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Crisi mutui, Euribor record a 5,34%
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Sabato, 04 Ottobre : 2008 La Stampa

MERCATI E FINANZA

Crisi mutui,
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Euribor record a 5,34%


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In un anno il tasso a tre mesi è salito dal 4,775% al 5,339%
Berlusconi: «La situazione da noi è assolutamente sotto controllo».
Il Financial Time: «L'Italia tiene»


ROMA - Il tasso Euribor a tre mesi, quello cioè che le banche pagano per avere prestiti in euro e che funge da guida per le variazioni delle rate dei mutui, è volato stamani al nuovo record del 5,34% dal 5,33% di ieri. Si tratta del livello più alto dal 1994. Anche il tasso a un mese è al record, al 5,13% (un punto base in più rispetto a ieri), secondo le stime della European Banking Federation. Le banche continuano a trattenere liquidità, non fidandosi di prestarsela reciprocamente sui mercati interbancari, e i fondi comuni sono dirottati sui titoli di Stato: il risultato è un rialzo dei tassi di mercato.

Oggi il differenziale fra i tassi di mercato e i rendimenti dei titoli di Stato Usa è balzato a 354 punti, contro i 39 punti della prima metà del 2007 (dati Bloomberg). Ed è record anche per lo spread Libor-OIS, che misura la scarsità di liquidità per le banche.

Intanto, sul fronte italiano, il premier Silvio Berlusconi, parlando durante la riunione del Consiglio dei ministri, non ha nascosto «preoccupazione» per la situazione «molto difficile dei mercati internazionali», ma ha sottolineato che la situazione Italia è «sotto controllo».

Il quotidiano economico "Financial Times" si sofferma sulla crisi bancaria che ha recentemente travolto l’ Europa. Il giornale della City afferma che nel corso degli ultimi anni il sistema bancario in Italia è cambiato drasticamentè con l’ emergere di due grandi istituti come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Ma, sottolinea, «piccoli istituti e sistemi locali continuano ad essere fondamentali». Il quotidiano riporta che, stando alle affermazioni degli analisti, ciò che distingue il sistema bancario italiano da quello di altri paesi è che il livello dei prestiti alle famiglie è più basso che negli altri paesi europei. Inoltre, il rapporto fra ipoteche e prodotto interno lordo è solo del 40 per cento circa, significativamente meno che in Spagna e nel Regno Unito. Il Financial Times riporta quanto affermato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per rassicurare gli italiani. Berlusconi ha assicurato che gli italiani «non perderanno neppure un euro» a causa della crisi e che «le banche italiane, nel corso degli ultimi anni, hanno agito più responsabilmente di altre banche estere».

La Bce: "Europa a rischio inflazione"
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Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet

    
A lanciare l'allarme è stato Jean Claude Trichet che ha parlato di una situazione senza precedenti dalla seconda Guerra mondiale

FRANCOFORTE - Quanto si sta verificando «sono eventi senza precedenti dalla seconda guerra mondiale». Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, parlando a France 24 aggiungendo che c’è «un livello di incertezza assolutamente eccezionale». Ad ogni modo, ha proseguito Trichet, si vedono segnali nell’economia reale che riducono i rischi futuri sull’inflazione. Le condizioni senza precedenti che si stanno verificando «richiedono delle risposte all’altezza della situazione» da parte di tutti, ha continuato il presidente della Bce durante l’intervista, precisando di riferirsi «al settore privato e a tutti gli attori pubblici, compresi i governi».

Pur ammettendo che si vedono dei fattori che fanno diminuire i rischi futuri sull’inflazione, Trichet ha affermato che comunque questi «non sono stati eliminati». Inoltre, riguardo alla decisione di oggi della Bce di lasciare invariato il costo del denaro, il presidente dell’istituto centrale europeo ha detto che «nessuno si aspettava un taglio dei tassi di interesse per oggi», sottolineando che non era quanto attendevano «gli investitori, i risparmiatori e i banchieri». Infatti, per Trichet, «noi siamo qua per dare fiducia ai nostri concittadini. La prima preoccupazione è il livello dell’inflazione» e secondo il presidente della Bce lo è anche per i mercati che vogliono «contare sulla stabilità dei prezzi». Infine, ha detto Trichet, c’è bisogno di «rivedere tutti gli elementi del sistema finanziario mondiale» perchè «è necessario che questo non si ripeta».

  





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