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 Re: CASO ELUANA,: sviluppi
News di Mercoledì, 10 Settembre : 2008 immessa oggi causa blocco vivicentro per attacco Hacker. Ancora ora il sito NON è completamente funzionante ma, almeno, si riesce ad immettere qualche news e a riprendere un minimo di attività - in attesa di ripristino totale - per chi entra loggandosi e quindi potrà avvalersi dell'ingresso tramite la funzione di "in linea" (dal menù laterale in alto a sx nella voce: info).
Giovedì, 11 Settembre : 2008
ELUANA: VIA A RICHIESTA SOSPENSIVA DECRETO,
PLAUDE PDL
ROMA - Nuovo 'stop' alla vicenda di Eluana Englaro: Il sostituto procuratore generale di Milano Maria Antonietta Pezza ha infatti firmato la richiesta di sospensiva della esecutività del decreto con cui i giudici della prima sezione civile della Corte d'Appello, lo scorso 9 luglio, hanno autorizzato il padre di Eluana, la donna di Lecco in coma da oltre 16 anni, a interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali che la tengono in vita. Un nuovo capitolo in questa complessa vicenda che si sta giocando, sempre di più, a colpi di sentenze. E sempre oggi, i legali della famiglia Englaro hanno notificato il controricorso in Cassazione con il quale si sostiene infondato e inammissibile il ricorso presentato dal Pg Pezza alla Suprema Corte contro lo stesso provvedimento dei giudici della Corte d'Appello civile. La richiesta di sospensiva, nei prossimi giorni, sarà esaminata dal presidente di turno della sezione feriale Roberto Pallini, che molto probabilmente rimetterà la decisione alla prima sezione civile della Corte d'Appello, però a un collegio diverso da quello che lo scorso 9 luglio ha dato l'autorizzazione a interrompere il trattamento vitale a Eluana.
Una decisione, quella del Pg di Milano, alla quale plaude il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella: "Si conferma - sottolinea - quello che ho sempre sottolineato in questi mesi, ovvero che quel provvedimento non poteva essere eseguito in assenza di una sentenza definitiva". La sospensiva, dice Roccella, "evita così di trasformare il caso Englaro in un gravissimo precedente giudiziario: Eluana rischiava di essere staccata dal sondino che la nutre e la idrata, e quindi di morire, prima di aver ottenuto una sentenza certa e definitiva". Plaudono alla mossa del Pg anche gli esponenti del Pdl: "Auspico che le motivazioni del sostituto procuratore generale di Milano - commenta la senatrice Laura Bianconi - contribuiscano a fare chiarezza sul fatto che l'alimentazione e l'idratazione non sono cure mediche, ma un necessario bisogno che tutti noi abbiamo per poter vivere". Ed ancora: "Quel provvedimento non poteva essere eseguito per nessun motivo, in quanto nessun giudice può ordinare un'eutanasia per sentenza", incalza Enrico La Loggia, mentre per Isabella Bertolini con la sospensiva si evita la "condanna a morte" di Eluana, e per Gaetano Quagliariello la richiesta di sospensiva è "uno stimolo ulteriore al Parlamento a legiferare sulla materia" del fine vita "senza perdere altro tempo prezioso". Un giudizio positivo sulla decisione del Pg arriva anche dalle parlamentari del Pd Paola Binetti ed Emanuela Baio, le quali auspicano che questo sia il punto di partenza per un dibattito sul Testamento biologico.
Camera e Senato, sottolineano, "si sono impegnate a fare una legge in tempi relativamente brevi, anche se riuscirci entro il 2008 appare assai improbabile. Ma deve trattarsi di una legge - precisano - che riguardi le cure di fine vita, che tenendo conto di questa sospensiva rappresenti un'ulteriore opportunità per riaffermare come nutrizione ed idratazione non possono essere sospese". Dal presidente del gruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro, invece, un duro richiamo: "Credo che serva maggiore responsabilità da parte di tutti e mi stupisce che da destra esultino anche oggi per quello che sta avvenendo a Milano. Io credo che invece di esultare sia necessario lavorare al più presto perché in Parlamento si approvi una legge sul testamento biologico". Dopo la diffida della famiglia Englaro alla Regione Lombardia ed il 'no' della Regione ad individuare una struttura per assistere Eluana verso la morte, in attuazione del decreto del 9 luglio, si annuncia dunque un nuovo scenario: la richiesta di sospensiva riapre il dibattito. I tempi, perché si arrivi ad una soluzione sul caso di Eluana, si allungano ancora.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 Caso Englaro, il giudice boccia la procura "Il padre n
Lunedì, 15 Settembre : 2008 di PIERO COLAPRICO, La Repubblica
Il 10 settembre la procura generale ha chiesto la sospensiva della decisione che dal 9 luglio permette di non nutrire Eluana
Il prossimo 24 settembre un collegio di tre giudici deciderà se è legittima la "sospensiva" chiesta dalla Procura
Caso Englaro, il giudice boccia la procura
"Il padre non approfitterà per bloccare la terapia"
Eluana Englaro
MILANO - La richiesta di "sospensiva" per Eluana Englaro, firmata da Anna Maria Pezza, non è stata accolta. Il giudice ha detto no alla procura generale di Milano. Il presidente della sezione feriale della corte d'appello di Milano, Roberto Pallini, così si legge nella sua decisione, "respinge la richiesta del procuratore generale di sospendere, prima dell'udienza di comparazione delle parti, l'efficacia esecutiva del decreto". E quindi "riserva al collegio la trattazione dell'istanza dello stesso procuratore generale di deliberare tale sospensione", con un'udienza che si terrà il 24 settembre.
