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Se il centro è ostile ai visitatori....
... e se invece fossero i visitatori ad essere ostili al Centro?
... e se invece fossero i visitatori ad essere ostili al Centro?
RIPORTO volentieri la lettera della Sig.ra LIDIA ROSSI MARIANI di Camignone perché è, finalmente, una lettera CHIARA, PRECISA, CIRCOSTANZIATA e NON STRUMENTALE come tante altre anche se, in apparenza, sembra critica nei confronti di quanto è di moda avversare ultimamente e cioè:
Ma procediamo con ordine e partiamo con il riportare la lettera della Sig.ra MARIANI:
PRIMA di procedere con analisi / risposta alla lettera di cui sopra PREMETTO E PUNTUALIZZO che ogni considerazione fatta a seguire NON è - chiaramente - intesa per l'intera categoria dei commercianti. Per fortuna una certa parte è ancora tale .... altra parte invece sembra - o è - tutt'altro (leggere a seguire) ed è a questa che si fa riferimento dal momento che, alla fin fine, è proprio questa a spingere per giungere al porre in essere determinati lassismi nonché menefreghismi vari. Inoltre, e questo è importante, è quella che emerge, parla, agisce e spinge politici, loro colleghi commercianti cooptati dalle associazioni e coresidenti ignavi.
Ciò precisato, passo ad ANALIZZARE i punti 1 e 2.
Noto, con interesse, che – come detto – finalmente c’è anche qualcun altro che è ancora in grado di ragionare con la propria testa in funzione di quanto effettivamente percepisce e quindi di saper, correttamente, valutare quanto i propri occhi vedono.
E’ da tempo infatti (praticamente da due anni) che noi continuiamo a predicare più o meno le stesse cose ed a stigmatizzare i “comportamenti” segnalati e da noi stessi “subiti” e “percepiti”.
INUTILMENTE però! “Lor signori” persistono – come certifica ANCHE questa lettera – nel loro comportamento del tutto autoreferenziale e “di comodo” (per se stessi) oltre che di “spocchia” (alias: quella certa “puzzetta” sotto il nasino) soprattutto a fine giornata quando, l’eventuale nuovo cliente, da sicuramente solo fastido.
IL BELLO (si fa per dire) è che sembrano nemmeno rendersi conto dell’anacronismo della cosa (nonostante critiche esplicite e dirette) per cui non solo persistono in un atteggiamento deleterio ed improprio ma peggiorano ancor più il tutto quando, titolari ed anche “addetti”, all’unisono, dichiarano, in risposta a quanti fanno presente che NON sono più nemmeno al passo con i tempi ed i ritmi che scandiscono le odierne giornate dei cittadini:
"Anche noi abbiamo una famiglia ed abbiamo il diritto di essere a casa in alcune ore come anche di restare a casa nei giorni di festa, a partire dalle Domeniche … etc etc."
ORBENE, quanto sopra dimostra:
1) quanto poco, o nulla, questi signori (in blocco) hanno compreso della professione intrapresa
2) quanta stima e considerazione hanno “degli altri” che poi potrebbero anche essere “clienti”
e mi spiego:
a) Il commercio dovrebbe avere nel suo Dna il rapportarsi con gli altri ed anzi, oserei dire, l’ essere al loro servizio dato che sono questi [color=darkred]“altri”[/color] che ad esso fornisce sussistenza..
Quanto sopra presuppone, tra le tante altre cose, il:
"farsi trovare APERTI e DISPONIBILI quando il “cliente” è libero di poter andare in giro per diletto ma anche per compere."
E quando può il suddetto cliente andarsene in giro?:
NON certamente negli orari di lavoro ma, chiaramente:
"dopo le classiche otto ore d’ufficio e/o …… nei festivi. Domeniche incluse".
Logica vorrebbe quindi che il commercio, che di queste persone vive e necessita, si adeguasse agli orari ed ai ritmi di vita odierni per favorire ed agevolare il ciclo commerciale.
Ed invece no.
