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PIL, PRIMA CONTRAZIONE NELLA STORIA EUROZONA
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Giovedì, 14 Agosto : 2008

PIL, PRIMA CONTRAZIONE
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NELLA STORIA EUROZONA


ROMA - Frena per la prima volta da 15 anni l'economia del Vecchio Continente in un nuovo scenario di "cali sensibili", nel secondo trimestre dell'anno, che allarma anche la Bce. Il portavoce del commissario agli affari monetari, Joaquin Almunia, getta acqua sul fuoco e spiega che per ora è "esagerato" parlare di recessione. Ma i dati diffusi oggi non lasciano presagire nulla di buono. Il dato complessivo per i 15 paesi dell'Eurozona fornito da Eurostat registra nel secondo trimestre del 2008 un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente (quando si era registrata una crescita dello 0,7%). Si conferma anche la contrazione del nostro paese: -0,3% tra aprile e giugno.

E se l'Italia arranca non va certo meglio negli altri paesi partner: la Germania ha comunicato oggi un dato sulla crescita meno 'brutto' delle attese ma comunque con un segno meno. Il prodotto nazionale lordo tedesco, sempre nel secondo trimestre, ha registrato una variazione congiunturale negativa (-0,5%) anche se al di sopra delle attese degli analisti che avevano ipotizzato un calo fino all'1%. E' la prima volta che succede da quasi 4 anni ma il ministro dell'economia, Michael Glos, conferma la stima di crescita dell'1,7% del Pil per il 2008. Stessa situazione in Francia dove a sorpresa (gli economisti avevano ipotizzato un +0,1%) la contrazione è stata dello 0,3%. Il Governo d'oltralpe lunedì si riunirà per mettere allo studio le prime risposte. In Spagna 'tiene' invece ancora il segno più anche se la variazione è impercettibile: +0,1% nel secondo trimestre e comunque la corsa sembra finita. E già il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, ha riunito il Governo ieri per trovare ricette anti-crisi.

Si salva intanto dalla recessione il Portogallo che mette a segno un +0,4%. E +0,4% è anche il risultato dell'Austria, in calo dallo 0,6% precedente. Insomma una situazione tutt'altro che rosea che non si vedeva dal lontano 1993 e, anche se il portavoce di Almunia ritiene che al momento sia "esagerato" parlare di recessione, molti paesi la rischiano. Una situazione che allarma la Banca Centrale europea che nell'ultimo Bollettino dà anche conto delle aspettative dei 'previsori' contattati che riducono la crescita l'anno prossimo di 0,3 punti all'1,3% e mantengono per ora all'1,6% la previsione per l'anno in corso. Il Pil dei paesi dell'area euro secondo la Bce registra nel secondo trimestre "un tasso di crescita in termini reali sensibilmente inferiore al primo trimestre". Ma la causa potrebbe essere in parte 'tecnica': "questa evoluzione rappresenta in parte una reazione tecnica alla forte espansione osservata nei primi mesi dell'anno". Ma altri fattori che incidono sulla crescita sono "la minore espansione a livello mondiale e l'effetto frenante dei prezzi elevati e volatili del petrolio e degli alimentari". "Questa revisione al ribasso - spiega poi la Bce riferendosi alle aspettative dei 'previsori' - rispecchia principalmente le attese di un rallentamento degli investimenti nell'area dell'euro per effetto di condizioni di finanziamento più restrittive, della flessione del mercato immobiliare e del protrarsi delle turbolenze finanziarie".

Dipende inoltre da una crescita delle esportazioni "più contenuta a causa del rallentamento economico mondiale e del forte apprezzamento dell'euro" e dai "timori per una contrazione dei consumi alla luce dei rincari dei prodotti energetici e del greggio". Ed è proprio su questo ultimo aspetto che la Bce persevera nella sua vigilanza. Questo anche perché esistono rischi di "ulteriori rincari imprevisti di prodotti energetici e alimentari" ed è possibile che "le tensioni sui mercati finanziari abbiano sull'economia reale ricadute più negative di quanto anticipato". Quindi la Banca Centrale chiede ai paesi europei di tenere alta la guardia sulle politiche di bilancio e, soprattutto, a imprese e cittadini di cambiare le proprie abitudini evitando di cadere nel 'vortice' rappresentato dalla rincorsa prezzi-salari.FLAZIONE STABILE A LUGLIO AL 4%Nel mese di luglio l'inflazione e' rimasta invariata rispetto a giugno nei quindici paesi dell'eurozona, attestandosi al 4%. Lo indica Eurostat, l'ufficio europeo di statistica, rilevando che nell'Ue l'inflazione e' arrivata al 4,4% rispetto al 4,3% di giugno.

Nel 2007 l'inflazione a luglio si era attestata sull'1,8% nell'Ue-15 e al 2% nell'Ue-27, riferisce Eurostat. Per l'Italia l'inflazione e' rimasta invariata al 4% rispetto a giugno. Nel luglio di quest'anno, i tassi di inflazione piu' bassi sono stati registrati in Olanda (3%), Portogallo (3,1%) e Germania (3,5%). I piu' alti in Lettonia (16,5%), Bulgaria (14,4%) e Lituania (12,4%). Rispetto al giugno 2008 l'inflazione e' aumentata in quindici stati Ue, rimasta stabile in cinque e si e' ridotta in sette. I settori con i maggiori rialzi in luglio sono stati trasporti (7,2%), prodotti alimentari e alloggi (entrambe 6,7%) mentre cali si sono registrati nelle comunicazioni (-2,2%), abbigliamento (-0,5%). Tasso di inflazione tra i piu' bassi per cultura e svaghi (0,2%).

