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Domenica, 26 Ottobre : 2008
ROMA - Le famiglie italiane arrivano alla cassa con sempre meno cibo nel carrello della spesa: segno che la corsa dei prezzi e la crisi economica toccano ormai anche i consumi alimentari, tradizionalmente il settore più al riparo dalle fluttuazioni congiunturali. A rilevarlo è la consueta ricerca realizzata con dati Infoscan Census, inviati a Iri da un sistema di 7.070 tra ipermercati, supermercati e i grandi negozi detti 'superette' (che rappresentano una proiezione del 100% della distribuzione organizzata italiana). Da maggio ad agosto di quest'anno, spiega la ricerca, si è consolidata una flessione degli acquisti in volume presso la grande distribuzione organizzata, che non viene risollevata neanche dal dato lievemente positivo di agosto (+0,4%), arrivato dopo tre flessioni consecutive (-0,8%, 0,1%, -0,9%): i problemi stavolta non riguardano, come avviene da tempo, solo i prodotti per la cura della casa e della persona, ma anche gli alimentari, in cui si concentra il 66% dei 48,6 miliardi di euro spesi dalle famiglie nel canale distributivo. Anche la tendenza degli alimentari, con una crescita sempre più contenuta da gennaio in poi, infatti, "mostra chiaramente un deterioramento progressivo della domanda, sino a chiudere il mese di agosto con un -0,4% rispetto all'anno precedente". Tra i vari prodotti presi in considerazione, spiccano i cali dei prodotti derivati dal grano: merendine -4,3%, biscotti -3,1%, pasta di semola -1,6%. In flessione anche il caffé macinato (-1,7%) e il latte a lunga conservazione (-0,8%).
La cinghia degli italiani, insomma, si stringe sempre di più e tocca anche la tavola. "All'aumentare della profondità della crisi economica - spiega la ricerca - il comportamento di acquisto è diventato sempre più drastico". Inizialmente sono stati penalizzati i prodotti per la cura della persona e della casa, anche in assenza di inflazione: nel contempo è incrementato l'acquisto dei prodotti a marchio (quelli che espongono il logo del punto vendita), mentre cresceva la tendenza ad abbassare il mix dei prodotti acquistati. "L'ultimo atto di questo cambiamento - conclude la ricerca - è la flessione dei volumi anche dell'alimentare, che è il comparto più importante ma anche quello storicamente meno elastico alla congiuntura economica". A pesare è naturalmente la corsa dei prezzi: se infatti il dato complessivo dei volumi venduti nei mesi maggio-agosto è in calo, la spesa risulta in rialzo del 4,3%. Per questo, a fronte della debolezza della domanda i punti vendita si rifugiano sempre più spesso nelle promozioni, che tornano a crescere dopo mesi di flessione: ad agosto le 'offerte' sono cresciute dello 0,6%, dopo il +0,8% di luglio e il +1,1% di giugno. Uno strumento, questo, che tuttavia non è sufficiente a far invertire la tendenza e a stimolare la domanda: le vendite dei prodotti messi in promozione, infatti, negli ultimi tre mesi sono calate dal 21,8% al 18,8% del totale.
La cinghia degli italiani, insomma, si stringe sempre di più e tocca anche la tavola. "All'aumentare della profondità della crisi economica - spiega la ricerca - il comportamento di acquisto è diventato sempre più drastico". Inizialmente sono stati penalizzati i prodotti per la cura della persona e della casa, anche in assenza di inflazione: nel contempo è incrementato l'acquisto dei prodotti a marchio (quelli che espongono il logo del punto vendita), mentre cresceva la tendenza ad abbassare il mix dei prodotti acquistati. "L'ultimo atto di questo cambiamento - conclude la ricerca - è la flessione dei volumi anche dell'alimentare, che è il comparto più importante ma anche quello storicamente meno elastico alla congiuntura economica". A pesare è naturalmente la corsa dei prezzi: se infatti il dato complessivo dei volumi venduti nei mesi maggio-agosto è in calo, la spesa risulta in rialzo del 4,3%. Per questo, a fronte della debolezza della domanda i punti vendita si rifugiano sempre più spesso nelle promozioni, che tornano a crescere dopo mesi di flessione: ad agosto le 'offerte' sono cresciute dello 0,6%, dopo il +0,8% di luglio e il +1,1% di giugno. Uno strumento, questo, che tuttavia non è sufficiente a far invertire la tendenza e a stimolare la domanda: le vendite dei prodotti messi in promozione, infatti, negli ultimi tre mesi sono calate dal 21,8% al 18,8% del totale.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