QUESTI signori (in blocco) pretendono di mantenere gli stessi orari degli altri e, per di più, avere poi anche il diritto di lamentarsi:
del calo di afflussi (vendite);
degli altri luoghi (centri commerciali) che ciò hanno ben capito (e non occorre una laurea o un master alla Bocconi o alla Luiss per arrivarci) ed hanno quindi adeguato i LORO orari al tempo disponibile dai Clienti.
Questo è ragionamento corretto e serio che dovrebbero fare anch'essi ed invece, come testimonia anche la Sig.ra Mariani, è cosa ben lungi.dall’essere recepita.
Di fatto invece, persistendo nei loro orari “assurdi” e con le lamentele di cui sopra, danno mostra non solo di non aver capito proprio niente del commercio ma anche di pretendere, al contrario, che siano i clienti ad adeguare i propri tempi ai "comodi" di titolari ed addetti del nostro “caro” commercio del Centro. Sic!
Ci vuol tanto a percepire la realtà di cui sopra e quindi capire che il loro “reclamare un giusto riposo in alcune fasce orarie”, ed ancor più in determinati giorni, è assurdo e fuori dal concetto stesso di “COMMERCIO”?
Adducendo invece la spiegazione di cui sopra, non fanno altro che dare ulteriore forza ed estensione alla loro protervia mostrandi di non rendersi nemmeno conto di “offendere” (– soprattutto qui nel bresciano che è, grazie al cielo, zeppa di fabbriche che operano anche 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno –), quantomeno, la sensibilità di una larga fascia di cittadini, potenziali loro clienti, che non solo lavorano la domenica ma che fanno addirittura turni notturni ed anche durante “festività sacre o per eccellenza” quali, ad esempio, Natale, Capodanno, Pasqua e via di seguito.
NON consideriamo nemmeno poi:
- “il tipo di lavoro”,
- le condizioni ambientali,
- i rischi,
- le paghe,
- la 14ma (sconosciuta a "questi" mentre invece è ben nota nel "commercio")
- etc etc etc …
... sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e quindi: stendiamo un velo "pietoso".
Passo ora ad analizzare il punto tre della lettera della Sig.ra Mariani non già per confutare il quanto dice, verità e realtà anche quelle, ma prima, velocemente, non posso evitare di rimarcare che anche i nostri “parcometristi et similia” non sono poi così “fiscali”. Normalmente, se un biglietto è scaduto da 5 – talvolta anche 10 – minuti lasciano correre per cui, se hanno emesso una qualche multa, vuol dire che il “ritardo” di cui si parla sarà stato ben più consistente e quindi, obiettivamente, … …
Ciò premesso ed indicato vado oltre e annoto che, anche in questo, la Sig.ra Mariani da – sia pur indirettamente - ulteriore voce e conferma ad altro nostro rimarcare che così recita:
<<una delle piaghe più “fastidiose” che affliggono la nostra Brescia consiste nella MANCATA (o, quantomeno, non chiara) INFORMAZIONE capillare dei “diritti e delle opportunità” messe a disposizione dei cittadini.
Per contro, invece, vi è una ben nutrita e notevole CONTROINFORMAZIONE molto interessata ed orientata a non solo sottacere le cose ma, addirittura, a sovvertirle mettendo in circolo “bufale” varie che vanno ad alimentare una “ignoranza” di base di quanto, invece, di buono, lodevole e piacevole (nonché godibile) offre – sin da ora – la nostra Città>>.
E mi spiego.
La Sig.ra Mariani, a quanto si può dedurre dal suo scritto, ha utilizzato un posto auto in parcheggio gestito con parcometro e ciò ha fatto, “da disinformata” (credo e spero), in un orario a ridosso della chiusura dei negozi il che evidenzia che NON è (come tanti) bene a conoscenza delle opportunità che invece, ogni cittadino, ha in termini di parcheggio utile, comodo e praticamente gratis.
Tante possibilità GIA’ ESISTENTI anche in prossimità del nostro centro anzi, addirittura nel centro del centro: "Parcheggio di Piazza Vittoria."