Come si sa, lo scorso 9 luglio la corte d'appello di Milano, rispondendo alle linee fissate dalla Cassazione, stabiliva che Beppino Englaro e Franca Alessio, papà e tutore il primo, curatrice speciale la seconda, potessero lasciar spirare Eluana Englaro, da oltre sedici anni e mezzo in stato vegetativo. Una decisione rumorosamente criticata soprattutto da parte del centrodestra. E contrastata, in disaccordo con i pareri della maggioranza dei suoi colleghi, anche dal sostituto procuratore Pezza: era stata lei a firmare il ricorso in cassazione e, qualche giorno fa, la richiesta di sospensiva della decisione.
Il magistrato invocava la necessità della "sospensiva" parlando "dell'eccezionale urgenza". Perché il padre, così scriveva, "intende dare attuazione al provvedimento". E questo era chiaro in base alle "molteplici notizie diffuse da tutti i principali mezzi d'informazione", per esempio "da un articolo del Corriere della Sera". Un discorso che al presidente Pallini sembra essere piaciuto poco. "Difetta la prova di tale assunto", replica. E lo fa sottolineando che la dottoressa Pezza "ha solo allegato un unico articolo di stampa, tra l'altro risalente a oltre un mese fa". E in questo articolo il giornalista non solo ha espresso, "tra l'altro utilizzando la forma verbale condizionale, personali pronostici". Ma "si è limitato "a riportare commenti del tutto generici ("Non conferma e non smentisce") del padre-tutore dell'Englaro in ordine alla ricerca di un "hospice" ove richiedere ed ottenere l'interruzione della terapia di sostegno vitale".
"Terapia di sostegno vitale" è un'espressione da sottolineare, perché ci sono medici, non solo della destra cattolica, e uomini di chiesa i quali sostengono che alimentare per anni e anni senza alcun miglioramento un paziente attraverso un sondino nasogastrico sia un semplice "accudimento". Mentre numerosi neurologi, la corte di Cassazione, lo stesso padre di Eluana parlano di una "terapia" che, come tutte le terapie, è rifiutabile dal paziente (o da chi lo rappresenta). Ma, al di là dell'uso del lessico, non esiste negli archivi dei giornali una sola dichiarazione del padre di Eluana in cui si annunci un "procederemo".
Beppino Englaro ha cercato un hospice (e lo cerca tuttora), ma senza il via libera della magistratura, ripete da anni, non si muove. Quindi la richiesta di "sospensiva" non ha basi certe. Tra poco più di una settimana, dunque, la questione tornerà davanti ai giudici, per la dodicesima volta.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 Re: CASO ELUANA,: sviluppi
 = News con documentazione video
Mercoledì, 08 Ottobre : 2008
Eluana, Corte d'Appello non procede
sulla sospensione dell'alimentazione
I giudici: «Non vi è esigenza di urgenza». Non luogo a provvedere in attesa della Cassazione.
Il papà: «Tutto va nella direzione giusta»
MILANO - I giudici della corte d’appello di Milano hanno in un certo senso "congelato" la richiesta di sospensione dell’esecutività del decreto con il quale si autorizzava Beppino Englaro a fare sospendere le cure che tengono in vita, da 16 anni, la figlia Eluana in stato vegetativo permanente in seguito ad un incidente stradale.
A chiedere la sospensione dell’esecutività del decreto pronunciato a luglio dalla Corte d’appello civile di Milano, era stata, nelle settimane scorse, il sostituto procuratore generale Maria Antonietta Pezza. Ma oggi le parti hanno concordato sul fatto che non vi è esigenza di urgenza.
Il tutore stesso di Eluana ha comunicato che le posizioni assunte dalla Regione Lombardia lo hanno di fatto messo nelle condizioni di non potere eseguire quanto disposto dalla Corte d’appello civile. Per questo la questione di sospendere è venuta in un certo senso meno. Per di più la Corte di cassazione ha fissato per l’11 novembre prossimo l’udienza a sezioni unite durante la quale decidere sul cosiddetto "caso Englaro".
«Tutto sta andando come doveva andare, cioè nella direzione giusta». Beppino Englaro, il padre di Eluana, nel corso dell’udienza di oggi davanti ai giudici della Prima Corte d’Appello Civile di Milano, commenta così la decisione dei giudici e si impegna pertanto a non dare esecuzione al provvedimento che lo autorizza a interrompere il trattamento vitale alla figlia, fino a quando non ci sarà una pronuncia definitiva sulla vicenda.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 ELUANA: CONSULTA, INAMMISSIBILI RICORSI CAMERA E SENATO
 = News con documentazione video
Mercoledì, 08 Ottobre : 2008
ELUANA: CONSULTA,
INAMMISSIBILI RICORSI CAMERA E SENATO
ALLA CASSAZIONE FRA UN MESE L'ULTIMA PAROLA
MILANO - Tutto rimandato tra un mese alla Cassazione. Mentre la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Camera e Senato sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato, i giudici di Milano hanno deciso per il non luogo a provvedere sulla richiesta della Procura Generale di sospendere l'esecutività del decreto con cui, lo scorso luglio, Beppino Englaro, il padre di Eluana, era stato autorizzato a sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali che tengono in vita la figlia, in stato vegetativo permanente dal gennaio 1992.