Germania e Francia: pil secondo trimestre negativo, Spagna +0,1%

GERMANIA: PIL SECONDO TRIMESTRE NEGATIVO, -0,5%

Il prodotto nazionale lordo tedesco nel secondo trimestre ha registrato una variazione congiunturale negativa, -0,5%, sopra le attese.

E' la prima volta in quasi quattro anni che l' economia tedesca registra una crescita negativa. In ogni caso il dato diffuso oggi e' migliore rispetto alle indicazioni piu' pessimistiche venute qualche giorno fa, che stimavano una contrazione congiunturale dell' 1,0%. Peraltro, il tasso di crescita nel primo trimestre e' stato sempre oggi rivisto al ribasso, +1,3% anziche' +1,5% iniziale, il che spiega almeno in parte il fatto che il pil nei secondi tre mesi abbia segnato un rallentamento piu' contenuto rispetto alle aspettative. Su base annua, cioe' con riferimento al corrispondente trimestre del 2007, l' economia tedesca ha segnato un tasso di crescita dell' 1,7%.

FRANCIA: PIL, NEL SECONDO TRIMESTRE -0,3%
Il prodotto nazionale lordo francese nel secondo trimestre ha registrato una contrazione dello 0,3%, in controtendenza rispetto alle previsioni.

Gli economisti avevano previsto un tasso di crescita pari a +0,1% con riferimento al trimestre precedente, di conseguenza la statistica odierna ha rappresentato una sorpresa. Su base annua il tasso di crescita dell' economia francese e' stato dell' 1,1%.

La Francia e' quindi finita in crescita negativa, come gia' la Germania - il dato e' stato comunicato sempre oggi ed ha attestato un -0,5% - ed in precedenza l' Italia (-0,3%).

L' attesa e' adesso per la statistica relativa all' intera Eurozona, che sara' resa nota alle 11.00 ora italiana e che potrebbe attestare a questo punto la prima contrazione nella storia della zona-euro.

SPAGNA: PIL SECONDO TRIMESTRE +0,1%
Il prodotto nazionale lordo spagnolo nel secondo trimestre ha registrato un +0,1% congiunturale, in linea con le attese.

Su base annua il tasso di crescita dell' economia spagnola sempre nel secondo trimestre e' stato dell' 1,8%. La Spagna e' riuscita quindi ad evitare la situazione di crescita negativa che invece ha caratterizzato sempre relativamente al secondo trimestre Germania, Italia e Francia. La Spagna e' stata drammaticamente coinvolta nella crisi dei mercati finanziari innescatasi a seguito del dissesto del credito immobiliare statunitense ad alto rischio. La sua economia e' infatti largamente dipendente dal segmento immobiliare.

OLANDA: PIL SECONDO TRIMESTRE INVARIATO, +2,8% ANNUO
Il prodotto nazionale lordo olandese nei secondi tre mesi del 2008 e' rimasto invariato su base congiunturale mentre su base annua ha segnato un +2,8%; le statistiche sono peggiori delle previsioni.

AUSTRIA: ECONOMIA FRENA COME IN RESTO EUROPA, +0,4%
Anche l' economia austriaca, sulla scia della crescita negativa tedesca e piu' in generale del rallentamento dell' intera Eurolandia, nel secondo trimestre ha registrato una frenata, +0,4% congiunturale e +2,0% annuale. Nei primi tre mesi invece in base alle statistiche rettificate sempre oggi il
pil era cresciuto rispettivamente dello 0,6% e del 2,7%. L' economia austriaca e' penalizzata dal calo delle esportazioni, come ha precisato l' istituto statistica Wifo.

PORTOGALLO: EVITA RECESSIONE, PREZZI AL CONSUMO IN FRENATA
Il Portogallo e' riuscito ad evitare la recessione, cioe' una crescita negativa per due trimestri di fila, in quanto il dato diffuso oggi relativo al secondo trimestre ha evidenziato un tasso di crescita dello 0,4% mentre nei primi tre mesi si era avuta una contrazione dello 0,1%. Quanto al tasso d' inflazione, in base all' indice armonizzato dei prezzi europeo, a luglio si e' avuta una crescita annua del 3,1% contro +3,4% di giugno. Su base mensile, peraltro, rispetto a giugno la variazione indica -0,5%.

SVEZIA: ABBASSA STIME CRESCITA, POSSIBILE TAGLIO TASSI
La banca centrale svedese ha abbassato oggi le previsioni di crescita 2008 e 2009, rispettivamente a +1,8% e +1,7%, uno scenario che potrebbe aprire la porta ad un taglio del costo del denaro l' anno prossimo. Anche la Svezia sta pesantemente risentendo del peggioramento del quadro economico globale, che proprio oggi ha evidenziato fra l' altro nel secondo trimestre una crescita negativa in Germania e Francia. Il mese scorso la banca centrale di Stoccolma aveva alzato il tasso di riferimento al 4,5%, per fronteggiare un' inflazione che a luglio ha registrato la crescita piu' sostanziosa da 15 anni. Ad aprile il governo aveva previsto una crescita dell' economia pari a +2,1% quest' anno e a +1,8% nel 2009.
 

  





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