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Venerdì, 03 Ottobre : 2008
ZURIGO - Il Milan vince a Zurigo e ottiene entrambi gli obiettivi della serata: passare il turno e far tornare il sorriso ad Andriy Shevchenko con un gol. L'ucraino segna la sua prima rete stagionale al 25' della ripresa e viene festeggiato da tutti i suoi compagni come se avesse sbloccato il risultato di una partita ben piu' importante di quella giocata stasera. Ma era dall'aprile del 2006 (Milan-Lione 3-1) che non riusciva a sbloccarsi da quota 173 reti in maglia rossonera e adesso si puo' dire che la sua seconda avventura al Milan e' veramente iniziata.
E' molto piu' che semplice la serata dei rossoneri che accedono alla fase a gironi di una coppa che non e' obiettivo primario della stagione, ma che comunque il Milan ha intenzione di giocare fino in fondo, anche perche' manca nella sua bacheca. E Ancelotti puo' essere soddisfatto della risposta dei suoi che non snobbano la partita e ottengono la quinta vittoria consecutiva, dopo le prime due brutte sconfitte della stagione. Con il passaggio del turno ipotecato dal risultato dell'andata, la partita di Zurigo doveva servire soprattutto per far segnare Andriy Shevchenko, schierato dal 1' assieme a Ronaldinho e Seedorf. L'ucraino all'inizio sembra confermare il suo momento negativo sotto porta e, dopo poco piu' di 2', si divora un'occasione colossale, sprecando un grande assist di Seedorf con un tiro addosso al portiere. Il Milan controlla senza problemi una partita che conferma la pochezza degli svizzeri che, anche in casa, non cambiano volto e non riescono praticamente mai a creare un'azione decente in attacco. L'unico pericolo per Dida arriva al 20' con un tiro di Tico rimpallato dalle parti di Hassli che pero' calcia alto. Il vero problema per Carlo Ancelotti e' l'infortunio al ginocchio sinistro che al 30' costringe Kaladze a lasciare il posto a Maldini: il georgiano si fa male praticamente da solo e chiede subito il cambio. E' tutto sommato molto tranquilla la serata dei difensori rossoneri, anche perche' a centrocampo Ambrosini e compagni tengono basso il ritmo controllando sempre la partita e, ogni volta che decidono di accellerare, la difesa svizzera va in grande difficolta'. Nel finale di tempo, due azioni praticamente in fotocopia portano i rossoneri davvero vicini al vantaggio ma l'esterno di Seedorf finisce di poco a lato e poi Stucki riesce a togliere il pallone dai piedi di Ambrosini pronto a mettere in rete un cross di Ronaldinho.
Nella ripresa lo Zurigo cerca di alzare un po' il ritmo ma i risultati in termini di pericolosita' offensiva non cambiano. Seedorf rimane padrone assoluto della gara, confermandosi tra i piu' in forma del Milan, ed e' ancora dai suoi piedi che parte un'altra azione pericolosa conclusa con tiro fuori misura di Emerson. Ancelotti inserisce Kaka' al posto di Ambrosini rendendo ancora piu' offensiva la sua formazione e finalmente arriva il gol di Shevchenko: al 25' l'assist di Ronaldinho e' troppo bello per essere sprecato e questa volta il pallone finisce tra le gambe del portiere ed entra. Fine del digiuno e inizio della sua seconda carriera rossonera.
LISBONA - Il Napoli esce dalla coppa Uefa al primo turno. Passa il Benfica che si aggiudica la partita di ritorno per2-0,dopo aver perso quindici giorni fa quella dell'andata al San Paolo per 3-2. E' una sconfitta molto meno netta di quanto non dica il punteggio finale quella rimediata dagli azzurri nello stadio Da Luz di Lisbona. E comunque una partita persa non puo' cancellare tutto cio' di buono che e' stato fatto fino ad ora dalla squadra e dalla societa' partenopea. Il sognoeuropeo era stato inizialmente solo accarezzato, poi, dopo le vittorie nel torneo Intertoto con il Panionios e nel turno preliminare di Uefa con gli albanesi del Vllaznia, quel sognoera diventato relta'. Quattordici anni dopo la sua ultima apparizione in una competizione internazionale il Napoli si era riaffacciato sul palcoscenico internazionale. La sorte, bisogna ammetterlo, dopo aver inizialmente girato nel verso giusto, non era stata benigna con gli azzurri in occasione del sorteggio per il primo turno della coppa Uefa, mettendo loro di fronte una grande e storica realta' del calcio, il Benfica.
