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Martedì, 12 Agosto : 2008 La Repubblica
Due interrogazioni, una a Maroni e una in Regione. Il presidente del senato chiede spiegazioni al prefetto di Parma. Centinaia di messaggi dei lettori, ma nessuna inchiesta interna. Per l'assessore alla sicurezza Monteverdi c'è stato solo "un tentativo di scoop" di Stefania Parmeggiani
Due interrogazioni, una al ministro dell'Interno Roberto Maroni e una all'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna. La richiesta di chiarimenti del presidente del Senato Renato Schifani al prefetto di Parma. Centinaia di messaggi di lettori che s'interrogano sul rispetto della dignità e dei diritti umani, ma nessuna inchiesta interna al comando della Polizia municipale perché, a detta dell'assessore alla Sicurezza Costantino Monteverdi, non c'è stata alcuna violazione, ma solo "un tentativo di scoop".
La foto di una giovane lucciola nigeriana, accasciata sul pavimento di una cella di sicurezza del comando dei vigili urbani di Parma, semi-nuda e con il corpo coperto di polvere, ha sollevato un fiume di polemiche. Sull'utilità delle ordinanze firmate dai sindaci del nord dopo la Carta di Parma e il decreto Maroni, sull'utilità delle retate per fermare la prostituzione, ma anche sul trattamento delle "lucciole", vittime del racket e terrorizzate dalla perdita dell'incasso di una notte.
Il Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito alla giovane extracomunitaria fermata nei giorni scorsi dalla Polizia Municipale di Parma e fotografata all'interno di una cella "in condizioni di estremo abbandono", ha chiesto chiarimenti sull'episodio al Prefetto della città emiliana. ''La drammatica foto pubblicata - si legge in una nota di Palazzo Madama - rischia infatti di trasmettere una immagine del nostro Paese diversa da quella che è in realtà e di quanto si sta facendo a tutela dell'ordine pubblico, ma nel rispetto dei diritti inviolabili della persona. Chi intende adottare il criterio della tolleranza zero è tenuto a farlo non sottraendosi mai alla tutela della dignità della persona e della sua privacy. Pertanto il presidente del Senato auspica che venga fatta al più presto opportuna e doverosa chiarezza sull'intero accaduto".
Chiarezza, però, secondo l'assessore Monteverdi non è necessaria perché, a suo dire, l'unica verità da spiegare è che "c'è stato un tentativo di scoop". Subito dopo, però, racconta la notte "di ordinari controlli" e difende l'operato dei suoi uomini, che hanno dimostrato "come sempre grande umanità". La ragazza, infatti, sarebbe stata lasciata in quella cella a dormire per terra "solo per un'ora", "il tempo che si calmasse" e liberata l'indomani dopo che "i vigili gli hanno offerto la colazione" e hanno recuperato dal ciglio della via Emilia Ovest i suoi abiti (l'intervista integrale).
Ma Enzo Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari della polizia di Stato dice: "A Parma la polizia municipale in questo tipo di operazione non ha coinvolto la Questura, perché le extracomunitarie devono essere accompagnate negli uffici della polizia di Stato in cui vi sono le attrezzature e gli archivi che permettono di identificare un soggetto che può stare legalmente in Italia, oppure no. I vigili urbani, forse - aggiunge Letizia - volevano fare un fermo di identificazione, ma non hanno gli strumenti tipici della polizia scientifica per farlo, perché non hanno gli strumenti. Manca ai vigili urbani quella professionalità e sensibilità tipica delle forze dell'ordine. Il poliziotto quando ha davanti una prostituta sa benissimo che ha di fronte una vittima e come tale procede. Non vorrei che è stata fatta una scelta culturale che li ha portati a pensare che di fronte si solo una prostituta. Non vorrei che fosse successo questo''.
La foto di una giovane lucciola nigeriana, accasciata sul pavimento di una cella di sicurezza del comando dei vigili urbani di Parma, semi-nuda e con il corpo coperto di polvere, ha sollevato un fiume di polemiche. Sull'utilità delle ordinanze firmate dai sindaci del nord dopo la Carta di Parma e il decreto Maroni, sull'utilità delle retate per fermare la prostituzione, ma anche sul trattamento delle "lucciole", vittime del racket e terrorizzate dalla perdita dell'incasso di una notte.
Il Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito alla giovane extracomunitaria fermata nei giorni scorsi dalla Polizia Municipale di Parma e fotografata all'interno di una cella "in condizioni di estremo abbandono", ha chiesto chiarimenti sull'episodio al Prefetto della città emiliana. ''La drammatica foto pubblicata - si legge in una nota di Palazzo Madama - rischia infatti di trasmettere una immagine del nostro Paese diversa da quella che è in realtà e di quanto si sta facendo a tutela dell'ordine pubblico, ma nel rispetto dei diritti inviolabili della persona. Chi intende adottare il criterio della tolleranza zero è tenuto a farlo non sottraendosi mai alla tutela della dignità della persona e della sua privacy. Pertanto il presidente del Senato auspica che venga fatta al più presto opportuna e doverosa chiarezza sull'intero accaduto".
Chiarezza, però, secondo l'assessore Monteverdi non è necessaria perché, a suo dire, l'unica verità da spiegare è che "c'è stato un tentativo di scoop". Subito dopo, però, racconta la notte "di ordinari controlli" e difende l'operato dei suoi uomini, che hanno dimostrato "come sempre grande umanità". La ragazza, infatti, sarebbe stata lasciata in quella cella a dormire per terra "solo per un'ora", "il tempo che si calmasse" e liberata l'indomani dopo che "i vigili gli hanno offerto la colazione" e hanno recuperato dal ciglio della via Emilia Ovest i suoi abiti (l'intervista integrale).
Ma Enzo Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari della polizia di Stato dice: "A Parma la polizia municipale in questo tipo di operazione non ha coinvolto la Questura, perché le extracomunitarie devono essere accompagnate negli uffici della polizia di Stato in cui vi sono le attrezzature e gli archivi che permettono di identificare un soggetto che può stare legalmente in Italia, oppure no. I vigili urbani, forse - aggiunge Letizia - volevano fare un fermo di identificazione, ma non hanno gli strumenti tipici della polizia scientifica per farlo, perché non hanno gli strumenti. Manca ai vigili urbani quella professionalità e sensibilità tipica delle forze dell'ordine. Il poliziotto quando ha davanti una prostituta sa benissimo che ha di fronte una vittima e come tale procede. Non vorrei che è stata fatta una scelta culturale che li ha portati a pensare che di fronte si solo una prostituta. Non vorrei che fosse successo questo''.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).



















