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Crisi finanziaria e caso UNICREDIT: Sviluppi
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Domenica 05 Ottobre : 2008

UNICREDIT, PIANO DA 6,6 MLD.
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MERKEL, GARANZIE SU DEPOSITI


MILANO - Il consiglio di amministrazione di Unicredit ha approvato un piano anti-crisi da 6,6 miliardi di euro per rafforzare la patrimonializzazione del gruppo per raggiungere un Core Tier 1 ratio del 6,7%. Lo si apprende da una nota diffusa dopo una seduta straordinaria del cda, riunita per oltre 5 ore nella sede di Piazza Cordusio.

"Il sostegno convinto dato dai nostri principali azionisti al piano di rafforzamento del capitale è un chiaro messaggio di fiducia nel gruppo, nel suo modello di business diversificato e nella sua solidità finanziaria".  "Il consiglio di amministrazione ha voluto sottolineare il suo forte sostegno e la sua completa fiducia nel management". Questo il messaggio del presidente di Unicredit Dieter Rampl al termine del Cda.

"Questa operazione - ha proseguito Rampl - fa di Unicredit uno dei gruppi con il più elevato livello di patrimonializzazione in Italia". Rampl si è poi detto convinto che "la performance commerciale e un'ancora più solida base patrimoniale continueranno a rappresentare gli elementi chiave per la creazione di valore di Unicredit a beneficio dei suoi azionisti, dei suoi clienti e dei suoi dipendenti".

MERKEL: GARANZIE SUI DEPOSITI - Ampliate le garanzie sui depositi e trattative a tutto capo per salvare Hypo Re, al fine di rassicurare il sistema ed evitare che una crisi sul mercato finanziario tedesco possa ripercuotersi sulla maggiore economia europea. La cancelliera Angela Merkel, all'indomani del G4 di Parigi, assicura che il governo tedesco non lascerà fallire nessuna società: "Non permetteremo che le difficoltà di un'istituzione finanziaria mettano in pericolo l'intero sistema. Per questo motivo stiamo lavorando duramente per proteggere e rendere stabile Hypo Real Estate".

La seconda banca tedesca specializzata in mutui immobiliari ha visto svanire in poche ore il piano di salvataggio da 35 miliardi di euro, il maggiore della storia tedesca. Approvato anche dalla Commissione Europea, il progetto avrebbe dovuto coprire i bisogni di cassa di Hypo fino ad aprile. Il consorzio di banche che avrebbe dovuto fornire le linee di liquidità si é però tirato indietro, lasciando così Hypo sull'orlo della bancarotta. L'operazione consisteva in un apporto immediato di liquidità dalle banche e dalla banca centrale con una garanzia fornita dallo stato tedesco per 26,5 miliardi dei 35 complessivi. Per evitare il fallimento della banca, il governo tedesco sta lavorando - spiega il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrueck - a una "soluzione specifica" per l'istituto.

 "Abbiamo dovuto ripartire da zero: alla fine della scorsa settimana pensavano di aver trovato una soluzione", spiega Steinbrueck, precisando che Hypo Re accusa mancanza di liquidità per miliardi euro. Una soluzione dovrebbe essere trovata prima dell'apertura dei mercati lunedì. Nel piano allo studio rientra anche l'impegno a punire chi abbia assunto decisioni di mercato sconsiderate, di cui dovrà rispondere, ma anche la garanzia per tutti i depositi. L'estensione delle garanzie riguarderà tutti i conti privati ed è simile alla misura adottata dall'Irlanda nei giorni scorsi: i dettagli della decisione saranno formalizzati nei prossimi giorni ma l'annuncio odierno mira a smorzare le eventuali preoccupazioni dei tedeschi: "Vogliamo inviare un messaggio, e cioé che nessuno deve avere timori di perdere neanche un euro dalla crisi". Attualmente il limite di assicurazione dei depositi in Germania é fissato al 90% per tutti risparmi privati fino a 20.000 euro. Si tratta del limite più basso in Europa.

