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Lunedì, 15 Settembre : 2008
+ La Gelmini vuole il liceo breve R. MASCI
ROMA - "Temo per il futuro dei miei bambini: questo governo vuole un modello di scuola oramai superato". Lo afferma Laura Borgogni, una delle mamme degli alunni della scuola elementare Iqbal Masih, una delle settanta scuole di Roma dove questa mattina, in occasione del primo giorno di lezioni, sono state organizzate iniziative contro le decisioni prese dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.
I genitori della scuola del Casilino sono convinti "che bisogna dare un segnale forte": molti al braccio hanno una fascia nera, altri indossano magliette con slogan contro il ministro: "Stiamo raccogliendo delle firme per una petizione contro il decreto ministeriale - spiega Piero, papà di un bimbo che frequenta la terza elementare -. Il ritorno al maestro unico é una scelta scandalosa, inaccettabile".
C'é unità d'intenti anche con il corpo docente della scuola: "Metteremo in atto un'occupazione: dormiremo qui anche con alcuni genitori - afferma Patrizia Zucchetta che alla Masih insegna in una classe di terza -. Faremo di tutto contro questi decreti: maestro unico vuol dire inchiodare i ragazzi ad una scuola anacronistica. Non sarà più possibile garantire ai piccoli lezioni di informatica o, ad esempio, corsi di ceramica".
Nella mattinata, dopo i volantinaggi davanti alle scuole di Roma, l'Unione degli Studenti ha esposto dei mega striscioni a Piazza del Popolo (dalla Terrazza del Pincio) e a via Cavour, con la scritta "Non é che l'inizio - 10 ottobre mobilitazione nazionale studentesca" firmati "Unionedeglistudenti.it". Lo rende noto l'organizzazione studentesca precisando che "é tuttora in corso un'analoga azione nei pressi dell' Isola Tiberina".
FIRENZE: MAESTRE VESTITE A LUTTO CONTRO RIFORMA
Prima campanella con protesta questa mattina a Firenze. All'ingresso nelle aule per l'inizio dell'anno scolastico, i bambini di alcune scuole materne e elementari sono stati accolti da maestre vestite tutte di nero. E' la forma di protesta contro la riforma Gelmini decisa dalle insegnanti della scuola pubblica materna Andrea del Sarto, la scuola dell'infanzia Giotto e la scuola primaria Capponi. Le maestre hanno atteso gli studenti davanti ai plessi scolastici, fuori dal portone, non solo con un nastro nero al braccio come altre colleghe in tutta Italia, ma con tutto l'abito dai colori del lutto e uno striscione: 'No ai tagli, no al maestro unico'. Solo nelle prime elementari, all'arrivo a scuola dei piccoli studenti, la protesta è stata più sobria, con le maestre che comunque indossavano qualcosa di nero. Altre forme di contestazione contro la riforma Gelmini sono state annunciate per oggi e i prossimi giorni in tutti gli istituti scolastici che fanno parte del circolo 11 di Firenze.
GELMINI, VERGOGNOSO STRUMENTALIZZARE I BAMBINI - [*] "Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche". Lo afferma, in una nota, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Per tutti i bambini - sottolinea il ministro - il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l'opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro. La scuola - conclude - non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche".
La Stampa: La scuola al via fra le proteste
Cappelli da asino e grembiuli neri, in scena la rivolta degli insegnanti
TORINO - L’anno scolastico inizia fra le proteste. Maestre vestite a lutto a Roma e Firenze, striscioni a Genova e nelle Marche e comunicati al veleno sulla «Jurassic school». «Vogliamo contestare le politiche del ministro Gelmini che vuole riportare la scuola italiana indietro di vari decenni allontanandoci dal resto dell’Europa, come dimostra la riduzione di fatto dell’obbligo scolastico, il taglio drastico di investimenti, il ritorno al maestro unico alle elementari e al voto di condotta», spiegano i leader degli studenti per voce di Roberto Iovino, Coordinatore Nazionale UdS.
Alla scuola elementare Daneo, nel centro storico del capoluogo ligure, il personale si è presentato con grembiule nero e cappelli da asino. «La scuola così va indietro e non avanti - ha spiegato un’insegnante attiva da 35 anni, Piera Re -. Dopo 30 anni di sperimentazione didattica con laboratori, fra l’altro, di informatica, inglese, psicomoticità e arti figurative, si cancella tutto con la maestra unica che sarà in grado di fare solo dettati, temi e compiti a scuola. Inoltre si appalterà il doposcuola a qualche cooperativa tornando al passato».
