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Abusi asilo Vallo della Lucania: l’impossibilità di farli cu
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Messaggio Re: «Ma le scuole sono sicure?» Storie difficili da raccont 
 
I bambini di Vallo della Lucania, l’impossibilità di farli curare e l’interrogazione parlamentare dell’on. Maurizio Turco


Torniamo sul caso di pedofilia di Vallo della Lucania per raccontare la via crucis dei genitori cominciata nel momento in cui i loro bambini hanno mostrato disagi e disturbi tali da dover richiedere cure specialistiche. Badate che non sto parlando di un processo non ancora cominciato, ma di ciò che è avvenuto nei quasi due anni ormai trascorsi dall’inizio del dramma dell’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania. Ci sarebbe da chiedersi come mai, in tutto questo tempo, i media non abbiano parlato di questo aspetto dei casi giudiziari in cui le vittime sono decine di bambini. Ma evidentemente non interessa a nessuno sapere come stanno. Eh, sì, perché se non c’è stata una condanna, anzi se non c’è ancora stato neppure un processo, non è contemplata l’ipotesi che ci siano comunque delle vittime, a prescindere dall’individuazione dei colpevoli. Invece a Vallo le vittime ci sono e sono i 36 bambini che hanno sostenuto l’incidente probatorio e, probabilmente, quelli che non ci sono arrivati per i motivi più diversi ma che hanno comunque dei disturbi psicologici.

E’ prassi generale che si attenda la conclusione dell’incidente probatorio per far curare i bambini che hanno subito abusi, questo per evitare che delle sedute di psicoterapia malfatte, inneschino nei bambini dei processi di rimozione di ricordi dolorosi che invece devono riferire ai magistrati. I tempi sono spesso lunghissimi e i genitori non sanno come aiutare i loro figli, né come gestire determinati comportamenti. Succede, quindi, che un gruppo di genitori di Vallo si rivolga alla Asl locale SA/ per chiedere un incontro con il direttore sanitario. Ma non ottiene risposta. Nel frattempo la dott.ssa Pustorino, che aveva iniziato ad occuparsi di alcuni bambini di Vallo, viene trasferita a Foggia in seguito a sua richiesta, già inoltrata da tempo. La stessa dottoressa, però,  si rende disponibile, utilizzando le proprie ferie, ad ultimare il percorso intrapreso con i bimbi. Nel marzo 2007 le famiglie, stanche di aspettare una convocazione da parte dell’ASL, decidono di recarsi presso l’ufficio del direttore sanitario. Questi, alla fine, decide d’incontrarli. Durante l’incontro, ignora la presenza della dottoressa Pustorino, come facente parte dell’organico, ma poi afferma che, non appena in possesso di relazioni da parte della dottoressa, entro 48 ore, potrebbe avviare la convenzione con una delle due strutture segnalate dai genitori per far assistere i loro bambini. Arrivano le prime relazioni, dove la dottoressa Pustorino segnala per alcuni bambini la necessità di un supporto psicologico urgente.

La prima famiglia, con relazione alla mano, si reca dal direttore sanitario, il quale dopo un breve colloquio, non mette a disposizione nessuno dei due centri suggerti, ma una dottoressa locale, che non fa parte dell’organico, ma a suo dire, titolata, a fornire aiuto ai bimbi. Purtroppo si trattava della stessa dottoressa che prestava assistenza “all’asilo Paolo VI”. Era una proposta che nessuno avrebbe accettato. Dopo di che, il silenzio assoluto. Oggi, dopo quasi due anni, le famiglie sono ancora in attesa di essere convocate ufficialmente dalla Asl. Nel mese di maggio del 2007, l’onorevole Maurizio Turco ha presentato un’interrogazione parlamentare proprio per chiedere conto al Ministero della Giustizia,della Pubblica Istruzione, della Salute, dell’Economia e delle Finanze, del comportamento della Asl e dell’abbandono in cui erano state lasciate tante famiglie.

