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Sabato, 23 Agosto : 2008 Il Resto del Carlino
DIPENDENZA
Adolescente schiavo del sesso on line,
bolletta da 13mila euro
bolletta da 13mila euro
Di nascosto il ragazzo di 14 anni si collegava per ore a siti porno.
Lo psicologo: "ha maturato una forma di dipendenza"
Fermo, 23 agosto 2008 - Prima si è vista arrivare una bolletta del telefono da 13 mila euro, poi ha scoperto che il figlio si era collegato a siti porno a pagamento e che, nel frattempo aveva maturato una grave dipendenza da sesso on line, per la quale si sono rese necessarie le cure di una clinica specializzata.
A raccontare l’incredibile storia è Valeria, una professionista di 40 anni di Fermo che, dopo essersi separata dal marito, vive con il figlio di 14 anni.
"Vedevo mio figlio che stava ore ed ore chiuso in camera sua davanti al computer — racconta Valeria — ma non potevo immaginare che avesse sviluppato una sorta di dipendenza". In effetti, come spiega la donna, i primi sospetti le sono venuti dopo l’astronomica bolletta del telefono e la garanzia, da parte della compagnia telefonica, che non ci fosse alcun errore: "Quando mi sono vista arrivare una bolletta di circa 13 mila euro ho subito pensato che qualcuno avesse commesso un errore nel compilarla. In realtà ho scoperto che dal mio numero c’erano stati centinaia di collegamenti internet su siti pornografici. Dopo aver verificato che nessun altro, a parte mio figlio, aveva usato il computer, ho scoperto la verità. Aveva iniziato per curiosità e poi era finito addirittura in alcuni siti dove si fanno spettacoli erotici personalizzati a pagamento". In realtà il ragazzo, oltre a guardare, è andato oltre, finendo per avere effetti ben più deleteri della semplice bolletta salata.
"Con l’aiuto di uno psicologo — sottolinea la madre Valeria — ho scoperto che mio figlio si masturbava quattro o cinque volte al giorno e che non poteva più fare a meno di collegarsi sui siti porno. Dopo alcune sedute lo stesso psicologo mi ha confermato che il ragazzo ha sviluppato una sorta di dipendenza e mi ha consigliato di rivolgermi ad una centro specializzato”.
Ma se si pensa che siano solo i ragazzini ad essere vittime di questo fenomeno, si sbaglia. Secondo uno studio del centro Nostos di Senigallia, sono gli uomini (l’80 per cento) a essere i più soggetti a rimanere inguaiati in questo meccanismo, e soprattutto i professionisti, che rappresentano il 48 per cento di chi cerca il porno in rete.
Ma ci sono anche le donne: le dipendenti da cyber porn sono quattro su cento, mentre quelle da chat sex sei su cento. E la maggior parte di loro sono donne comprese tra 17 e 26 anni, e quasi 4 su dieci studentesse.
A raccontare l’incredibile storia è Valeria, una professionista di 40 anni di Fermo che, dopo essersi separata dal marito, vive con il figlio di 14 anni.
"Vedevo mio figlio che stava ore ed ore chiuso in camera sua davanti al computer — racconta Valeria — ma non potevo immaginare che avesse sviluppato una sorta di dipendenza". In effetti, come spiega la donna, i primi sospetti le sono venuti dopo l’astronomica bolletta del telefono e la garanzia, da parte della compagnia telefonica, che non ci fosse alcun errore: "Quando mi sono vista arrivare una bolletta di circa 13 mila euro ho subito pensato che qualcuno avesse commesso un errore nel compilarla. In realtà ho scoperto che dal mio numero c’erano stati centinaia di collegamenti internet su siti pornografici. Dopo aver verificato che nessun altro, a parte mio figlio, aveva usato il computer, ho scoperto la verità. Aveva iniziato per curiosità e poi era finito addirittura in alcuni siti dove si fanno spettacoli erotici personalizzati a pagamento". In realtà il ragazzo, oltre a guardare, è andato oltre, finendo per avere effetti ben più deleteri della semplice bolletta salata.
"Con l’aiuto di uno psicologo — sottolinea la madre Valeria — ho scoperto che mio figlio si masturbava quattro o cinque volte al giorno e che non poteva più fare a meno di collegarsi sui siti porno. Dopo alcune sedute lo stesso psicologo mi ha confermato che il ragazzo ha sviluppato una sorta di dipendenza e mi ha consigliato di rivolgermi ad una centro specializzato”.
Ma se si pensa che siano solo i ragazzini ad essere vittime di questo fenomeno, si sbaglia. Secondo uno studio del centro Nostos di Senigallia, sono gli uomini (l’80 per cento) a essere i più soggetti a rimanere inguaiati in questo meccanismo, e soprattutto i professionisti, che rappresentano il 48 per cento di chi cerca il porno in rete.
Ma ci sono anche le donne: le dipendenti da cyber porn sono quattro su cento, mentre quelle da chat sex sei su cento. E la maggior parte di loro sono donne comprese tra 17 e 26 anni, e quasi 4 su dieci studentesse.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