E' stata una giornata in cui il caso di Eluana si è snodato fra Milano e Roma. Qui, in serata, i giudici costituzionali, al termine di una lunga camera di consiglio presieduta da Franco Bile, hanno ritenuto che le richieste di annullare la sentenza della Corte di Cassazione e il provvedimento della magistratura milanese di tre mesi fa non abbiano i presupposti per essere esaminate dalla Consulta. A Milano, invece, la decisione della prima Corte d'Appello civile, presieduta da Flavio Lapertosa, è arrivata in tarda mattinata, dopo meno di un'ora d'udienza, e rappresenta un'altra tappa di una vicenda che va avanti da parecchi anni e sulla quale la Cassazione fra non molto - l'11 novembre - dovrebbe dare l'ultima parola e legittimare o meno definitivamente il padre di Eluana a interrompere il trattamento.
Certo è che dichiarando il non luogo a provvedere, è caduto il presupposto dell'urgenza prospettato dal pg Maria Antonietta Pezza con la sua richiesta di sospensiva, depositata ai primi di settembre, dopo il ricorso davanti alla Suprema Corte contro il decreto che dava il via libera a 'staccare la spina'. A portare al provvedimento di questa mattina è stata anche la conferma di Beppino Englaro di quanto lui stesso, dal giorno dell'impugnazione del pg, va dicendo, e cioé di non avere alcuna intenzione di interrompere il trattamento vitale per Eluana fino a quando non ci sarà una pronuncia definitiva della Cassazione. Anche perché, come ha sottolineato il legale di Englaro, il prof. Vittorio Angiolini, "non ha potuto eseguire il provvedimento nei modi dovuti, per l'atteggiamento di rifiuto tenuto dalla Regione Lombardia e, a questo proposito, si è riservato di fare qualsiasi azione contro la stessa Regione. Lo abbiamo messo a verbale".
Già a settembre, del resto, il legale, insieme alla curatrice speciale di Eluana, l'avv. Franca Alessio, aveva annunciato di voler chiedere i danni al Pirellone dopo il rifiuto opposto alla richiesta di Englaro di individuare una struttura dove poter interrompere il trattamento vitale ad Eluana. Comunque, dopo che il pg aveva chiesto il rinvio dell'udienza in attesa del verdetto della Cassazione e dopo che i legali si erano opposti, si è arrivati all'accordo di non provvedere sull'istanza di sospensione. "Non ha perso e non ha vinto nessuno - si è lasciato sfuggire uno dei giudici del collegio - Hanno prevalso la sensibilità e il senso pratico". Quanto all'inammissibilità decisa dalla Consulta, il prof. Angiolini si è dichiarato soddisfatto e ha commentato: "Ha prevalso la ragione". Stesso commento di papà Beppino: "Sì, ha prevalso la ragione, ora c'é un ostacolo in meno. Diciamo che è il massimo".
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 Le motivazioni della Consulta sul caso Englaro
 = News con documentazione video
Venerdì, 10 Ottobre : 2008 ADUC
Le motivazioni della Consulta sul caso Englaro
I Provvedimenti della cassazione come della Corte di Appello di Milano sul caso Englaro sono stati di stretta natura giurisdizionale senza in nulla comprimere il diritto del Parlamento di disciplinare la materia per legge, anche sullo stesso caso Englaro che non è concluso: un diritto-dovere di Camera e Senato che resta del tutto impregiudicato dopo le decisioni della Magistratura, Di contro, vanno evitati pericolosi precedenti per cui i ricorsi del Parlamento alla Consulta finiscano per diventare strumenti del legislatore per contrastare sentenze della Magistratura non condivise perchè ció raporesenterebbe un grado in piú di giudizio a disposizione del Parlmento, non previsto dalla Costituzione.
E' con queste motivazioni, depositate a palazzo della Consulta già ieri sera, che la Corte Costituzionale ha dichiarato - con l'ordinanza 344 del 2008- l'inamissibilità dei ricorsi di Camera e Senato per conflitto di attribuzioni con la Magistratura (cassazione e Corte di Appello di Milano) sul caso Englaro, dopo l'ok delle toghe a interrompere le cure, come richiesto dal padre della ragazza in coma vegetativo da 16 anni.
La Consulta, dopo aver riunito perchè identici i ricorsi di Camera e Senato votati nel luglio scorso dal Parlamento, ha ritenuto non essere ammissibile il conflitto per mancanza dei presupposti necessari. Che ci sarebbero stati se le decisioni della Magistratura avessero sconfinato lo stretto ambito del provvedimento giudiziale chiesto dalla famiglia di Eluana Englaro, stabilendo principi giuridici generali come fanno le leggi. Ma cosí, secondo la Consulta, non è stato. Cosi' come i provvedimenti decisi dai giudici sul caso Englaro in nulla limitano la facoltà del Parlamento di disciplinare con legge la materia.
