrontato la chiesa cattolica".
Punto primo
Fin dal 1988 ho analizzato lettere e scritti di 1.800 soggetti, uomini e donne adulti, che dichiarano di aver subito abusi sessuali, quando erano minorenni, da parte di un vescovo, un prete o un religioso (suora o frate). Nessuno – ripeto, neanche uno – di questi rapporti parlava di richiesta di denaro. Tutti evidenziavano la necessità di essere ascoltati e creduti. Tutti manifestavano la preoccupazione che il proprio abusatore o abusatrice potesse nuocere ad altri e ricercava modi e mezzi per assicurare la protezione degli altri da futuri possibili abusi.
Alcuni avevano preso contatto con i vescovi. I risultati prodotti da questi contatti – nessuna risposta o, in alcuni casi, attacchi ed insulti verbali alle vittime – non sono certo edificanti. Alcuni vescovi hanno offerto del denaro per pagare le cure psicologiche, ma la donazione veniva fatta solo a condizione che restasse segreta e con la minaccia di azioni legali.
Cosa ha provocato il tentativo di offrire denaro? La parola giusta è "indignazione". Quando le notizie sulla portata e la gravità degli abusi sessuali clericali sono venute alla luce, non solo i cattolici, ma la popolazione in generale cominciò a preoccuparsi e ad arrabbiarsi per l'ipocrisia e l'arroganza della gerarchia cattolica. Una larga parte degli statunitensi considera i vescovi cattolici "bugiardi" e non meritevoli di fiducia.
In molti casi sono stati resi noti tutti i particolari della vicenda: il processo del 1997 che riguardava padre Rudy Kos e la diocesi di Dallas con il vescovo Charles Grahmann, finì con una sentenza di risarcimento di 119,6 milioni di dollari alle 12 vittime. Questa cifra era notevolmente superiore a quanto richiesto dalla parte civile. Infatti, gli avvocati delle vittime avevano richiesto solo 500.000 dollari. Ma gli avvocati ecclesiastici (sotto direttiva del vescovo) in tribunale fecero tali pressioni, che i giurati e i presenti furono disgustati dai dettagli su come il vescovo e i suoi collaboratori avessero dissimulato, nascosto e coperto gli abusi, anzi li avessero favoriti. Kos ora è in prigione. Il vescovo Grahmann rimase al suo posto fino all'anno scorso. La chiesa cattolica ha perso molto di più che una causa o del denaro, perchè questo è un brutto colpo alla sua "bella figura", alla sua imagine e credibilità in tutto il paese.
Un altro caso dimostra la complessità della crisi anche in termini economici. Mons. Michael Harris (soprannominato padre Hollywood) lasciò il ministero dopo essere stato accusato di abusi su alcuni ragazzi della scuola superiore di Orange County, California. Il primo che si fece avanti con le accuse fu Ryan DiMaria. Contattò la diocesi per essere aiutato a saldare i conti dello psicoterapeuta, che lo curava per la depressione suicida di cui era affetto a causa degli abusi subiti. La sua richiesta era di appena 300.000 dollari. La chiesa fu riluttante perfino nel riconoscere le accuse contro uno dei preti più conosciuti ed influenti. Fu dopo questa ulteriore umiliazione che DiMaria si rivolse ad un avvocato. (Altre vittime si fecero avanti più tardi).
La causa iniziò nel 1997 e il processo anticipato. Le indagini portarono alla luce complesse relazioni in ambito strettamente clericale; furono ascoltati anche altri chierici che in qualche modo erano a conoscenza degli spostamenti e abitudini degli accusati. Un testimone fu G. Patrick Ziemann – vescovo di Santa Rosa, California e già ausiliare del cardinal Roger Mahony di Los Angeles. Egli si era dimesso dopo una accusa e un risarcimento pagato per gli abusi da lui stesso perpetrati ai danni di un prete. Nell'agosto del 2001 il Cardinale fu esonerato dal caso. Fu allora che le negoziazioni tra gli avvocati della chiesa e quelli delle vittime divennero più seri. La chiesa infine fissò i risarcimenti a 5,2 milioni di dollari. La deposizione di Mahony venne cancellata.
La bancarotta di solito si invoca solo per faccende finanziarie. Questo non prova la sua pertinenza con i casi relativi alle diocesi degli Stati Uniti.
Il legame tra le spese legali e il tentativo della chiesa di evitare ai vescovi di testimoniare in tribunale è molto evidente. La diocesi di Davenport, Iowa, è ricorsa alla bancarotta, una procedura legale che interrompe ogni indagine in corso, il giorno in cui il Vescovo Lawrence Doens doveva presentarsi al processo per gli abusi subiti da un bambino. Più di 20 vittime erano pronte a testimoniare.
La diocesi di San Diego fu la quinta a ricorrere alla bancarotta il giorno prima che il vescovo Robert Brom doveva presentarsi come testimone in una serie di cause per abusi sessuali da parte dei preti. Brom, anch'egli accusato di aver abusato di un seminarista in Minnesota, deve rispondere alla richiesta di produrre la documentazione necessaria per alcuni casi di cui è testimone. Dietro ogni pratica difensiva degli avvocati della chiesa ci sono documentazioni importanti tenute sotto chiave.
Il giudice federale incaricato del caso di San Diego ha ricevuto delle minacce affinché accogliesse la richiesta di bancarotta e ha già rinviato 42 casi di abusi per poter procedere all'avvio del processo.