Tremonti: forse siamo solo alla fine del principio


MILANO- Globalizzazione e crisi dei mutui richiedono uno sforzo etico per realizzare una "economia sociale di mercato". E' la via indicata dal ministro dell'economia Giulio Tremonti, che, dal palco della Festa della Libertà al Lido di Milano, ha cercato di tratteggiare le caratteristiche dell'azione di governo, cogliendo anche l'occasione per proseguire il duello a distanza con l'ex ministro degli esteri Massimo D'Alema su Karl Marx.

"Il problema - ha puntualizzato - non è chi ha letto Marx ma chi non lo ha capito". Tremonti ha poi rincarato la dose aggiungendo che "é ancora peggio chi lo ha tradito senza averlo capito". La polemica su Marx è sorta proprio sul tema dell'economia sociale di mercato, che "può sembrare una contraddizione in termini - ha aggiunto il ministro - ma è scritta da decenni nelle tesi del Partito Popolare Europeo", il gruppo cui fa riferimento il Pdl. Il ministro dell'Economia sostiene che "il problema adesso non è difendere il mercato dallo Stato ma salvare il mercato con lo Stato".

Occorre quindi un "ritorno del diritto" che deve servire a "divedere ciò che appartiene al mondo dei valori etici da ciò che non gli appartiene". La crisi dei mutui, del resto, "é forse ancora alla fine del principio" e gli eventi delle ultime settimane non indicano "la fine del mondo ma la fine di un mondo, non il fallimento di una banca, ma di un sistema". Proprio a queste sfide - è la tesi del ministro - ha cercato di rispondere il governo Berlusconi, che "ha risolto il problema Alitalia senza un'ora di sciopero insieme a quello dell'emergenza rifiuti a Napoli, dimostrando, con i provvedimenti sui mutui e sulla detassazione degli straordinari un estremo determinismo".

L'Italia, dunque, "é un paese di centro-destra, lo è sempre stato, lo è ancora e lo sarà", mentre "la sinistra ha perso il monopolio della cultura perché "non ha più il primato delle idee, non ha più un software vendibile ed accettabile". Guardando all'azione del governo, invece, "c'é qualcosa di repubblicano" perché "si muove in una logica di bene pubblico e di cura dell'interesse generale, che va oltre quello particolare". In questo modo si spiega il motivo del "crescente consenso verso questo governo, che va oltre il consenso elettorale e il normale consenso nei confronti di un governo".

Mandelson contro ondata nazionalismo economico

ROMA - Il nuovo ministro alle attività produttive britannico Peter Mandelson ha lanciato oggi l'allarme per una "nuova ondata di nazionalismo economico" dopo le mosse di Irlanda a Grecia a protezione dei depositi bancari. In un'intervista al Sunday Telegraph on line, Mandelson, che fino a due giorni fa era il commissario europeo al commercio, chiede una maggiore cooperazione tra gli stati dell'Ue e teme che si arrivi all'approccio dell'"ognuno per sé".

Ieri i capi di stato e di governo del G4 (Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna) si sono riuniti a Parigi per discutere della crisi dei mercati finanziari. Mandelson ha ammonito a non seguire l'esempio di Irlanda e Grecia che hanno deciso di garantire ai risparmiatori tutti i loro depositi bancari.

Secondo il ministro britannico "il pericolo di questa crisi è che possa scatenare un'ondata di nazionalismo economico, con ogni paese che cerca una sua via di uscita.

La gente deve capire che approcci selettivi o nazionali possono portare i mercati a guardare al sistema finanziario in modo distorto". In particolare la Gran Bretagna teme un'emorragia di depositi bancari verso la vicina Irlanda.



Ultima modifica di Redazione il 06 Ott 2008 10:56, modificato 1 volta in totale 






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Messaggio UNICREDIT: TONFO IN BORSA (-13%) DOPO PIANO ANTI-CRISI 
 
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Lunedì, 06 Ottobre : 2008

PROFONDO ROSSO PER BORSE
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GIU' UNICREDIT DOPO PIANO


UNICREDIT: TONFO IN BORSA (-13%) DOPO PIANO ANTI-CRISI
Crollano le azioni di Unicredit in Piazza Affari. All'indomani del via libera al piano anti-crisi da 6,6 miliardi di euro il titolo di Piazza Cordusio, il cui ingresso in contrattazione è stato posticipato alle ore 10,05 dalla Autorità di Borsa, fa un tonfo del 13,4% a 2,6 euro.