"Per costante giurisprudenza di questa Corte - ricorda la Consulta nell'ordinanza di questa sera- , l'ammissibilità di un conflitto avente ad oggetto atti giurisdizionali sussiste "solo quando sia contestata la riconducibilità della decisione o di statuizioni in essa contenute alla funzione giurisdizionale, o si lamenti il superamento dei limiti, che essa incontra nell'ordinamento a garanzia di altre attribuzioni costituzionali". Ma "questa Corte non rileva la sussistenza nella specie di indici atti a dimostrare che i giudici abbiano utilizzato i provvedimenti censurati - aventi tutte le caratteristiche di atti giurisdizionali loro proprie e, pertanto, spieganti efficacia solo per il caso di specie - come meri schermi formali per esercitare, invece, funzioni di produzione normativa o per menomare l'esercizio del potere legislativo da parte del Parlamento, che ne è sempre e comunque il titolare".
Inoltre, "la medesima giurisprudenza - si legge ancora nell'ordinanza- afferma che un conflitto di attribuzione nei confronti di un atto giurisdizionale non puó ridursi alla prospettazione di un percorso logico-giuridico alternativo rispetto a quello censurato, giacch‚ il conflitto di attribuzione "non puó essere trasformato in un atipico mezzo di gravame avverso le pronunce dei giudici" mentre i ricorsi di Camera e Senato "pur escludendo di voler sindacare 'errores in iudicando' - scrive la Corte Costituzionale- in realtà avanzano molteplici critiche al modo in cui la cassazione ha selezionato ed utilizzato il materiale normativo rilevante per la decisione o a come lo ha interpretato". D'altra parte, la Corte fa notare come "la vicenda processuale che ha originato il giudizio non è ancora esaurita" e dunque "il Parlamento puó in qualsiasi momento adottare una specifica normativa della materia, fondata su adeguati punti di equilibrio fra i fondamentali beni costituzionali coinvolti"
PADRE, ASPETTO CASSAZIONE MA PROCEDERO' CONTRO REGIONE - Secondo quanto riferito da uno dei suoi legali, Beppino Englaro, padre e tutore di Eluana, la donna in stato vegetativo permanente da 16 anni, ha detto ai giudici della Corte d'Appello di Milano, durante l'udienza di ieri, di riservarsi ogni azione possibile contro l'illegittima, a suo dire, decisione della Regione Lombardia di non mettere a disposizione una struttura sanitaria in cui interrompere i trattamenti sanitari che tengono in vita la figlia. Al sostituto procuratore generale Maria Antonietta Pezza che gli chiedeva di affermare esplicitamente, davanti ai giudici, di non voler porre fine alla vita di sua figlia "di sua volonta'" fino alla pronuncia della Corte di cassazione, Beppino avrebbe ribattuto che attendera' la pronuncia della Suprema Corte dal momento che la Regione non gli concede la possibilita' di fare altrimenti.
"Mi sembra una decisione responsabile". Cosi' l'assessore alla Famiglia e Solidarieta' Sociale della Regione Lombardia, Giulio Boscagli, commenta la notizia che il padre di Eluana Englaro si e' impegnato a non dare esecuzione al provvedimento che lo autorizza a interrompere il trattamento vitale alla figlia, fino a quando non ci sara' un pronunciamento definitivo sulla vicenda. "Non possiamo infatti che constatare che Eluana continua a vivere. Continua ad essere alimentata e accudita, da tanti anni, con affetto dalle suore Misericordine di Lecco. Mi auguro, che anche dal punto di vista giuridico, tutto cio' venga presto riconosciuto. La Regione Lombardia -ha concluso Boscagli- riconosce lo stato vegetativo come disabilta' grave; per questo ce ne facciamo carico. Vogliamo continuare a farci carico di Eluana, fino alla fine naturale della sua vita. Dico tutto cio' senza naturalmente voler minimamente disconoscere il terribile dramma di suo padre".
'La famiglia Englaro e' libera di esprimere il suo punto di vista e di ricorrere a un giudizio': l'assessore alla Sanita' della Lombardia, Luciano Bresciani, commenta cosi' l'annuncio, ieri dopo l'udienza della Corte d'appello, che Beppino Englaro, che da anni si batte per staccare i tubi dell'alimentazione alla figlia Eluana in stato vegetativo da 16 anni, si riserva di fare un'azione contro la Regione. Gia' nei giorni scorsi Franca Alessio, la curatrice speciale di Eluana, aveva parlato di un possibile esposto alla Procura dopo che la Regione Lombardia ha detto no alla sospensione dell'alimentazione da parte del personale sanitario. 'Non abbiamo normative di legge disponibili per eseguire il provvedimento - ha spiegato l'assessore - credo che questo sia un dibattito che deve fare il Parlamento'. E' d'accordo, Bresciani, con la decisione di Beppino Englaro di non attuare il provvedimento della Corte d'Appello che da' il via libera al distacco dei tubi fino a quando non ci sara' un procedimento definitivo. 'Come rappresentante delle istituzioni - ha aggiunto - ho piena fiducia nel giudizio che verra' e sono d'accordo nella decisione di non prendere un provvedimento, che non ha via di ritorno, prima che si arrivi al giudizio. Come medico so che abbiamo due missioni: migliorare lo stato di vita del paziente e/o allungare la vita stessa. Non ci sono elementi per altre azioni'.
