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Lunedì, 15 Settembre : 2008
Grande vanto della Nazione Napolitana furono i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia. Al di là della quantità e della qualità dei lavori affidati e svolti in quel sito, Castellamare divenne un importante polo navalmeccanico sperimentale. Infatti importanti scoperte tecnologiche vennero ideate e realizzate in quei cantieri, attirando le invidie e le “ire” di chi pretendeva di avere il monopolio internazionale assoluto sull’ingegneria navalmeccanica. Ancor oggi che ormai gli archivi stanno rendendo merito a quello che furono quei cantieri, c’è chi stenta ad accettare quei primati e ad ammettere quelle vicende che, appena dopo l’Unità Italiana, videro il progressivo ridimensionamento delle officine e dei bacini Stabiesi, vanto dell’industria meridionale. Era il 20 giugno 1783, quando nel luogo detto Pontone, in Castellammare di Stabia, viene fondato da S.A.R. FerdinandoIV di Borbone il Real Cantiere Navale. Vista la vicinanza dei boschi, la ricchezza di acqua che offriva la cittadina, (fu realizzato un acquedotto ancora visibile nei pressi della reggia di qusisana) e la presenza di maestri d'ascia rinomati per le loro costruzioni navali, non poteva esserci posto migliore per realizzare quello che diventò l'orgoglio della marina del Regno delle Due Sicilie. Prima nave ad elica, prima nave in ferro, questi ed altri primati resero unico questo cantiere. Fino al 1861, anni in cui iniziò lo smantellamento dello stesso per favorire l'apertura dei cantieri navali a Genova. Successivamente entro nei beni gestiti da società statali, che come il resto delle Due Sicilie, venne gestito in modo fallimentare, facendo rischiare molte volte la chiusura ed il fallimento del più antico cantiere navale della penisola. 225 anni di orgoglio stabiese. (fonte: Nello Esposito)
