HYPO RE AFFONDA A FRANCOFORTE (-34%)

Affondano le quotazioni di Hypo Real Estate alla Borsa di Francoforte. Il colosso dei mutui tedesco, salvato in queste ore dal Governo di Berlino con una mossa varata dal cancelliere Angela Merkel da 50 miliardi di euro, vede il titolo precipitare del 34% a quota 4,89 euro. In fase d'apertura il titolo aveva fatto registrare un tonfo del 50 per cento. Hypo Re è la seconda banca tedesca nel campo dei mutui immobiliari e commerciali con attività per 400 miliardi.

PROFUMO: AUMENTO DI CAPITALE A DICEMBRE-GENNAIO
E' atteso "per la fine di dicembre, inizio gennaio, l'esercizio dei diritti" per l'aumento di capitale di Unicredit. Lo ha detto l'amministratore delegato di Alessandro Profumo, illustrando nel corso di una conferenza telefonica la tempistica dell'operazione da 6,6 miliardi annunciata ieri sera. "Al termine della sottoscrizione - ha spiegato - l'inoptato verrà utilizzato per l'emissione dei 'cashes' pre-collocati in ottobre". I 'cashes' sono dei bond convertibili ad alto rendimento utilizzati in questa operazione dal gruppo per creare una rete di protezione all'aumento di capitale.

IMPOSSIBILE PREVEDERE SCENARI TARGET 2010
"E' impossibile prevedere se l'utile per azione diluito al 2010" sarà in linea con i target. Lo ha detto l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. "E' difficile dire se ci sarà un'ulteriore deterioramento della situazione o i mercati si riprenderanno - ha aggiunto Profumo - è impossibile dire che l'utile per azione sarà confermato".

IN ULTIMO MESE PEGGIORAMENTO SITUAZIONE
"Nell'ultimo mese ci sono stati dei cambiamenti significativi della situazione per il comparto bancario, che era già difficile". Lo ha detto l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, avviando la conferenza telefonica di presentazione della ricapitalizzazione da 6,6 miliardi di euro avviata dall'istituto. "Il risultato - ha detto - è stato un maggior bisogno di liquidità per il sistema bancario". "C'é stato un evidente deterioramento dello scenario macro-economico", ha spiegato Profumo ricordando anche il crac Lehman, si è vista "una mancanza di fiducia tra gli operatori finanziari senza precedenti" e "il ritorno alla normalità sul mercato dei capitali probabilmente richiederà più di quanto atteso".

IN 3 MESI 700 MLN SVALUTAZIONI INVESTMENT BANKING

Unicredit registra nel terzo trimestre del 2008 svalutazioni per 700 milioni di euro nelle attività di investment banking. Lo ha detto l'amministratore delegato Alessandro Profumo spiegando la riduzione dell'utile atteso a fine anno. Di questi 700 milioni di euro, 500 milioni sono relativi a strumenti abs e 200 milioni rispetto al portafoglio di bond bancari.

CDA CONVOCATO SOLO VENERDI' NOTTE
"Il consiglio di amministrazione è stato convocato venerdì notte, con l'intenzione di dare un forte segnale lunedì mattina a clienti e dipendenti". Ha risposto così l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, a un analista finanziario che nel corso della conferenza telefonica per la presentazione della ricapitalizzazione ha chiesto come mai ancora negli ultimi giorni il gruppo abbia smentito di avere allo studio alcun piano di aumento di capitale.

CRISI ATTUALE SENZA PRECEDENTI DAL '29
 ''Stiamo assistendo a una crisi che non ha precedenti, se non forse il crac del 1929". Lo ha detto l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, in conferenza telefonica. "Chiaramente abbiamo sottovalutato le condizioni del mercato", ha concesso poi Profumo spiegando come il peggioramento delle condizioni di mercato abbia spinto il gruppo a varare l'aumento di capitale. Profumo è stato però ottimista sull'andamento delle attività del gruppo, escludendo un impatto della crisi sui depositi: "Abbiamo un trend operativo buono - ha detto - e credo che questo sia importante".

