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Venerdì, 9 Maggio : 2008 Corriere della Sera
Frattini: «nessuna emergenza dopo le parole di gheddafi»
Berlusconi «fiducioso» su rapporti Roma-Tripoli.
Il Senatùr: «È Gheddafi che ci manda i clandestini»
Gheddafi e Berlusconi in una foto d'archivio (Reuters)
ROMA - «Avremo modo di chiarire con le autorità e tranquillizzare la situazione». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si dichiara «fiducioso» sulla possibilità di normalizzare le relazioni con la Libia all'indomani della nota con la quale il governo di Tripoli ha annunciato l'interruzione della collaborazione sul fronte della immigrazione clandestina a causa del mancato sostegno da parte di Roma e di altri paesi dell'Ue.
BOSSI ALZA IL TIRO - E se il premier prova ad abbassare i toni dopo le minacce di ritorsione del governo libico a quello italiano seguite alla nomina di Calderoli a ministro, il leader della Lega alza il tiro sugli immigrati. «È Gheddafi che ce li manda» dice il numero uno del Carroccio, aggiungendo anche che «la lingua di Gheddafi è sempre stata lunga...». Dichiarazioni definite «sconcertanti» dal segretario del Pd, Walter Veltroni: «Non capisco quale sia l'interesse ad aprire un attrito con la Libia»
FRATTINI - Come Berlusconi prova a ricucire con Tripoli anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo cui il governo di centrodestra si impegnerà perché «sia a livello europeo sia a livello bilaterale ci sia un incoraggiamento a collaborare» con la Libia in materia di immigrazione. «C'è l’impegno mio personale e di Maroni (neo-titolare del Viminale, ndr) per promuovere una più forte cooperazione" precisa Frattini dopo le dichiarazioni di Gheddafi. «Non c'è nessuna emergenza - garantisce il titolare della Farnesina - la Libia vuole cooperare con noi e con l'Ue; piuttosto la Libia pone un problema serio, il problema dei confini del fronte sud: vogliono che li si aiuti anche lì ed è giusto», osserva Frattini. Quanto alle polemiche sulla presenza di Calderoli nel Governo, partite proprio dal figlio del leader libico, Frattini commenta secco: «Il presidente del Consiglio ha il diritto e il dovere di scegliere i suoi ministri, questo è un principio fondamentale della democrazia, non scherziamo...».
BOSSI ALZA IL TIRO - E se il premier prova ad abbassare i toni dopo le minacce di ritorsione del governo libico a quello italiano seguite alla nomina di Calderoli a ministro, il leader della Lega alza il tiro sugli immigrati. «È Gheddafi che ce li manda» dice il numero uno del Carroccio, aggiungendo anche che «la lingua di Gheddafi è sempre stata lunga...». Dichiarazioni definite «sconcertanti» dal segretario del Pd, Walter Veltroni: «Non capisco quale sia l'interesse ad aprire un attrito con la Libia»
FRATTINI - Come Berlusconi prova a ricucire con Tripoli anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo cui il governo di centrodestra si impegnerà perché «sia a livello europeo sia a livello bilaterale ci sia un incoraggiamento a collaborare» con la Libia in materia di immigrazione. «C'è l’impegno mio personale e di Maroni (neo-titolare del Viminale, ndr) per promuovere una più forte cooperazione" precisa Frattini dopo le dichiarazioni di Gheddafi. «Non c'è nessuna emergenza - garantisce il titolare della Farnesina - la Libia vuole cooperare con noi e con l'Ue; piuttosto la Libia pone un problema serio, il problema dei confini del fronte sud: vogliono che li si aiuti anche lì ed è giusto», osserva Frattini. Quanto alle polemiche sulla presenza di Calderoli nel Governo, partite proprio dal figlio del leader libico, Frattini commenta secco: «Il presidente del Consiglio ha il diritto e il dovere di scegliere i suoi ministri, questo è un principio fondamentale della democrazia, non scherziamo...».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















