Home    Forum    Cerca    FAQ    Iscriviti    Login
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione Pagina 1 di 1
 
Pietro MASO in semilibertà: sviluppi
Autore Messaggio
Rispondi Citando  
Messaggio Pietro MASO in semilibertà: sviluppi 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.

Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"

Image = News con documentazione video




Martedì, 14 Ottobre : 2008  L'unione Sarda

Semilibertà per Pietro Maso
Image


Nel 1991 uccise i genitori. Il tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso all'uomo, condannato a 30 anni per aver ucciso i propri genitori, il regime di semilibertà.  Nuovo capitolo nella vicenda di Pietro Maso. Il tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso all'uomo, condannato a 30 anni per aver ucciso i propri genitori, il regime di semilibertà.

L'OMICIDIO Il 16 aprile 1991 Pietro Maso, allora 19enne, assieme a tre amici, uccide i genitori con cui viveva a Montecchia di Crosara (Verona). Il duplice omicidio viene denunciato dallo stesso Pietro, che sostiene di aver trovato i corpi dei genitori, Antonio e Rosa, vicino ad una scala interna di casa in una pozza di sangue al ritorno dalla discoteca. I coniugi Maso, stabilirà l'autopsia, sono stati uccisi con delle bastonate alla testa facendo pensare alla rapina. I carabinieri sono insospettiti dallo strano atteggiamento del giovane, che si dimostra pronto a collaborare con loro rimanendo freddo e distaccato rispetto alla tragedia avvenuta in casa. Dopo tre giorni di interrogatori, Pietro e i suoi tre amici - Giorgio Carbognin, Paolo Cavazza e B.D., di appena 17 anni - cedono e confessano il duplice omicidio. Sconcertante il movente. Il delitto è stato progettato affinché Maso ereditasse i soldi dei genitori e potesse mantenere lo stile di vita che lo ha fatto emergere tra gli amici.

SORELLE Dalle indagini è emerso che Pietro aveva pensato anche di eliminare le sue due sorelle, per essere l'unico erede di tutte le sostanze paterne. All'epoca ha fatto scalpore la perizia affidata dall'accusa al prof. Vittorino Andreoli, che oltre a escludere che i tre fossero incapaci di intendere e volere, ha puntato il dito contro la società in cui il duplice delitto si inseriva.

CONDANNE Maso è stato condannato dai giudici di Verona, il 29 febbraio 1992, a 30 anni di reclusione; 26 anni a Carbognin e Cavazza. Tredici anni, invece, al minore. In appello, Maso produce una lettera di pentimento; è l'inizio di un ravvedimento che è proseguito in silenzio in carcere, dove ha tenuto un comportamento ineccepibile (impegnandosi anche come attore in un musical, con altri detenuti).

Image

  





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
Offline Profilo Invia Messaggio Privato
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio Venti anni fa uccise i genitori Carretta firma per l'eredità 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.

Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"

Image = News con documentazione video




Mercoledì, 15 Ottobre : 2008 La Stampa

Venti anni fa uccise i genitori
 Image
Carretta firma per l'eredità

    
L'uomo riceve la casa della strage e quarantamila euro

PARMA - La casa dove il 4 agosto ’89 uccise a colpi di pistola il padre Giuseppe, la madre Marta Chezzi e il fratello Nicola è di nuovo sua. Come era stato deciso a maggio con l’accordo che chiuse la querelle sull’eredità con le zie. Ma quella casa fa tornare a galla vecchi fantasmi. Ferdinando Carretta spiega di aver pensato molto ultimamente ai suoi familiari, ma sa che «quello che è stato non potrà mai essere cancellato». Non solo: «La tragedia poteva essere evitata. Se io mi fossi curato, quello che è successo non sarebbe mai accaduto».

L’uomo nel ’99 fu assolto perchè incapace di intendere e volere al momento del fatto. La sentenza dispose il suo ricovero nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano, dove è rimasto sette anni e mezzo. Ora è in libertà vigilata: vive da due anni in una comunità riabilitativa a Barisano, nel forlivese, lavora come impiegato. Ieri ha firmato davanti al notaio di Parma Carlo Maria Canali i documenti che sanciscono definitivamente il suo possesso della casa della strage nell’ambito dell’accordo trovato con le zie Paola Carretta, Adriana e Carla Chezzi. Accordo che chiuse nei mesi scorsi la causa civile innescata anni fa per l’eredità di famiglia. Un ’mix’ di appartamenti e denaro per 700.000 euro.

A Ferdinando, oltre alla casa, andranno circa 40.000 euro. Ferdinando Carretta però non tornerà a vivere nella casa di via Rimini a Parma che rischia di essere ricordata per sempre come quella della strage. «Non me la sento», ha spiegato. L’appartamento è in affitto, e Carretta ha detto che riscuoterà il canone. Forse la venderà. Ma Ferdinando non ha nemmeno intenzione di tornare a Parma. Pensa di restare nel forlivese. In comunità, ha spiegato, non è libero. «Non posso fare quello che voglio - ha detto - anche se c’è chi pensa il contrario. Devo rispettare gli orari imposti dalla comunità. Posso lavorare, naturalmente, ma se desidero allontanarmi dalla città o assentarmi negli orari non previsti devo chiedere il permesso. E la notte, devo dormire in comunità». Nel suo futuro Carretta vede «un lavoro stabile, ma anche una famiglia».

Anche figli, ma «quando avrò trovato la persona giusta». Perchè, spiega, è uscito con alcune ragazze, ma «non ho ancora la fidanzata». Carretta fu trovato dai carabinieri nel ’98 a Londra, dove lavorava come ’pony express’, e confessò alle telecamere del programma di Raitre ’Chi l’ha visto?’ di aver ucciso in casa i familiari e di averne occultato i cadaveri in una cava della provincia. È questo, ha detto, l’altro peso enorme con cui deve fare oggi i conti: il fatto che quei corpi non siano mai stati ritrovati.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Mostra prima i messaggi di:
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione  Pagina 1 di 1
 

Online in questo argomento: 0 Registrati, 0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti Registrati: Nessuno


 
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti
Non puoi rispondere ai Messaggi
Non puoi modificare i tuoi Messaggi
Non puoi cancellare i tuoi Messaggi
Non puoi votare nei Sondaggi
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi scaricare gli allegati in questo forum
Non puoi inserire eventi calendario in questo forum