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Sabato, 26 Luglio : 2008 La Stampa
Rassegna a cura di:
Castellammare di Stabia (NA)
CREAZIONE MADE IN ITALY, COMBATTE L'INVECCHIAMENTO
V. COR.
TORINO - Sei diventato nero. E’successo al pomodoro, rosso dentro, ma color melanzana fuori: «Un cambiamento di colore assolutamente naturale - sottolineano i ricercatori del progetto “Tom-Anto” che l’hanno creato - ottenuto senza l’uso di alcuna tecnologia Ogm, notoriamente considerata in maniera negativa dal pubblico dei consumatori».
Quindi, colore nero, tanto da meritargli il nome di «Sun black», ma polpa di tonalità tradizionale, così come resta inalterato il sapore di pomodoro. Ma allora perchè realizzare questo colore inedito per un ortaggio tanto diffuso? La risposta sta nella presenza degli antociani, potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l’aspettativa di vita è aumentata grazie anche all’aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l’accumulo di radicali liberi.
Come i mirtilli
È nata così l’idea di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro comune, in cui gli antociani sono normalmente assenti, con quelle dell’uva nera o dei mirtilli che contengono un’elevata quantità di antociani, dall’azione antiossidante. Così il «Sun black» unisce le componenti nutrizionali di più frutti. Non è ancora in commercio, ma la ricerca su questo ortaggio-salvavita data ormai due anni. Il professor Gianpiero Soressi dell’Università della Tuscia l’ha ottenuto con un incrocio tra varietà con caratteristiche contrastanti. Uno dei «genitori» del pomodoro nero produce piccole quantità di antociani nella buccia, mentre l’altro produce elevate quantità di antociani nelle foglie: dal matrimonio è nato «Sun black».
«Il risultato - commentano al laboratorio - rappresenta una conferma della vitalità della ricerca in Italia. Con circa 150 mila euro messi a disposizione dal ministero dell’Università è stato possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l’alimentazione». Per il progetto «Tom-Anto» si confermano due obiettivi: il primo propedeutico alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del «Sun black» in commercio, mentre il secondo riguarda lo studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani.
Quindi, colore nero, tanto da meritargli il nome di «Sun black», ma polpa di tonalità tradizionale, così come resta inalterato il sapore di pomodoro. Ma allora perchè realizzare questo colore inedito per un ortaggio tanto diffuso? La risposta sta nella presenza degli antociani, potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l’aspettativa di vita è aumentata grazie anche all’aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l’accumulo di radicali liberi.
Come i mirtilli
È nata così l’idea di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro comune, in cui gli antociani sono normalmente assenti, con quelle dell’uva nera o dei mirtilli che contengono un’elevata quantità di antociani, dall’azione antiossidante. Così il «Sun black» unisce le componenti nutrizionali di più frutti. Non è ancora in commercio, ma la ricerca su questo ortaggio-salvavita data ormai due anni. Il professor Gianpiero Soressi dell’Università della Tuscia l’ha ottenuto con un incrocio tra varietà con caratteristiche contrastanti. Uno dei «genitori» del pomodoro nero produce piccole quantità di antociani nella buccia, mentre l’altro produce elevate quantità di antociani nelle foglie: dal matrimonio è nato «Sun black».
«Il risultato - commentano al laboratorio - rappresenta una conferma della vitalità della ricerca in Italia. Con circa 150 mila euro messi a disposizione dal ministero dell’Università è stato possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l’alimentazione». Per il progetto «Tom-Anto» si confermano due obiettivi: il primo propedeutico alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del «Sun black» in commercio, mentre il secondo riguarda lo studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















