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Mercoledì, 01 Ottobre : 2008
NAPOLI - "Non consentirò attacchi speculativi alle nostre banche. E non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi". E' quanto afferma Silvio Berlusconi, a Napoli per un vertice sull'emergenza rifiuti.
G4 CONVOCATO DA SARKOZY SABATO A PARIGI - La riunione dei quattro paesi europei membri del G8, convocata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, presidente di turno Ue, si svolgerà sabato pomeriggio a Parigi. Lo ha detto il primo ministro lussemburghese, Jean-Claude Juncker, ai microfoni di Europe 1, ufficializzando la notizia.
BORSE CAUTE, OCCHI SU SENATO USA PER PIANO - Le Borse europee virano al ribasso dopo una mattinata in lieve rialzo e le previsioni restano negative sull'apertura di Wall Street. A condizionare l'andamento dei listini è l'attesa della decisione del Senato statunitense che si riunirà stasera per esaminare il piano Paulson da 700 miliardi di dollari, già bocciato una volta dal Congresso Usa, ma considerato necessario per salvare l'economia statunitense, come indicato dallo stesso presidente George W. Bush.
E così in vista della riunione della Camera alta a Washington, alla quale parteciperanno anche i due senatori candidati alla Casa Bianca, Barack Obama e John McCain, i mercati del Vecchio Continente segnano un lieve calo dello 0,16% (Dj Stoxx 600). Cautela viene anche da Londra, che si conferma comunque positiva (+0,44%), con le prime indicazioni dei futures sugli indici della Borsa di New York che segnalano un avvio di seduta in calo (il contratto sul Dow Jones cede 83 punti base). Peggiore è Piazza Affari (-1,54%). D'altro canto hanno reagito bene i mercati asiatici che nella notte hanno in parte recuperato i cali registrati nel corso della settimana. Nonostante la chiusura di molte piazze finanziarie del "Far East" (tra cui Hong Kong e Shangai) per il festeggiamento di alcune ricorrenze nazionali, Tokyo è cresciuta dello 0,96%, mentre Sidney è balzata di oltre 4 punti percentuali. "Per gli investitori oggi è una giornata d'attesa", ha commentato un operatore, spiegando che il mercato "non ha nessuna voglia di rischiare troppo in una situazione di forte incertezza: aspettiamo il Senato e poi prenderemo delle decisioni". Tra i settori si guarda a livello continentale ai bancari (Dj Stoxx -0,25%) che hanno annullato i guadagni della mattinata e agli automobilistici (Dj Stoxx -5,65%), che sono penalizzati dal rincaro del greggio oltre i 100 dollari al barile e dall'attesa per la pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni di settembre in alcuni Paesi. Guardando i finanziari proseguono comunque il rimbalzo avviato ieri Barclays (+5,7%), Hbos (+11%), Lloyds Tbs (+7%) e Dexia (+6,3%). In volata anche Fortis (+7%) e Commerzbank (+8,1%).
A Milano invece ancora pesante UniCredit (-7% teorico) con il titolo che, dopo due sedute di passione in cui ha perso oltre 23 punti percentuali, non riesce a fare prezzo e resta sospeso per scostamenti al ribasso sul prezzo di controllo. Le sospensioni arrivate a raffica hanno riguardato anche Intesa San Paolo, Banco Popolare e Fiat.
Rimbalzano le Borse asiatiche sulla previsione che il Senato americano approvi oggi il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari messo a punto dal segretario al Tesoro, Henry Paulson, per salvare Wall Street e il sistema bancario statunitense. Tokyo ha chiuso con un rialzo dello 0,96%, dopo essere arrivata a guadagnare più di un punto percentuale nel corso delle contrattazioni. Mentre ha fatto decisamente meglio Sidney (+4,22%). Complessivamente a livello continentale l'indice che sintetizza l'andamento dei mercati, Msci Asia Pacifico, è avanzato dell'1,6 per cento, in un giorno in cui diverse piazze finanziarie sono rimaste chiuse per la ricorrenza di alcune festività nazionali. A trainare gli indici al rialzo sono stati quindi i titoli bancari in attesa della riunione a Washington della Camera alta.
