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Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
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Messaggio INGLESE UCCISA:DOMANI RAFFAELE E AMANDA INSIEME IN AULA 
 

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Giovedì, 25 Settembre : 2008

INGLESE UCCISA:
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DOMANI RAFFAELE E AMANDA INSIEME IN AULA


PERUGIA - Nelle immagini tv e nelle foto dei giorni immediatamente successivi all'omicidio di Meredith Kercher Raffaele Sollecito e la sua fidanzata Amanda Knox compaiono quasi sempre insieme. Separati dal carcere dopo essere stati arrestati il 6 novembre scorso dalla polizia per il delitto della studentessa inglese si ritroveranno domani insieme per la prima volta.

Davanti al gup di Perugia, nell'aula nella quale si svolge l'udienza preliminare a loro carico. Sollecito e la Knox hanno sempre respinto ogni addebito per la morte della giovane inglese, ma i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi ne hanno chiesto il rinvio a giudizio insieme a Rudy Guede. Secondo i magistrati sono infatti loro i responsabili dell'omicidio. La studentessa di Seattle e l'ingegnere pugliese hanno scelto di seguire il normale iter dell'udienza preliminare mentre l'ivoriano ha ottenuto di essere processato con il rito abbreviato. Tutti hanno comunicato ai loro difensori che domani saranno in aula.

Dalla mattina in cui vennero arrestati dalla polizia, Raffaele e Amanda non si sono più incontrati e tra loro ci sarebbero stati in questi mesi solo degli sporadici contatti. Detenuti in due strutture diverse, a Perugia lei, a Terni lui, e tenuti rigorosamente lontano l'uno dall'altra in occasione delle udienze del tribunale del riesame. Assente all'inizio dell'udienza preliminare Sollecito ("per evitare l'assedio mediatico" hanno spiegato i suoi difensori). In aula venerdì scorso si è invece presentata la Knox, insieme a Guede (che ha accusato i due di essere stati presenti nella casa del delitto quando Mez venne uccisa). Visibilmente cambiata nell'aspetto, forse dimagrita, la giovane statunitense è stata vista canticchiare in occasione delle pause dell'udienza. Nell'ultima visita in carcere Sollecito è apparso provato dalla detenzione ai suoi difensori, gli avvocati Giulia Bongiorno, Luca Maori e Marco Brusco.

Dalla sua cella, comunque, il 9 luglio scorso Raffaele aveva fatto pervenire un mazzo di fiori , degli Anthurium, alla Knox che quel giorno ha compiuto 21 anni. "Buon compleanno" aveva scritto sul biglietto di accompagnamento. Sempre in carcere, dove frequenta la palestra e gioca a calcetto, il ventiquattrenne di Giovinazzo è riuscito a laurearsi in informatica. Studiava italiano a Perugia da pochi mesi invece Amanda Marie Knox quando venne coinvolta nell'inchiesta sull'omicidio Kercher. Viveva nell'appartamento di via della Pergola teatro dell'omicidio insieme a Mez e a due coinquiline italiane. Ora nel carcere di Perugia frequenta un corso di chitarra e secondo il parroco della sezione femminile dimostra "una tensione interiore per crescere". Riceve regolarmente le visite dei genitori che pur di rimanerle accanto si sono praticamente trasferiti a Perugia dagli Usa. Domani Amanda sarà di nuovo insieme Raffaele con il quale continua a proclamarsi estraneo all'omicidio. Quella notte - hanno sostenuto - erano a casa dello studente pugliese per vedere il al computer "Il favoloso mondo di Amelie".

  





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Messaggio Meredith,"il video non prova nulla" 
 

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Giovedì, 25 Settembre : 2008 TGcom

Meredith,
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"il video non prova nulla"
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Legale Guede:abbiamo prove d'innocenza

"Non si vede niente, si vedono dei puntini e basta, questo video non prova nulla". Queste le parole dell'avvocato Nicodemo Gentile, difensore di Rudy Guede, riguardo al video ripreso dalle telecamere in un parcheggio e mostrato da Studio Aperto. "Non c'è nessun cambiamento della linea difensiva - dice il legale a Tgcom - questo video non fa parte dell'indagine, al processo mostreremo le nostre prove d'innocenza".

