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Lunedì, 15 Settembre : 2008 La Repubblica
La ricerca è stata realizzata in vista del World Social Summit
Il senso di incertezza diffuso soprattutto tra i giovani e le donne
ROMA - Roma è la città più impaurita del mondo. E' questo il verdetto del Censis e della Fondazione Roma che, in un'indagine svolta su dieci metropoli (New York, Bombay, Londra, Parigi, Il Cairo, San Paolo, Mosca, Pechino e Tokyo), hanno evidenziato come la città eterna sia la 'capitale del disagio', quella che ha più paura e che manifesta, per il 58% dei cittadini, "il più alto tasso di inquietudine esistenziale".
Alla domanda su quale sia il sentimento che meglio descrive il suo rapporto con la vita, il 46% dei romani ha risposto con "incertezza" mentre il 12% con "paura". La somma di questi stati d'animo (58,2%) rimanda a un'immagine della città più infelice tra quelle prese in esame a fronte di una media internazionale del 36%. Alla violenza si affiancano la paura di non essere più autosufficienti; le paure materiali come perdere il lavoro o non trovarlo e quelle più generali come quella di disastri ambientali.
Il senso di incertezza si avverte soprattutto soprattutto tra i giovani (18-29 anni) con il 51,2%, mentre i più anziani (34,4%) si dichiarano più ottimista e fiduciosa. Diverse le percentuali tra centro e periferia con quest'ultima che tocca quota 14,2% rispetto al 5% del centro. Infine sono le donne ad essere più spaventate degli uomini (16,2% contro il il 7,7%).
"A Roma e in Italia sono particolarmente sentite le paure in rapporto con la violenza e la sicurezza personale - ha spiegato il direttore del Censis Giuseppe Roma che, insieme alla Fondazione Roma, presenterà la ricerca al World Social Summit che si terrà nella capitale dal 24 al 26 settembre - mentre nelle altre metropoli internazionali ci sono altri problemi come la fame".
Tranciante il giudizio del sindaco Gianni Alemanno: "Questa è la Roma di Veltroni (ex sindaco della Capitale ndr): l'inquietudine c'è ed è chiaro che poi c'è un'inquietudine di carattere sociale legata al ciclo economico".
Il senso di incertezza diffuso soprattutto tra i giovani e le donne
ROMA - Roma è la città più impaurita del mondo. E' questo il verdetto del Censis e della Fondazione Roma che, in un'indagine svolta su dieci metropoli (New York, Bombay, Londra, Parigi, Il Cairo, San Paolo, Mosca, Pechino e Tokyo), hanno evidenziato come la città eterna sia la 'capitale del disagio', quella che ha più paura e che manifesta, per il 58% dei cittadini, "il più alto tasso di inquietudine esistenziale".
Alla domanda su quale sia il sentimento che meglio descrive il suo rapporto con la vita, il 46% dei romani ha risposto con "incertezza" mentre il 12% con "paura". La somma di questi stati d'animo (58,2%) rimanda a un'immagine della città più infelice tra quelle prese in esame a fronte di una media internazionale del 36%. Alla violenza si affiancano la paura di non essere più autosufficienti; le paure materiali come perdere il lavoro o non trovarlo e quelle più generali come quella di disastri ambientali.
Il senso di incertezza si avverte soprattutto soprattutto tra i giovani (18-29 anni) con il 51,2%, mentre i più anziani (34,4%) si dichiarano più ottimista e fiduciosa. Diverse le percentuali tra centro e periferia con quest'ultima che tocca quota 14,2% rispetto al 5% del centro. Infine sono le donne ad essere più spaventate degli uomini (16,2% contro il il 7,7%).
"A Roma e in Italia sono particolarmente sentite le paure in rapporto con la violenza e la sicurezza personale - ha spiegato il direttore del Censis Giuseppe Roma che, insieme alla Fondazione Roma, presenterà la ricerca al World Social Summit che si terrà nella capitale dal 24 al 26 settembre - mentre nelle altre metropoli internazionali ci sono altri problemi come la fame".
Tranciante il giudizio del sindaco Gianni Alemanno: "Questa è la Roma di Veltroni (ex sindaco della Capitale ndr): l'inquietudine c'è ed è chiaro che poi c'è un'inquietudine di carattere sociale legata al ciclo economico".
Citazione:
UN FIORE all'occhiello di questo governo comincia a sbucciare dando conferma che SEMPRE, prima o poi, si raccoglie quanto si semina.
QUI e QUESTI l'hanno raccolto molto presto ma questa è la qualità che li sta distinguendo ... velocità su tutto ed è notorio che solo per le azioni virtuose necessita tempo. Per tutte le altre, anche il "popolo" si adegua subito.
Oh Roma, Roma mia, come ti stanno riducendo. Caput mundi eri e Caput mundi sei ancora .... ma in negativo.
Capisco. Con tanti brutti esempi che hai sul groppone: Parlamento, Senato e fin'anche Vaticano ... dura è la vita e dura è il non attaccarsi la rogna epperò bisogna pur sopravvivere ed allora, ricordatevi: SPQR che avete sul vostro stendardo NON vuol dire, come affermano i "signori" mangioni di quei luoghi: Sono Poche Queste Ricotte ma bensì esso è un acronimo per la frase latina Senatus PopulusQue Romanus, "Il Senato e il Popolo romano", sigla che racchiude in sé le figure che rappresentano il potere della Repubblica: il Popolo e il Senato, cioè le due classi dei Patrizi e dei Plebei che erano a fondamento dello Stato romano e che, fatti i dovuti aggiornamenti all'oggi, dovrebbe essere ancora alla base di ogni civiltà. Ma questo l'hai dimenticato, l'abbiamo tutti dimenticato, ed allora abbiamo imparato unicamente a comprendere e ad accettare, fin'anche a giustificare, il Sono Poche Queste Ricotte. E questo è il risultato.
Bah, ci si sveglierà una buona volta e si procederà ad una bella disinfestata?
Si spera. "Tempo permettendo" però, come dice l'amico Franz
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