EVIDENZIO allora – per l’ennesima volta - che, a ridosso del centro, nonché nel suo cuore (P.za Vittoria) vi sono parcheggi comodi che consentono – se ben scelti per la loro collocazione – di raggiungere qualsiasi luogo (ufficio, negozio, passeggio) in Centro con una comoda passeggiatina variante tra i cinque e gli otto minuti “a piedi”.
In alternativa, inoltre, si potrebbe utilizzare, ad esempio, anche il servizio di biciclette messe a disposizione di chi parcheggia e/o – dal parcheggio prima della Galleria Tito Speri – far USO GRATUITO, sia in andata che ritorno, QUALSIASI pullman cittadino che attraversi la galleria stessa per il tratto dal parcheggio a dopo la galleria e viceversa.
Ciò chiarito e andando ora alla fascia oraria lasciata intendere dalla Sig.ra Mariani si evidenzia che, addirittura da molto prima – e con precisione a partire dalle 18.00 – la stessa avrebbe potuto parcheggiare, tranquillamente, in qualsiasi parcheggio in struttura attorno al Centro, nonché nella stessa P.za Vittoria, al modico costo di 50 CENTESIMI (dico, cinquanta centesimi, mezzo euro - meno quindi anche del costo al parcometro che, in centro, è invece di UN Euro e Quaranta cencesimi) a partire dalle 18.00 e fino alle 19.00.
Aggiungo poi che, così operando, non avrebbe avuto alcun problema di orario e/o di costi onerosi in caso di ritardo dal momento che poi, a partire dalle 19.00, con un' altra "elemosina" di ulteriori 50 centesimi, avrebbe acquisito il diritto a poter lasciare la propria auto, tranquillamente parcheggiata in luogo, oltretutto, comunque più "protetto e tranquillo" che "per la strada", anche per tutta la notte sino al mattino dopo.
MI PIACE RIBADIRE ANCORA:
Il tutto senza senza preoccupazione e/o pericolo di multa e, rimarco, alla ridicola somma di 50 centesimi, max 1 euro in totale, (contro 1,40 euro per solo 1 ora ... e per strada) a partire dalle 18.00 fino al mattino dopo. Sic!
(nota: a questo punto, per pretendere di più o lamentarsi ancora, resterebbe solo da chiedere di trovare al parcheggio un residente pronto a prenderselo sulle spalle a “cavaceci” per scorazzarlo in giro offrendogli anche un aperitivo o altro.... sic!)
SONO CERTO che delle possibilità che ho ribadito la Sig.ra era disinformata (almeno spero) dal momento che, conoscendole, sono certo che non avrebbe non potuto farne buon (ed economico / comodo) uso. Oppure …
… oppure, come è costume di tantissimi altri (praticamente tutti), informati o meno che siano, ha preferito lasciare la macchina laddove ha avuto la fortuna di trovare un posticino, magari solo un centinaio di metri prima del parcheggio in struttura più vicino e, per rilassatezza personale, ha preferito infilarvisi.
Suo diritto, intendiamoci, ma, in tal caso e parimenti, non si dovrebbe pretendere di disconoscere i diritti di altri (residenti in primis) e/o sottrarsi ai “doveri” ed alle “regole” che sovrintendono ad una scelta di "eccessiva" comodità.
[b]Ribadisco[/d]. Di sicuro non sarà stato il caso della Sig.ra Mariana che, “attenta e sensibile” come traspare dalle sue righe, sono certo che – se correttamente informata - avrebbe fatto uso corretto, utile, economico e piacevole del tutto.
Purtoppo però, una gran parte di automobilisti bresciani, sono del tutto alieni a “regole” di civile convivenza e di rispetto delle stesse soprattutto quando esse li porterebbero a dover staccare le loro “parti nobili” dal sedile della propria auto che, magari, è l’unica cosa di valore che sono in grado di mettere in mostra ed in moto.