Dalle immagini mostrate dal tg di Italia Uno sembra che Mez e Rudy stessero tornando a casa verse le ore 20.53 del primo novembre 2007.

"Non prendiamo posizione su un video di cui non si conosce l'origine e che non è stato portato da un pm. Il video per noi è come se non esistesse. Non ci possiamo difendere da quello che dice una tv", ribadisce l'avvocato Gentile. "Noi non prendiamo posizione. Attualmente questo filmato non ha dignità processuale e non è stato mai contestato".

Dal video si vede chiaramente che all'esterno del parcheggio non piove. Questo manderebbe in contraddizione la testimonianza del cittadino albanese Hekuran Kokomani: il teste ha infatti detto di avere visto insieme dopo il delitto Rudy, Raffaele e Amanda. L'uomo ha detto anche di ricordare perfettamente che quella notte pioveva a dirotto.

"Se il video avrà dignità dell'indagine sarà utilizzato per far vedere che le dichiarazioni di Kokomani non sono veritiere. Noi ci difendiamo da quello che è nel processo. Se le immagini entreranno nel giudizio il fatto che non pioveva dà ragione a noi", aggiunge il difensore di Guede.

E sul fatto che il video nei prossimi giorni potrebbe venire preso seriamente in considerazione dai giudici, il legale è lapidario: "Bisognerà verificare l'ora, il dove, il come e il quando questo filmato è stato girato. Ma al momento non possiamo esprimerci su niente".

  





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Messaggio Amanda, Raffaele e Rudy in aula Occhi puntati sul testimone 
 

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Venerdì, 26 Settembre : 2008 Quotidiano.net

Amanda, Raffaele e Rudy in aula
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Occhi puntati sul testimone


raffaele sollecito al processo per la morte di meredith

Seconda udienza preliminare per l'omicidio di Meredith Kercher: tutti e tre gli indagati davanti al gup Paolo Micheli. Attesa per la testimonianza di un albanese che accusa i tre ragazzi


Perugia, 26 settembre 2008 - E' iniziata la seconda udienza preliminare per il caso dell'uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher, davanti al Gup Paolo Micheli. Presenti tutti e tre gli imputati: Amanda Knox, Rudy Guede e Raffaele Sollecito.

Quest'ultimo ha deciso, rispetto alla prima udienza, di essere presente. L'obiettivo di Raffaele Sollecito è quello, secondo gli avvocati, di guardare negli occhi "chi lo sta calunniando ripetutamente". Il giovane studente pugliese è apparso molto provato dai quasi 10 mesi passati in carcere. Molto dimagrito, capelli castani lunghissimi, abbigliamento comunque molto curato e ricercato, indossa una giacca chiara, una camicia bianca e dei jeans.

Questa mattina però i riflettori non sono puntati sui tre indagati ma sul testimone, o presunto tale, un albanese, che sarà chiamato a riferire al Gup Paolo Micheli il suo incontro con i tre indagati la notte dell'omicidio di Meredith Kercher. I pool difensivi di Amanda, Rudy e Raffaele, hanno già dichiarato di essere pronti "a smontare quella ricostruzione lacunosa e più volte cambiata in corsa".

Il testimone chiave "o presunto tale", che la notte dell'omicidio di Meredith Kercher avrebbe visto i tre indagati insieme vicino alla casa degli orrori, si è regolarmente presentato davanti al Gup Paolo Micheli. Si chiude così il giallo sulla sua presenza in aula dove era prevista la sua testimonianza. Il testimone albanese sarebbe già ricostruendo della notte del primo novembre attraverso le domande dei Pm Mignini e Comodi. La sua testimonianza, seppur lacunosa e cambiata più volte in corso d'opera, è considerata dalla Procura importante per collegare all'omicidio i tre giovani indagati. Un punto chiave, dato che Raffaele, Amanda e Rudy hanno sempre dichiarato di non conoscersi e di non essersi mai frequentati.

