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Giovedì, 02 Ottobre : 2008 di Mila Onder
+ » Epifani: 'Tavolo con Confindustria esaurito' »
ROMA - Basta veti. Confindustria ha fatto il possibile per venire incontro alle richieste dei sindacati sulla riforma del modello contrattuale e - se la Cgil continuera' con i suoi 'no' - non esclude la possibilita' di un accordo separato solo con Cisl e Uil, come accadde nel luglio del 2002 con il Patto per l'Italia. Dopo settimane di tentativi, inviti ed auspici, Emma Marcegaglia va all'attacco del sindacato di Guglielmo Epifani, che, ancora una volta, ha bocciato senza appello la proposta di riforma messa sul tavolo dagli industriali, non lasciando alcun margine di manovra alla trattativa.
''Valutiamo l'ipotesi di una firma senza la Cgil'', ha scandito il presidente degli imprenditori al termine dell'incontro avuto con i tre segretari generali. Confindustria ha dato prova di ''aperture importanti, apprezzate da Cisl e Uil'', ha modificato alcuni punti della sua proposta di riforma, ha recepito alcune osservazioni dei sindacati, ma la Cgil ha continuato a dirsi contraria, puntando ''al ritorno, inaccettabile, alla scala mobile''. A questo punto, ha precisato, ''non ci facciamo porre veti da nessuno''.
Agli industriali non e' andata giu' la posizione di totale chiusura assunta dal sindacato al termine del direttivo di ieri, prima dell'incontro odierno. E non va giu' che la Cgil non accetti ''alcun tipo di regola'' nella contrattazione. ''Vuole il far west, dove vale tutto e si contratta su tutto a tutti i livelli'', ha sottolineato il leader di Confindustria. Un'accusa respinta pero' immediatamente al mittente: ''siamo noi a voler evitare il far west - ha risposto Epifani - insistendo perche' sia difeso il modello contrattuale universale.
Quanto alla scala mobile, e' una pura invenzione sostenere che vorremmo ripristinarla. Vogliamo pero' evitare che, come prevede la proposta di Confindustria, siano solo i lavoratori a pagare gli effetti dell'inflazione importata''. Il timore della Cgil e' infatti che il lavoratore, gia' colpito dai rincari di benzina e bollette, si veda decurtato lo stipendio proprio della componente energetica: ''cosi' paga due volte''.
''Per noi la trattativa e' finita'', ha annunciato quindi Epifani, precisando pero' allo stesso tempo che ''fino all'ultimo'' la Cgil non si alzera' dal tavolo. Nessuna intenzione dunque di replicare il copione di quattro anni fa, quando allo stesso tavolo di riforma con l'allora presidente di Confindustria Montezemolo rimasero solo Pezzotta e Angeletti.
Lo scontro non e' pero' limitato ai due contendenti seduti su lati opposti del tavolo organizzato nella Foresteria di Confindustria in via Veneto. Dopo la tensione nata sul caso Alitalia, anche i rapporti all'interno del mondo sindacale appaiono tesi: il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, a differenza del collega della Cgil ha parlato di ''punto di svolta''.
''La Cgil non e' l'alfa e l'omega del sindacalismo italiano - ha accusato Bonanni - Ci sono altre organizzazioni che godono di un vasto consenso e lo useranno. Questo e' un momento decisivo, e' stato fatto un passo avanti notevole ed incoraggiante''. Secondo Bonanni, quindi il negoziato ''non ha motivo di allungarsi'' oltre il 10 ottobre, data fissata per il prossimo incontro che, il segretario dell'Ugl, Renata Polverini, gradirebbe fosse allargato anche ad altre forze di rappresentanza.
La data del 10 ottobre comunque per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, potrebbe essere decisiva: ''Confindustria ha risposto abbastanza positivamente alle nostre osservazioni. Per noi la trattativa e' praticamente conclusa'', ha osservato con un certo ottimismo. A spingere per un accordo e' il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il quale ha auspicato un'intesa considerata ''la condizione per prorogare la detassazione delle parti variabili del salario''.
''Valutiamo l'ipotesi di una firma senza la Cgil'', ha scandito il presidente degli imprenditori al termine dell'incontro avuto con i tre segretari generali. Confindustria ha dato prova di ''aperture importanti, apprezzate da Cisl e Uil'', ha modificato alcuni punti della sua proposta di riforma, ha recepito alcune osservazioni dei sindacati, ma la Cgil ha continuato a dirsi contraria, puntando ''al ritorno, inaccettabile, alla scala mobile''. A questo punto, ha precisato, ''non ci facciamo porre veti da nessuno''.
Agli industriali non e' andata giu' la posizione di totale chiusura assunta dal sindacato al termine del direttivo di ieri, prima dell'incontro odierno. E non va giu' che la Cgil non accetti ''alcun tipo di regola'' nella contrattazione. ''Vuole il far west, dove vale tutto e si contratta su tutto a tutti i livelli'', ha sottolineato il leader di Confindustria. Un'accusa respinta pero' immediatamente al mittente: ''siamo noi a voler evitare il far west - ha risposto Epifani - insistendo perche' sia difeso il modello contrattuale universale.
Quanto alla scala mobile, e' una pura invenzione sostenere che vorremmo ripristinarla. Vogliamo pero' evitare che, come prevede la proposta di Confindustria, siano solo i lavoratori a pagare gli effetti dell'inflazione importata''. Il timore della Cgil e' infatti che il lavoratore, gia' colpito dai rincari di benzina e bollette, si veda decurtato lo stipendio proprio della componente energetica: ''cosi' paga due volte''.
''Per noi la trattativa e' finita'', ha annunciato quindi Epifani, precisando pero' allo stesso tempo che ''fino all'ultimo'' la Cgil non si alzera' dal tavolo. Nessuna intenzione dunque di replicare il copione di quattro anni fa, quando allo stesso tavolo di riforma con l'allora presidente di Confindustria Montezemolo rimasero solo Pezzotta e Angeletti.
Lo scontro non e' pero' limitato ai due contendenti seduti su lati opposti del tavolo organizzato nella Foresteria di Confindustria in via Veneto. Dopo la tensione nata sul caso Alitalia, anche i rapporti all'interno del mondo sindacale appaiono tesi: il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, a differenza del collega della Cgil ha parlato di ''punto di svolta''.
''La Cgil non e' l'alfa e l'omega del sindacalismo italiano - ha accusato Bonanni - Ci sono altre organizzazioni che godono di un vasto consenso e lo useranno. Questo e' un momento decisivo, e' stato fatto un passo avanti notevole ed incoraggiante''. Secondo Bonanni, quindi il negoziato ''non ha motivo di allungarsi'' oltre il 10 ottobre, data fissata per il prossimo incontro che, il segretario dell'Ugl, Renata Polverini, gradirebbe fosse allargato anche ad altre forze di rappresentanza.
La data del 10 ottobre comunque per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, potrebbe essere decisiva: ''Confindustria ha risposto abbastanza positivamente alle nostre osservazioni. Per noi la trattativa e' praticamente conclusa'', ha osservato con un certo ottimismo. A spingere per un accordo e' il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il quale ha auspicato un'intesa considerata ''la condizione per prorogare la detassazione delle parti variabili del salario''.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















