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Sabato, 8 Marzo : 2008 Riviera24.it
SEQUESTRATA LA CALDAIA
Le prime foto dei soccorsi (foto del nostro collaboratore LUCA DE FORT)
Sanremo - QUATTRO DEI BAMBINI SONO RIMASTI INTOSSICATI IN MODO PIU' GRAVE. QUATTRO SONO STATI PORTATI IN ELICOTTERO ALL'OSPEDALE GASLINI DI GENOVA
di Fabrizio Tenerelli-Luca De Fort
E' di 18 bambini intossicati, quattro dei quali in maniera piu' grave; il parroco piu' un genitore, il bilancio, oramai definitivo, dell'intossicazione da monossido di carbonio avvenuta, stamane, all'interno della chiesa di San Lorenzo, a Sanremo, durante una lezione di catechismo. Intossicazione dovuta a un malfunzionamento della caldaia, gia' sequestrata dai carabinieri su ordine della magistratura, situata nel bagno della sacrestia.
Immediata e' stata la mobilitazione dei soccorsi, coordinati dalla centrale operativa d'urgenza del 118, che ha visto giungere sul posto - oltre al responsabile del 118, il dottor Stefano Ferlito - diverse ambulanze, due automediche (Alfa 2 e Alfa 3), diverse squadre dei vigili del fuoco e dei carabinieri. I quattro bambini piu' gravi, che al momento dei soccorsi erano privi di conoscenza, sono stati portati in elicottero, a piu' riprese, all'ospedale Gaslini di Genova; 8 sono andati al pronto soccorso di Sanremo e 6 a quello di Imperia.
I medici stanno valutando, l'eventualita' di ricoverare alcuni di loro in pediatria. A causa della fuoriuscita di monossido e' rimasto lievemente intossicato anche il parroco, Don Colombi, che stava impartendo la lezione ai ragazzi, dentro la chiesetta situata dalle parti di localita' il Solaro. ‘Il problema e' dovuto alla caldaia, gia' sotto sequestro, della sacrestia - affermano i vigili del fuoco -. Probabilmente non ha avuto l'ossigeno necessario per effettuare una corretta combustione.
Le condizioni atmosferiche di bassa pressione, inoltre, potrebbero aver ostacolato i vapori del gas di scarico e non essendo una caldaia a tiraggio ‘forzato', ma a tiraggio ‘naturale', i fumi si sono riversati nell'ambiente aspirati da un termoconvertitore attaccato al soffitto che li ha rilasciati all'interno della chiesa. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore, Francesco Pescetto, di Sanremo. Sul caso e', ora, probabile che verra' aperta un'inchiesta per verificare l'esistenza di eventuali responsabilita' da parte di terzi.
Immediata e' stata la mobilitazione dei soccorsi, coordinati dalla centrale operativa d'urgenza del 118, che ha visto giungere sul posto - oltre al responsabile del 118, il dottor Stefano Ferlito - diverse ambulanze, due automediche (Alfa 2 e Alfa 3), diverse squadre dei vigili del fuoco e dei carabinieri. I quattro bambini piu' gravi, che al momento dei soccorsi erano privi di conoscenza, sono stati portati in elicottero, a piu' riprese, all'ospedale Gaslini di Genova; 8 sono andati al pronto soccorso di Sanremo e 6 a quello di Imperia.
I medici stanno valutando, l'eventualita' di ricoverare alcuni di loro in pediatria. A causa della fuoriuscita di monossido e' rimasto lievemente intossicato anche il parroco, Don Colombi, che stava impartendo la lezione ai ragazzi, dentro la chiesetta situata dalle parti di localita' il Solaro. ‘Il problema e' dovuto alla caldaia, gia' sotto sequestro, della sacrestia - affermano i vigili del fuoco -. Probabilmente non ha avuto l'ossigeno necessario per effettuare una corretta combustione.
Le condizioni atmosferiche di bassa pressione, inoltre, potrebbero aver ostacolato i vapori del gas di scarico e non essendo una caldaia a tiraggio ‘forzato', ma a tiraggio ‘naturale', i fumi si sono riversati nell'ambiente aspirati da un termoconvertitore attaccato al soffitto che li ha rilasciati all'interno della chiesa. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore, Francesco Pescetto, di Sanremo. Sul caso e', ora, probabile che verra' aperta un'inchiesta per verificare l'esistenza di eventuali responsabilita' da parte di terzi.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