In Aula saranno ascoltate anche altre due persone: una professoressa di Rudy Guede e il figlio. Scopo del Pm è quello di delineare un profilo psicologico del ragazzo italo-ivoriano. Guede ha vissuto per un periodo della sua vita in casa dei due testimoni in questione.

  





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Messaggio Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo 
 

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Sabato, 27 Settembre : 2008 La Repubblica

Terza udienza nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher un anno fa a Perugia
Corsa contro il tempo per evitare la scarcerazione di Raffaele e Amanda per decorrenza termini


Mez, il video incastra il testimone
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"Duemila euro per parlare"


Raffalele Sollecito entra in aula

PERUGIA - Terzo atto del processo per l'omicidio di Meredith. Amanda e Raffaele tornano a sorridersi. Nell'aula sfilano due testimoni. Poi il giudice interrompe l'udienza. Un legale della difesa ha dimostrato con un video che il conoscente di Rudy Guede chiamato a testimoniare quanto il giovane africano fosse violento con le donne, ha preso duemila euro per vendere la sua intervista ad un giornale e ad una tv. "Influisce sulla genuinità della testimonianza", hanno commentato gli avvocati dell'ivoriano. Il giudice ha rinviato gli atti alla procura per valutare se nel comportamento del testimone si ravvisa l'ipotesi di falsa testimonianza.

Prossima udienza il 4 ottobre, il giudice ha fretta di concludere entro il 24 ottobre il processo contro Rudy Guede e decidere il rinvio a giudizio di Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Oltre quella data, il rischio di dover liberare gli ex amanti di Perugia per decorrenza dei termini di custodia cautelare diverrà quanto mai concreto.

LE IMMAGINI: OGGI - IERI

Il primo ad arrivare nell'aula del gup di Perugia è stato stamane il giovane pugliese, con un maglioncino Lacoste blu, dal quale spuntava un collo di camicia verde al posto della giacca bianca di ieri. Poi la Kercher, anche lei in maglione ma multicolore e con i capelli raccolti a formare una coda. I due si sono sorrisi in maniera apparentemente distesa.

Seduti a tavoli posti su file diverse, accanto ai loro avvocati, i due ex fidanzati hanno seguito l'udienza vicino a Rudy Guede - giunto in aula per la prima volta senza manette - con il quale però si sono ignorati. A deporre sono stati chiamati Stefano Bonassi, l'inquilino del piano sottostante l'appartamento dove il primo novembre dell'anno scorso fu uccisa la studentessa inglese, e il somalo Abuker Barro, detto Momi, che doveva descrivere il carattere violento dell'imputato.

Il primo teste avrebbe dovuto svelare che Rudy era infatuato di Meredith ma si è limitato a dire di aver ascoltato da amici comuni che l'amico aveva solamente definito Mez "una bella ragazza". Le dichiarazioni del secondo giovane sono state interrotte dopo che la difesa ha mostrato una videocassetta che mostra il somalo mentre vende la sua intervista prima di essere ascoltato in tribunale.

Resta nell'aula l'eco delle dichiarazioni rese ieri dall'amico albanese degli studenti, atteso come supertestimone dell'accusa ma uscito di scena dopo una dichiarazione alquanto lacunosa. Aveva detto di aver visto davanti alla villetta di Meredith gli ex fidanzati che invece hanno sempre giurato di essere stati altrove quella notte. Ma davanti all'incalzare delle domande del giudice, ieri ha ammesso di non ricordare "se fosse il 31 ottobre o il 1 novembre".

  





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Messaggio Il teste dell'accusa si rimangia tutto 
 

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Domenica, 28 Settembre : 2008  ALESSANDRA CRISTOFANI, La Stampa

IL GIALLO DI PERUGIA - COLPO DI SCENA ALLA TERZA UDIENZA

Il teste dell'accusa si rimangia tutto
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Non confermate le dichiarazioni contro Rudy. Ancora sorrisi tra Amanda Knox e Raffaele Sollecito

PERUGIA - Il testimone ritratta, o almeno non conferma, e poi contratta. Gli bastano 2.000 euro per spiattellare la sua verità su Rudy Hermann Guede, l’amico ivoriano accusato del delitto di Meredith, e cucirgli addosso l’abito del bugiardo e del violento, di uno che si spara alcol e droga e poi perde il lume della ragione, soprattutto con le donne. L’uomo dell’accusa, il somalo Abuker Barro, detto «Momo», si rimangia tutto. Le deposizioni dell’11 dicembre non le conferma. Non punta più il dito contro l’ex amico. Parla per sentito dire, riportando dichiarazioni di terza e quarta mano. Ora, di fronte al giudice, non è nemmeno più così sicuro che Rudy si facesse di droga.