Il Napoli, quindi, esce con onore da questa avventura e si dedichera' da ora in poi al campionato, che vede la squadra di Reja lanciatissima al secondo posto in classifica, ed alla coppa Italia. Nel primo tempo il Napoli si lascia schiacciare nella propria meta' campo dal Benfica, anche se alla fine sono proprio gli azzurri a costruire le migliori occasioni da rete. Lavezzi due volte (colpo di testa respinto dal portiere in uscita e rovesciata che sfiora il montante di Quim) ed in chiusura Cannavaro, che colpisce il palo di testa su traversone di Gargano da calcio piazzato, fanno gridare al gol. La squadra di Reja appare pero' intimorita e lascia troppo l'iniziativa del gioco agli avversari, soprattutto sulle fasce. Vitale da un lato e Maggio dall'altro sono troppo passivi ed i loro rispettivi avversari, Amorim e Reyes, prendono troppo il sopravvento. In questo frangente difficile e sofferto il piu' sicuro appare Gianello. Il portiere non e' chiamato a fare miracoli ma e' sempre convinto e sereno tanto da lasciarsi ripetutamente beccare dal pubblico del Da Luz senza batter ciglio. Se il Napoli riuscisse a gestire meglio il pallone sulle ripartenze, con Zalayeta e Hamsik, il cui contributo non e' mai determinante, la sofferenza in campo sarebbe certamente minore. Gli azzurri sono sicuramente anche condizionati da le ammonizioni, comminate con un po' troppa severita' dall'arbitro tedesco Stark, a Cannavaro e Vitale. Ne' l'arbitro ne' i suoi collaboratori si avvedono invece di una gomitata in faccia di Nuno Gomes a Contini che suscita a lungo le proteste dei napoletani.
La ripresa ricalca sostanzialmente il primo tempo. Il Benfica preme con vigore sempre maggiore, sospinto dallo scatenato pubblico del suo stadio nel quale hanno trovato posto anche circa 1.500 tifosi napoletani. Il rammarico maggiore per gli azzurri e' che il gol di Reyes, quello che sblocca la partita, arriva al termine di una azione contestata dai napoletani per un fallo a centrocampo su Lavezzi. Una volta in svantaggio, i partenopei non sono piu' in grado di riprendere in mano il filo spezzato dell'incontro. Reja le tenta tutte con le sostituzioni. Entra anche il giovane Russotto per Lavezzi che non gradisce e manda a quel paese l'allenatore. Ma e' il Benfica che insiste e che trova nel finale anche il raddoppio. La partita si chiude in una bolgia infernale. Al Napoli restano solo i rimpianti.
KAUNAS - Dopo aver ipotecato l'accesso alla fase dei gironi di Uefa grazie al sonoro 5 a 0 dell'andata, la Sampdoria va a vincere anche in Lituania, ribaltando il punteggio del primo tempo ed eliminando il Kaunas. La nota piu' lieta della giornata, oltre ovviamente alla vittoria, comunque quasi inutile, e' il ritorno in campo di Claudio Bellucci, assente da cinque mesi per un grave infortunio al tendine d'Achille. L'attaccante blucerchiato, gettato nella mischia da Mazzarri al 18' della ripresa, si e' mosso con discreta disinvoltura, trasformando d'incanto il gioco della sua squadra. Vero e' che a quel punto il punteggio era gia' stato fissato, grazie alle reti messe a segno da Fornaroli e Bonazzoli, e che il Kaunas non aveva piu' nulla da chiedere all'incontro, ma l'intelligenza tattica di Bellucci ha permesso di creare buone trame offensive, non concluse per l'imprecisione degli avanti.