E' per difendersi da questi che si è costretti a porre in essere – ed a richiedere - "difese" sempre più stringenti anche se poi magari, dalle stesse, qualche “innocente” cittadino (anzi, solitamente, solo questo) resterà “scottato”.
Ce ne dispiace (mi esprimo a nome dei residenti) ma abbiamo constatato, e constatiamo sulla nostra "pelle", che, contare sull'educazione altrui e pia e vana illusione per cui, ogni ulteriore “rigità”, è semplicemente dovuta a tutela della vivibilità ambientale e della tutela della salute di chi in centro vive come è garantito anche dall’
Questo è tutto quanto si poteva dire traendo spunto dalla lettera di cui sopra.
Confido che dal tutto si traggano, almeno, motivi di riflessione nonché spunti di INFORMAZIONE CORRETTA sul come poter godere, tranquillamente ed economicamente, del nostro Centro facendo corretto uso di quanto – con fatica e costi non lievi – la parte sana della cittadinanza (che, ringraziando il cielo, è ancora notevole sia pur in continuo calo) è riuscita ad implementare per rendere il tutto un qualcosa di concreto e reale.
Cordialità,
Stan
ZTL, parcheggi e qualsiasi cosa che abbia una sia pur lontana attinenza con il tutto
.
Ma procediamo con ordine e partiamo con il riportare la lettera della Sig.ra MARIANI:
Se il centro è ostile ai visitatori
Lidia Rossi MARIANI ha scritto:Non abito in città ma adoro il centro cittadino, purtroppo, si è fatto di giorno in giorno ostile ai visitatori e questo è il motivo per il quale la città muore.
Quando vengo a Brescia, provo quasi un senso di disagio per vari motivi che le elencherò.
1) Se mi avvicino a un negozio in prossimità della chiusura, subito mi fanno notare che sono in ritardo.
2) Se, con mio marito, entro in un bar veniamo apostrofati con la fatidica frase: «Siamo in chiusura»! Se ci si presenta in un altro, ci accolgono con visi da funerale di terza categoria e ci permettono di entrare con aria di sufficienza dove tutte le porte sono spalancate col rischio di prenderci una polmonite; ci si avvicina la titolare del bar, prende le ordinazioni per le consumazioni e con viso infuriato sottolinea: «Abbiamo avuto trecento presenze, oggi è domenica, siamo stanchi! E con occhi da spiritata ci assiste mentre trangugiamo l’aperitivo fra spifferi gelati e scope che si agitano per la pulizia del locale dopodiché, ci allontaniamo come ladri in fuga per raggiungere il parcheggio.
3) Nei giorni feriali poi, se ci si attarda e l’automezzo è al parchimetro, anche per un breve ritardo si viene multati.
Conclusione: a queste condizioni la città non potrà sopravvivere e morirà ogni giorno un pochino così tantissime persone come me, sono costrette a dirottare i propri acquisti e interessi al Centro commerciale dove si trova disponibilità, educazione, la sosta è gratuita e protetta dalla polizia privata e non si è costretti a fare la maratona finale per raggiungere l’automezzo perché, anche per un brevissimo ritardo, si viene pesantemente penalizzati.
LIDIA ROSSI MARIANI
- Camignone -
... e se invece fossero i visitatori ad essere ostili al Centro?
PRIMA di procedere con analisi / risposta alla lettera di cui sopra PREMETTO E PUNTUALIZZO che ogni considerazione fatta a seguire NON è - chiaramente - intesa per l'intera categoria dei commercianti. Per fortuna una certa parte è ancora tale .... altra parte invece sembra - o è - tutt'altro (leggere a seguire) ed è a questa che si fa riferimento dal momento che, alla fin fine, è proprio questa a spingere per giungere al porre in essere determinati lassismi nonché menefreghismi vari. Inoltre, e questo è importante, è quella che emerge, parla, agisce e spinge politici, loro colleghi commercianti cooptati dalle associazioni e coresidenti ignavi.
Ciò precisato, passo ad ANALIZZARE i punti 1 e 2.
