Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
SABATO, 11 Ottobre : 2008 La Stampa
G7: Il testo del comunicato "Piano d'azione"
WASHINGTON - Il G7 si impegna a intraprendere ''tutte le azioni'' necessarie per arginare la crisi sui mercati che venerdi' ha toccato un nuovo picco negativo, e sostenere, di conseguenza, l'economia. Con un piano in cinque punti, i Sette Grandi disegnano le linee guida da seguire, fra le quali il garantire alle banche l'accesso alla liquidita' sia dal pubblico sia dai privati e compiere tutti i passi necessari per prevenire il fallimento delle maggiori istituzioni finanziarie, cosi' da tutelare i risparmiatori. Obiettivo - spiega il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi - e' ''ristabilire fiducia nelle istituzioni finanziarie'' dopo che la sua perdita sta causando i crolli dei mercati azionari mondiali. Intanto il governo Usa stringe e il segretario al Tesoro Hanry Paulson annuncia che il governo entrera' nel capitale di alcune istituzioni finanziarie per scongiurarne la crisi.
''Sono state accolte le nostre richieste'', commenta soddisfatto il ministro dell'economia Giulio Tremonti che, in precedenza, aveva espresso forti perplessita' sull'accordo valutandolo debole e redatto in uno stile arcaico non rispondente all'attuale situazione di emergenza. Lo schema elaborato dal G7, che non ha discusso di un possibile blocco dei mercati azionari, fara' da sfondo alle decisioni che ogni singolo paese prendera' per fronteggiare la crisi in casa propria. Ma i mercati - ammette il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet - ci metteranno un po' a reagire all'annuncio del piano, che e' ''adeguato'' per la crisi in atto. Dopo la disastrosa settimana in cui i listini hanno accusato perdite a due cifre, si attende cosi' la reazione di lunedi'. Il piano d'azione ''eccezionale e urgente'' lanciato dal G7 si basa su cinque pilastri per ''stabilizzare i mercati finanziari mantenendo la solidita' delle banche e ''prevenire il loro fallimento'', con tutti i mezzi disponibili. Le istituzioni finanziarie potranno accedere ''a fonti di capitale pubblico e privato''. I Sette Grandi insistono sul fatto che i piani varati dai governi nazionali per garantire i depositi ''sono robusti e adeguati'', in modo da rassicurare i risparmiatori sulla ''sicurezza dei loro depositi''.
Una mossa necessaria per evitare panico fra i risparmiatori. Il G7 afferma inoltre che verranno utilizzati saranno prese ''tutti i necessari passi per scongelare il mercato del credito e monetario e garantire alle banche e alle istituzioni finanziarie un ampio accesso alla liquidita' e alla raccolta di finanziamenti''. Occorre inoltre far ripartire - secondo il G7 - i tartassati ''mercati secondari dei mutui e delle altre attivita' collaterali'', il cui crollo e' all'origine della crisi. ''Useremo le politiche macroeconomiche necessarie e appropriate. Sosteniamo fermamente il ruolo cruciale del Fmi nell'assistere i paesi colpiti dalle turbolenze e accelereremo la piena applicazione delle raccomandazioni del Fsf''.
Mentre le banche centrali restano pronte a intervenire in caso di necessita', come assicura il governatore della banca di Francia Christian Noyer, il piano incassa il via libera e l'appoggio dell'Unione Europea. ''Appoggiamo pienamente'' quanto stabilito dal G7, afferma il commissario europeo agli affari Economici, Joaquin Almunia, secondo il quale l'azione del G7 ''e' in linea con le conclusioni dell'Ecofin''. ''Nessuna banca sara' lasciata fallire''' assicura il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, plaudendo anche al vertice che si terra' a Parigi domanica prossima. Analoga la rassicurazione arrivata da Tremonti: l'obiettivo del governo italiano e' quello di ''salvare tutte le banche'' e non solo quelle ''sistemiche'' come scritto nel comunicato finale. La parole ''sistemiche'' e' stata introdotta peraltro su richiesta degli Stati Uniti dopo l'esperienza di Lehman Brothers e mentre alcuni istituti di minore dimensione continuano a fallire.