La gara e' cominciata malissimo per i genovesi, scesi in campo deconcentrati e forse anche indecisi su come affrontare la partita. Ne ha tratto immediato vantaggio il Kaunas che con piu' lucidita', freschezza atletica e vigore agonistico, si e' riversato minacciosamente dalle parti di Castellazzi (pure lui al rientro dopo infortunio). Il gol del vantaggio dei padroni di casa, giunto su palla da fermo (angolo e deviazione al volo), e' stato comunque la logica evoluzione del gioco lento, confuso e pasticciato degli ospiti. Mazzarri sceglie di lasciare in Italia il suo gioiello Cassano ed in panchina alcuni dei suoi titolari (Pieri, Accardi, Franceschini), chiamando a mostrare le loro doti Bottinelli, Padalino, Dessena e Fornaroli. Sammarco fa le prove tecniche del vice Palombo, che dovra' rimanere fuori oltre un mese per un guaio muscolare. I nuovi sembrano impacciati, timorosi, indecisi, ed i lituani macinano gioco con buona profondita', anche se raramente arrivano alla conclusione. Nella ripresa, probabilmente stimolati da Mazzarri nell'intervallo, i sampdoriani si presentano piu' decisi e concentrati e basta poco per rimettere a posto risultato ed orgoglio. In 13' la pratica viene chiusa e poi rimane il tempo per gli esperimenti. Bellucci cerca di ritrovare confidenza con il ritmo partita, Padalino tenta per due volte senza successo la rete che arrotonderebbe il punteggio ed il Kaunas, proprio allo scadere, sfiora il pareggio con un quasi autogol di un difensore genovese. Resta la vittoria, ma a questa Samp piena di cerotti ora non si puo' chiedere di piu'.
UDINE - L'Udinese passa alla fase a gironi della coppa Uefa alle spese dei tedeschi del Borussia Dortmund, ma ci sono voluti i calci di rigore. La squadra di Klopp, infatti, aveva annullato la sconfitta di Dortmund vincendo per 2-0 al Friuli (un gol per tempo allo scadere) e quindi portandosi sulla parita'. I supplementari, poi, non avevano portato a nulla e quindi tutto e' stato risolto dalla girandola dei rigori. Sono andati a segno Quagliarella, Pepe, Inler e Lukovic, mentre i tedeschi solo con Sahin, Kehl e Valdez. Quindi Udinese avanti. Ma quanta paura e quanta sofferenza! Marino aveva detto alla vigilia di temere le squadre tedesche perche' non mollano mai. Non aveva torto. Cosi' e' stato anche se i gialli di Germania hanno trovato il gol proprio allo scadere del primo e del secondo tempo regolamentari con Hajnal, il migliore in campo. La zona Cesarini ha portato fortuna, ma poi la freddezza dei friulani ha fatto la differenza. Non e' stata la solita Udinese. La squadra di Marino non ha saputo rispondere alla pressione del Borussia. Di Natale, Pepe e Floro Flores non hanno mai punto e non sono mai riusciti a mettere in difficolta' la retroguardia avversaria. I tedeschi, invece, hanno disputato una partita buona (sembravano quasi l'Udinese di Dortmund) e alla fine sono stati premiati. Anche se non abbastanza.
Le squadre partono con le formazioni annunciate. Klopp, che lascia in panchina Valdez, adotta la variante di Hajnal leggermente dietro le punte Kuba e Frei. Marino risponde con il solito modulo tattico e con Floro Flores preferito a Quagliarella. La partita procede su binari abbastanza prevedibili: il Borussia cerca di avanzare, mentre i friulani aspettano nella loro meta' campo. Cosi' non succede granche'. Frei e' il piu' attivo. Impegna Handanovic al 4' e su punizione al 26', ma poi anche lui scompare. L'Udinese - che soffre sulle fasce dove Ferronetti e Pasquale sono sempre in ritardo nelle chiusure - si fa viva verso la fine del tempo. Isla al 38' dalla distanza impegna Weidenfeller che si salva in angolo. Sulla battuta svetta Ferronetti il cui colpo di testa e' respinto sulla linea da Lee. Poi errori da una parte e dall'altra. Proprio allo scadere, pero', la palla arriva a Hajnal decentrato sulla destra. Pasquale lo lascia perdere, lui si accentra e scaglia un sinistro che, forse deviato da Domizzi, batte Handanovic a tempo praticamente scaduto. Nella ripresa l'Udinese e' ancora sotto choc. Al 2' e al 4' Handavovic si supera sulle conclusioni di Kehl. Al 5' Fernandez fischia un furigioco a Frei che aveva concluso a rete. I friulani si ritrovano solo verso la meta' del tempo con Pepe sulla fascia destra e con Di Natale che pero' non riesce ad incidere. Sembra