Ad interrompere la deposizione, l’avvocato Walter Biscotti, legale dell’ex cestista ivoriano, che tira fuori dalla borsa la videocassetta che ritrae Momo mentre tenta di vendere la sua testimonianza alla redazione di «Studio Aperto». Punta dritto ai denari, Momo. Duemila euro per l’anteprima della sua testimonianza. Ma la negoziazione fallisce. E allora ci riprova. Invia un sms e afferma d’essere disposto a ritirare una misteriosa denuncia contro un giornalista, reo, a suo dire, d’avergli estorto delle dichiarazioni. Ci vogliono, ancora una volta, duemila euro. L’avvocato Biscotti non ha nemmeno bisogno del contro-esame del testimone. Per il gup Paolo Micheli ce n’è abbastanza per sospendere l’udienza, acquisire tutto, videocassetta e sms, e rinviare gli atti al pm. Il testimone rischia di essere indagato per falsa testimonianza. Per l’accusa è un brutto colpo. È evidente, infatti, che le dichiarazioni di Momo, qualora venisse incriminato, diverrebbero inservibili.

Si chiude dunque con un colpo di scena la terza udienza del processo contro Amanda, Raffaele (che ieri si sono scambiati altri sorrisi) e Rudy. «Un boomerang», aveva detto venerdì, al termine dell’udienza, l’avvocato Giulia Buongiorno, legale di Raffaele, alludendo alla testimonianza lacunosa e contraddittoria del super-testimone Hekuran Kokomani. Ieri non è andata meglio. La deposizione di Momo, citato dai pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi, si è rivelata utile, sì, ma non all’accusa. Il suo maldestro tentativo di combinare l’affare con la tv ha inguaiato lui e demolito, a picconate, una parte dell’impianto accusatorio. Il primo a entrare in aula, è stato Stefano Bonassi, l’inquilino del piano di sotto della villetta gialla di viale Sant’Antonio, dove vivevano Meredith e Amanda. Ha parlato per un’ora, ha detto che Rudy si era invaghito di Amanda e che nella villetta dell’orrore, la sera del delitto, c’era andato per incontrare lei, l’americanina di Seattle. «Me gusta», sembra avesse detto l’ivoriano. Prossima udienza, il 4 ottobre. È una corsa contro il tempo. Il 24 scadono i termini di custodia cautelare e gli ex fidanzati potrebbero essere scarcerati.

  





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Messaggio Omicidio Mez, la difesa attacca sul Dna la polizia: "Ne 
 
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Domenica 05 Ottobre : 2008 inviato MEO PONTE

In aula la genetista della scientifica respinge l'assalto del legale di Sollecito
Le tracce sul gancetto del reggiseno: "Ci siamo cambiati pinze e guanti"

Omicidio Mez, la difesa attacca sul Dna
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la polizia: "Nessuna contaminazione"


Il reggiseno al centro del processo

PERUGIA - La polizia scientifica non ha dubbi: le tracce rilevate sulla scena del crimine inchiodano irrimediabilmente Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede all'uccisione di Meredith Kercher. E i consulenti medico-legali delle difese dei tre imputati non riescono a incrinare il quadro accusatorio. Ieri il confronto in aula davanti al gup Paolo Micheli si trasforma in un boomerang per gli avvocati di Raffaele Sollecito che lo avevano fortissimamente voluto convinti di poter screditare la metodologia usata per i rilevamenti sulla scena del delitto.