Plauso dei Radicali allo stop della Consulta ai ricorsi del Parlamento contro la Magistratura sul caso Englaro. "La pretestuosità dei ricorsi che la maggioranza ha imposto al Senato e alla Camera sul caso Englaro - afferma la segretaria Antonella Casu- era nei fatti: la Corte Costituzionale ha dunque preso l`unica decisione che si poteva e doveva prendere. Pretestuoso era accusare la Corte di cassazione e la Corte d`Appello di Milano di "invasione di campo". Pretestuosa è stata l`iniziativa del ricorso alla Corte Costituzionale. In Parlamento ci sono proposte di legge, chiediamo che si discutano urgentemente rispettando la lettera e la sostanza dell`articolo 32 della Costituzione".
'La decisione della Corte Costituzionale crea un precedente inquietante': lo afferma la deputata dell'Unione di Centro Luisa Capitanio Santolini, responsabile centrista per la Famiglia e le Politiche Sociali, commentando la decisione sul caso di Eluana Englaro. 'Insinuare, seppur indirettamente, che i poteri dello Stato sanciti dalla Costituzione possano essere in qualche modo confusi e sovrapposti non e' un segnale positivo. Pur ribadendo la nostra fiducia negli organi giurisdizionali, come prima firmataria della raccolta di firme dei colleghi deputati, per sollevare il conflitto di attribuzione alla Camera, e' doveroso sottolineare come autorevoli esperti del diritto avessero ritenuto pienamente legittima la nostra iniziativa'. 'Nonostante tutto, ci auguriamo che questa decisione non fornisca un alibi contro i valori che sono alla base della nostra societa', primo dei quali la sacralita' della vita dal concepimento fino alla morte naturale' conclude Santolini.
'Dalla Corte Costituzionale e' arrivata una decisione pilatesca'. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. 'C'erano tutti i presupposti perche' il conflitto sollevato dal Parlamento nei confronti della cassazione sul caso di Eluana Englaro fosse dichiarato ammissibile e avesse accesso alla prova del giudizio di merito. Invece la Consulta ha preferito lavarsi le mani ed evitare di addentrarsi in una questione che tocca ambiti cosi' importanti della convivenza civile come la separazione tra i poteri dello Stato, l'inviolabilita' delle prerogative del legislatore e il passaggio dalla vita alla morte. Riteniamo che la politica abbia fatto bene a rivendicare le proprie prerogative e a difendere la sovranita' popolare da gravi invasioni di campo. Da questa sera - conclude Quagliariello - legiferare in Parlamento sulle problematiche legate alla fine della vita diventa ancora piu' urgente'.
"Quagliarello dimostra di avere scarso rispetto per le istituzioni ed una strana idea dei rispettivi compiti e prerogative. Le conclusioni del suo ragionamento negano il senso stesso delle critiche mosse alla Corte che si è limitata a ribadire il ruolo decidente del Parlamento sulla questione". Lo ha detto Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra del Pd. "Probabilmente, visto l'esito, i presupposti di cui parla Quagliarello contraddicono le sue stesse conclusioni - ha aggiunto -. La Corte Costituzionale ha applicato la legge e il conflitto di attribuzioni sollevato dal Parlamento si è dimostrato una forzatura. La politica deve svolgere il suo ruolo fino in fondo regolando un aspetto così delicato senza cercare ruoli di supplenza della magistratura".
La decisione della Corte Costituzionale, che ha respinto i ricorsi per conflitto di attribuzioni presentati da Camera e Senato sul caso di Eluana Englaro "mi pare molto importante dal punto di vista giuridico e ineccepibile": così la definisce Vittorio Angiolini, avvocato della famiglia della ragazza in coma vegetativo da 16 anni e ordinario di diritto costituzionale all`Università di Milano. E' una decisione che "toglie finalmente dal campo della decisione, che attiene alla sfera dei diritti fondamentali, le ombre politiche che erano fuori luogo" ha aggiunto l'avvocato. "Ora la decisione resta al giudice, ed è affidata alla Corte di cassazione, che è il giudice naturale di queste questioni". I due rami del Parlamento, con voto separato, avevano sollevato alla Corte la questione di competenza contro le due decisioni che autorizzavano la fine delle cure mediche per la ragazza.
Benedetto Della Vedova, deputato Pdl e Presidente dei Riformatori Liberali si dice convinto che "il giudizio di inammissibilità della Corte Costituzionale sui ricorsi del Parlamento in merito al caso Englaro chiude, in modo chiaro, almeno una delle pagine di questa dolorosa vicenda". "Sono stato fra quanti - ricorda- hanno ritenuto, fin dall`inizio, che la Corte di cassazione e la Corte di Appello di Milano non avessero usurpato le prerogative del Parlamento, ma si fossero limitate e rispondere, sulla base dei principi dell`ordinamento, ad una richiesta di giustizia. Come allora ho peró giudicato utile che, a fronte dei rilievi delle Camere, il conflitto venisse sollevato, trovo ora utile che la Consulta vi abbia dato risposta". "Troverei altrettanto utile - aggiunge- che il Parlamento ne prendesse serenamente atto, disponendosi a discutere e ad approvare una proposta di legge sul tema del "fine vita", che, pur con tutta la prudenza necessaria, sia "per" e non "contro" il testamento biologico".