L'accordo e' una ''cornice organica'' entro la quale fare scattare gli interventi dei vari paesi per fornire liquidita' ai mercati e per proteggere i consumatori, spiega Paulson, sottolineando che gli Stati Uniti andranno avanti con il piano di acquisto di quote nelle istituzioni finanziarie e che lo faranno in tempi stretti, ma effettuando scelte oculate. Paulson, nel commentare la riunione, constata la ''soddisfazione'' di Tremonti per l'accordo: pur non sapendo esattamente ''cosa intendesse'' il ministro italiano quando ha detto che il comunicato al quale si stava lavorando sembrava debole, il segretario al Tesoro spiega che la bozza alla quale di riferiva Tremonti era ''standard'' e quindi venivano affrontati diversi temi. ''Ma di fronte alla situazione attuale si e' deciso di concordare il piano di cinque punti'' per affrontare la crisi. E Tremonti ''e' apparso soddisfatto'' del testo raggiunto, cosi' come il governatore Draghi.
EUROPA BRUCIA 400 MILIARDI, ALTALENA A WALL STREET
ROMA - Dopo gli assestamenti che seguono la chiusura, il Dow Jones ha leggermente accentuato le perdite, cedendo l'1,48% a 8.452,23 punti. Il Nasdaq chiude in leggero positivo, +0,27%, a 1.649,51 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,10% a 899,95 punti. Per le Borse europee e' stato un venerdi' da brividi: bruciati in una sola seduta quasi 400 miliardi di capitalizzazione (396 miliardi per la precisione). A tanto ammonta il conto pagato dai listini del Vecchio Continente nel giorno in cui l'indice paneuropeo, Dj Stoxx 600, è precipitato del 7,6% per cento. Il saldo negativo della settimana nera ammonta quindi ad una flessione complessiva del 22 per cento, la peggiore dalla crisi di ventuno anni fa (1987). A Piazza Affari. L'ultimo Mibtel ha segnato un calo del 6,54% a 15.438 punti e lo S&P/Mib del 7,14% a 20.309 punti. La Borsa di Londra ha chiuso in calo dell'8,85%, con l'indice Ft100 a quota 3.932,06 punti. Si tratta del più forte ribasso in un giorno dopo quello del lunedì nero del 1987. In calo del 7.73% Parigi, con l'indice Cac40 che ha perso 266,21 punti, a quota 3.176,49 punti. Francoforte ha perso il 7,01%, con l'indice Dax a quota 4.544,31 punti
dell'inviato Federico Garimberti
NAPOLI - E' l'ennesima giornata nera per le Borse. L'obiettivo di Silvio Berlusconi è rassicurare mercati e risparmiatori. Ma una frase sulla possibilità di sospendere le contrattazioni dei listini per consentire la "riscrittura" delle regole della finanza mondiale, buttata là nel mezzo di un ragionamento su come uscire dalla crisi, scatena fibrillazioni e interrogativi. Tanto che è lo stesso presidente del Consiglio, a mercati ancora aperti, a dover chiarire immediatamente che si tratta solo di un'ipotesi giornalistica e che nessun leader ne ha mai parlato concretamente. Il Cavaliere è a Napoli per la riunione del Consiglio dei ministri che dovrebbe varare misure straordinarie in materia di rifiuti. Ma nella conferenza stampa, forse complice il fatto che l'approvazione del decreto legge è slittata, sceglie di parlare della situazione economica. Quella attuale è "una crisi nuova che non si può risolvere con metodi vecchi", servono "misure coordinate fra tutti" per dare "sollievo a situazione che continua ad essere pesante", è la sua premessa. Il tono è grave. Tanto che annuncia una "possibile riunione dei leader dell'Unione Europea a Parigi" per fare il punto sulla crisi dei mercati internazionali (ipotesi che poi sarà ufficializzata in serata). Non solo; nonostante le cautele della Casa Bianca, il premier conferma l'ipotesi di un G8 straordinario "nei prossimi giorni". Fatte le dovute premesse, Berlusconi ripete i motivi che devono indurre investitori e risparmiatori italiani a non cedere alla paura. "Non siamo in un momento di grande sviluppo, ma nemmeno in recessione", dice, sottolineando che l'Italia ha il sistema bancario "più solido d'Europa". Anzi, l'attuale momento potrebbe essere propizio per fare buoni affari, sfruttando il prezzo di titoli attualmente sottovalutati: "Dobbiamo essere più forti del panico e della follia: se si hanno delle azioni non bisogna assolutamente venderle, se invece si hanno liquidi io consiglio di comprare quelle azioni che valevano 10 un anno fa e che adesso valgono 2-3-4". E per essere ancora più chiaro, il premier cita espressamente due società: "E' il momento di comprare Eni e Enel, entrambe sottovalutate". La prima, in particolare, "avrà quest'anno un utile straordinario". Insomma, per Berlusconi bisogna mantenere sangue freddo. Certo, riconosce, "ciò