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Venerdì, 18 Aprile : 2008 IMG Press
L’INFORMAZIONE È L’UNICA ARMA CONTRO
L’AMORALITÀ BERLUSCONIANA
E I SUOI DEVASTANTI EFFETTI
L’AMORALITÀ BERLUSCONIANA
E I SUOI DEVASTANTI EFFETTI
Elena Barracco
Sono un cazzotto nello stomaco. Parlano di stupri, violenza, miseria con inquadrature troppo realistiche per rassicurarti dicendoti che in fin dei conti sono solo dei film. Sono più reali della realtà. La telecamera impietosa inquadra lo sguardo – cadavere di una ragazza che sta subendo una violenza sessuale. E ti rendi conto in un attimo che tutte le tue angosce quotidiane non sono niente. Che l’inflazione alle stelle, il lavoro che non c’è e persino la scomparsa del comunismo non sono poi la fine del mondo. C’è di peggio. Basta alzare lo sguardo dal proprio ombelico per rendersene conto. È questo il messaggio dei film in concorso alla venticinquesima edizione di Europacinema. A gareggiare sono opere prime o seconde di giovani a volte giovanissimi registi tedeschi. Che si sono cimentati chi più chi meno con temi scottanti, drammatici, dimenticati. Non sono visioni piacevoli, perché non vogliono esserlo. Stupisce l’audacia con cui dei ragazzi alle prime armi si siano lanciati in un mercato che non premia questa virtù. E meraviglia ancora di più se si prova a fare un confronto con la cinematografia italiana. Dove si parla di commedia se i due innamorati alla fine della storia restano insieme e di drammatico se si lasciano. Non mi è capitato di vedere niente di simile negli ultimi anni. né a opera di esordienti né a opera dei big. Da noi a vincere è sempre è comunque l’incontenibile esigenza di dimenticare. E la recente vittoria di Berlusconi non è che l’ennesima scontata riprova dell’italico egoismo. Della nostra incapacità a fare i conti con la storia, con il fascismo, con le mafie, con noi stessi. Un’atavica e persistente e insaziabile fuga dalle responsabilità. L’importante alla fine per l’italiano medio è che nel suo orticello ci sia sempre qualcosa da mangiare. Se poi il vicino muore di fame, se un operaio si uccide perché ha perso uno straccio di impiego a tempo determinato, se il laureato della porta accanto finisce a fare lo spazzino non gliene importa niente. L’unica cosa che gli interessa realmente è avere il miglior vantaggio per sé e per la propria famiglia nel minor tempo possibile e con il minor sforzo possibile.
ben venga dunque una rassegna cinematografica impegnata, che esporti nel nostro arretrato paese una sensibilità diversa e uno sguardo critico su quello che succede in posti vicini e lontani. Mettendo da parte quella partigianeria che inquina le nostre opere d’autore e ne svilisce il senso anche quando tocca le vette dell’eccellenza. Abbiamo bisogno di un Nanni Moretti e di un Roberto Benigni, ma abbiamo anche la necessità di andare oltre le rappresentazioni ideologiche. Per far riflettere con credibilità anche chi non è di sinistra, anche chi non teme il fascismo perché nemmeno sa cosa sia, anche chi si annoia solo a sentir dire sociale. Perché l’informazione è l’unica arma contro l’amoralità berlusconiana e i suoi devastanti effetti sul nostro già malato senso civico. E perché per far rinascere l’Italia, non si può fare a meno di lavorare sulla cultura per arrivare alla mentalità. Il contributo degli intellettuali e degli artisti non è necessario ma indispensabile. Aspettando un risveglio nostrano dei sensi, consiglio vivamente a chiunque ne avesse la possibilità di andare a vedere i sette film in gara. A Viareggio ci sarà la premiazione, poi le pellicole approderanno a Roma e infine nelle sale. Speriamo di tutta la Penisola.
ben venga dunque una rassegna cinematografica impegnata, che esporti nel nostro arretrato paese una sensibilità diversa e uno sguardo critico su quello che succede in posti vicini e lontani. Mettendo da parte quella partigianeria che inquina le nostre opere d’autore e ne svilisce il senso anche quando tocca le vette dell’eccellenza. Abbiamo bisogno di un Nanni Moretti e di un Roberto Benigni, ma abbiamo anche la necessità di andare oltre le rappresentazioni ideologiche. Per far riflettere con credibilità anche chi non è di sinistra, anche chi non teme il fascismo perché nemmeno sa cosa sia, anche chi si annoia solo a sentir dire sociale. Perché l’informazione è l’unica arma contro l’amoralità berlusconiana e i suoi devastanti effetti sul nostro già malato senso civico. E perché per far rinascere l’Italia, non si può fare a meno di lavorare sulla cultura per arrivare alla mentalità. Il contributo degli intellettuali e degli artisti non è necessario ma indispensabile. Aspettando un risveglio nostrano dei sensi, consiglio vivamente a chiunque ne avesse la possibilità di andare a vedere i sette film in gara. A Viareggio ci sarà la premiazione, poi le pellicole approderanno a Roma e infine nelle sale. Speriamo di tutta la Penisola.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