"Ancora una volta in questo Paese si sceglie la strada apparentemente piu' semplice, ma anche quella piu' sbagliata e pericolosa che e' quella di non decidere evitando cosi' di entrare nel merito di una importante questione e di sciogliere un nodo fondamentale: le leggi deve farle il Parlamento o un tribunale? Purtroppo la Corte sul caso di Eluana Englaro si gira dall'altra parte sulla scia di quella pessima pratica politica che preferisce non assumersi mai precise responsabilità. Cosi' l' on. Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera dei Deputati, commenta la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare inammissibili i ricorsi di Camera e Senato sul caso Englaro.
Il costituzionalista Stefano Ceccanti senatore Pd e relatore di minoranza sui ricorsi del Parlamento alla Corte Costituzionale contro la Magistratura sula caso Englaro, auspica che lo stop della Consulta consenta che "il Parlamento ora segua la strada giusta della legge dopo che è fallita la strada sbagliata". "Come avevamo sostenuto con dovizia di argomenti giuridici - sottolinea Ceccanti- il Parlamento doveva rispondere ai seri problemi di fine vita non con l'iniziativa impropria di un conflitto di attribuzione, ma con l'assunzione in positivo del dovere di varare una legge equilibrata e condivisa. Se avessimo seguito sin dall'inizio quella strada anzich‚ procedere al conflitto, avremmo guadagnato del tempo prezioso". "Quando l'opposizione si schiera contro iniziative della maggioranza, come dimostra questo caso, non lo fa per motivi ostruzionistici, ma per arrivare a risultati per vie corrette e piú feconde", conclude.
'La sintesi della decisione della consulta su Eluana Englaro non e' soltanto che i giudici in Italia sono padroni della vita; e' anche che il Parlamento non puo' nemmeno mettere in discussione questa assurdita''. Lo ha detto il sottosegretario all'interno, Alfredo Mantovano. Una legge in materia, secondo Mantovano, 'dovra' necessariamente salvaguardare la vita umana, sottraendo questo potere alla magistratura'.
Soddisfazione dalla Vicepresidente Pd della Camera Rosy Bindi per lo stop della Consulta al ricorso del Parlamento contro la Magistratura sul caso Englaro. "La pronuncia della Corte Costituzionale - afferma Bindi- dimostra che avevamo ragione. I problemi seri si risolvono con la fatica di una ricerca comune e di una mediazione alta, e non con le scorciatoie e le strumentalizzazioni. Mi auguro che questa sentenza sproni il Parlamento a legiferare con serietà e quanto prima su un tema cosí drammatico come la fine della vita, e serva da lezione a chi ha cercato di umiliarlo presentando un ricorso di cui dovrebbe vergognarsi".
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 Da Terry Schiavo a Welby, i casi al centro discussione
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Martedì, 14 Ottobre : 2008
» ELUANA: CONDIZIONI STABILI DOPO ARRESTO EMORRAGIA»
Martedì, 14 Ottobre : 2008 A rischio ancora per 3-4 le condizioni della donna di 37 anni di Lecco, in stato vegetativo da oltre 16. La sua vicenda è al centro di una disputa sulla possibilità che sia sospesa l'alimentazione forzata (Leggi tutto / Commenta)
Da Terry Schiavo a Welby,
i casi al centro discussione
ROMA - La drammatica vicenda di Eluana Englaro richiama alla mente alcuni casi che hanno fatto discutere. Ecco quelli che sono stati al centro del dibattito in Italia e all'estero:
- TERRY SCHIAVO: La donna è morta a 41 anni il 31 marzo 2005 in una struttura specializzata in Florida, quasi due settimane dopo che i medici avevano staccato i tubi per l'alimentazione artificiale che l'avevano tenuta in vita per 15 anni. La rimozione era stata ordinata dalle autorità giudiziarie su richiesta di Michael Schiavo, marito della donna e suo tutore legale, contro il volere invece dei genitori di Terry, Bob e Mary Schindler. Terry Schiavo aveva avuto una crisi cardiaca nel 1990 e la mancanza di ossigeno le aveva provocato seri danni cerebrali. I giudici della Florida avevano caratterizzato le sue condizioni come 'stato vegetativo persistente'. Nel 1998 Michael aveva avviato la battaglia giudiziaria per lasciar morire Terry, sostenendo che questa sarebbe stata la volontà della moglie. Nel 2005 lo scontro finale, con l'intervento a favore degli Schindler del presidente George W. Bush e del Congresso. Ma le Corti, una dopo l'altra, avevano confermato che la scelta spettava a Michael Schiavo e i medici avevano staccato i tubi;
- NANCY CRUZAN: sentenza della corte suprema degli Stati Uniti nel dicembre del 1990 relativa al caso di Nancy Cruzan, la giovane di 25 anni del Missouri vittima di un incidente stradale ed entrata in coma vegetativo; per lei i genitori avevano chiesto e ottenuto di staccare la nutrizione artificiale. Un anno dopo negli Usa si varò la legge sul testamento biologico;
