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GELMINI: 'IL TEMPO PIENO RESTA' MA ANCORA DUBBI
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Lunedì, 15 Settembre : 2008

GELMINI:
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'IL TEMPO PIENO RESTA' MA ANCORA DUBBI


ROMA - Maestro unico e tempo pieno: perfettamente conciliabili per il ministro Gelmini, continuano a creare perplessità in chi, come l'Andis (Associazione nazionale dirigenti scolastici) ritiene che l'uno comprometta l'altro. E tante famiglie cominciano a fare un po' di conti vedendo come unica via d'uscita alla riduzione dell'orario scolastico dei propri figli il ricorso a baby sitter o la scelta di una scuola privata. [*]

 "Non è vero che gli alunni delle elementari e delle materne andranno a scuola solo di mattina": lo ha ribadito il ministero dell'Istruzione riferendosi a notizie di stampa. "Il progetto in corso di preparazione e che verrà presentato nei prossimi giorni al Parlamento e alle parti sociali, prevede - spiega il dicastero di viale Trastevere - la conferma dei modelli orari a 40 ore nella scuola dell'infanzia e a 27 ore, a 30 ore e a 40 ore nella scuola primaria. Il che significa che sono confermate le opzioni che prevedono l'orario di lezione anche nella fascia oraria pomeridiana, esattamente come oggi. In particolare il modello a 40 ore del tempo pieno nella primaria verrà incrementato". Un'affermazione, quest'ultima, che convince poco il presidente dell'Andis scettico sulla possibilità che il tempo pieno possa essere conservato con il passaggio al maestro unico.

 "L'abolizione del tempo pieno - afferma Gregorio Iannaccone - metterebbe in crisi le aree geografiche, come quelle del Centro-Nord, in cui è ormai molto radicato. Con il maestro unico non ci sarebbero le condizioni tecniche per assicurare la buona organizzazione e la buona qualità del tempo pieno. La cosa grave - conclude - è che il Governo abbia scelto di intervenire proprio sulla scuola primaria che in Italia vanta un ottimo livello, come hanno attestato i recenti risultati di analisi internazionali". A fare le spese delle novità annunciate potrebbero essere le famiglie.

 Di fronte a un taglio significativo delle ore trascorse tra i banchi, i genitori che di pomeriggio lavorano - sostengono gli oppositori del progetto Gelmini - avrebbero di fronte a loro due opzioni: ricorrere a baby sitter o spostare i figli in scuole private. Opzioni entrambe costose, a fare due conti. Nel primo caso la spesa mensile aggiuntiva varierebbe dai 448 ai 640 euro al mese. Per una baby sitter si spende infatti dai 7 ai 10 euro all'ora, considerando anche i contributi da versare. A questa cifra vanno aggiunte poi anche altre voci difficilmente quantificabili: dalla scheda telefonica per informare i genitori in caso di problemi alla tessera dell'autobus o al contributo per la benzina per riprendere i bambini da scuola. Se, invece, i genitori scegliessero di mandare i bambini alla scuola privata dovrebbero prepararsi a spendere in media tra i 440 e i 520 euro al mese, mensa compresa. Per le ore mattutine le scuole private chiedono, infatti, tra i 140 e i 170 euro, il servizio di mensa costa tra gli 80 e i 120 euro, mentre per il pomeriggio si spendono tra i 200 e i 250 euro. A queste cifre va aggiunta l'iscrizione, per la quale bisogna versare non meno di 300 euro. I genitori devono poi pagare a parte le attività extra previste per i bambini (piscina, esibizione in teatro, gite, ecc.).

Secondo dati del ministero dell'Istruzione, è soprattutto nel Nord e nel Centro che, anche nell'ultimo anno scolastico, il tempo pieno ha registrato una maggiore diffusione rispetto al Sud. Caso limite il Piemonte in cui oltre la metà dei bambini rimane a scuola per 40 ore (50,9%). Si piazzano ai primi posti in classifica per la maggiore permanenza in classe l'Emilia Romagna (42,2%), il Lazio (41%), la Lombardia (40,6%) e la Toscana (40,4%).

Distribuzione territoriale del tempo pieno
Nell'anno scolastico 2007-2008 più della metà dei bambini della scuola primaria (il 54,7%) ha frequentato fino a un massimo di 30 ore settimanali. Dai dati forniti dal Ministero dell'Istruzione emerge infatti che "le famiglie hanno scelto, per il 49,8% degli alunni della scuola primaria, l'orario di 28-30 ore e per il 4,9% le 27 ore dell'orario obbligatorio. Dei bambini frequentanti la fascia oraria 31-39 ore (19,9%), il 17,7% pranza a scuola, mentre il 2,2% non usufruisce del servizio mensa. Il classico 'tempo pieno' di 40 ore è frequentato da più di un quarto degli alunni".

Ecco la distribuzione territoriale per i diversi orari:

---------------------------------------------------------------------
Regioni       27 ore  28-30     31-39     31-39*      40
---------------------------------------------------------------------
Abruzzo        3,1%     4,6%     3,4%       7,9%       10,9%
Basilicata    3,5      7,7      2,0       10,1        26,7
Calabria      4,5     61,3      3,3       14,1        16,9
Campania      5,2     65,3      3,3       18,7         7,5
Emilia R.     6,2     30,1      2,0       19,5        42,2
Friuli V.G.   1,7     38,0      1,7       24,3        34,3
Lazio         4,7     30,4      3,2       20,7        41,0
Liguria       7,1     20,9      2,5       32,4        37,1
Lombardia     5,4     32,1      1,5       20,5        40,6
Marche        2,9     62,8      2,7       10,8        20,8
Molise        1,4     83,6      3,9       10,4         0,7
Piemonte      5,6     27,0      1,9       14,5        50,9
Puglia        4,4     86,5      1,8        4,1         3,2
Sardegna      1,3     66,3      1,4       14,9        16,1
Sicilia       6,7     84,3      1,3        4,2         3,5
Toscana       3,2     25,9      2,3       28,2        40,4
Trentino A.A. 2,8     22,3      3,3       33,8        37,9
Umbria       (1)      68,6      1,1        9,8        19,5  
Valle d'Aosta 3,2     73,5      9,2       14,0         -
Veneto        5,6     46,7      1,5       31,0        15,2
------------------------------------------------------------------
Italia        4,9     49,8      2,2       17,7        25,3
------------------------------------------------------------------
*con mensa


Image

[*] - E brava la Gelmini: Missione compiuta. Viva la scuola privata (in tutti i sensi).
Quella statale: di tutto
Quella "privata": ben sponsorizzata ed anche foraggiata.
E questo dovrebbe essere uno stato, una nazione con una Costituzione che, nei primi quattro articoli recita:

Citazione:
PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.


"Ma mi faccino il piacere, mi faccino" .........

  





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