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Mercoledì, 20 Agosto : 2008
ROMA - Volano alle stelle i prezzi della pasta che, nei primi sei mesi dell'anno, hanno messo a segno un rincaro del 30,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Un aumento 'monstre' certificato dal Tesoro nell'ultimo documento sui prezzi, che mostra un dato ancora più allarmante di quello dell'Istat che a luglio ha evidenziato un incremento annuo intorno al 25%. E dal Dipartimento di Via XX Settembre arriva anche la conferma dell'allarme per tutti i generi di prima necessità: aumenti a due cifre anche per pane (+13,2%) e latte (+11,8).
I prezzi della pasta - si legge nelle tabelle del documento - "in media d'anno" a giugno hanno segnato una variazione pari al 30,4%. Vale a dire il secondo maggior rincaro registrato nel primo semestre dell'anno rispetto all'analogo periodo del 2007. Più veloce della pasta c'é infatti solo l'aumento del gasolio che, spinto dalle fiammate petrolifere, ha segnato un +31,9% (dato in linea con il +31,4% fotografato dall'Istat a luglio). Ed il piatto di spaghetti è aumentato molto di più anche del prezzo della benzina (+24,5%). Nei primi sei mesi - secondo i dati del Tesoro che esaminano l'indice dei prezzi del paniere delle famiglie e impiegati - mostrano un inflazione al 3,8%. Con una spinta che arriva dai prezzi dei prodotti liberalizzati. Sul fronte di quelli 'controllati', il Tesoro fotografa infatti un aumento del 2,8% mentre per i 'liberalizzati' la corsa dei prezzi, in media è stata dell'8,1%. Tra le tariffe amministrate - a parte luce e gas spinte del caro-greggio (+9,2 e +9%) - da segnalare la 'volata' dei pedaggi autostradali che hanno messo a segno un +7,7% e l'istruzione secondaria (+7,5%). Aumenti - in questo comparto - ben superiori alla media hanno riguardato più in generale tutti i trasporti (sui quali ha pesato il caro-carburanti) con un +9,2% per i trasporti urbani e un +6,2% per i traghetti. Ma anche i treni (+6,4%). Sono invece in netta flessione i medicinali controllati (-8,6%). Sul fronte dei prezzi liberalizzati, che vedono nella lista non solo gli alimentari di prima necessità come pane, pasta e latte, ma anche gli affitti, l'Rc auto e, tra gli altri, le tariffe aeree nazionali, le maggior impennate riguardano - oltre benzina e gasolio (+24,5% e +31,9%) - anche i voli domestici con tariffe rincarate del 25,4%. Sotto la media invece gli alberghi che, per la prima volta nell'ultimo decennio, mostrano una contrazione dei prezzi: -0,8% contro il +1,6% del 2007 ed il 2,5% dell'anno prima. E i "servizi di deposito incasso e pagamento' (-0,8). Sostanzialmente fermi invece lo zucchero (+0,5%) ed i medicinali a prezzo libero (+0,7%).
Rallenta pil Paesi Ocse, Italia al palo
Frena nel secondo trimestre dell'anno l'economia dei paesi Ocse. Tra aprile e giugno il pil dei membri dell'Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo è cresciuto nel complesso di appena lo 0,2% rispetto al +0,5% messo a segno nei primi tre mesi dell'anno. Il rallentamento è stato generalizzato in quasi tutti i grandi paesi, a partire dall'Italia, che resta al palo.
Nel confronto con il primo trimestre la nostra economia si è contratta infatti dello 0,3% e non va molto meglio neanche considerando i dati annuali. Rispetto al secondo trimestre 2007, l'Italia ha infatti registrato crescita zero, la performance peggiore, sottolinea l'Ocse, tra i tutti i paesi dell'organizzazione, cresciuti invece complessivamente dell'1,9%. La frenata del secondo trimestre, certificata oggi da Parigi, ha coinvolto gran parte delle principali economie mondiali. L'eccezione sembra essere solo quella degli Stati Uniti, dove, a livello congiunturale, si è passati dal +0,2% del primo trimestre al +0,5% del secondo.
In Europa, come già emerso dalle prime stime di Eurostat, si conferma invece l'annunciata e temuta battuta d'arresto. Nei paesi di Eurolandia l'economia, che nel primo trimestre aveva ancora retto bene con un +0,7% di crescita, ha segnato una netta inversione di tendenza, con il pil a -0,2%, il primo segno negativo dalla nascita della moneta unica. A rallentare non è stata solo l'Italia. La frenata è stata decisamente più brusca in Germania (da +1,3% del primo trimestre a -0,5% nel secondo).
Dati negativi anche in Francia, dove il pil è diminuito dello 0,3%. Tra i paesi del G7, oltre agli Stati Uniti, si è salvata anche la Gran Bretagna, che è rimasta in territorio positivo, anche se appena di un +0,2%. Tutt'altro clima invece in Giappone, dove tra aprile e giugno l'economia si è contratta dello 0,6% rispetto al primo trimestre, caratterizzato invece da una crescita dello 0,8%. Per il paese, evidenzia ancora l'Ocse, si tratta della diminuzione congiunturale del pil più significativa da sette anni a questa parte, cioé dal terzo trimestre del 2001.