Noto, con interesse, che – come detto – finalmente c’è anche qualcun altro che è ancora in grado di ragionare con la propria testa in funzione di quanto effettivamente percepisce e quindi di saper, correttamente, valutare quanto i propri occhi vedono.
E’ da tempo infatti (praticamente da due anni) che noi continuiamo a predicare più o meno le stesse cose ed a stigmatizzare i “comportamenti” segnalati e da noi stessi “subiti” e “percepiti”.
INUTILMENTE però! “Lor signori” persistono – come certifica ANCHE questa lettera – nel loro comportamento del tutto autoreferenziale e “di comodo” (per se stessi) oltre che di “spocchia” (alias: quella certa “puzzetta” sotto il nasino) soprattutto a fine giornata quando, l’eventuale nuovo cliente, da sicuramente solo fastido.
IL BELLO (si fa per dire) è che sembrano nemmeno rendersi conto dell’anacronismo della cosa (nonostante critiche esplicite e dirette) per cui non solo persistono in un atteggiamento deleterio ed improprio ma peggiorano ancor più il tutto quando, titolari ed anche “addetti”, all’unisono, dichiarano, in risposta a quanti fanno presente che NON sono più nemmeno al passo con i tempi ed i ritmi che scandiscono le odierne giornate dei cittadini:
"Anche noi abbiamo una famiglia ed abbiamo il diritto di essere a casa in alcune ore come anche di restare a casa nei giorni di festa, a partire dalle Domeniche … etc etc."
ORBENE, quanto sopra dimostra:
1) quanto poco, o nulla, questi signori (in blocco) hanno compreso della professione intrapresa
2) quanta stima e considerazione hanno “degli altri” che poi potrebbero anche essere “clienti”
e mi spiego:
a) Il commercio dovrebbe avere nel suo Dna il rapportarsi con gli altri ed anzi, oserei dire, l’ essere al loro servizio dato che sono questi [color=darkred]“altri”[/color] che ad esso fornisce sussistenza..
Quanto sopra presuppone, tra le tante altre cose, il:
"farsi trovare APERTI e DISPONIBILI quando il “cliente” è libero di poter andare in giro per diletto ma anche per compere."
E quando può il suddetto cliente andarsene in giro?:
NON certamente negli orari di lavoro ma, chiaramente:
"dopo le classiche otto ore d’ufficio e/o …… nei festivi. Domeniche incluse".
Logica vorrebbe quindi che il commercio, che di queste persone vive e necessita, si adeguasse agli orari ed ai ritmi di vita odierni per favorire ed agevolare il ciclo commerciale.
Ed invece no.
QUESTI signori (in blocco) pretendono di mantenere gli stessi orari degli altri e, per di più, avere poi anche il diritto di lamentarsi:
del calo di afflussi (vendite);
degli altri luoghi (centri commerciali) che ciò hanno ben capito (e non occorre una laurea o un master alla Bocconi o alla Luiss per arrivarci) ed hanno quindi adeguato i LORO orari al tempo disponibile dai Clienti.
Questo è ragionamento corretto e serio che dovrebbero fare anch'essi ed invece, come testimonia anche la Sig.ra Mariani, è cosa ben lungi.dall’essere recepita.
Di fatto invece, persistendo nei loro orari “assurdi” e con le lamentele di cui sopra, danno mostra non solo di non aver capito proprio niente del commercio ma anche di pretendere, al contrario, che siano i clienti ad adeguare i propri tempi ai "comodi" di titolari ed addetti del nostro “caro” commercio del Centro. Sic!
Ci vuol tanto a percepire la realtà di cui sopra e quindi capire che il loro “reclamare un giusto riposo in alcune fasce orarie”, ed ancor più in determinati giorni, è assurdo e fuori dal concetto stesso di “COMMERCIO”?
