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In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".

Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.

Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.

Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:

"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"

Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:

“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
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Pedofilia: abusi a scuola, insegnante arrestato (sviluppi)
Autore Messaggio
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Messaggio Pedofilia: abusi a scuola, insegnante arrestato (sviluppi) 
 



Venerdì, 21 Marzo : 2008

Pedofilia: abusi a scuola, insegnante arrestato


REGGIO EMILIA - Violenza sessuale nei confronti di cinque alunne tra gli 11 e i 13 anni e detenzione di materiale pedopornografico: sono le accuse che hanno portato in carcere un insegnante-operatore culturale di 34 anni, Giuseppe La Monica, per tutti 'Pino', nato a Vico Equense (Napoli) e residente con i genitori alle porte di Reggio Emilia, dove è piuttosto conosciuto e dove ha fondato l' associazione 'Officina Teatro Incanto'.

"Attore, regista, animatore di laboratori teatrali per la scuola, esperto di problematiche sociali e ambientali, integrazione, disagio, mediatore culturale, coordinatore del Consiglio circoscrizionale dei Ragazzi del Comune di Reggio": é vasto il suo curriculum on line, così come la sua attività svolta da anni a contatto con migliaia di ragazzi nelle scuole, in collaborazione con il Comune capoluogo e con molti altri enti locali della provincia.

Sono stati i carabinieri di Correggio, dove il giovane lavorava con un contratto di prestazione d'opera nella scuola per svolgere un progetto di teatro, a raccogliere le denunce sugli abusi (che sarebbero stati commessi da novembre fino alle ultime settimane), a partire dalla segnalazione del genitore di una delle piccole vittime. Secondo le accuse l'operatore, forte della sua autorità di insegnante, avrebbe costretto alcune bambine a subire e compiere atti sessuali durante le lezioni. Atti che consistevano, hanno spiegato gli investigatori, nell' appartarsi a turno sotto i banchi o la cattedra, al buio, con il pretesto di creare giochi; poi però il giovane si sarebbe fatto toccare e palpeggiare nelle parti intime.

Perquisendo la sua abitazione i carabinieri hanno sequestrato una novantina di foto hard, scaricate da internet, di bimbe e ragazzine coinvolte in rapporti sessuali con adulti. Tutto il materiale sequestrato (pc, dvd, manoscritti di bambini) sarà esaminato per verificare se siano state coinvolte anche altre bambine. Il Pm Maria Rita Pantani, sulla base del materiale raccolto, ha chiesto per il giovane un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip Cristina Beretti ed eseguita ieri sera, quando La Monica - che aveva già subito la perquisizione nelle ore precedenti - si è recato nella caserma dei carabinieri per dire dove sarebbe stato raggiungibile, se necessario, per Pasqua. Ma i militari, invece, gli hanno notificato il provvedimento di arresto. Davanti al Pm, si è avvalso della facoltà di non rispondere; il suo legale ha annunciato che chiederà i domiciliari.

La Procura reggiana aveva già ricevuto in febbraio una segnalazione proveniente da un altro comune, in Val d'Enza, su presunti abusi nei confronti di 'under 14', poi l' inchiesta si é allargata e ha avuto l'accelerazione decisiva quando a metà marzo i carabinieri hanno raccolto le prime denunce sulle piccole studentesse vittime degli abusi, che sono state ascoltate con tutte le cautele del caso. Il Comune di Reggio ha già "sospeso cautelativamente ogni forma di collaborazione" con l'educatore, e il suo 'blog' sul web, che riceveva decine di mail di adolescenti, è stato oscurato. "Sono un uomo felice, ottimista, amo il mio lavoro - ha scritto di sé Pino La Monica su internet - Amo comunicare e vivo con tutto l'entusiasmo che mi trasmettono i miei allievi.

Insieme per costruire un futuro migliore, più equo, più giusto e più libero... per tutti!". Sempre sul fronte pedofilia, la Procura distrettuale di Catania ha disposto perquisizioni in 21 città italiane nei confronti di 27 persone indagate per divulgazione di materiale pedopornografico su internet. Le indagini, che si sono avvalse di attività sotto copertura, hanno riguardato l'acquisizione e la diffusione sul web di video di pornografia infantile con un nuovo software di 'file sharing', denominato Shareaza.