Merito di Patrizia Stefanoni, 40 anni, laurea in Scienze Biologiche e già ricercatrice in genetica, dal 2000 in polizia e ora direttore tecnico-biologo della Sezione Genetica-Forense della Scientifica di Roma che riesce a respingere con decisione le osservazioni dei consulenti scientifici della difesa. E merito soprattutto del gup Paolo Micheli che conduce con mano ferma una delle udienze più delicate della vicenda giudiziaria del delitto di Perugia. Al centro del confronto c'erano soprattutto due prove biologiche: il dna di Raffaele Sollecito scoperto sul gancetto del reggiseno di Meredith e il profilo genetico della studentessa inglese rilevato sul coltello sequestrato nella cucina dello studente di Giovinazzo. Il gancetto ha una strana storia: scoperto il 3 novembre sotto il cadavere di Mez è stato repertato il 18 dicembre dopo essere stato trovato accanto alla scrivania della giovane.

Il professor Vincenzo Pascali, consulente degli avvocati di Sollecito, Luca Maori e Giulia Bongiorno, ha tentato di confutare le conclusioni della Stefanoni, criticando il metodo di analisi del reperto (a suo parere la polizia scientifica nell'esame non ha dato peso ai cosiddetti "balbettamenti", picchi minori dei profili genetici la cui valutazione avrebbe potuto portare a conclusioni diverse) e ventilando la possibilità di una contaminazione. Patrizia Stefanoni che nel dicembre 2004 ha fatto parte della Disaster Victims Investigation a cui era stato affidato il riconoscimento delle vittime dello Tsunami, però ha ribattuto con decisione: "Abbiamo cambiato ogni volta pinze e guanti. La contaminazione è esclusa".

Per quanto riguarda il repertamento tardivo del gancetto ha tagliato corto: "Lo abbiamo repertato quando ci siamo accorti che mancava una parte dell'indumento". Più in difficoltà la giovane poliziotta è sembrata essere sulla traccia scoperta sul coltello, ammettendo di aver potuto effettuare una sola analisi (per l'esiguità del materiale) e di non aver potuto stabilire se si trattasse di sangue.

Per i consulenti di Amanda Knox, il professor Carlo Torre e la biologa Sara Gino, l'esperimento avrebbe dovuto essere effettuato almeno una seconda volta. Meno gravi per gli imputati le tracce rivelate nei bagni. I profili genetici di Amanda e Meredith trovati nel lavabo, nella scatola di cotton fioc non possono essere datati e quindi potrebbero non essere contemporanei. Raffaele, Amanda e Rudy hanno assistito impassibili alla discussione su ferrogrammi e alleni. L'udienza si è conclusa in serata. Si riprende il 18 con la requisitoria dei pubblici ministeri.

  





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Sabato, 18 Ottobre : 2008

Meredith, si scoprono carte dell'accusa:
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oggi la requisitoria pm


Mignini e Comodi punteranno tutto sulle impronte

Roma,. (Apcom) - Dopo i testimoni e i periti, per il caso Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia la notte dell'1 novembre 2007, è giunto il tempo delle requisitorie. A Palazzo di giustizia di Perugia oggi si apre un'altra udienza del processo e alle 10 i Pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi metteranno le carte dell'accusa sul tavolo del Gup Paolo Micheli. Una requisitoria che vale sia per il rito abbreviato di Rudy Guede che per la decisione di rinviare a giudizio, o meno, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ovvero i tre imputati. Mignini e Comodi andranno avanti per due udienze: quella di oggi e quella di lunedì 20 ottobre. Appare scontata da parte dei magistrati sia la richiesta di condanna di Rudy Guede - considerato complice degli altri due imputati - che il rinvio a giudizio per gli ex fidanzatini Amanda e Raffaele. La loro colpevolezza per l'accusa di Mignini e Comodi passa per le impronte trovate sul coltello considerato l'arma del delitto, per quelle trovate nella camera di Meredith e anche in altri luoghi strategici della casa di via della Pergola, il luogo del delitto. Impronte e materiali organici che per il perito della Procura sono rilevanti e non sono frutto di un contagio da laboratorio. Questa dovrebbe essere la chiave dell'accusa dopo che i due testimoni chiave sono apparsi poco credibili. Dopo la requisitoria dei pm, sarà la volta delle parti civili: i legali della famiglia Kercher rappresentati dall'avvocato Francesco Maresca - che condivide la ricostruzione dei fatti della procura - e il pool difensivo di Patrick Lumumba, il barista congolese che si è costituito contro le calunnie di Amanda Knox che gli sono costati giorni di prigione. Infine sarà la volta delle difese dei tre imputati: Valter Biscotti e Nicodemo Gentile per Rudy Guede, Luciano Ghirga e Carlo della Vedova per Amanda Knox, Giulia Bongiorno, Luca Maori e Marco Brusco per Sollecito. Il 27 settembre, massimo il 28, il Gup Paolo Micheli si dovrebbe pronunciare sul rito abbreviato di Guede e sugli eventuali rinvi a giudizio per Amanda e Raffaele. Oltre questa data è alto il rischio che scadano i termini della custodia cautelare per i due ex fidanzatini.