I prezzi della pasta - si legge nelle tabelle del documento - "in media d'anno" a giugno hanno segnato una variazione pari al 30,4%. Vale a dire il secondo maggior rincaro registrato nel primo semestre dell'anno rispetto all'analogo periodo del 2007. Più veloce della pasta c'é infatti solo l'aumento del gasolio che, spinto dalle fiammate petrolifere, ha segnato un +31,9% (dato in linea con il +31,4% fotografato dall'Istat a luglio). Ed il piatto di spaghetti è aumentato molto di più anche del prezzo della benzina (+24,5%). Nei primi sei mesi - secondo i dati del Tesoro che esaminano l'indice dei prezzi del paniere delle famiglie e impiegati - mostrano un inflazione al 3,8%. Con una spinta che arriva dai prezzi dei prodotti liberalizzati. Sul fronte di quelli 'controllati', il Tesoro fotografa infatti un aumento del 2,8% mentre per i 'liberalizzati' la corsa dei prezzi, in media è stata dell'8,1%. Tra le tariffe amministrate - a parte luce e gas spinte del caro-greggio (+9,2 e +9%) - da segnalare la 'volata' dei pedaggi autostradali che hanno messo a segno un +7,7% e l'istruzione secondaria (+7,5%). Aumenti - in questo comparto - ben superiori alla media hanno riguardato più in generale tutti i trasporti (sui quali ha pesato il caro-carburanti) con un +9,2% per i trasporti urbani e un +6,2% per i traghetti. Ma anche i treni (+6,4%). Sono invece in netta flessione i medicinali controllati (-8,6%). Sul fronte dei prezzi liberalizzati, che vedono nella lista non solo gli alimentari di prima necessità come pane, pasta e latte, ma anche gli affitti, l'Rc auto e, tra gli altri, le tariffe aeree nazionali, le maggior impennate riguardano - oltre benzina e gasolio (+24,5% e +31,9%) - anche i voli domestici con tariffe rincarate del 25,4%. Sotto la media invece gli alberghi che, per la prima volta nell'ultimo decennio, mostrano una contrazione dei prezzi: -0,8% contro il +1,6% del 2007 ed il 2,5% dell'anno prima. E i "servizi di deposito incasso e pagamento' (-0,8). Sostanzialmente fermi invece lo zucchero (+0,5%) ed i medicinali a prezzo libero (+0,7%).
Rallenta pil Paesi Ocse, Italia al palo
Frena nel secondo trimestre dell'anno l'economia dei paesi Ocse. Tra aprile e giugno il pil dei membri dell'Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo è cresciuto nel complesso di appena lo 0,2% rispetto al +0,5% messo a segno nei primi tre mesi dell'anno. Il rallentamento è stato generalizzato in quasi tutti i grandi paesi, a partire dall'Italia, che resta al palo.
Nel confronto con il primo trimestre la nostra economia si è contratta infatti dello 0,3% e non va molto meglio neanche considerando i dati annuali. Rispetto al secondo trimestre 2007, l'Italia ha infatti registrato crescita zero, la performance peggiore, sottolinea l'Ocse, tra i tutti i paesi dell'organizzazione, cresciuti invece complessivamente dell'1,9%. La frenata del secondo trimestre, certificata oggi da Parigi, ha coinvolto gran parte delle principali economie mondiali. L'eccezione sembra essere solo quella degli Stati Uniti, dove, a livello congiunturale, si è passati dal +0,2% del primo trimestre al +0,5% del secondo.
In Europa, come già emerso dalle prime stime di Eurostat, si conferma invece l'annunciata e temuta battuta d'arresto. Nei paesi di Eurolandia l'economia, che nel primo trimestre aveva ancora retto bene con un +0,7% di crescita, ha segnato una netta inversione di tendenza, con il pil a -0,2%, il primo segno negativo dalla nascita della moneta unica. A rallentare non è stata solo l'Italia. La frenata è stata decisamente più brusca in Germania (da +1,3% del primo trimestre a -0,5% nel secondo).
Dati negativi anche in Francia, dove il pil è diminuito dello 0,3%. Tra i paesi del G7, oltre agli Stati Uniti, si è salvata anche la Gran Bretagna, che è rimasta in territorio positivo, anche se appena di un +0,2%. Tutt'altro clima invece in Giappone, dove tra aprile e giugno l'economia si è contratta dello 0,6% rispetto al primo trimestre, caratterizzato invece da una crescita dello 0,8%. Per il paese, evidenzia ancora l'Ocse, si tratta della diminuzione congiunturale del pil più significativa da sette anni a questa parte, cioé dal terzo trimestre del 2001.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