- PIERGIORGIO WELBY: Welby è morto a Roma all'età di 60 anni la notte tra il 20 e il 21 dicembre 2006 dopo che gli era stata sospesa, sotto sedazione, la ventilazione artificiale. Ad assisterlo, in qualità di anestesista, il dottor Mario Riccio. Il paziente era affetto da una forma di distrofia muscolare progressiva, diagnosticata quando aveva 18 anni. Nel 1997 è stato tracheotomizzato. Nel settembre 2006 scrive al presidente della Repubblica chiedendo di poter 'staccare la spina'. Poi presenta un ricorso al Tribunale di Roma per il distacco del ventilatore. Mentre il Consiglio superiore di sanità giudica che i trattamenti "non sono accanimento terapeutico", l'11 dicembre 2006 la procura di Roma dà parere favorevole al ricorso. Il primo febbraio 2007 l'Ordine dei medici di Cremona giudica deontologicamente corretto l'operato di Riccio e archivia il procedimento disciplinare. Il 6 marzo la procura di Roma chiede l'archiviazione del procedimento aperto nei confronti dell'anestesista. Ma il gip respinge la richiesta e formula per Riccio l'ipotesi di 'omicidio del consenziente'. Il 23 luglio 2007, la vicenda giudiziaria si chiude con il proscioglimento: non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato, sentenzia il gup Secchi, argomentando che Welby aveva il diritto di chiedere di interrompere il trattamento cui era sottoposto e l'anestesista aveva il dovere di assecondare questo diritto;
- GIOVANNI NUVOLI: Nuvoli è morto ad Alghero la notte tra il 23 e il 24 luglio 2007: aveva rifiutato l'alimentazione per la prima volta il 2 luglio. Il nutrimento veniva dato al malato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica, la patologia da cui è affetto tra l'altro l'ex calciatore Stefano Borgonovo) con un sondino inserito nello stomaco attraverso la parete addominale. Nuvoli riprende a nutrirsi quando il 7 luglio arriva l' anestesista Tommaso Ciacca, pronto ad assecondare la sua volontà di morire senza soffrire. Ciacca è però bloccato dai carabinieri, per ordine del pubblico ministero Paolo Piras. Il 17 luglio, con una dichiarazione videofilmata, Nuvoli annuncia la ripresa dello sciopero della fame, rifiutando dal 18 di essere nutrito col sondino. Negli ultimi giorni, accetta però farmaci per alleviare i dolori allo stomaco: attraverso il sintetizzatore vocale, dice alla moglie Maddalena Soro di soffrire moltissimo. Il cuore di Nuvoli cessa infine di battere, ma per tre ore e mezzo nessuno stacca il ventilatore. Lo farà, dopo il sopralluogo del pm Piras, il primario del reparto di Rianimazione dell'ospedale di Alghero, Demetrio Vidili.
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 ELUANA: OGGI LA CASSAZIONE DECIDE
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Martedì, 11 Novembre : 2008
ELUANA:
OGGI LA CASSAZIONE DECIDE
MILANO - Potrebbe essere anche l'ultima tappa della vicenda infinita di Eluana Englaro il verdetto della Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso della Procura Generale di Milano contro il provvedimento con cui, lo scorso luglio, la Corte d'Appello civile ha autorizzato il padre della donna, Beppino, a interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali che tengono in vita la figlia in stato vegetativo permanente da quasi 17 anni.
Questa mattina i giudici della Suprema Corte si riuniranno a Sezioni Unite per decidere se dichiarare inammissibile o rigettare l'istanza del sostituto pg milanese Maria Antonietta Pezza oppure se accoglierla e rinviare ancora una volta il caso a un nuovo collegio della Corte d'Appello civile.
''Dopo la sentenza di un anno fa e il decreto di luglio non si puo' non attendere un provvedimento sullo stesso livello. Si sono espressi al massimo livello e anche ora si esprimeranno al massimo livello'', va ripetendo Beppino Englaro. Lui, che gia' ieri mattina era a Roma, oggi sara' li', all'udienza pubblica, a fianco dei suoi avvocati, Franco Angiolini e Marco Cuniberti, e al curatore speciale di Eluana, l'avv. Franca Alessio.
E sara' li' per far ''rispettare'', attraverso i suoi legali, il volere della figlia che, a suo dire, non avrebbe mai accettato di rimanere nelle condizioni in cui si trova perche' ''non sarebbe stato, per lei, un vero vivere, perche' per lei solo una vita piena merita di essere vissuta''.
Cosi' davanti alla Suprema Corte, presieduta dal primo presidente Vincenzo Carbone, dopo la relazione del giudice Mario Rosario Morelli, prima del sostituto pg della Cassazione, prenderanno la parola i legali che ribadiranno quanto hanno gia' messo nero su bianco nella memoria depositata a settembre.