SEMPRE AL LAVORO SU POSIZIONE STRATEGICA

"La perfezione non è di questo mondo, continueremo a lavorare sul nostro posizionamento strategico". Ha risposto così l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, a un analista finanziario che gli chiedeva se sarà sufficiente l'aumento di capitale deciso, oppure stia pensando a cambiamenti significativi nel gruppo. La focalizzazione, ha spiegato, sarà sulla capacità di creare valore della rete. "Qui analizzeremo tutti i business - ha spiegato - e quanto più risulteranno vicini alla nostra base clienti, tanto più saranno ritenuti 'core'". Quelli meno vicini alla base clienti "verranno valutati in base alla capacità di creare valore".

PIANO ANTICRISI DA 6,6 MILIARDI
 Il consiglio di amministrazione di Unicredit ha approvato un piano anti-crisi da 6,6 miliardi di euro per rafforzare la patrimonializzazione del gruppo per raggiungere un Core Tier 1 ratio del 6,7%. Lo si apprende da una nota diffusa dopo una seduta straordinaria del cda, riunita per oltre 5 ore nella sede di Piazza Cordusio.

"Il sostegno convinto dato dai nostri principali azionisti al piano di rafforzamento del capitale è un chiaro messaggio di fiducia nel gruppo, nel suo modello di business diversificato e nella sua solidità finanziaria".  "Il consiglio di amministrazione ha voluto sottolineare il suo forte sostegno e la sua completa fiducia nel management". Questo il messaggio del presidente di Unicredit Dieter Rampl al termine del Cda.

"Questa operazione - ha proseguito Rampl - fa di Unicredit uno dei gruppi con il più elevato livello di patrimonializzazione in Italia". Rampl si è poi detto convinto che "la performance commerciale e un'ancora più solida base patrimoniale continueranno a rappresentare gli elementi chiave per la creazione di valore di Unicredit a beneficio dei suoi azionisti, dei suoi clienti e dei suoi dipendenti".

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La seconda banca tedesca specializzata in mutui immobiliari ha visto svanire in poche ore il piano di salvataggio da 35 miliardi di euro, il maggiore della storia tedesca. Approvato anche dalla Commissione Europea, il progetto avrebbe dovuto coprire i bisogni di cassa di Hypo fino ad aprile. Il consorzio di banche che avrebbe dovuto fornire le linee di liquidità si é però tirato indietro, lasciando così Hypo sull'orlo della bancarotta. L'operazione consisteva in un apporto immediato di liquidità dalle banche e dalla banca centrale con una garanzia fornita dallo stato tedesco per 26,5 miliardi dei 35 complessivi. Per evitare il fallimento della banca, il governo tedesco sta lavorando - spiega il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrueck - a una "soluzione specifica" per l'istituto.

 "Abbiamo dovuto ripartire da zero: alla fine della scorsa settimana pensavano di aver trovato una soluzione", spiega Steinbrueck, precisando che Hypo Re accusa mancanza di liquidità per miliardi euro. Una soluzione dovrebbe essere trovata prima dell'apertura dei mercati lunedì. Nel piano allo studio rientra anche l'impegno a punire chi abbia assunto decisioni di mercato sconsiderate, di cui dovrà rispondere, ma anche la garanzia per tutti i depositi. L'estensione delle garanzie riguarderà tutti i conti privati ed è simile alla misura adottata dall'Irlanda nei giorni scorsi: i dettagli della decisione saranno formalizzati nei prossimi giorni ma l'annuncio odierno mira a smorzare le eventuali preoccupazioni dei tedeschi: "Vogliamo inviare un messaggio, e cioé che nessuno deve avere timori di perdere neanche un euro dalla crisi". Attualmente il limite di assicurazione dei depositi in Germania é fissato al 90% per tutti risparmi privati fino a 20.000 euro. Si tratta del limite più basso in Europa.

  





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Messaggio Re: Crisi finanziaria e caso UNICREDIT: Sviluppi 
 
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E SPERIAMO IN BENE ... INTANTO A ME LA COSA INTERESSA POCO VISTO CHE SONO PIENO DI DEBITI AVENDO CONTRATTO UN MUTUO IPOTECARIO!!!  Mr. Orange

  



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