Adducendo invece la spiegazione di cui sopra, non fanno altro che dare ulteriore forza ed estensione alla loro protervia mostrandi di non rendersi nemmeno conto di “offendere” (– soprattutto qui nel bresciano che è, grazie al cielo, zeppa di fabbriche che operano anche 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno –), quantomeno, la sensibilità di una larga fascia di cittadini, potenziali loro clienti, che non solo lavorano la domenica ma che fanno addirittura turni notturni ed anche durante “festività sacre o per eccellenza” quali, ad esempio, Natale, Capodanno, Pasqua e via di seguito.
NON consideriamo nemmeno poi:
- “il tipo di lavoro”,
- le condizioni ambientali,
- i rischi,
- le paghe,
- la 14ma (sconosciuta a "questi" mentre invece è ben nota nel "commercio")
- etc etc etc …
... sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e quindi: stendiamo un velo "pietoso".
Passo ora ad analizzare il punto tre della lettera della Sig.ra Mariani non già per confutare il quanto dice, verità e realtà anche quelle, ma prima, velocemente, non posso evitare di rimarcare che anche i nostri “parcometristi et similia” non sono poi così “fiscali”. Normalmente, se un biglietto è scaduto da 5 – talvolta anche 10 – minuti lasciano correre per cui, se hanno emesso una qualche multa, vuol dire che il “ritardo” di cui si parla sarà stato ben più consistente e quindi, obiettivamente, … …
Ciò premesso ed indicato vado oltre e annoto che, anche in questo, la Sig.ra Mariani da – sia pur indirettamente - ulteriore voce e conferma ad altro nostro rimarcare che così recita:
<<una delle piaghe più “fastidiose” che affliggono la nostra Brescia consiste nella MANCATA (o, quantomeno, non chiara) INFORMAZIONE capillare dei “diritti e delle opportunità” messe a disposizione dei cittadini.
Per contro, invece, vi è una ben nutrita e notevole CONTROINFORMAZIONE molto interessata ed orientata a non solo sottacere le cose ma, addirittura, a sovvertirle mettendo in circolo “bufale” varie che vanno ad alimentare una “ignoranza” di base di quanto, invece, di buono, lodevole e piacevole (nonché godibile) offre – sin da ora – la nostra Città>>.
E mi spiego.
La Sig.ra Mariani, a quanto si può dedurre dal suo scritto, ha utilizzato un posto auto in parcheggio gestito con parcometro e ciò ha fatto, “da disinformata” (credo e spero), in un orario a ridosso della chiusura dei negozi il che evidenzia che NON è (come tanti) bene a conoscenza delle opportunità che invece, ogni cittadino, ha in termini di parcheggio utile, comodo e praticamente gratis.
Tante possibilità GIA’ ESISTENTI anche in prossimità del nostro centro anzi, addirittura nel centro del centro: "Parcheggio di Piazza Vittoria."
EVIDENZIO allora – per l’ennesima volta - che, a ridosso del centro, nonché nel suo cuore (P.za Vittoria) vi sono parcheggi comodi che consentono – se ben scelti per la loro collocazione – di raggiungere qualsiasi luogo (ufficio, negozio, passeggio) in Centro con una comoda passeggiatina variante tra i cinque e gli otto minuti “a piedi”.
In alternativa, inoltre, si potrebbe utilizzare, ad esempio, anche il servizio di biciclette messe a disposizione di chi parcheggia e/o – dal parcheggio prima della Galleria Tito Speri – far USO GRATUITO, sia in andata che ritorno, QUALSIASI pullman cittadino che attraversi la galleria stessa per il tratto dal parcheggio a dopo la galleria e viceversa.
Ciò chiarito e andando ora alla fascia oraria lasciata intendere dalla Sig.ra Mariani si evidenzia che, addirittura da molto prima – e con precisione a partire dalle 18.00 – la stessa avrebbe potuto parcheggiare, tranquillamente, in qualsiasi parcheggio in struttura attorno al Centro, nonché nella stessa P.za Vittoria, al modico costo di 50 CENTESIMI (dico, cinquanta centesimi, mezzo euro - meno quindi anche del costo al parcometro che, in centro, è invece di UN Euro e Quaranta cencesimi) a partire dalle 18.00 e fino alle 19.00.