  





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Sabato, 18 Ottobre : 2008

INGLESE UCCISA

La richiesta dei pubblici ministeri:
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condanna all'ergastolo per Rudy


Meredith Kercher è stata accoltellata alla gola da Amanda Knox mentre Rudy Guede la strozzava e Raffaele Sollecito la teneva. Questa la ricostruzione dell'omicidio della studentessa inglese secondo i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi

Perugia - I pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi hanno terminato le loro requisitorie per l'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher. Secondo le loro ricostruzioni la studentessa inglese è stata accoltellata alla gola da Amanda Knox mentre Rudy Guede la strozzava e Raffaele Sollecito la teneva. Chiesto dunque l'ergastolo per Rudy Hermann Guede.

L'ivoriano viene processato con il rito abbreviato, mentre Raffaele Sollecito ed Amanda Knox hanno scelto il rito ordinario. Per loro il Pm ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio. I tre, tutti presenti in aula, hanno sempre sostenuto la loro estraneità al delitto, compiuto nella notte tra il 2 e il 3 novembre dello scorso anno.

Uscendo dall'aula i difensori dei tre ragazzi si sono detti sicuri di poter confutare le accuse avanzate (secondo i pm il delitto è maturato durante un gioco erotico violento). L'udienza è stata infine rinviata a lunedì prossimo per l'intervento delle parti civili e poi sarà la volta delle difese con le loro arringhe. Fonte: La Nazione.

  





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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Domenica, 19 Ottobre : 2008 Alessandro Capponi (Corriere.it)

Dal carcere

«Non mettete foto mie con quelle di Rudy.
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Lo conosco appena»


Il diario dell'americana

PERUGIA — Il vicino di banco di Amanda, in quest'udienza, è Rudy Guede: Raffaele è dalla parte opposta dell'aula, più avanti, un poco nascosto dagli avvocati; Rudy, invece, è lì a portata di sguardo, ed evitarlo per sette ore è impossibile. Sono accanto, i due, e secondo l'accusa lo erano anche la notte dell'omicidio: in ogni caso, adesso, è cambiato tutto. Amanda evita anche di guardarlo.

L'ha scritto sul suo diario, che proprio non sopporta di essere con lui. «Non mi piace che i giornalisti mettano la mia foto accanto a quella di Rudy, e lo fanno anche in televisione, e non mi piace. Non l'ho mai chiamato, lo conosco a malapena». C'è un'inchiesta che li vuole assieme nel ruolo di assassini, e un'udienza nella quale sono seduti a poca distanza: ma avere vicino Rudy, adesso, dipendesse da Amanda, ecco, «neanche in fotografia». Con Raffaele, invece, è diverso. Sono distanti metri, certo, e ci sono gli avvocati che impallano gli sguardi, vero: ma chi si cerca si trova, anche in un'aula di tribunale. Raffaele per andare in bagno deve passare proprio per la porta che è a mezzo metro dalla scrivania dov'è Amanda: e in quei momenti un sorriso, un gesto, un cenno, ecco, sono quasi inevitabili. Raccontano alcuni tra i presenti che ad ogni cenno di Amanda, Raffaele sia arrossito. Chissà. Lei, Amanda, ascolta ad occhi chiusi la trad