pero' fatta. Ma non e' cosi'. All'ultimo assalto il Borussia raddoppia con Hajnal abile a mettere dentro da pochi passi dopo uno svarione difensivo. Si va ai supplementari con le squadre stanche e lunghe. Non succede nulla. Quagliarella ha due buone occasioni, ma le spreca. I tedeschi si fanno vivi con Sadrijaj. Poi i rigori. Segnano Quagliarella, Pepe, Inler e Lukovic (Domizzi tira alto), per il Borussia, invece, solo Sahin, Kehl e Valdez, mentre Hajnal e Kuba si fanno parare i tiri da Handanovic: 4-3 e l'Udinese passa. Ma per andare avanti in Europa ci vorranno maggiore concentrazione e una maggiore determinazione, come dire che bisogna crescere e maturare ancora
.E' molto piu' che semplice la serata dei rossoneri che accedono alla fase a gironi di una coppa che non e' obiettivo primario della stagione, ma che comunque il Milan ha intenzione di giocare fino in fondo, anche perche' manca nella sua bacheca. E Ancelotti puo' essere soddisfatto della risposta dei suoi che non snobbano la partita e ottengono la quinta vittoria consecutiva, dopo le prime due brutte sconfitte della stagione. Con il passaggio del turno ipotecato dal risultato dell'andata, la partita di Zurigo doveva servire soprattutto per far segnare Andriy Shevchenko, schierato dal 1' assieme a Ronaldinho e Seedorf. L'ucraino all'inizio sembra confermare il suo momento negativo sotto porta e, dopo poco piu' di 2', si divora un'occasione colossale, sprecando un grande assist di Seedorf con un tiro addosso al portiere. Il Milan controlla senza problemi una partita che conferma la pochezza degli svizzeri che, anche in casa, non cambiano volto e non riescono praticamente mai a creare un'azione decente in attacco. L'unico pericolo per Dida arriva al 20' con un tiro di Tico rimpallato dalle parti di Hassli che pero' calcia alto. Il vero problema per Carlo Ancelotti e' l'infortunio al ginocchio sinistro che al 30' costringe Kaladze a lasciare il posto a Maldini: il georgiano si fa male praticamente da solo e chiede subito il cambio. E' tutto sommato molto tranquilla la serata dei difensori rossoneri, anche perche' a centrocampo Ambrosini e compagni tengono basso il ritmo controllando sempre la partita e, ogni volta che decidono di accellerare, la difesa svizzera va in grande difficolta'. Nel finale di tempo, due azioni praticamente in fotocopia portano i rossoneri davvero vicini al vantaggio ma l'esterno di Seedorf finisce di poco a lato e poi Stucki riesce a togliere il pallone dai piedi di Ambrosini pronto a mettere in rete un cross di Ronaldinho.
Nella ripresa lo Zurigo cerca di alzare un po' il ritmo ma i risultati in termini di pericolosita' offensiva non cambiano. Seedorf rimane padrone assoluto della gara, confermandosi tra i piu' in forma del Milan, ed e' ancora dai suoi piedi che parte un'altra azione pericolosa conclusa con tiro fuori misura di Emerson. Ancelotti inserisce Kaka' al posto di Ambrosini rendendo ancora piu' offensiva la sua formazione e finalmente arriva il gol di Shevchenko: al 25' l'assist di Ronaldinho e' troppo bello per essere sprecato e questa volta il pallone finisce tra le gambe del portiere ed entra. Fine del digiuno e inizio della sua seconda carriera rossonera.
LISBONA - Il Napoli esce dalla coppa Uefa al primo turno. Passa il Benfica che si aggiudica la partita di ritorno per2-0,dopo aver perso quindici giorni fa quella dell'andata al San Paolo per 3-2. E' una sconfitta molto meno netta di quanto non dica il punteggio finale quella rimediata dagli azzurri nello stadio Da Luz di Lisbona. E comunque una partita persa non puo' cancellare tutto cio' di buono che e' stato fatto fino ad ora dalla squadra e dalla societa' partenopea. Il sognoeuropeo era stato inizialmente solo accarezzato, poi, dopo le vittorie nel torneo Intertoto con il Panionios e nel turno preliminare di Uefa con gli albanesi del Vllaznia, quel sognoera diventato relta'. Quattordici anni dopo la sua ultima apparizione in una competizione internazionale il Napoli si era riaffacciato sul palcoscenico internazionale. La sorte, bisogna ammetterlo, dopo aver inizialmente girato nel verso giusto, non era stata benigna con gli azzurri in occasione del sorteggio per il primo turno della coppa Uefa, mettendo loro di fronte una grande e storica realta' del calcio, il Benfica.
