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Sabato, 26 Luglio : 2008
All'unanimità. Così l'assemblea nazionale di An ha approvato la «road map» per la fusione nel Pdl. A presentarla, nella sua relazione, il reggente, Ignazio La Russa, ministro della Difesa. Ma nella riunione generale del partito che si è celebrata oggi 26 luglio presso l'Hotel Sheraton-Parco de' Medici a Roma non sono mancate delle voci critiche. Come quella di Gianni Alemanno che ha ha paventato la creazione di un «contenitore indistinto», e del sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia, che ha affermato, riferendosi alla confluenza nel nuovo partito: «Non vorrei vedere Gianfranco Fini fare il generale senza il suo esercito». Il meeting si è aperto sulle note dell'Inno di Mameli: tradizione rispettata dopo le polemiche suscitate da Umberto Bossi e dal suo «dito alzato».
Nel suo intervento, Ignazio La Russa ha fissato gli appuntamenti attraverso cui An, Forza Italia e probabilmente altri soggetti minori costituiranno il Pdl: entro luglio ci sarà un coordinamento nazionale del Pdl (costituito dai solo promotori, An e Fi), poi un comitato costituente (con tutte le componenti che vi aderiranno); nella prima settimana di agosto verrà insediata la commissione per lo statuto, mentre a ottobre, novembre e dicembre partirà una campagna d'informazione, con gazebo in tutte le città. A gennaio o febbraio del 2009, la stagione congressuale. Almeno nelle intenzioni. La Russa ha assicurato che il congresso costituente «nei primissimi giorni di febbraio» sceglierà i quadri, voterà lo Statuto, gli organi elettivi e le norme transitorie per il regime del primo periodo. «Ho informalmente sottoposto questo timing a Gianfranco Fini e a Silvio Berlusconi, per poi portarlo alla valutazione di Denis Verdini», coordinatore nazionale di Forza Italia.
Ma al di là dell'unanimità finale, c'è qualcuno che in An non è del tutto convinto della fusione con il partito di Silvio Berlusconi. Il sindaco di Roma Alemanno ha ammonito che il percorso verso il Pdl va portato avanti, ma «senza facili entusiasmi», anzi con la consapevolezza che esistono dei rischi, come quello di creare un «grande contenitore indistinto», contrassegnato da un «moderatismo generico inadeguato ai compiti storici che abbiamo davanti» e condannato ad essere «subalterno alla sinistra» come «il Ppe è subalterno al Pse». Ancor più critico il sottosegretario Menia: «Ho il timore di entrare in un palazzo che mi assicuri una maggiore rendita di posizione, ma in quota di minoranza, sistemato vicino all'ascensore». E poi: «Non vorrei vedere che quel grande esecito di uomini e donne di Alleanza nazionale si liquefaccia e vedere Fini fare il generale senza il suo esercito». Un dubbio cui si è sentito in dovere di rispondere La Russa: «Non vedo disertori, questo rischio non c'è».
L'assemblea ha anche approvato all'unanimità l'ordine del giorno, presentato da Fabio Granata, che impegna il gruppo
parlamentare del Pdl e i rappresentanti del governo a far pagare le tasse alle aziende nelle regioni in cui sono ospitati gli stabilimenti produttivi.Nel suo intervento, Ignazio La Russa ha fissato gli appuntamenti attraverso cui An, Forza Italia e probabilmente altri soggetti minori costituiranno il Pdl: entro luglio ci sarà un coordinamento nazionale del Pdl (costituito dai solo promotori, An e Fi), poi un comitato costituente (con tutte le componenti che vi aderiranno); nella prima settimana di agosto verrà insediata la commissione per lo statuto, mentre a ottobre, novembre e dicembre partirà una campagna d'informazione, con gazebo in tutte le città. A gennaio o febbraio del 2009, la stagione congressuale. Almeno nelle intenzioni. La Russa ha assicurato che il congresso costituente «nei primissimi giorni di febbraio» sceglierà i quadri, voterà lo Statuto, gli organi elettivi e le norme transitorie per il regime del primo periodo. «Ho informalmente sottoposto questo timing a Gianfranco Fini e a Silvio Berlusconi, per poi portarlo alla valutazione di Denis Verdini», coordinatore nazionale di Forza Italia.
Ma al di là dell'unanimità finale, c'è qualcuno che in An non è del tutto convinto della fusione con il partito di Silvio Berlusconi. Il sindaco di Roma Alemanno ha ammonito che il percorso verso il Pdl va portato avanti, ma «senza facili entusiasmi», anzi con la consapevolezza che esistono dei rischi, come quello di creare un «grande contenitore indistinto», contrassegnato da un «moderatismo generico inadeguato ai compiti storici che abbiamo davanti» e condannato ad essere «subalterno alla sinistra» come «il Ppe è subalterno al Pse». Ancor più critico il sottosegretario Menia: «Ho il timore di entrare in un palazzo che mi assicuri una maggiore rendita di posizione, ma in quota di minoranza, sistemato vicino all'ascensore». E poi: «Non vorrei vedere che quel grande esecito di uomini e donne di Alleanza nazionale si liquefaccia e vedere Fini fare il generale senza il suo esercito». Un dubbio cui si è sentito in dovere di rispondere La Russa: «Non vedo disertori, questo rischio non c'è».
L'assemblea ha anche approvato all'unanimità l'ordine del giorno, presentato da Fabio Granata, che impegna il gruppo
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