Arriviamo al 2008.E’ di circa un mese fa la richiesta di rinvio a giudizio di Suor Soledad, novizia peruviana accusata di abusi sessuali sui 36 bambini che frequentavano l’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania.

Quella che segue è l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Maurizio Turco. Le riflessioni che dobbiamo fare di fronte a casi come quello di Vallo della Lucania sono le seguenti:

1) Per i media  Vallo non è interessante
2) In televisione viene continuamente invitato il criminologo Francesco Bruno che parla anche di minori e della loro tutela senza mai dire di essere consulente della difesa di Suor Soledad
3) Se al caso di Rignano Flaminio non fosse stato dato tanto risalto dai media e non ci fossero stati referenti alla Regione Lazio così sensibili, progetti come quello per offrire un supporto psicologico alla popolazione e tariffe agevolate per la psicoterapia, non sarebbero mai nati.
4) A volte, la differenza la fanno le persone che si trovano nelle istituzioni e, troppo spesso, i posti importanti sono occupati da persone incompetenti.

C’è qualcuno, oltre all’onorevole Maurizio Turco, che si è accorto che a Vallo della Lucania tante famiglie e tanti bambini con grossi problemi sono state abbandonate a loro stesse?
ATTO CAMERA

Citazione:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03711
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 15
Seduta di annuncio: 159 del 17/05/2007
Firmatari
Primo firmatario: TURCO MAURIZIO
Gruppo: LA ROSA NEL PUGNO
Data firma: 17/05/2007
Destinatari
Ministero destinatario:
·    MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·    MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
·    MINISTERO DELLA SALUTE
·    MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere    Data delega
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA     17/05/2007
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE delegato in data 25/07/2007
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter: SOLLECITO IL 11/06/2007
SOLLECITO IL 05/07/2007
SOLLECITO IL 25/07/2007
MODIFICATO PER MINISTRO DELEGATO IL 25/07/2007
SOLLECITO IL 10/09/2007
SOLLECITO IL 01/10/2007
SOLLECITO IL 22/10/2007
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-03711
presentata da
MAURIZIO TURCO
giovedì 17 maggio 2007 nella seduta n.159

TURCO. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della pubblica istruzione, al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:

dal 31 maggio 2006, in Vallo della Lucania, trentasei bambini di età compresa fra i tre ed cinque anni denunciano pesanti molestie sessuali ad opera di una novizia all'interno della scuola materna «Paolo VI» gestita dalle suore dell'Ordine delle Ancelle di Santa Teresa del Bambino Gesù;

detti bambini raccontano circostanze che lasciano trasparire come probabile il coinvolgimento di altre suore nonché di persone estranee all'ambito scolastico;

in una lettera inviata il 31 ottobre 2006 al Papa e al Vescovo di Vallo della Lucania, i genitori di una delle bambine coinvolte scrivevano tra l'altro:

«Il massimo rappresentante della Chiesa Diocesana non ha ritenuto di dover esprimere alcuna parola di conforto nei confronti dei bambini e delle loro famiglie, limitandosi a poche e scarne dichiarazioni ufficiali dagli inequivocabili connotati pilateschi cui ha fatto seguito un silenzio assordante. I vertici della citata scuola e del citato Ordine non hanno ritenuto di dover manifestare alcuna forma di vicinanza o di solidarietà ai bambini coinvolti ed alle loro famiglie, preoccupandosi di negare ogni accadimento e di tacciare di isteria i genitori dei bambini stessi. Non pochi rappresentanti del Presbiterio, nel totale silenzio e nella generale indifferenza degli altri, hanno esplicitamente dimostrato e dimostrano aperta ostilità nei confronti dei genitori dei bambini coinvolti, ancorché cattolici praticanti.» Di fronte al silenzio assordante degli interlocutori, i genitori scrivevano nuovamente il 6 febbraio 2007, lettera che a tutt'oggi non ha ricevuto alcuna risposta;