Il Napoli, quindi, esce con onore da questa avventura e si dedichera' da ora in poi al campionato, che vede la squadra di Reja lanciatissima al secondo posto in classifica, ed alla coppa Italia. Nel primo tempo il Napoli si lascia schiacciare nella propria meta' campo dal Benfica, anche se alla fine sono proprio gli azzurri a costruire le migliori occasioni da rete. Lavezzi due volte (colpo di testa respinto dal portiere in uscita e rovesciata che sfiora il montante di Quim) ed in chiusura Cannavaro, che colpisce il palo di testa su traversone di Gargano da calcio piazzato, fanno gridare al gol. La squadra di Reja appare pero' intimorita e lascia troppo l'iniziativa del gioco agli avversari, soprattutto sulle fasce. Vitale da un lato e Maggio dall'altro sono troppo passivi ed i loro rispettivi avversari, Amorim e Reyes, prendono troppo il sopravvento. In questo frangente difficile e sofferto il piu' sicuro appare Gianello. Il portiere non e' chiamato a fare miracoli ma e' sempre convinto e sereno tanto da lasciarsi ripetutamente beccare dal pubblico del Da Luz senza batter ciglio. Se il Napoli riuscisse a gestire meglio il pallone sulle ripartenze, con Zalayeta e Hamsik, il cui contributo non e' mai determinante, la sofferenza in campo sarebbe certamente minore. Gli azzurri sono sicuramente anche condizionati da le ammonizioni, comminate con un po' troppa severita' dall'arbitro tedesco Stark, a Cannavaro e Vitale. Ne' l'arbitro ne' i suoi collaboratori si avvedono invece di una gomitata in faccia di Nuno Gomes a Contini che suscita a lungo le proteste dei napoletani.
La ripresa ricalca sostanzialmente il primo tempo. Il Benfica preme con vigore sempre maggiore, sospinto dallo scatenato pubblico del suo stadio nel quale hanno trovato posto anche circa 1.500 tifosi napoletani. Il rammarico maggiore per gli azzurri e' che il gol di Reyes, quello che sblocca la partita, arriva al termine di una azione contestata dai napoletani per un fallo a centrocampo su Lavezzi. Una volta in svantaggio, i partenopei non sono piu' in grado di riprendere in mano il filo spezzato dell'incontro. Reja le tenta tutte con le sostituzioni. Entra anche il giovane Russotto per Lavezzi che non gradisce e manda a quel paese l'allenatore. Ma e' il Benfica che insiste e che trova nel finale anche il raddoppio. La partita si chiude in una bolgia infernale. Al Napoli restano solo i rimpianti.
KAUNAS - Dopo aver ipotecato l'accesso alla fase dei gironi di Uefa grazie al sonoro 5 a 0 dell'andata, la Sampdoria va a vincere anche in Lituania, ribaltando il punteggio del primo tempo ed eliminando il Kaunas. La nota piu' lieta della giornata, oltre ovviamente alla vittoria, comunque quasi inutile, e' il ritorno in campo di Claudio Bellucci, assente da cinque mesi per un grave infortunio al tendine d'Achille. L'attaccante blucerchiato, gettato nella mischia da Mazzarri al 18' della ripresa, si e' mosso con discreta disinvoltura, trasformando d'incanto il gioco della sua squadra. Vero e' che a quel punto il punteggio era gia' stato fissato, grazie alle reti messe a segno da Fornaroli e Bonazzoli, e che il Kaunas non aveva piu' nulla da chiedere all'incontro, ma l'intelligenza tattica di Bellucci ha permesso di creare buone trame offensive, non concluse per l'imprecisione degli avanti.
La gara e' cominciata malissimo per i genovesi, scesi in campo deconcentrati e forse anche indecisi su come affrontare la partita. Ne ha tratto immediato vantaggio il Kaunas che con piu' lucidita', freschezza atletica e vigore agonistico, si e' riversato minacciosamente dalle parti di Castellazzi (pure lui al rientro dopo infortunio). Il gol del vantaggio dei padroni di casa, giunto su palla da fermo (angolo e deviazione al volo), e' stato comunque la logica evoluzione del gioco lento, confuso e pasticciato degli ospiti. Mazzarri sceglie di lasciare in Italia il suo gioiello Cassano ed in panchina alcuni dei suoi titolari (Pieri, Accardi, Franceschini), chiamando a mostrare le loro doti Bottinelli, Padalino, Dessena e Fornaroli. Sammarco fa le prove tecniche del vice Palombo, che dovra' rimanere fuori oltre un mese per un guaio muscolare. I nuovi sembrano impacciati, timorosi, indecisi, ed i lituani macinano gioco con buona profondita', anche se raramente arrivano alla conclusione. Nella ripresa, probabilmente stimolati da Mazzarri nell'intervallo, i sampdoriani si presentano piu' decisi e concentrati e basta poco per rimettere a posto risultato ed orgoglio. In 13' la pratica viene chiusa e poi rimane il tempo per gli esperimenti. Bellucci cerca di ritrovare confidenza con il ritmo partita, Padalino tenta per due volte senza successo la rete che arrotonderebbe il punteggio ed il Kaunas, proprio allo scadere, sfiora il pareggio con un quasi autogol di un difensore genovese. Resta la vittoria, ma a questa Samp piena di cerotti ora non si puo' chiedere di piu'.