In primis, è cresciuta l'australiana Wastpac Banking (+6,7%) al fianco della giapponese Nomura (+5,9%), passata alla cronaca per aver rilevato le attività europee di Lehman Brothers in seguito al suo fallimento. Sempre nel settore finanziario, si è mossa bene la nipponica Mitsubishi, attiva nel settore del trading, balzata del 5,4 per cento. Segno più anche nel settore delle materie prime in scia all'impennata del petrolio che nella notte è tornato sopra quota 100 dollari al barile (102,24 dollari). In particolare nel settore è volata Rio Tinto (+12%) dopo che l'Antitrust australiano ha detto che l'offerta ostile da 101 miliardi di dollari lanciata dalla concorrente Bhp Billiton non avrà impatti negativi sul mercato in termini di competitività. Tra gli altri, hanno perso quota le azioni del produttore di condizionatori Daikin (-3,5%) e di quello di cavi Sumitomo Electric (-3,7%). Sottotono anche il gigante coreano Samsung (-1,9%).
CONGRESSO TRATTA SU PIANO, BORSA RIMBALZA
NEW YORK - Dato lunedì per morto alla Camera, il piano-sanatoria di Wall Street ha dato ieri segni di vita tra le macerie di Capitol Hill facendo rimbalzare la Borsa: il presidente George W. Bush e i leader di entrambi i partiti si sono impegnati oggi a modificare colato a picco sotto i colpi di una coalizione bipartisan di deputati preoccupati di salvare il seggio il 4 novembre. "Siamo a un momento critico per la nostra economia", ha detto Bush in un discorso dalla Biblioteca della Casa Bianca in cui ha evocato a fosche tinte un futuro di "ristrettezze" per milioni di americani se i parlamentari resisteranno all'azione. I senatori Harry Reid, leader della maggioranza democratica al Senato, il suo collega della minoranza repubblicana Mitch McConnell e la Speaker della Camera Nancy Pelosi hanno preso spunto dalle parole del presidente che oggi ha parlato al telefono con i potenziali successori nello Studio Ovale Barack Obama e John McCain: "Manderemo avanti il pacchetto", ha detto Reid, e McConnell ha parlato di un voto entro la settimana "perché i membri del Congresso sapranno essere all'altezza, si comporteranno da persone adulte". I senatori e la Pelosi non parlavano per tutti: alla Camera la fronda bipartisan dei 228 'peones' che ieri sono scappati da Washington per far campagna elettorale nei collegi è tuttora imprevedibile, ne è chiaro quali misure dovrebbero essere introdotte per riportare all'ovile la manciata di voti necessari. Evocando "conseguenze dolorose e duraturé, Bush ha parlato davanti allo stesso caminetto in cui nel gennaio 2007, annunciando l'invio di rinforzi in Iraq, per la prima volta aveva ammesso di avere commesso errori in Iraq.
Di nuovo ieri, tirato in volto, ha sconfessato le ottimiste dichiarazioni di appena 15 giorni fa, quando aveva ribadito all'America impaurita dal collasso di Lehman Brothers che i fondamentali dell'economia erano solidi: "Le conseguenze - ha detto oggi - peggioreranno ogni giorno se non agiamo. la nostra economia dipende da un'azione decisiva da parte del governo". I segnali arrivati dalla Casa Bianca e da Capiitol Hill hanno riportato uno spiraglio di ottimismo nei mercati che hanno ripreso slancio dopo il crollo record di ieri: l'indice Dow Jones ha chiuso guadagnando il 4,74 per cento mentre l'indice S&P 500 è cresciuto del 5,35%. Ma l'iniezione di fiducia venuta dal fatto che in Congresso sono riprese le trattative è stata calmierata dalla considerazione che nella notte i prestiti tra banche sono andati in stallo, aggravando la crisi del mercato del credito. I membri del Congresso torneranno tra oggi e domani dopo la festa ebraica di Rosh Hashanah.
Un bis del voto alla Camera non è in programma prima di giovedì mentre il Senato vota in serata. I due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, il democratico Barack Obama ed il repubblicano John McCain, saranno a Washington per partecipare al voto.
Molti fattori e incognite giocano sulle mosse delle prossime ore in una manovra legislativa legata a doppio filo con la campagna elettorale: i repubblicani potrebbero spingere per sdoganare il piano tra giovedì e venerdì per gettare sabbia negli occhi dell'arbitro (l'elettorato americano) dopo la performance al dibattito della vice di McCain Sarah Palin. Sul fronte della campagna elettorale i rivali McCain e Obama hanno trovato per un giorno voce comune sollecitando Capitol Hill a dare al piano una prova d'appello. Per primo Obama, seguito da McCain, i candidati hanno ripescato una proposta secondo cui il governo dovrebbe assicurare i depositi bancari dei consumatori un quarto di milione di dollari, non 100 mila come è attualmente, e l'iniziativa è stata accolta con favore tra i parlamentari di entrambi i partiti. L'ipotesi è stata avallata dalla richiesta di un incremento temporaneo della stessa Fdic.