che sta succedendo negli altri Paesi probabilmente" avrà "qualche conseguenza sull'economia reale", magari a causa di una diminuzione delle esportazioni. Ma sul piano finanziario, scandisce, "non vedo preoccupazioni". La sua paura, semmai, è che le banche stringano i cordoni della borsa, a danno soprattutto delle piccole e medie imprese, spina dorsale della nostra economia. Ecco perché, sostiene, serve una "pressione continuativa sulle banche e sui loro dirigenti affinché abbiano un po' più di coraggio del solito" nel concedere crediti. Quanto al dialogo con il centrosinistra, per Berlusconi non é un argomento che merita troppa attenzione. "Il rapporto maggioranza-opposizione in questa situazione non conta e non c'entra niente perché il livello della crisi non è neanche Europeo, ma addirittura mondiale", taglia corto. Poi, inaspettatamente, aggiunge: "Credo che siano abbastanza concordate le volontà di riscrivere le regole della finanza internazionale: si parla di una nuova Bretton Woods e si parla di sospendere i mercati per il tempo di scrivere queste nuove regole. Tutte ipotesi s cui ci si deve confrontare". Parole che scatenano i giornalisti. Tanto che, terminata la conferenza stampa, il premier viene letteralmente circondato. E lui, fin da subito, ridimensiona: "Qualcuno ha avanzato l'ipotesi di riscrivere le regole. Ne stiamo parlando, ma non c'é ancora nulla". Parole che, però, non chiudono il caso. E così, dopo pochi minuti, Berlusconi è costretto a tornare davanti a taccuini e registratori per dire che la sospensione è una possibilità che non esiste: "Non c'é nessuna adesione da parte mia ad una simile ipotesi che tra l'altro non è mai stata ventilata da alcun leader". Il Cavaliere spiega che sono "voci che si trovano sui giornali, io - aggiunge - l'ho sentita anche su una radio francese che diceva 'si deve...'". Certo, aggiunge, "bisogna inventarsi qualcosa" e "la riscrittura delle regole probabilmente è una cosa che si dovrà fare" tanto che "é stata evocata un po' da tutti". L'ultima battuta è sulle banche. E anche in questo caso per rassicurare: "Non ci sono situazioni così evidenti" come Unicredit; "ci sono, al massimo, situazioni in cui forse per migliorare le cose un minimo di aumento di capitale, non che sia necessitato, ma è utile". In ogni caso, conclude prima di infilarsi nella blindata, l'esame che Banca d' Italia sta svolgendo sul sistema del credito ha dato "risultati molto positivi" in quanto "nessun istituto è in difficoltà".
''Sono state accolte le nostre richieste'', commenta soddisfatto il ministro dell'economia Giulio Tremonti che, in precedenza, aveva espresso forti perplessita' sull'accordo valutandolo debole e redatto in uno stile arcaico non rispondente all'attuale situazione di emergenza. Lo schema elaborato dal G7, che non ha discusso di un possibile blocco dei mercati azionari, fara' da sfondo alle decisioni che ogni singolo paese prendera' per fronteggiare la crisi in casa propria. Ma i mercati - ammette il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet - ci metteranno un po' a reagire all'annuncio del piano, che e' ''adeguato'' per la crisi in atto. Dopo la disastrosa settimana in cui i listini hanno accusato perdite a due cifre, si attende cosi' la reazione di lunedi'. Il piano d'azione ''eccezionale e urgente'' lanciato dal G7 si basa su cinque pilastri per ''stabilizzare i mercati finanziari mantenendo la solidita' delle banche e ''prevenire il loro fallimento'', con tutti i mezzi disponibili. Le istituzioni finanziarie potranno accedere ''a fonti di capitale pubblico e privato''. I Sette Grandi insistono sul fatto che i piani varati dai governi nazionali per garantire i depositi ''sono robusti e adeguati'', in modo da rassicurare i risparmiatori sulla ''sicurezza dei loro depositi''.
Una mossa necessaria per evitare panico fra i risparmiatori. Il G7 afferma inoltre che verranno utilizzati saranno prese ''tutti i necessari passi per scongelare il mercato del credito e monetario e garantire alle banche e alle istituzioni finanziarie un ampio accesso alla liquidita' e alla raccolta di finanziamenti''. Occorre inoltre far ripartire - secondo il G7 - i tartassati ''mercati secondari dei mutui e delle altre attivita' collaterali'', il cui crollo e' all'origine della crisi. ''Useremo le politiche macroeconomiche necessarie e appropriate. Sosteniamo fermamente il ruolo cruciale del Fmi nell'assistere i paesi colpiti dalle turbolenze e accelereremo la piena applicazione delle raccomandazioni del Fsf''.
