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Sabato, 29 Marzo : 2008 Corriere della Sera
Continuano i combattimenti in diverse zone del paese: in quattro giorni più di 120 morti
Iraq, Nassiriya nelle mani dei ribelli
I miliziani dell'esercito del Mahdi controllano la città. A Bagdad colpita la sede del vice presidente
Poliziotti iracheni a Kerbala (Reuters)
BAGDAD - Il coprifuoco di tre giorni imposto a Bagdad non ha fermato il lancio di razzi e colpi di mortaio contro la zona Verde, e mentre a Bassora proseguono i combattimenti, anche con l'intervento di aerei da guerra Usa, e anche in altre città del Sud continuano le violenze, in particolare a Nassiriya, dove i miliziani dell'esercito del Mahdi sembrano aver preso il controllo di diversi quartieri. L'attesa riunione straordinaria del Parlamento a Bagdad si è intanto oggi di fatto risolta in una bolla di sapone, poiché vi hanno partecipato solo 54 deputati dei 275 che formano l'assemblea. Molti hanno affermato di non essere riusciti - a causa del coprifuoco decretato sin da giovedì - a raggiungere il Parlamento, che sorge nella Zona Verde, così come la sede del governo, della presidenza e numerose ambasciate straniere.
COLPI DI MORTAIO ANCHE SUGLI UFFICI DEL VICEPRESIDENTE- La Zona Verde è però stata raggiunta da diversi colpi di mortaio, tre dei quali si sono abbattuti sull'ufficio del vice presidente Tareq al Hashimi, uccidendo una delle sue guardie del corpo e ferendone altre sei. Diverse cerimonie funebri in onore delle vittime di questi giorni si sono svolte in mattinata nel grande sobborgo sciita Sadr City, mentre le forze Usa hanno fatto sapere di aver ucciso solo nella giornata di ieri 34 «terroristi» in varie zone della capitale.
A BASSORA 120 MORTI E 450 FERITI - Il numero totale delle vittime di quattro giorni di combattimenti è molto difficile da calcolare, a causa di cifre diverse fornite dalle varie fonti. Un comandante militare iracheno, Ali Zaidan, ha dal canto suo detto che il bilancio dei quattro giorni di combattimenti a Bassora sarebbe di almeno 120 «combattenti nemici» uccisi e 450 feriti, mentre il ministro della difesa Abdel Qader Jassim ha affermato che la «resistenza» de combattenti «ci ha sorpreso, e abbiamo dovuto adeguare piani e tattiche».
NASSIRIYA SOTTO CONTROLLO DEI RIBELLI - Nella vicina Nassiriya, dove fino al dicembre del 2006 era di base il contingente militare italiano, la situazione si è fatta più difficile, con miliziani dell'Esercito del Mahdi del leader radicale sciita Moqtada Sadr che controllano la città. Hanno istituito posti di blocco e hanno ingaggiato scontri a fuoco con le forze governative. Scontri che, secondo fonti sul posto, hanno causato fino ad ora la morte di almeno 11 persone, tra cui almeno sei agenti di polizia.
COLPI DI MORTAIO ANCHE SUGLI UFFICI DEL VICEPRESIDENTE- La Zona Verde è però stata raggiunta da diversi colpi di mortaio, tre dei quali si sono abbattuti sull'ufficio del vice presidente Tareq al Hashimi, uccidendo una delle sue guardie del corpo e ferendone altre sei. Diverse cerimonie funebri in onore delle vittime di questi giorni si sono svolte in mattinata nel grande sobborgo sciita Sadr City, mentre le forze Usa hanno fatto sapere di aver ucciso solo nella giornata di ieri 34 «terroristi» in varie zone della capitale.
A BASSORA 120 MORTI E 450 FERITI - Il numero totale delle vittime di quattro giorni di combattimenti è molto difficile da calcolare, a causa di cifre diverse fornite dalle varie fonti. Un comandante militare iracheno, Ali Zaidan, ha dal canto suo detto che il bilancio dei quattro giorni di combattimenti a Bassora sarebbe di almeno 120 «combattenti nemici» uccisi e 450 feriti, mentre il ministro della difesa Abdel Qader Jassim ha affermato che la «resistenza» de combattenti «ci ha sorpreso, e abbiamo dovuto adeguare piani e tattiche».
NASSIRIYA SOTTO CONTROLLO DEI RIBELLI - Nella vicina Nassiriya, dove fino al dicembre del 2006 era di base il contingente militare italiano, la situazione si è fatta più difficile, con miliziani dell'Esercito del Mahdi del leader radicale sciita Moqtada Sadr che controllano la città. Hanno istituito posti di blocco e hanno ingaggiato scontri a fuoco con le forze governative. Scontri che, secondo fonti sul posto, hanno causato fino ad ora la morte di almeno 11 persone, tra cui almeno sei agenti di polizia.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