G4 CONVOCATO DA SARKOZY SABATO A PARIGI - La riunione dei quattro paesi europei membri del G8, convocata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, presidente di turno Ue, si svolgerà sabato pomeriggio a Parigi. Lo ha detto il primo ministro lussemburghese, Jean-Claude Juncker, ai microfoni di Europe 1, ufficializzando la notizia.
BORSE CAUTE, OCCHI SU SENATO USA PER PIANO - Le Borse europee virano al ribasso dopo una mattinata in lieve rialzo e le previsioni restano negative sull'apertura di Wall Street. A condizionare l'andamento dei listini è l'attesa della decisione del Senato statunitense che si riunirà stasera per esaminare il piano Paulson da 700 miliardi di dollari, già bocciato una volta dal Congresso Usa, ma considerato necessario per salvare l'economia statunitense, come indicato dallo stesso presidente George W. Bush.
E così in vista della riunione della Camera alta a Washington, alla quale parteciperanno anche i due senatori candidati alla Casa Bianca, Barack Obama e John McCain, i mercati del Vecchio Continente segnano un lieve calo dello 0,16% (Dj Stoxx 600). Cautela viene anche da Londra, che si conferma comunque positiva (+0,44%), con le prime indicazioni dei futures sugli indici della Borsa di New York che segnalano un avvio di seduta in calo (il contratto sul Dow Jones cede 83 punti base). Peggiore è Piazza Affari (-1,54%). D'altro canto hanno reagito bene i mercati asiatici che nella notte hanno in parte recuperato i cali registrati nel corso della settimana. Nonostante la chiusura di molte piazze finanziarie del "Far East" (tra cui Hong Kong e Shangai) per il festeggiamento di alcune ricorrenze nazionali, Tokyo è cresciuta dello 0,96%, mentre Sidney è balzata di oltre 4 punti percentuali. "Per gli investitori oggi è una giornata d'attesa", ha commentato un operatore, spiegando che il mercato "non ha nessuna voglia di rischiare troppo in una situazione di forte incertezza: aspettiamo il Senato e poi prenderemo delle decisioni". Tra i settori si guarda a livello continentale ai bancari (Dj Stoxx -0,25%) che hanno annullato i guadagni della mattinata e agli automobilistici (Dj Stoxx -5,65%), che sono penalizzati dal rincaro del greggio oltre i 100 dollari al barile e dall'attesa per la pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni di settembre in alcuni Paesi. Guardando i finanziari proseguono comunque il rimbalzo avviato ieri Barclays (+5,7%), Hbos (+11%), Lloyds Tbs (+7%) e Dexia (+6,3%). In volata anche Fortis (+7%) e Commerzbank (+8,1%).
A Milano invece ancora pesante UniCredit (-7% teorico) con il titolo che, dopo due sedute di passione in cui ha perso oltre 23 punti percentuali, non riesce a fare prezzo e resta sospeso per scostamenti al ribasso sul prezzo di controllo. Le sospensioni arrivate a raffica hanno riguardato anche Intesa San Paolo, Banco Popolare e Fiat.
Rimbalzano le Borse asiatiche sulla previsione che il Senato americano approvi oggi il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari messo a punto dal segretario al Tesoro, Henry Paulson, per salvare Wall Street e il sistema bancario statunitense. Tokyo ha chiuso con un rialzo dello 0,96%, dopo essere arrivata a guadagnare più di un punto percentuale nel corso delle contrattazioni. Mentre ha fatto decisamente meglio Sidney (+4,22%). Complessivamente a livello continentale l'indice che sintetizza l'andamento dei mercati, Msci Asia Pacifico, è avanzato dell'1,6 per cento, in un giorno in cui diverse piazze finanziarie sono rimaste chiuse per la ricorrenza di alcune festività nazionali. A trainare gli indici al rialzo sono stati quindi i titoli bancari in attesa della riunione a Washington della Camera alta.
In primis, è cresciuta l'australiana Wastpac Banking (+6,7%) al fianco della giapponese Nomura (+5,9%), passata alla cronaca per aver rilevato le attività europee di Lehman Brothers in seguito al suo fallimento. Sempre nel settore finanziario, si è mossa bene la nipponica Mitsubishi, attiva nel settore del trading, balzata del 5,4 per cento. Segno più anche nel settore delle materie prime in scia all'impennata del petrolio che nella notte è tornato sopra quota 100 dollari al barile (102,24 dollari). In particolare nel settore è volata Rio Tinto (+12%) dopo che l'Antitrust australiano ha detto che l'offerta ostile da 101 miliardi di dollari lanciata dalla concorrente Bhp Billiton non avrà impatti negativi sul mercato in termini di competitività. Tra gli altri, hanno perso quota le azioni del produttore di condizionatori Daikin (-3,5%) e di quello di cavi Sumitomo Electric (-3,7%). Sottotono anche il gigante coreano Samsung (-1,9%).