Mentre le banche centrali restano pronte a intervenire in caso di necessita', come assicura il governatore della banca di Francia Christian Noyer, il piano incassa il via libera e l'appoggio dell'Unione Europea. ''Appoggiamo pienamente'' quanto stabilito dal G7, afferma il commissario europeo agli affari Economici, Joaquin Almunia, secondo il quale l'azione del G7 ''e' in linea con le conclusioni dell'Ecofin''. ''Nessuna banca sara' lasciata fallire''' assicura il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, plaudendo anche al vertice che si terra' a Parigi domanica prossima. Analoga la rassicurazione arrivata da Tremonti: l'obiettivo del governo italiano e' quello di ''salvare tutte le banche'' e non solo quelle ''sistemiche'' come scritto nel comunicato finale. La parole ''sistemiche'' e' stata introdotta peraltro su richiesta degli Stati Uniti dopo l'esperienza di Lehman Brothers e mentre alcuni istituti di minore dimensione continuano a fallire.
L'accordo e' una ''cornice organica'' entro la quale fare scattare gli interventi dei vari paesi per fornire liquidita' ai mercati e per proteggere i consumatori, spiega Paulson, sottolineando che gli Stati Uniti andranno avanti con il piano di acquisto di quote nelle istituzioni finanziarie e che lo faranno in tempi stretti, ma effettuando scelte oculate. Paulson, nel commentare la riunione, constata la ''soddisfazione'' di Tremonti per l'accordo: pur non sapendo esattamente ''cosa intendesse'' il ministro italiano quando ha detto che il comunicato al quale si stava lavorando sembrava debole, il segretario al Tesoro spiega che la bozza alla quale di riferiva Tremonti era ''standard'' e quindi venivano affrontati diversi temi. ''Ma di fronte alla situazione attuale si e' deciso di concordare il piano di cinque punti'' per affrontare la crisi. E Tremonti ''e' apparso soddisfatto'' del testo raggiunto, cosi' come il governatore Draghi.
EUROPA BRUCIA 400 MILIARDI, ALTALENA A WALL STREET
ROMA - Dopo gli assestamenti che seguono la chiusura, il Dow Jones ha leggermente accentuato le perdite, cedendo l'1,48% a 8.452,23 punti. Il Nasdaq chiude in leggero positivo, +0,27%, a 1.649,51 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,10% a 899,95 punti. Per le Borse europee e' stato un venerdi' da brividi: bruciati in una sola seduta quasi 400 miliardi di capitalizzazione (396 miliardi per la precisione). A tanto ammonta il conto pagato dai listini del Vecchio Continente nel giorno in cui l'indice paneuropeo, Dj Stoxx 600, è precipitato del 7,6% per cento. Il saldo negativo della settimana nera ammonta quindi ad una flessione complessiva del 22 per cento, la peggiore dalla crisi di ventuno anni fa (1987). A Piazza Affari. L'ultimo Mibtel ha segnato un calo del 6,54% a 15.438 punti e lo S&P/Mib del 7,14% a 20.309 punti. La Borsa di Londra ha chiuso in calo dell'8,85%, con l'indice Ft100 a quota 3.932,06 punti. Si tratta del più forte ribasso in un giorno dopo quello del lunedì nero del 1987. In calo del 7.73% Parigi, con l'indice Cac40 che ha perso 266,21 punti, a quota 3.176,49 punti. Francoforte ha perso il 7,01%, con l'indice Dax a quota 4.544,31 punti
dell'inviato Federico Garimberti
NAPOLI - E' l'ennesima giornata nera per le Borse. L'obiettivo di Silvio Berlusconi è rassicurare mercati e risparmiatori. Ma una frase sulla possibilità di sospendere le contrattazioni dei listini per consentire la "riscrittura" delle regole della finanza mondiale, buttata là nel mezzo di un ragionamento su come uscire dalla crisi, scatena fibrillazioni e interrogativi. Tanto che è lo stesso presidente del Consiglio, a mercati ancora aperti, a dover chiarire immediatamente che si tratta solo di un'ipotesi giornalistica e che nessun leader ne ha mai parlato concretamente. Il Cavaliere è a Napoli per la riunione del Consiglio dei ministri che dovrebbe varare misure straordinarie in materia di rifiuti. Ma nella conferenza stampa, forse complice il fatto che l'approvazione del decreto legge è slittata, sceglie di parlare della situazione