Ultima modifica di Redazione il 30 Mar 2008 07:21, modificato 1 volta in totale 






ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Messaggio Il "pedofilo crocifisso" nel blog del maestro accu 
 



Lunedì, 24 Marzo : 2008  © Comunicare/Emilianet 2008

Il "pedofilo crocifisso"
nel blog del maestro accusato di molestie

Image
L'immagine che "apre" il blog messo sotto sequestro


Un altro esempio di come una vicenda gravissima di pedofilia trovi tutti impreparati ad affrontarla, se non attraverso proclami di giustizia sommaria


REGGIO EMILIA - Il Gip di Reggio Emilia ha fatto sequestrare il blog del maestro arrestato nei giorni scorsi per atti pedofili alle scuole medie di Correggio. Ma neanche il magistrato può molto contro il potente Google, anche perché la memoria del motore di ricerca risiede tranquilla in qualche scantinato americano.
E allora, spulciando appunto nella “cache” di Google, Emilianet ha fatto una piccola ma significativa scoperta proprio sulle pagine del blog di P. L. M.

L’unica volta che il giovane accusato usa la parola pedofilo o pedofilia è in un lungo post dell’11 novembre 2007 (proprio il periodo in cui sarebbero cominciate le molestie alle bambine) pubblicato a notte fonda, alle 23.44.

Scrive P. L. M (il nome e cognome lo trovate ovunque, ma a noi piacerebbe proprio che in Italia si facesse come in altri paesi civili dove non si pubblica l’identità di un accusato fino almeno al primo passaggio giudiziario – e poi così facendo si sarebbero tutelate soprattutto le bambine oggetto di violenza)… dicevamo, scrive P. L. M.:

“Se oggi sei un educatore, un catechista, un insegnante
ed invece di rubare i soldi a qualcuno lo fai per vocazione
(vedi Don Milani o Mario Lodi)
ed ami stare con i tuoi allievi, aiutarli a crescere, farli stare bene,
trasmettergli valori positivi, fiducia, ottimismo,
donando incondizionatamente affetto ed amore,
se ami trascorrere con loro la maggior parte del tuo tempo,
anche quello del tuo tempo libero,
sei un pedofilo e ti "mettono in croce" e qui aggiungo
anche con il rischio di finire in galera...
Se invece passi del tempo con distinti signori della tua età,
magari in giacca e cravatta che neanche sanno cosa sia un bambino
e che parlano solo di sport, donne e scommesse
e che la sera magari si guardano qualche bel filmetto porno
allora sei in REGOLA...
(Gesù mio mi viene da vomitare...)”



Lungi da noi processare pubblicamente qualcuno o sostituirci alla magistratura. Però questa storia del pedofilo messo in croce raccontata dal maestro arrestato, fa pensare. Fa pensare a una forma di “difesa preventiva”, a un modo di razionalizzare l’indicibile. Qualche segnale allora c’era e c’era anche qualcuno che non l’ha colto.

Soprattutto a noi fa pensare a un paradosso. Di fronte a un’enormità come la pedofilia, la prima risposta della società dovrebbe essere: questi atti non devono mai più ripetersi, bisogna fare qualsiasi cosa perché da oggi non avvengano più. E quindi anziché spararla grossa con cose come la castrazione chimica e (perché no?) come fanno in America il duplice o triplice ergastolo per lo stesso reato (tanto di vita da scontare in galera persino i pedofili ne hanno una sola), perché qualcuno non si chiede come fare a far sì che queste persone diventino inoffensive davvero. Se la pedofilia è una malattia, cerchiamo il modo migliore di aiutare chi ne è affetto a non far male a nessun bambino o bambina. Se è un peccato allora trasformiamoci in uno Stato religioso e applichiamo le pene corporali che tanto deprechiamo nell’Islam integralista. Facciamo qualcosa, ma non parliamo a vanvera su una questione così seria. Se è vero che la gran parte delle violenze avvengono in ambito familiare, interroghiamoci sulle violenze commesse in famiglia e cerchiamo davvero di far uscire le famiglie (le donne e i bambini che subiscono mariti e padri violenti) da questo incubo.