CONGRESSO TRATTA SU PIANO, BORSA RIMBALZA
NEW YORK - Dato lunedì per morto alla Camera, il piano-sanatoria di Wall Street ha dato ieri segni di vita tra le macerie di Capitol Hill facendo rimbalzare la Borsa: il presidente George W. Bush e i leader di entrambi i partiti si sono impegnati oggi a modificare colato a picco sotto i colpi di una coalizione bipartisan di deputati preoccupati di salvare il seggio il 4 novembre. "Siamo a un momento critico per la nostra economia", ha detto Bush in un discorso dalla Biblioteca della Casa Bianca in cui ha evocato a fosche tinte un futuro di "ristrettezze" per milioni di americani se i parlamentari resisteranno all'azione. I senatori Harry Reid, leader della maggioranza democratica al Senato, il suo collega della minoranza repubblicana Mitch McConnell e la Speaker della Camera Nancy Pelosi hanno preso spunto dalle parole del presidente che oggi ha parlato al telefono con i potenziali successori nello Studio Ovale Barack Obama e John McCain: "Manderemo avanti il pacchetto", ha detto Reid, e McConnell ha parlato di un voto entro la settimana "perché i membri del Congresso sapranno essere all'altezza, si comporteranno da persone adulte". I senatori e la Pelosi non parlavano per tutti: alla Camera la fronda bipartisan dei 228 'peones' che ieri sono scappati da Washington per far campagna elettorale nei collegi è tuttora imprevedibile, ne è chiaro quali misure dovrebbero essere introdotte per riportare all'ovile la manciata di voti necessari. Evocando "conseguenze dolorose e duraturé, Bush ha parlato davanti allo stesso caminetto in cui nel gennaio 2007, annunciando l'invio di rinforzi in Iraq, per la prima volta aveva ammesso di avere commesso errori in Iraq.
Di nuovo ieri, tirato in volto, ha sconfessato le ottimiste dichiarazioni di appena 15 giorni fa, quando aveva ribadito all'America impaurita dal collasso di Lehman Brothers che i fondamentali dell'economia erano solidi: "Le conseguenze - ha detto oggi - peggioreranno ogni giorno se non agiamo. la nostra economia dipende da un'azione decisiva da parte del governo". I segnali arrivati dalla Casa Bianca e da Capiitol Hill hanno riportato uno spiraglio di ottimismo nei mercati che hanno ripreso slancio dopo il crollo record di ieri: l'indice Dow Jones ha chiuso guadagnando il 4,74 per cento mentre l'indice S&P 500 è cresciuto del 5,35%. Ma l'iniezione di fiducia venuta dal fatto che in Congresso sono riprese le trattative è stata calmierata dalla considerazione che nella notte i prestiti tra banche sono andati in stallo, aggravando la crisi del mercato del credito. I membri del Congresso torneranno tra oggi e domani dopo la festa ebraica di Rosh Hashanah.
Un bis del voto alla Camera non è in programma prima di giovedì mentre il Senato vota in serata. I due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, il democratico Barack Obama ed il repubblicano John McCain, saranno a Washington per partecipare al voto.
Molti fattori e incognite giocano sulle mosse delle prossime ore in una manovra legislativa legata a doppio filo con la campagna elettorale: i repubblicani potrebbero spingere per sdoganare il piano tra giovedì e venerdì per gettare sabbia negli occhi dell'arbitro (l'elettorato americano) dopo la performance al dibattito della vice di McCain Sarah Palin. Sul fronte della campagna elettorale i rivali McCain e Obama hanno trovato per un giorno voce comune sollecitando Capitol Hill a dare al piano una prova d'appello. Per primo Obama, seguito da McCain, i candidati hanno ripescato una proposta secondo cui il governo dovrebbe assicurare i depositi bancari dei consumatori un quarto di milione di dollari, non 100 mila come è attualmente, e l'iniziativa è stata accolta con favore tra i parlamentari di entrambi i partiti. L'ipotesi è stata avallata dalla richiesta di un incremento temporaneo della stessa Fdic.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















