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Pecorella e la strage di piazza Loggia
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Mercoledì, 15 Ottobre : 2008 L'Unità

Pecorella e la strage di piazza Loggia

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Piazza Loggia, monumento in ricordo della strage


I guai giudiziari di Gaetano Pecorella cominciano tra il 2001 e il 2002, quando il suo nome finisce in un'indagine della Procura di Brescia legata a quella sulla strage di piazza della Loggia. L'accusa, per l'ex presidente della commissione Giustizia della Camera, è quella di favoreggiamento: Pecorella avrebbe infatti passato una somma di denaro al pentito Martino Siciliano per fargli ritrattare, secondo quanto racconta lo stesso pentito, alcune dichiarazioni. Il tutto per scagionare Delfo Zorzi, esponente di Ordine Nuovo, dall'accusa di aver venduto il materiale usato per la strage.

Siciliano, secondo l'accusa, dietro compenso avrebbe scritto un memoriale in cui ritrattava molte dichiarazioni e arrivava a sostenere l'innocenza di Zorzi. Il pentito, però, è stato arrestato alla fine del 2003 grazie alle dichiarazioni di Giuseppe Fisanotti, personaggio veronese in passato legato all'estrema destra. I magistrati titolari del fascicolo, scoperto che Siciliano era tornato in Italia e non credendo alla versione del memoriale, avevano intercettato le loro conversazioni. Siciliano aveva raccontato a Fisanotti di avere ricevuto fin dal 1997 compensi da Delfo Zorzi. Aveva anche raccontato che al processo per la strage di Piazza Fontana, il 20 settembre del 2000, non si era presentato perchè Delfo Zorzi gli aveva promesso denaro, così come glielo aveva promesso per il memoriale. Una storia complicata che ha fatto finire nei guai anche i legali di Zorzi - oltre a Gaetano Pecorella, i colleghi Franchini e Mangiarotti - e quello dello stesso Siciliano, Fausto Maniaci.

Nelle conversazioni con Fisanotti, intercettate dai carabinieri, Siciliano aveva spiegato infatti di avere intrattenuto rapporti con i legali di Zorzi, da molti anni diventato cittadino giapponese. Anche gli avvocati, quindi, sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Brescia con l'accusa di favoreggiamento. Franchini e Mangiarotti sono stati assolti in via definitiva con formula piena. Per Pecorella, invece, l'indagine è rimasta aperta. Almeno fino al 2009, quando il reato cadrà in prescrizione.

  





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