Se la vicenda di P. L. M. si rivelerà un enorme abbaglio sarebbe meglio che la stampa chiudesse baracca. Se si rivelerà un’atroce violenza su minori sarebbe il caso di chiedersi come è stato possibile che questa società non sia riuscita a spingere una persona intelligente, colta e piena di vita verso un rapporto corretto verso i minori a lui affidati, come è stato possibile che nessuno si sia accorto di nulla.

Resta per ultima una inquietante coincidenza, a cui neppure P. L. M. aveva pensato scrivendo nel suo blog a proposito di pedofili “crocifissi”. Proprio lui arrestato la notte di giovedì santo e “messo in croce” il venerdì santo (giorno in cui è uscita la notizia). E non risorto la domenica di Pasqua.

  





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Messaggio Niente domiciliari per l'educatore accusato di pedofilia 
 



Domenica, 30 Marzo : 2008 emilianet

Niente domiciliari per l'educatore accusato di pedofilia


Questa volta - secondo il Gip - potrebbe ripetere gli abusi per telefono. Il giovane trasferito al carcere di Modena

REGGIO EMILIA (29 MAR. 2008) - Il giudice per le indagini preliminari Cristina Beretti ha negato gli arresti domiciliari all'educatore e regista reggiano accusato di abusi sessuali su bambine della scuola media di Coreggio. Non tanto il pericolo di fuga, quanto quelli di reiterazione del reato e soprattutto di inquinamento delle prove sono state le motivazioni che hanno spinto il gip alla decisione.
 
L'educatore infatti, prima che per lui scattassero le manette, avrebbe contattato telefonicamente una delle ragazzine che lo hanno denunciato. 'Se fosse ai domiciliari - ha detto il gip - sarebbe impossibile controllare totalmente i suoi movimenti telefonici'. La Monica inoltre da oggi si trova nel carcere di Modena: l'educatore in passato ha curato un progetto teatrale alla Pulce e in virtù dei legami instaurati con i detenuti si è deciso per il suo trasferimento. Il pm Rita Pantani ha annunciato la volontà di effettuare gli incidenti probatori, con l'interrogatorio alle ragazzine che accusano il giovane.


  





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Messaggio Re: Pedofilia: abusi a scuola, insegnante arrestato (svilupp 
 
La Monica ancora nei guai
Nuova denuncia per il teatrante
Nuovo macigno sulla testa di Pino La Monica, l’educatore finito in carcere il 20 marzo scorso con la pesante accusa di pedofilia, poi messo agli arresti domiciliari. E' stata presentata una nuova denuncia nei suoi confronti
Reggio Emilia, 28 agosto 2008 - Nuovi guai all’orizzonte per Pino La Monica, l’educatore finito in carcere il 20 marzo scorso con la pesante accusa di pedofilia, poi messo agli arresti domiciliari. In questi giorni è stata presentata una nuova denuncia nei suoi confronti, e il Pm che coordina le indagini, Maria Rita Pantani, ha già formalizzato la richiesta di incidente probatorio, che potrebbe essere effettuato nelle prossime settimane nel caso di via libera del gip Cristina Beretti. Ad accusare La Monica sarebbe un’altra sua ex allieva, una bambina di dieci anni, che avrebbe confidato ai genitori un comportamento strano che La Monica avrebbe tenuto nei suoi confronti. I legali del 35 enne educatore di Codemondo, Vainer Burani e Mario Di Frenna, si stanno dunque preparando per affrontare queste nuove accuse rivolte al loro cliente.

La Monica era stato arrestato nel marzo scorso, dopo che cinque ragazzine che frequentavano scuole medie di un centro della Bassa dove il 35enne teneva un laboratorio teatrale lo avevano accusato di tenere nei loro confronti atteggiamenti non proprio da educatore fino ad arrivare, hanno detto, a veri e propri palpeggiamenti. Col trascorrere dei giorni le denunce diventeranno diverse. Per gli inquirenti il quadro è ormai chiaro: Pino La Monica avrebbe costretto alunne a subire e compiere atti sessuali, A queste denuncie seguite poi da incidenti probatori davanti al gip Cristina Beretti, si è aggiunto un materiale pedopornografico fatto di foto, scoperto nel computer del 35enne. L’insegnante si è sempre proclamato innocente e i i suoi legali hanno sempre parlato di “una psicosi collettiva montata a dismisura”. Nel maggio scorso, La Monica è stato scarcerato, ed è tutt’ora agli arresti domiciliari, e trascorre le giornate leggendo e facendosi il bagno nella piccola piscina mobile allestita nel cortile dietro l’abitazione dei genitori a Codemondo.