economica. Quella attuale è "una crisi nuova che non si può risolvere con metodi vecchi", servono "misure coordinate fra tutti" per dare "sollievo a situazione che continua ad essere pesante", è la sua premessa. Il tono è grave. Tanto che annuncia una "possibile riunione dei leader dell'Unione Europea a Parigi" per fare il punto sulla crisi dei mercati internazionali (ipotesi che poi sarà ufficializzata in serata). Non solo; nonostante le cautele della Casa Bianca, il premier conferma l'ipotesi di un G8 straordinario "nei prossimi giorni". Fatte le dovute premesse, Berlusconi ripete i motivi che devono indurre investitori e risparmiatori italiani a non cedere alla paura. "Non siamo in un momento di grande sviluppo, ma nemmeno in recessione", dice, sottolineando che l'Italia ha il sistema bancario "più solido d'Europa". Anzi, l'attuale momento potrebbe essere propizio per fare buoni affari, sfruttando il prezzo di titoli attualmente sottovalutati: "Dobbiamo essere più forti del panico e della follia: se si hanno delle azioni non bisogna assolutamente venderle, se invece si hanno liquidi io consiglio di comprare quelle azioni che valevano 10 un anno fa e che adesso valgono 2-3-4". E per essere ancora più chiaro, il premier cita espressamente due società: "E' il momento di comprare Eni e Enel, entrambe sottovalutate". La prima, in particolare, "avrà quest'anno un utile straordinario". Insomma, per Berlusconi bisogna mantenere sangue freddo. Certo, riconosce, "ciò che sta succedendo negli altri Paesi probabilmente" avrà "qualche conseguenza sull'economia reale", magari a causa di una diminuzione delle esportazioni. Ma sul piano finanziario, scandisce, "non vedo preoccupazioni". La sua paura, semmai, è che le banche stringano i cordoni della borsa, a danno soprattutto delle piccole e medie imprese, spina dorsale della nostra economia. Ecco perché, sostiene, serve una "pressione continuativa sulle banche e sui loro dirigenti affinché abbiano un po' più di coraggio del solito" nel concedere crediti. Quanto al dialogo con il centrosinistra, per Berlusconi non é un argomento che merita troppa attenzione. "Il rapporto maggioranza-opposizione in questa situazione non conta e non c'entra niente perché il livello della crisi non è neanche Europeo, ma addirittura mondiale", taglia corto. Poi, inaspettatamente, aggiunge: "Credo che siano abbastanza concordate le volontà di riscrivere le regole della finanza internazionale: si parla di una nuova Bretton Woods e si parla di sospendere i mercati per il tempo di scrivere queste nuove regole. Tutte ipotesi s cui ci si deve confrontare". Parole che scatenano i giornalisti. Tanto che, terminata la conferenza stampa, il premier viene letteralmente circondato. E lui, fin da subito, ridimensiona: "Qualcuno ha avanzato l'ipotesi di riscrivere le regole. Ne stiamo parlando, ma non c'é ancora nulla". Parole che, però, non chiudono il caso. E così, dopo pochi minuti, Berlusconi è costretto a tornare davanti a taccuini e registratori per dire che la sospensione è una possibilità che non esiste: "Non c'é nessuna adesione da parte mia ad una simile ipotesi che tra l'altro non è mai stata ventilata da alcun leader". Il Cavaliere spiega che sono "voci che si trovano sui giornali, io - aggiunge - l'ho sentita anche su una radio francese che diceva 'si deve...'". Certo, aggiunge, "bisogna inventarsi qualcosa" e "la riscrittura delle regole probabilmente è una cosa che si dovrà fare" tanto che "é stata evocata un po' da tutti". L'ultima battuta è sulle banche. E anche in questo caso per rassicurare: "Non ci sono situazioni così evidenti" come Unicredit; "ci sono, al massimo, situazioni in cui forse per migliorare le cose un minimo di aumento di capitale, non che sia necessitato, ma è utile". In ogni caso, conclude prima di infilarsi nella blindata, l'esame che Banca d' Italia sta svolgendo sul sistema del credito ha dato "risultati molto positivi" in quanto "nessun istituto è in difficoltà".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















