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Martedì, 14 Ottobre : 2008 di Thomas Bendinelli, Brescia Oggi
RAPPORTO ANNUALE. Nella classifica per l’ecosistema urbano siamo venticinquesimi: dieci gradini in più rispetto allo scorso anno, nove in meno guardando al 2006
Buono per trasporto pubblico, teleriscaldamento e verde urbano; pessimo per rifiuti, consumi idrici e aria: il ritratto di Brescia tratteggiato dall’annuale rapporto di Legambiente sull’ecosistema urbano (il report si basa sul 2007) evidenzia alcune eccellenze, ma anche diverse ombre.
Nella classifica generale (il podio è occupato da Belluno, Siena e Trento) la nostra città si situa al venticinquesimo posto, dieci gradini in più rispetto allo scorso anno, ma nove in meno rispetto a due anni fa. Restando in Lombardia, prima di Brescia si posizionano Mantova (12° posto), Pavia (16°), Bergamo (20°) e Como (21°). Alle nostre spalle stanno invece Varese (32°), Cremona (40°), Sondrio (41°), Lecco (44°), Milano (49°) e Lodi (51°).
Sono dati che inducono Legambiente regionale a sottolineare come siano finiti i bei tempi andati, quando la Lombardia sembrava il traino delle politiche ambientali a livello nazionale, e che fanno dire al presidente dell’associazione Damiano Di Simine che «le città lombarde sono state lasciate sole dal governo regionale: senza progetti, senza risorse, norme e incentivi per migliorare le proprie prestazioni di sostenibilità». Non solo, aggiunge il vicedirettore nazionale di Legambiente Andrea Poggio: «Se il confronto fosse a livello europeo e non solo italiano, le cose andrebbero anche peggio».
BRESCIA è al 25° posto nella classifica generale, ma notevoli sono le differenze che portano a questo risultato. I risultati migliori arrivano dal capitolo «Ambiente e verde»: tralasciando l’86esima posizione rispetto alle isole pedonali, buona la performance per quanto riguarda piste ciclabili (12esima con quasi 20 metri a testa), verde urbano fruibile (28esima con oltre 15 metri quadrati per abitante), verde urbano totale e zone a traffico limitato (6,56 metri quadrati per abitante), un dato quest’ultimo destinato però a scendere nel futuro.
Non brillante la situazione dell’acqua: rispetto ai consumi idrici siamo in 90esima posizione (221 litri al giorno per abitante), sprechiamo il 19 per cento dell’acqua immessa nella rete, siamo a metà classifica nella depurazione e scendiamo verso il fondo per la presenza di nitrati.
SE IL DATO sulla pubblica amministrazione è buono per capacità di risposta (19esimi), eco management (quarti), pianificazione e partecipazione ambientale (terzi) - con l’unico neo nei certificati Iso (55esimi) -, peggio vanno le politiche dei rifiuti. La raccolta differenziata ci vede al 39 per cento e in 24esima posizione, ma nella produzione dei rifiuti pro capite siamo in 92esima posizione con 746 chilogrammi a testa.
Per dare l’idea, la capofila Belluno ha una produzione pro capite di 392 chilogrammi e una raccolta differenziata del 57 per cento, mentre a Novara si hanno 467 kg di produzione rifiuti e il 67 per cento di raccolta differenziata. Nel capitolo Trasporto e auto i risultati migliori arrivano dal trasporto pubblico, mentre siamo un po’ indietro nella qualità del parco auto e soprattutto rispetto al tasso di motorizzazione, con 64 auto circolanti ogni 100 abitanti. E l’aria? Come sempre non è un bel capitolo, con una media annua di polveri sottili (71esimi a livello nazionale) di 42 microgrammi al metro cubo, e posizioni in classifica simili rispetto a biossido di azoto e ozono.
Risultati buoni arrivano invece dal capitolo Energia: secondi nel teleriscaldamento dopo Mantova, in buona posizione sul fotovoltaico e solare termico, il vero grande neo riguarda il consumo pro capite di carburante: 505 litri a testa ogni anno, il doppio rispetto a Enna e a Napoli, dove magari saranno più indisciplinati alla guida, ma senz’altro sono più parsimoniosi.
L’ASSESSORE E L’EX. Lei ammette che qualcosa di buono è stato fatto. Lui ricorda che i meriti sono delle sue politiche
L’assessore all’Ambiente del Comune, Paola Vilardi, riconosce i miglioramenti in classifica generale ottenuti dal Comune di Brescia nel rapporto sull’ecosistema urbano di Legambiente, ma invita a entrare nel dettaglio dei singoli capitoli. «Di sicuro sul verde è stato fatto molto - afferma -, ma ad esempio sulle piste ciclabili, che pure risultano in buona posizione rispetto al contesto nazionale, secondo noi qualcosa di più e soprattutto di meglio si può fare».