Innanzitutto, l'inammissibilita' del ricorso in quanto la Procura Generale non e' legittimata a impugnare poiche' non e' una parte processuale e non e' nemmeno ''soccombente'' ma e' ritenuta solo un soggetto a cui chiedere un parere: in poche parole non ha vinto ne' ha perso perche' fuori dalla partita.
Quanto al merito del ricorso, il prof. Angiolini e l'avv. Alessio chiederanno di respingerlo in quanto, al contrario di quanto ha sostenuto il pg Pezza, l'accertamento sull'irreversibilita' dello stato vegetativo permanente di Eluana e' ''divenuto definitivo e immodificabile'' (su questo punto sussiste il cosiddetto ''giudicato interno'') e non va, quindi, di nuovo verificato con una consulenza tecnica.
Consulenza tecnica che potrebbe essere riproposta solo se i supremi giudici stabiliranno di accogliere l'impugnazione della Procura Generale e ritrasmettere gli atti a Milano. Quest'ultima strada, pero', a molti pare poco percorribile mentre invece non si esclude che il ricorso possa essere dichiarato inammissibile. Quanto all'ipotesi di rigetto nel merito qualche riflessione sull'irreversibilita' dello stato vegetativo permanente, come ha osservato il prof. Angiolini, la offre il comportamento tenuto dai medici un mese fa quando Eluana ha avuto una grave emorragia dovuta al ciclo mestruale: ''Il fatto che fosse in grave pericolo di vita e la decisione sia stata quella di non intervenire, la dice lunga sulla irreversibilita'. Questa vicenda dimostra che anche i medici curanti ritengono non ci sia piu' nulla da fare''.
Lo stesso neurologo Carlo Alberto Defanti, che stilo' la prognosi sulla condizione di Eluana, ha ribadito che ''non c'e' alcuna speranza che la situazione cambi''. Beppino Englaro oggi ha parlato dello stato vegetativo permanente come di ''un limbo di Stato''. Se la Corte di Cassazione domani dara' la possibilita' di dire addio a Eluana - ha detto al Tg1 - ''tutta la vicenda umana rientrera' nella privatezza piu' assoluta e mi auguro che sia l'ultima volta che io debba parlare di questa vicenda attraverso i media''. E ad Eluana, se potesse, direbbe ''ce l' abbiamo fatta''. Oggi, dunque, se, per dirla con le parole di papa' Englaro, ''verra' rispettata la volonta' di Eluana'', potrebbe essere l'ultima tappa di questa vicenda. Di questa ''battaglia per la civilta' '' come l'hanno definita. Comunque vada, la decisione dei giudici e' destinata a scatenare nuove polemiche.
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 ELUANA: PG CASSAZIONE, RICORSO INAMMISSIBILE
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Martedì, 11 Novembre : 2008
ELUANA: PG CASSAZIONE,
RICORSO INAMMISSIBILE
MILANO - Il ricorso portato avanti dalla Procura di Milano sul caso Englaro e' inammissibile, secondo il procuratore generale della Cassazione, Domenico Iannelli, che ha chiesto l'inammissibilita' perche' il Pm di Milano non era ''legittimato a muovere l'azione'', in quanto, secondo il Pg Iannelli, non si tratta di ''un interesse generale e pubblico ma di una tutela soggettiva e individuale'' di Eluana.
AVV.ANGIOLINI,LASCIAMO A CORTE SERENITA'PER DECIDERE
''Bisogna lasciare alla Corte la serenita' per prendere questa decisione''. Lo ha detto l'avvocato Franco Angiolini, legale del padre di Eluana Englaro, all'uscita della Cassazione dopo la conclusione dell'udienza pubblica. ''Il procuratore generale ha dato un avviso sulla inammissibilita' del ricorso della Procura Generale di Milano che e' in linea con quanto noi abbiamo sostenuto nel nostro controricorso''. Il legale ha sottolineato che ''la discussione e' stata ampia e credo che la Corte abbia tutti i materiali per decidere. Quando arrivera' la decisione ne valuteremo le motivazioni. In questo momento non si puo' dire piu' di questo''. Gli avvocati di Beppino Englaro ritengono poco probabile che l'esito della camera di consiglio possa conoscersi in serata.
IL PADRE, NESSUN COMMENTO
''Non ho nulla da dichiarare, nella maniera piu' assoluta''. Beppino Englaro ha risposto cosi' per tutta la mattina ai tentativi dei giornalisti che gli chiedevano un commento sulla udienza pubblica davanti alle Sezioni riunite civili della Cassazione. Englaro ha assistito all'udienza in prima fila e al termine, accompagnato dai suoi legali ha lasciato la Cassazione per tornare a Milano dicendo che sarebbe tornato a Milano.
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 Re: CASO ELUANA,: sviluppi
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Mercoledì, 12 Novembre : 2008
AGGIORNAMENTO:
» Caso Eluana, lo stop del Vaticano
Mercoledì, 12 Novembre : 2008 ROMA - Sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è «una mostruosità disumana e un assassinio»: lo ha ribadito il presidente del consiglio Pontificio per la Salute, cardinale Javier Lozano Barragan, in attesa della sentenza della cassazione sul caso di Eluana Englaro. (Leggi tutto / Commenta)
» Caso Eluana, intervista al padre
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