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SICUREZZA: PIU' DELITTI, MENO OMICIDI, ITALIA PREOCCUPATA
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Mercoledì, 7 Maggio : 2008  

SICUREZZA: PIU' DELITTI, MENO OMICIDI,
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ITALIA PREOCCUPATA


In crescita in Italia i delitti denunciati, mentre calano gli omicidi ed è forte la preoccupazione della criminalità. Questi i trend segnalati dall'Istat nella sua pubblicazione '100 Statistiche per il Paese. Nel 2005 sono stati denunciati dalle forze dell'ordine all'autorità giudiziaria in media 44 delitti per 1.000 abitanti, con un incremento del 15,6% rispetto al 2002. Con poco più di 2,5 milioni di denunce, l'Italia è al quarto posto nella graduatoria europea, dietro Germania, Regno Unito e Francia. Gli incrementi dei delitti denunciati tra il 2000 ed il 2005 risultano superiori ai 10 punti percentuali nelle regioni del Nord: Provincia autonoma di Trento (+12%), Valle d'Aosta (+15,2%), Lombardia (+12%) ed Emilia Romagna (+10,5%).

Le regioni con una delittuosità superiore a quella media nazionale nel 2005 sono Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Dall'inizio degli anni Novanta si registra inoltre un calo di diverse tipologie di delitti contro la persona: omicidi, scippi, furti di auto e nelle abitazioni. Per quanto riguarda gli omicidi, sono passati dai 13,1 per milione di abitanti nel 2000 ai 10,3 del 2005, al di sotto della media europea. Sono però in aumento quelli commessi in famiglia. La gran parte degli omicidi si registra nel Sud, in particolare in Campania (22,1 ogni milione di abitanti), Calabria (34,4), Sicilia (14) e Sardegna (14,4).

La criminalità risulta poi uno dei problemi prioritari per più della metà degli italiani (58,7%), secondo solo alla disoccupazione (70%). Al Sud è la disoccupazione ad occupare il primo posto nelle preoccupazioni dei cittadini, mentre in molte regioni del Nord il tema della criminalità è maggiormente sentito. E' comunque la Campania la regione in cui la criminalità preoccupa di più (72,3%), seguita dalla Liguria (62,7%) e dal Piemonte (60,9%). In molte regioni settentrionali, inoltre, la segnalazione della criminalità si accompagna anche ad una elevata incidenza delle preoccupazioni legate all' immigrazione.

QUALITA' VITA, TANTE AUTO E 23 MILIONI SEDENTARI

Tante auto nel Belpaese e 23 milioni di sedentari. E' anche questa la fotografia degli italiani che emerge dal capitolo di "100 statistiche per il Paese" dedicato alla qualità della vita. In Italia - secondo quanto sottolinea la pubblicazione dell'Istat - il tasso di motorizzazione, e cioé le autovetture circolanti ogni 1.000 abitanti - è uno dei più alti del mondo ed è passato da 501 autovetture ogni 1.000 abitanti nel 1991 a 598,4 nel 2006, con un incremento medio annuo pari all'1,3%. Quanto all'attività fisica, se gli italiani di 3 anni e più che praticano sport sono oltre 17 milioni, poco più del 30% della popolazione nella stessa fascia di età (il 20% si dedica allo sport in modo continuativo e il 10% saltuariamente) coloro che pur non praticando uno sport svolgono un'attività fisica sono 16 milioni mentre i sedentari sono oltre 23 milioni, il 41% della popolazione d'interesse.

SCUOLA: IN SICILIA E CAMPANIA PIU' ALTI TASSI ABBANDONO
Fuga dai banchi nel sud d'Italia: in Sicilia e in Campania rispettivamente 15 e 14 studenti su cento non completano il percorso dell'obbligo formativo. E' quanto emerge dalla prima edizione, diffusa oggi, di '100 Statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare', presentato oggi dall'Istat che segnala, invece, come la quota di abbandoni più contenuta (6,2%) si registra nel Friuli-Venezia Giulia. In generale nell'anno scolastico 2005-2006 la quota di giovani che abbandona al primo anno gli studi superiori, senza completare dunque l'obbligo formativo, è dell'11,1%.

La pubblicazione conferma pure che l'Italia per l'istruzione spende meno degli altri paesi europei: nel 2005, infatti, l'incidenza della spesa in istruzione e formazione sul Pil è pari al 4,4%, ampiamente al di sotto della media dell'Ue27 (5,1%). Nel 2007 il 48,2% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato la licenza della scuola media inferiore, valore, distante dalla media Ue27, che ci colloca nelle ultime posizioni insieme a Spagna, Portogallo e Malta. Nel 2007 poco più del 75% dei giovani italiani in età 20-24 anni ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore, valore che colloca l'Italia al di sotto della media Ue. In ambito comunitario sono alcuni Paesi di recente ingresso quelli che presentano i più elevati tassi di scolarizzazione superiore: in Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia 9 studenti su 10 hanno conseguito almeno il diploma superiore. In Italia, infine, circa il 41% dei giovani in età 19-25 anni risulta iscritto a un corso universitario nell'anno accademico 2005-06.


[b]ndr/b]

Image  TANTO per chiarire:

Dati ed analisi di un'Italia del 2005

Piena era Berlusconi bis, anzi, quasi alla fine e quindi con una "intera" (come amano dire) legislatura fatta.

TREMO al pensare come sarà quella del 2013 ... se ancora ci sarà qualcosa su cui "statisticare"

  





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