Allo stesso modo sulle Zone a traffico limitato, riaperte in parte da questa amministrazione, l’assessore rileva che un rapporto dell’Aci invita a rivedere le politiche sulle ZTL, suggerendo che queste, con l’inquinamento delle città, non c’entrano molto. Insomma, si tratta di dati da prendere con le pinze e soprattutto si tratta di «scegliere» tra informazioni e rapporti contrastanti. Per il resto è indubbio che bisogna incentivare la diffusione di auto a metano e meno inquinanti, cosa che l’amministrazione si sta apprestando a fare rispetto al parco auto comunale. E sui rifiuti? «Bisogna aumentare la raccolta differenziata», osserva l’assessore Vilardi,
«Sono proprio dei pierini»: l’ex assessore all’ambiente Ettore Brunelli non si trattiene e commenta in questo modo il rapporto sull’Ecosistema urbano. «I dati si riferiscono all’operato della nostra Amministrazione - ricorda -: lo scorso anno gli attuali governanti hanno chiesto le mie dimissioni perché eravamo scesi in classifica, mi piacerebbe sapere cosa hanno da dire ora che siamo risaliti di dieci posizioni». Ma toltosi questo sassolino, Brunelli invita a non fare trionfalismi. «Mi sembra che la situazione complessiva delle città non sia buona». E Brescia? Paga lo scotto delle sue ricchezze, ma qualcosa si è fatto, dove si poteva. Vale per le piste ciclabili, il verde urbano, il trasporto pubblico, le ZTL («A proposito: se quest’anno siamo in 14esima posizione, l’anno prossimo dove saremo?». Per il resto, conclude, «la strada da battere è quella del risparmio di energia, di acqua e di produzione dei rifiuti»
Buono per trasporto pubblico, teleriscaldamento e verde urbano; pessimo per rifiuti, consumi idrici e aria: il ritratto di Brescia tratteggiato dall’annuale rapporto di Legambiente sull’ecosistema urbano (il report si basa sul 2007) evidenzia alcune eccellenze, ma anche diverse ombre.
Nella classifica generale (il podio è occupato da Belluno, Siena e Trento) la nostra città si situa al venticinquesimo posto, dieci gradini in più rispetto allo scorso anno, ma nove in meno rispetto a due anni fa. Restando in Lombardia, prima di Brescia si posizionano Mantova (12° posto), Pavia (16°), Bergamo (20°) e Como (21°). Alle nostre spalle stanno invece Varese (32°), Cremona (40°), Sondrio (41°), Lecco (44°), Milano (49°) e Lodi (51°).
Sono dati che inducono Legambiente regionale a sottolineare come siano finiti i bei tempi andati, quando la Lombardia sembrava il traino delle politiche ambientali a livello nazionale, e che fanno dire al presidente dell’associazione Damiano Di Simine che «le città lombarde sono state lasciate sole dal governo regionale: senza progetti, senza risorse, norme e incentivi per migliorare le proprie prestazioni di sostenibilità». Non solo, aggiunge il vicedirettore nazionale di Legambiente Andrea Poggio: «Se il confronto fosse a livello europeo e non solo italiano, le cose andrebbero anche peggio».
BRESCIA è al 25° posto nella classifica generale, ma notevoli sono le differenze che portano a questo risultato. I risultati migliori arrivano dal capitolo «Ambiente e verde»: tralasciando l’86esima posizione rispetto alle isole pedonali, buona la performance per quanto riguarda piste ciclabili (12esima con quasi 20 metri a testa), verde urbano fruibile (28esima con oltre 15 metri quadrati per abitante), verde urbano totale e zone a traffico limitato (6,56 metri quadrati per abitante), un dato quest’ultimo destinato però a scendere nel futuro.
Non brillante la situazione dell’acqua: rispetto ai consumi idrici siamo in 90esima posizione (221 litri al giorno per abitante), sprechiamo il 19 per cento dell’acqua immessa nella rete, siamo a metà classifica nella depurazione e scendiamo verso il fondo per la presenza di nitrati.
SE IL DATO sulla pubblica amministrazione è buono per capacità di risposta (19esimi), eco management (quarti), pianificazione e partecipazione ambientale (terzi) - con l’unico neo nei certificati Iso (55esimi) -, peggio vanno le politiche dei rifiuti. La raccolta differenziata ci vede al 39 per cento e in 24esima posizione, ma nella produzione dei rifiuti pro capite siamo in 92esima posizione con 746 chilogrammi a testa.
Per dare l’idea, la capofila Belluno ha una produzione pro capite di 392 chilogrammi e una raccolta differenziata del 57 per cento, mentre a Novara si hanno 467 kg di produzione rifiuti e il 67 per cento di raccolta differenziata. Nel capitolo Trasporto e auto i risultati migliori arrivano dal trasporto pubblico, mentre siamo un po’ indietro nella qualità del parco auto e soprattutto rispetto al tasso di motorizzazione, con 64 auto circolanti ogni 100 abitanti. E l’aria? Come sempre non è un bel capitolo, con una media annua di polveri sottili (71esimi a livello nazionale) di 42 microgrammi al metro cubo, e posizioni in classifica simili rispetto a biossido di azoto e ozono.
Risultati buoni arrivano invece dal capitolo Energia: secondi nel teleriscaldamento dopo Mantova, in buona posizione sul fotovoltaico e solare termico, il vero grande neo riguarda il consumo pro capite di carburante: 505 litri a testa ogni anno, il doppio rispetto a Enna e a Napoli, dove magari saranno più indisciplinati alla guida, ma senz’altro sono più parsimoniosi.
L’ASSESSORE E L’EX. Lei ammette che qualcosa di buono è stato fatto. Lui ricorda che i meriti sono delle sue politiche
Allo stesso modo sulle Zone a traffico limitato, riaperte in parte da questa amministrazione, l’assessore rileva che un rapporto dell’Aci invita a rivedere le politiche sulle ZTL, suggerendo che queste, con l’inquinamento delle città, non c’entrano molto. Insomma, si tratta di dati da prendere con le pinze e soprattutto si tratta di «scegliere» tra informazioni e rapporti contrastanti. Per il resto è indubbio che bisogna incentivare la diffusione di auto a metano e meno inquinanti, cosa che l’amministrazione si sta apprestando a fare rispetto al parco auto comunale. E sui rifiuti? «Bisogna aumentare la raccolta differenziata», osserva l’assessore Vilardi,
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