Il ministro dell’Istruzione incassa e replica : «Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini- dice la Gelmini- il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un’occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l’opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro. La scuola non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche».
I genitori della scuola del Casilino sono convinti "che bisogna dare un segnale forte": molti al braccio hanno una fascia nera, altri indossano magliette con slogan contro il ministro: "Stiamo raccogliendo delle firme per una petizione contro il decreto ministeriale - spiega Piero, papà di un bimbo che frequenta la terza elementare -. Il ritorno al maestro unico é una scelta scandalosa, inaccettabile".
C'é unità d'intenti anche con il corpo docente della scuola: "Metteremo in atto un'occupazione: dormiremo qui anche con alcuni genitori - afferma Patrizia Zucchetta che alla Masih insegna in una classe di terza -. Faremo di tutto contro questi decreti: maestro unico vuol dire inchiodare i ragazzi ad una scuola anacronistica. Non sarà più possibile garantire ai piccoli lezioni di informatica o, ad esempio, corsi di ceramica".
Nella mattinata, dopo i volantinaggi davanti alle scuole di Roma, l'Unione degli Studenti ha esposto dei mega striscioni a Piazza del Popolo (dalla Terrazza del Pincio) e a via Cavour, con la scritta "Non é che l'inizio - 10 ottobre mobilitazione nazionale studentesca" firmati "Unionedeglistudenti.it". Lo rende noto l'organizzazione studentesca precisando che "é tuttora in corso un'analoga azione nei pressi dell' Isola Tiberina".
FIRENZE: MAESTRE VESTITE A LUTTO CONTRO RIFORMA
Prima campanella con protesta questa mattina a Firenze. All'ingresso nelle aule per l'inizio dell'anno scolastico, i bambini di alcune scuole materne e elementari sono stati accolti da maestre vestite tutte di nero. E' la forma di protesta contro la riforma Gelmini decisa dalle insegnanti della scuola pubblica materna Andrea del Sarto, la scuola dell'infanzia Giotto e la scuola primaria Capponi. Le maestre hanno atteso gli studenti davanti ai plessi scolastici, fuori dal portone, non solo con un nastro nero al braccio come altre colleghe in tutta Italia, ma con tutto l'abito dai colori del lutto e uno striscione: 'No ai tagli, no al maestro unico'. Solo nelle prime elementari, all'arrivo a scuola dei piccoli studenti, la protesta è stata più sobria, con le maestre che comunque indossavano qualcosa di nero. Altre forme di contestazione contro la riforma Gelmini sono state annunciate per oggi e i prossimi giorni in tutti gli istituti scolastici che fanno parte del circolo 11 di Firenze.
GELMINI, VERGOGNOSO STRUMENTALIZZARE I BAMBINI - [*] "Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche". Lo afferma, in una nota, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Per tutti i bambini - sottolinea il ministro - il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l'opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro. La scuola - conclude - non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche".
La Stampa: La scuola al via fra le proteste
Cappelli da asino e grembiuli neri, in scena la rivolta degli insegnanti
La Gelmini: strumentalizzazioni
vergognose solo per motivi politici
vergognose solo per motivi politici
TORINO - L’anno scolastico inizia fra le proteste. Maestre vestite a lutto a Roma e Firenze, striscioni a Genova e nelle Marche e comunicati al veleno sulla «Jurassic school». «Vogliamo contestare le politiche del ministro Gelmini che vuole riportare la scuola italiana indietro di vari decenni allontanandoci dal resto dell’Europa, come dimostra la riduzione di fatto dell’obbligo scolastico, il taglio drastico di investimenti, il ritorno al maestro unico alle elementari e al voto di condotta», spiegano i leader degli studenti per voce di Roberto Iovino, Coordinatore Nazionale UdS.
Alla scuola elementare Daneo, nel centro storico del capoluogo ligure, il personale si è presentato con grembiule nero e cappelli da asino. «La scuola così va indietro e non avanti - ha spiegato un’insegnante attiva da 35 anni, Piera Re -. Dopo 30 anni di sperimentazione didattica con laboratori, fra l’altro, di informatica, inglese, psicomoticità e arti figurative, si cancella tutto con la maestra unica che sarà in grado di fare solo dettati, temi e compiti a scuola. Inoltre si appalterà il doposcuola a qualche cooperativa tornando al passato».
Il ministro dell’Istruzione incassa e replica : «Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini- dice la Gelmini- il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un’occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l’opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro. La scuola non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche».
Ma si vergogni lei ... e non solo dell'attuale operare.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