Il risarcimento pari a 660 milioni di dollari accordato alle vittime di Los Angeles riguardava qualcosa di più del denaro. Il Cardinale Roger Mahony è sospettato di cospirazione per aver tentato di coprire gli abusi e di probabile falsità in dichiarazioni rese in qualità di testimone nel caso di padre Oliver O'Grady.
Due cause penali sono ancora pendenti su due preti di Los Angeles e, se andranno avanti, il cardinale sarà certamente chiamato a testimoniare.
Senza dubbio le spese che le cause di abusi sessuali del clero stanno comportando sono preoccupanti. Il "Manuale" Doyle-Mouton-Peterson offerto gratuitamente ai vescovi statunitensi nel 1985 già prevedeva costi pari a circa un miliardo di dollari se il problema fosse stato ignorato. E' quello che successe. Ma il prezzo sborsato oggi ammonta a più di 2 miliardi.
A qualunque osservatore esterno verebbe un dubbio: quanti soldi ha sprecato la chiesa per gli avvocati e le pubbliche relazioni?
Punto secondo.
La percentuale di preti accusati di abusi nei soli Stati Uniti non rappresenta affatto una minoranza trascurabile. Già nel 2002 a Boston si registrava una percentuale del 7,6%; nel New Hampshire del 8,2%. I dati dimostrano che nel 1983 l'11,5% dei preti in esercizio nell'arcidiocesi di Los Angeles hanno commesso abusi. E' stato dimostrato che tra i preti sfornati dal seminario maggiore di Los Angeles, Camadillo, California, nelle sole classi 1966 e 1972, il 30% ha commesso abusi sessuali.
Nel 1986 il 23% dei preti della diocesi di Tucson, Arizona era stato segnalato per abusi sessuali.
Le indagini che la USCCB [ Conferenza nazionale dei Vescovi Americani] commissionò alla John Jay School of Criminal Justice [istituzione cattolica], sono raccolte in un rapporto intitolato Crisis in the Catholic Church in the United States, pubblicato il 27 febbraio 2004. La gerarchia si attiene alle dichiarazioni di questo rapporto per il quale il 4,36% dei preti (4.392) attivi tra il 1950 e il 2002 sono stati accusati di abusi. Comunque, da allora, altri 500 preti sono stati messi sotto accusa.
Il rapporto della J-J (John Jay) parla da solo. Negli anni tra il 1960 e il 1984 il 9,11% dei preti in servizio negli Stati Uniti sono stati accusati di abusi sessuali. Questa è la percentuale più attendibile riguardante il clero statunitense e ci da un quadro abbastanza preciso di come una cultura clericale possa portare, incoraggiare e addirittura tollerare gli abusi sessuali.
Punto terzo.
Il cardinale ha ragione quando afferma che molte altre organizzazioni hanno tra i loro membri dei molestatori sessuali. Ma cosa ha a che vedere questo con i vescovi e i preti? I peccati e le mancanze degli altri non sminuiscono in alcun modo la colpa dei vescovi e non allegeriscono la responsabilità della chiesa per gli abusi dei suoi chierici. S. Pier Damiani lo ha già detto nel 1049.
L'argomento delle mancanze degli altri viene a cadere quando la chiesa continua a ribadire la propria superiorità sulle altre chiese ritenute "difettose" o "incomplete". Il messaggio evangelico che suggerisce di togliere la trave dal proprio occhio prima della pagliuzza in quello dell'altro rimane l'unica linea efficace da seguire.
Punto quarto.
E' falso e frutto di immaginazione affermare che i vescovi cattolici statunitensi (o quelli di Roma) abbiano singolarmente o anche collettivamente affrontato il problema degli abusi sessuali dei preti o dei vescovi "in modo coraggioso e realistico". Questa dichiarazione è disonesta e contraddice i documenti che stanno lì a provare i fatti.
Fino ad ora nessun vescovo americano, né la USCCB ha preso l'iniziativa di assumersi la responsabilità morale dell'accaduto. Ogni provvedimento è stato causato dalla pressione dell'opinione pubblica con organizzazioni in favore delle vittime, cause legali, rivelazioni sulla stampa o la generale indignazione dei fedeli. La chiesa non ha preso una sola inziativa se non costretta dall'opinione pubblica.
Segretezza, copertura, cospirazione per nascondere i chierici colpevoli, offensive mediatiche, tentativi di screditare le vittime sono tutte cose ben documentate nelle carte di 12 indagini del Grand Jury, le quali dimostrano che i vescovi sono stati incapaci di gestire il problema. Tutte le dichiarazioni scritte hanno messo in evidenza che i vescovi hanno preferito proteggere il clero, evitare lo scandalo, piuttosto che occuparsi delle vittime o prevenire ulteriori abusi.
La negligenza della chiesa cattolica nei casi di abusi sessuali del clero rimane impressionante. Anche il comportamento attuale non è né coraggioso, né tanto meno realistico. Una rete mediatica favorevole ad essa è di capitale importanza.
Nella chiesa degli Stati Uniti il problema dell'attività sessuale del clero o degli abusi è lontana dal mettere la parola "fine". Ha proporzioni storiche, ma non è "la storia", come vuol farci credere il Cardinal Bertone.
Ultima modifica di Redazione il 28 Feb 2008 12:47, modificato 2 volte in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