UDINE - L'Udinese passa alla fase a gironi della coppa Uefa alle spese dei tedeschi del Borussia Dortmund, ma ci sono voluti i calci di rigore. La squadra di Klopp, infatti, aveva annullato la sconfitta di Dortmund vincendo per 2-0 al Friuli (un gol per tempo allo scadere) e quindi portandosi sulla parita'. I supplementari, poi, non avevano portato a nulla e quindi tutto e' stato risolto dalla girandola dei rigori. Sono andati a segno Quagliarella, Pepe, Inler e Lukovic, mentre i tedeschi solo con Sahin, Kehl e Valdez. Quindi Udinese avanti. Ma quanta paura e quanta sofferenza! Marino aveva detto alla vigilia di temere le squadre tedesche perche' non mollano mai. Non aveva torto. Cosi' e' stato anche se i gialli di Germania hanno trovato il gol proprio allo scadere del primo e del secondo tempo regolamentari con Hajnal, il migliore in campo. La zona Cesarini ha portato fortuna, ma poi la freddezza dei friulani ha fatto la differenza. Non e' stata la solita Udinese. La squadra di Marino non ha saputo rispondere alla pressione del Borussia. Di Natale, Pepe e Floro Flores non hanno mai punto e non sono mai riusciti a mettere in difficolta' la retroguardia avversaria. I tedeschi, invece, hanno disputato una partita buona (sembravano quasi l'Udinese di Dortmund) e alla fine sono stati premiati. Anche se non abbastanza.
Le squadre partono con le formazioni annunciate. Klopp, che lascia in panchina Valdez, adotta la variante di Hajnal leggermente dietro le punte Kuba e Frei. Marino risponde con il solito modulo tattico e con Floro Flores preferito a Quagliarella. La partita procede su binari abbastanza prevedibili: il Borussia cerca di avanzare, mentre i friulani aspettano nella loro meta' campo. Cosi' non succede granche'. Frei e' il piu' attivo. Impegna Handanovic al 4' e su punizione al 26', ma poi anche lui scompare. L'Udinese - che soffre sulle fasce dove Ferronetti e Pasquale sono sempre in ritardo nelle chiusure - si fa viva verso la fine del tempo. Isla al 38' dalla distanza impegna Weidenfeller che si salva in angolo. Sulla battuta svetta Ferronetti il cui colpo di testa e' respinto sulla linea da Lee. Poi errori da una parte e dall'altra. Proprio allo scadere, pero', la palla arriva a Hajnal decentrato sulla destra. Pasquale lo lascia perdere, lui si accentra e scaglia un sinistro che, forse deviato da Domizzi, batte Handanovic a tempo praticamente scaduto. Nella ripresa l'Udinese e' ancora sotto choc. Al 2' e al 4' Handavovic si supera sulle conclusioni di Kehl. Al 5' Fernandez fischia un furigioco a Frei che aveva concluso a rete. I friulani si ritrovano solo verso la meta' del tempo con Pepe sulla fascia destra e con Di Natale che pero' non riesce ad incidere. Sembra pero' fatta. Ma non e' cosi'. All'ultimo assalto il Borussia raddoppia con Hajnal abile a mettere dentro da pochi passi dopo uno svarione difensivo. Si va ai supplementari con le squadre stanche e lunghe. Non succede nulla. Quagliarella ha due buone occasioni, ma le spreca. I tedeschi si fanno vivi con Sadrijaj. Poi i rigori. Segnano Quagliarella, Pepe, Inler e Lukovic (Domizzi tira alto), per il Borussia, invece, solo Sahin, Kehl e Valdez, mentre Hajnal e Kuba si fanno parare i tiri da Handanovic: 4-3 e l'Udinese passa. Ma per andare avanti in Europa ci vorranno maggiore concentrazione e una maggiore determinazione, come dire che bisogna crescere e maturare ancora
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















