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Mercoledì, 08 Ottobre : 2008
CITTA' DEL VATICANO - Nuovo appello del Papa per l'accoglienza degli immigrati, e "in particolare rifugiati e profughi", di cui occorre "farci carico": lo ha fatto nel suo messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, diffuso oggi dalla sala stampa. "Io vi accoglierò e sarò per voi come un padre e voi mi sarete come figli e figlie", ha affermato citando il vangelo. "Se di questo siamo consapevoli - ha aggiunto con una domanda retorica - come non farci carico di quanti, in particolare rifugiati e profughi, si trovano in condizioni difficili e disagiate?".
"Come non andare incontro alle necessità di chi è di fatto più debole e indifeso - ha proseguito il pontefice nel suo messaggio per la 95/a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che ricorrerà il 18 gennaio del 2009 - segnato da precarietà e da insicurezza, emarginato, spesso escluso dalla società? A loro - ha insistito - va data prioritaria attenzione" perché, dice citando San Paolo - 'Dio ha scelto cio' che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Diò". Il Papa ha poi esortato a "vivere in pienezza l'amore fraterno senza distinzioni di sorta e senza discriminazioni, nella convinzione che è nostro prossimo chiunque ha bisogno di noi e noi possiamo aiutarlo". L'esempio è, ancora una volta quello di san Paolo, di cui si celebra quest'anno il bimillenario, "umile-grande Apostolo e migrante, evangelizzatore di popoli e culture".
"Ci sproni a comprendere - auspica Benedetto XVI - che l'esercizio della carità costituisce il culmine e la sintesi dell'intera vita cristiana". "Non stanchiamoci di proclamare e testimoniare questa 'Buona Novella' con entusiasmo - ha aggiunto - senza paura e risparmio di energie. Nell'amore è condensato l'intero messaggio evangelico e gli autentici discepoli di Cristo si riconoscono dal mutuo loro amarsi e dalla loro accoglienza verso tutti". Infine, il Papa benedice "quanti sono impegnati nell'aiutare i migranti e, più in generale, il vasto mondo dell'emigrazione".
CHIESA PARLI A TUTTI MIGRANTI E VITTIME SCHIAVITU'
CITTA' DEL VATICANO - Annunciare il Vangelo a tutti, "senza distinzione di nazionalità e di cultura" è missione della Chiesa e "di ogni battezzato", "nell'era della globalizzazione" come ai tempi di San Paolo, egli stesso "migrante per vocazione": lo ha detto Benedetto XVI in un messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. L'atteggiamento e le parole di San Paolo - ha detto il Papa - "costituiscono in effetti un significativo punto di riferimento anche per chi si trova coinvolto nel movimento migratorio contemporaneo". "Da persecutore dei cristiani - ha ricordato - si tramutò in apostolo di Cristo. Guidato dallo Spirito Santo, si prodigò senza riserve, perché fosse annunciato a tutti, senza distinzione di nazionalità e di cultura, il Vangelo". Ebrei, pagani, nella sua predicazione non trascurò nessuno. "La sua vita e la sua predicazione furono interamente orientate a far conoscere e amare Gesù da tutti, perché in Lui tutti i popoli sono chiamati a diventare un solo popolo". "Questa è, anche al presente, nell'era della globalizzazione - ha concluso papa Ratzinger - la missione della Chiesa e di ogni battezzato; missione che con attenta sollecitudine pastorale si dirige pure al variegato universo dei migranti - studenti fuori sede, immigrati, rifugiati, profughi, sfollati - includendo coloro che sono vittime delle schiavitù moderne, come ad esempio nella tratta degli esseri umani".
CARD.MARTINO,NON SI RISOLVE CHIUDENDO FRONTIERE
CITTA' DEL VATICANO - Il problema dell'immigrazione non si risolve chiudendo le frontiere: è quanto ha ammonito il card . Renato raffale Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, che ha presentato oggi in Sala Stampa Vaticana il messaggio del Papa per la 95/esima giornata mondiale del migrante e del rifugiato.
"Come non andare incontro alle necessità di chi è di fatto più debole e indifeso - ha proseguito il pontefice nel suo messaggio per la 95/a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che ricorrerà il 18 gennaio del 2009 - segnato da precarietà e da insicurezza, emarginato, spesso escluso dalla società? A loro - ha insistito - va data prioritaria attenzione" perché, dice citando San Paolo - 'Dio ha scelto cio' che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Diò". Il Papa ha poi esortato a "vivere in pienezza l'amore fraterno senza distinzioni di sorta e senza discriminazioni, nella convinzione che è nostro prossimo chiunque ha bisogno di noi e noi possiamo aiutarlo". L'esempio è, ancora una volta quello di san Paolo, di cui si celebra quest'anno il bimillenario, "umile-grande Apostolo e migrante, evangelizzatore di popoli e culture".
"Ci sproni a comprendere - auspica Benedetto XVI - che l'esercizio della carità costituisce il culmine e la sintesi dell'intera vita cristiana". "Non stanchiamoci di proclamare e testimoniare questa 'Buona Novella' con entusiasmo - ha aggiunto - senza paura e risparmio di energie. Nell'amore è condensato l'intero messaggio evangelico e gli autentici discepoli di Cristo si riconoscono dal mutuo loro amarsi e dalla loro accoglienza verso tutti". Infine, il Papa benedice "quanti sono impegnati nell'aiutare i migranti e, più in generale, il vasto mondo dell'emigrazione".
CHIESA PARLI A TUTTI MIGRANTI E VITTIME SCHIAVITU'
CITTA' DEL VATICANO - Annunciare il Vangelo a tutti, "senza distinzione di nazionalità e di cultura" è missione della Chiesa e "di ogni battezzato", "nell'era della globalizzazione" come ai tempi di San Paolo, egli stesso "migrante per vocazione": lo ha detto Benedetto XVI in un messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. L'atteggiamento e le parole di San Paolo - ha detto il Papa - "costituiscono in effetti un significativo punto di riferimento anche per chi si trova coinvolto nel movimento migratorio contemporaneo". "Da persecutore dei cristiani - ha ricordato - si tramutò in apostolo di Cristo. Guidato dallo Spirito Santo, si prodigò senza riserve, perché fosse annunciato a tutti, senza distinzione di nazionalità e di cultura, il Vangelo". Ebrei, pagani, nella sua predicazione non trascurò nessuno. "La sua vita e la sua predicazione furono interamente orientate a far conoscere e amare Gesù da tutti, perché in Lui tutti i popoli sono chiamati a diventare un solo popolo". "Questa è, anche al presente, nell'era della globalizzazione - ha concluso papa Ratzinger - la missione della Chiesa e di ogni battezzato; missione che con attenta sollecitudine pastorale si dirige pure al variegato universo dei migranti - studenti fuori sede, immigrati, rifugiati, profughi, sfollati - includendo coloro che sono vittime delle schiavitù moderne, come ad esempio nella tratta degli esseri umani".
CARD.MARTINO,NON SI RISOLVE CHIUDENDO FRONTIERE
CITTA' DEL VATICANO - Il problema dell'immigrazione non si risolve chiudendo le frontiere: è quanto ha ammonito il card . Renato raffale Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, che ha presentato oggi in Sala Stampa Vaticana il messaggio del Papa per la 95/esima giornata mondiale del migrante e del rifugiato.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