Sulla vicenda di La Monica, l’opinione pubblica si era spaccata in due fra colpevolisti ed innocentisti. I numerosi amici ed ex allievi, hanno addirittura pensato a sit in per chiedere a suo tempo la scarcerazione di Pino. Anche la famiglia gli è sempre rimasta vicino «Ci sono mamme che ci telefonano piangendo. Ci dicono che Pino per i loro bambini è tutto, ha creato un mondo» aveva detto al nostro giornale la sorella Elena. Dall’altra parte però ci sarebbero delle accuse ben circostanziate, ribadite dalle giovani presunte vittime di atti di pedofilia, anche davanti al Gip. Alcune hanno pianto nel loro racconti altre sono apparse tranquille, e quando non riuscivano a rispondere alle domande il giudice ha chiesto loro di fare dei disegni per fare capire. Si è trattato dunque di una inchiesta importante, alla quale ora si aggiunge un'altra denuncia alle già formalizzate, da parte della famiglia di una bimba di 10 anni, che nelle prossime settimane dovrebbe raccontare la sua verità nell’incidente probatorio.
 

Il Resto del Carlino

  





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Messaggio Re: Pedofilia: abusi a scuola, insegnante arrestato (svilupp 
 
REGGIO EMILIA, 30 AGO. 2008 - “Del ‘rispetto verso gli altri’ ho fatto la mia ragione di vita, del rispetto verso i più piccoli qualcosa di più… una missione, il mio lavoro. Mi hanno tolto tutto, ma resisto e continuo ad essere sereno e felice”. Sono le parole di Pino La Monica, l’insegnante attore arrestato il 20 marzo scorso dai carabinieri di Correggio accusato di pedofilia da 5 bambine che frequentavano i suoi corsi. Al buio, durante le lezioni di teatro, La Monica le avrebbe toccate e obbligate a rispondere alle sue richieste. Dopo due mesi di carcere ora è agli arresti domiciliari in attesa della richiesta di rinvio a giudizio.


Pino La Monica
Nel frattempo le accusatrici sono diventate dodici. Dieci testimonianze sono già state acquisite in un incidente probatorio. L’ultima denuncia è di qualche giorno fa da parte di una bambina di dieci anni. Ed è stato proprio quest’ultimo episodio a convincere il conosciutissimo educatore a scrivere alla Gazzetta di Reggio, una lettera sfogo in cui ribadisce il proprio rispetto verso i più piccoli e la convinzione di non aver fatto nulla di male.

Ma per il sostituto procuratore Maria Rita Pantani il quadro accusatorio è ormai ben delineato e ricco di prove. L’inchiesta si sta avviando alla conclusione e la richiesta di rinvio a giudizio di La Monica sembra non lontana. Nei prossimi giorni anche l’ultima bambina sarà sentita in un incidente probatorio, con tutte le cautele del caso. Per i difensori dell’imputato, Vainer Burani e Mario Di Frenna, quello che è successo è frutto di “psicosi collettiva propagatasi tra le ragazzine”.

L’educatore, che si è sempre dichiarato innocente, nella lettera scrive di essere già stato processato “dal giudice più severo e pretenzioso che ci sia, la mia coscienza”, definisce “misera e indigente di sogni e speranze per il futuro” la società “in cui viviamo, o meglio, sopravviviamo”, e ribatte anche alle accuse dell’ultima denuncia emerse, a suo avviso, “con una generalizzazione di modi e fatti davvero paradossale”. “E’ un volto che nemmeno ricordo”, aggiunge, riferendosi alla piccola accusatrice. “Ai miei tanti allievi - prosegue - ribadisco con forza di avere sempre il coraggio delle proprie idee, di continuare a sognare e a volare, di non lasciarsi spegnere dalla paura. Il mondo non è quello che vi raccontano ma quello che abitate con i vostri giochi, le vostre urla, con il vostro bisogno di crescere sentendovi amati e compresi. Non abbiate paura. Siate sempre vigili e presenti a voi stessi”.

Emilia.net 30.agosto.2008

  





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