in una lettera inviata il 15 gennaio 2007 al Direttore Generale della ASL SA3 di Vallo della Lucania, i genitori di detti bambini, si richiamavano alla nota del 13 dicembre 2006 - alla quale non era stata data risposta - con la quale avevano già richiesto la necessaria collaborazione per predisporre adeguati e necessari presidi terapeutici volti a porre rimedio ai disturbi comportamentali dei loro figli. È infatti accaduto che la dott.ssa Giuseppina Pustorino, neuropsichiatra infantile dipendente dalla ASL SA3, presso il poliambulatorio di Sapri aveva avviato percorsi osservazionali sui bambini al fine di valutare le loro condizioni e di accertare la necessità di cure. Per taluni dei bambini il percorso osservazionale si era già concluso ed aveva evidenziato la necessità di procedere ad urgenti terapie da affidare a psicoterapeuti specializzati ed esperti; per taluni altri bambini il percorso osservazionale sebbene avviato non si è concluso. Nel frattempo la dott.ssa Pustorino nonostante fosse andata ad espletare la sua attività professionale in Foggia si era dichiarata disponibile a completare i percorsi osservazionali avviati, senza aggravio di costi per alcuno, recandosi in Vallo della Lucania o Sapri ed utilizzando all'uopo le proprie ferie. Nelle more taluni genitori avevano esposto le problematiche inerenti le condizioni dei loro figli al Dipartimento per la Tutela della Salute Mentale - unita operativa di neuropsichiatria dell'infanzia e della adolescenza dell'ASL di Cava dei Tirreni (dotato di personale adeguatamente specializzato) raccogliendo il pressante invito ad avviare con urgenza le opportune cure per i piccoli pazienti e che il personale informalmente contattato aveva dichiarato la disponibilità ad avviare programmi di collaborazioni con l'ASL SA3 e ad espletare in Vallo della Lucania ogni attività terapeutica, previ indispensabili accordi istituzionali fra le due Aziende. In detta nota viene altresì rilevato che «relativamente alla istanza del 13 dicembre 2006, le uniche notizie a noi pervenute, peraltro per canali del tutto informali ed assolutamente inadeguati alla delicatezza del caso, riferiscono di assunzione di informazioni presso la dott.ssa Pustorino mercè metodologie poco ortodosse e non consone alla complessità ed alla problematicità di una vicenda in cui i profili sanitari si intrecciano inevitabilmente e strettamente con quelli giudiziari, imponendo estrema attenzione e rigorosa prudenza a chiunque entri in contatto con essa». Nota con al quale, infine, tra l'altro si chiedeva di autorizzare la utilizzazione da parte della dott.ssa Giuseppina Pustorino degli ambulatori di detta ASL in Vallo della Lucania o in Sapri allo scopo di ultimare i percorsi osservazionali già avviati e di monitorare i percorsi terapeutici cui saranno sottoposti i nostri figli;

secondo l'interrogazione il comportamento dela ASL è quantomeno anomalo -:

se siano a conoscenza di detti fatti e se siano state avviate indagini al riguardo;

se siano a conoscenza di fatti simili accaduti in istituti scolastici di ogni ordine e grado e, in caso affermativo, quali;

se la scuola materna «Paolo VI» gestita dalle suore dell'Ordine delle Ancelle di Santa Teresa del Bambino Gesù goda di finanziamenti pubblici;

quali iniziative intenda prendere per garantire un sostegno adeguato alle vittime, tenendo conto sia dell'età delle stesse che della gravità delle violenze subite;

quali iniziative intenda assumere affinché episodi di questo genere non abbiano più a ripetersi in luoghi deputati alla formazione e all'equilibrato sviluppo della personalità degli alunni, quali le scuole. (4-03711)
Classificazione TESEO:
CONCETTUALE:
MINORI, REATI SESSUALI, SCUOLA MATERNA
GEO-POLITICO:
VALLO DELLA LUCANIA, SALERNO - Prov, CAMPANIA

  



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