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MINACCIARE BOCCIATURE E' REATO, CONDANNATO PROF
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Mercoledì, 24 Settembre : 2008

MINACCIARE BOCCIATURE E' REATO,
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CONDANNATO PROF


DOCUMENTI: la sentenza in formato Pdf

ROMA - Commette il reato di minaccia aggravata il professore che intimidisce i suoi studenti prospettando loro (rpt prospettando loro) la bocciatura. Lo sottolinea la Cassazione rilevando che per i ragazzi ''la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze'' e un simile atteggiamento del docente e' ''idoneo ad ingenerare forti timori, incidendo sulla liberta' morale'' degli allievi. Per questo motivo la Suprema Corte ha confermato la condanna per Marcello T., (50 anni) insegnante del liceo scientifico 'Paolo Lioy' di Vicenza. Senza successo il docente - condannato anche per abuso d'ufficio in quanto dava a pagamento ripetizioni private agli studenti e li costringeva anche a fargli dei regali - ha sostenuto, dinanzi ai giudici di Piazza Cavour che il reato di minaccia non era configurabile ''in quanto il male (rpt male) minacciato (l'ingiusta bocciatura) non dipendeva solo dalla sua volonta', ma dall'intero collegio dei docenti''. Ma gli ermellini - con la sentenza 36700 - hanno bocciato questa tesi e hanno confermato il verdetto di colpevolezza emesso dalla Corte di Appello di Venezia il 23 ottobre 2007. In particolare, il 'prof' aveva detto a Silvia C. che ''non aveva piu' alcuna possibilita' di essere promossa'', per 'vendicarsi' di un intervento fatto nell'Assemblea dei genitori dalla mamma della ragazza che proponeva di rimuovere il docente, per la sua scorrettezza, nel triennio successivo.

Il professore insegna tutt'oggi a Vicenza, non piu' al liceo scientifico 'Paolo Lioy' ma in un istituto magistrale. Tra i motivi del ricorso in Cassazione - presentato dai legali dell'insegnante - anche la presunta inutilizzabilita', nel processo, della relazione di un ispettore del Ministero dell'istruzione che era stato inviato al liceo 'Lioy'. La verifica era scattata dopo il suicidio di una allieva. Il professore era risultato estraneo a questa tragica vicenda, ma l'ispezione mise in luce comportamenti piu' che sospetti del docente che sfociarono nell'inchiesta penale.

  





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Giovedì, 25 Settembre : 2008  
 
LIBERTA' MORALE


Se continui a non studiare io ti boccio". Quante volte ho sentito questa frase? Ricordo benissimo che era un leitmotiv anche se ]è passato molto tempo da quando frequentavo le aule scolastiche. A me non lo dicevano, non avevano il coraggio e non ne avevano il motivo. Io ero bravissimo a scuola, ero un genietto. Scrivevo canzoni in latino, musicavo a cha cha cha Tirteo e Callino, odiavo solo la filosofia e la storia ma non  tanto da non prendere almeno sette. Insomma ero un secchione. Ma molti altri no. E i professori qualche volta li avvertivano che se continuavano a prendere due finivano bocciati. Non era una bella scena. Anche io avrei preferito professori più avvolgenti, professori che usassero il fascino della loro materia piuttosto che la minaccia della catastrofe per convincere gli studenti a studiare. Ma nessuno è perfetto. L'ultima cosa che mi veniva in mente, però, era che la minaccia di bocciatura potesse essere, come ha deciso la corte di Cassazione con la sentenza 36700, una minaccia aggravata, "una ingiusta prospettazione" che "ingenerava forti timori, incidendo sulla libertà morale dei ragazzi". Qualcuno si è chiesto: "Ma dove vivono questi giudici? Questi giudici hanno figli?" Se i loro figli un giorno li mandano a quel Paese io sono sicuro che loro gli dicono: "Sse continui così non esci per una settimana". Che cos'è? Minaccia aggravata? E quando questi giudici parcheggiano in terza fila davanti al palazzo di Giustizia e il vigile va da loro dicendo che se non levano di torno la macchina gli fanno una multa, loro che fanno? Arrestano i vigili perché incidono sulla loro libertà morale?
(csf)
  





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