Aggiungo poi che, così operando, non avrebbe avuto alcun problema di orario e/o di costi onerosi in caso di ritardo dal momento che poi, a partire dalle 19.00, con un' altra "elemosina" di ulteriori 50 centesimi, avrebbe acquisito il diritto a poter lasciare la propria auto, tranquillamente parcheggiata in luogo, oltretutto, comunque più "protetto e tranquillo" che "per la strada", anche per tutta la notte sino al mattino dopo.
MI PIACE RIBADIRE ANCORA:
Il tutto senza senza preoccupazione e/o pericolo di multa e, rimarco, alla ridicola somma di 50 centesimi, max 1 euro in totale, (contro 1,40 euro per solo 1 ora ... e per strada) a partire dalle 18.00 fino al mattino dopo. Sic!
(nota: a questo punto, per pretendere di più o lamentarsi ancora, resterebbe solo da chiedere di trovare al parcheggio un residente pronto a prenderselo sulle spalle a “cavaceci” per scorazzarlo in giro offrendogli anche un aperitivo o altro.... sic!)
SONO CERTO che delle possibilità che ho ribadito la Sig.ra era disinformata (almeno spero) dal momento che, conoscendole, sono certo che non avrebbe non potuto farne buon (ed economico / comodo) uso. Oppure …
… oppure, come è costume di tantissimi altri (praticamente tutti), informati o meno che siano, ha preferito lasciare la macchina laddove ha avuto la fortuna di trovare un posticino, magari solo un centinaio di metri prima del parcheggio in struttura più vicino e, per rilassatezza personale, ha preferito infilarvisi.
Suo diritto, intendiamoci, ma, in tal caso e parimenti, non si dovrebbe pretendere di disconoscere i diritti di altri (residenti in primis) e/o sottrarsi ai “doveri” ed alle “regole” che sovrintendono ad una scelta di "eccessiva" comodità.
[b]Ribadisco[/d]. Di sicuro non sarà stato il caso della Sig.ra Mariana che, “attenta e sensibile” come traspare dalle sue righe, sono certo che – se correttamente informata - avrebbe fatto uso corretto, utile, economico e piacevole del tutto.
Purtoppo però, una gran parte di automobilisti bresciani, sono del tutto alieni a “regole” di civile convivenza e di rispetto delle stesse soprattutto quando esse li porterebbero a dover staccare le loro “parti nobili” dal sedile della propria auto che, magari, è l’unica cosa di valore che sono in grado di mettere in mostra ed in moto.
E' per difendersi da questi che si è costretti a porre in essere – ed a richiedere - "difese" sempre più stringenti anche se poi magari, dalle stesse, qualche “innocente” cittadino (anzi, solitamente, solo questo) resterà “scottato”.
Ce ne dispiace (mi esprimo a nome dei residenti) ma abbiamo constatato, e constatiamo sulla nostra "pelle", che, contare sull'educazione altrui e pia e vana illusione per cui, ogni ulteriore “rigità”, è semplicemente dovuta a tutela della vivibilità ambientale e della tutela della salute di chi in centro vive come è garantito anche dall’
Questo è tutto quanto si poteva dire traendo spunto dalla lettera di cui sopra.
Confido che dal tutto si traggano, almeno, motivi di riflessione nonché spunti di INFORMAZIONE CORRETTA sul come poter godere, tranquillamente ed economicamente, del nostro Centro facendo corretto uso di quanto – con fatica e costi non lievi – la parte sana della cittadinanza (che, ringraziando il cielo, è ancora notevole sia pur in continuo calo) è riuscita ad implementare per rendere il tutto un qualcosa di concreto e reale.
Cordialità,
AGGREGATA:
Per una pura coincidenza temporale, oggi, su Il Sole 24 Ore, è apparso l'articolo che potrete leggere cliccando qui.
E' proprio inerente agli orari ed ai giorni di apertura dei negozi:
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















